EDITORIALE

I bambini Rom e il diritto allo studio

In questi giorni ho ricevuto diverse segnalazioni in merito allo sgombero dell’insediamento Rom di via Giuseppe Mirri, nell’ex deposito Cotral nel quartiere di Casalbertone a Roma, nel quale risiedevano numerosi bambini. L’Autorità garante segue l'evolversi della situazione e ha già provveduto, come di regola, all'istruzione del caso, sentendo tutti i soggetti coinvolti (istituzioni, scuola, associazioni). Continuerò a mantenere sempre alta l'attenzione sul tema di una integrazione scolastica reale e partecipata e dell’inclusione sociale dei minorenni Rom, anche al di là delle situazioni di emergenza che di volta in volta si possono verificare.
Sia l’Unione Europea che il Consiglio di Europa da anni sollecitano gli Stati membri a promuovere politiche di integrazione e di inclusione delle comunità Rom, con una speciale attenzione alle misure per la partecipazione scolastica. Nel 2012 l’Italia ha approvato la “Strategia italiana per l’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti”, che prevede una serie di misure finalizzate, fra l’altro, ad affermare l’uguaglianza, la parità di trattamento e la titolarità dei diritti fondamentali e dei doveri inderogabili della popolazione Rom.
Nella stessa direzione, l’applicazione di quanto previsto sul tema dal IV Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva è fondamentale per consentire anche ai bambini e agli adolescenti di origine Rom la possibilità di accedere a un percorso scolastico continuativo che permetta loro di sviluppare al massimo le loro legittime aspirazioni. Per questo auspico che il Piano possa essere approvato definitivamente quanto prima.