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Il protocollo siglato al Foro Italico di Roma in occasione della Settimana europea dello sport.

La Sottosegretaria di Stato con delega allo sport Valentina Vezzali l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti hanno firmato questa mattina al Foro Italico a Roma un protocollo d’intesa per diffondere la cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in ambito sportivo e per garantire il diritto allo sport dei minorenni. L’accordo, firmato in occasione della Settimana europea dello sport, mira ad attivare percorsi di formazione rivolti a tecnici e operatori sportivi sulla Convenzione di New York, sulle funzioni dell’Autorità garante, sul sistema di tutela dei minori e sul ruolo della comunità educante nella pratica sportiva. L’accordo inoltre intende assicurare l’accesso alle attività sportive in condizioni di parità di genere

“È importante responsabilizzare gli allenatori, che al pari degli insegnanti, hanno funzioni educative e pertanto devono rendersi capaci di interpretare le esigenze dei giovani” commenta Carla Garlatti. “Va rafforzata la loro consapevolezza circa le diverse funzioni alle quali assolve l’attività sportiva: non solo quella di promozione della salute e del benessere, ma anche quella ricreativa, inclusiva, relazionale e di occasione di realizzazione della propria personalità”. Ai tecnici sportivi va riconosciuto anche un ruolo di “sentinella” rispetto a eventuali casi di maltrattamento e altre violazioni dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per questo il protocollo mira anche a promuovere occasioni di formazione mirata, oltre che momenti di ascolto e confronto in materia di sport.  

“L’attività sportiva è una straordinaria agenzia valoriale e soprattutto è il veicolo attraverso cui trasmettere questi insegnamenti. Lo sport è il luogo dove i bambini sperimentano e imparano valori importanti quali ad esempio il rispetto. Dobbiamo lavorare affinché lo sport sia un luogo sicuro. Ho già avviato interlocuzioni con associazioni, enti, organismi sportivi e sociali, per lavorare insieme a una policy contro gli abusi in ambito sportivo. L’impegno comune che sottoscriviamo oggi con l’Autorità garante va proprio in questa direzione, ritengo che non stiamo scrivendo documenti ma definendo un insieme di regole, e lo sport è proprio questo: il rispetto delle regole e degli altri” conclude Valentina Vezzali

26/06/2021

“Siamo tutti chiamati a prestare attenzione alle manifestazioni di disagio e difficoltà dei ragazzi. Nessuno può restare indifferente di fronte al consumo di droga: né le istituzioni, né le famiglie, né la comunità. I segnali vanno colti e riconosciuti, anche attraverso l’ascolto e il confronto; può essere un insegnante, un amico, un familiare o un allenatore a intercettarli. Nessuno può quindi pensare di delegare ad altri il dovere di intervenire, né può immaginare di agire da solo. Un ragazzo che sperimenta la dipendenza va supportato attraverso la collaborazione in rete delle famiglie, della scuola, dei servizi socio sanitari, delle forze di polizia e di tutte le istituzioni coinvolte”.

A dichiararlo è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, in occasione della “Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga” del 26 giugno. “Non è solo questione di diritto alla salute e al benessere dei ragazzi. Il consumo di stupefacenti mina il futuro di generazioni che, non dimentichiamolo, sono state segnate anche da un periodo a dir poco difficile. Perché arrivi una risposta è necessario il coinvolgimento di tutti, anche dei coetanei”.

L’Autorità garante lancia il 26 giugno una campagna di comunicazione su Instagram, Twitter e Facebook con lo slogan “Io dipendo solo da me”, ideata dalla Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Agia. I contenuti dei post sono stati elaborati dai ragazzi, tutti tra i 14 e i 17 anni, dopo aver discusso e approfondito il tema, anche con esponenti della Polizia di Stato impegnati nel contrasto all’uso degli stupefacenti. Attraverso la campagna social l’Autorità garante vuole dar seguito a quanto previsto dalla Strategia dell’UE in materia di droga per il periodo 2021-2025, che invita gli Stati a promuovere azioni di prevenzione che possano raggiungere la popolazione giovanile sfruttando appieno i nuovi canali di comunicazione digitale e favorendo relazioni positive con i coetanei e gli adulti.

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