Minorenni autori di reato e vittime: “Una legge per la mediazione penale nel procedimento minorile”

Approvare una legge che introduca in Italia la possibilità di ricorrere alla mediazione penale nei procedimenti minorili e assicurare una presenza uniforme sul territorio nazionale dei servizi che la garantiscono. È quanto ha chiesto oggi l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) a Governo e Parlamento, in occasione del convegno “Incontrare la giustizia, incontrarsi nella giustizia” tenutosi questa mattina alla Camera dei Deputati. 

La mediazione penale consente un incontro che sembra impossibile, quello tra reo e vittima. Far incontrare, su base volontaria e assistiti da mediatori, i ragazzi che delinquono e le vittime dà la possibilità a queste ultime di vedersi riconosciute, di trovare ascolto, sostegno e una forma di riparazione. Permette invece ai primi di toccare con mano le conseguenze delle proprie azioni. Diventa luogo per la ricostruzione della fiducia e aiuta a comprendere che si è responsabili non per qualcosa, ma verso qualcuno” dice la Garante Filomena Albano. “Per la comunità, poi, è l’occasione per diffondere attraverso l’esperienza il senso delle regole, reinserire nella società ragazzi più consapevoli, aumentare il senso di sicurezza collettiva”.

Filomea Albano

Filomena Albano (foto di questa pagina: Camera dei Deputati)

Mediazione anche per gli under 14

Piuttosto poi che abbassare l’età dell’imputabilità a 12 anni – prosegue la Garante Filomena Albano – andrebbe inserito l’invito ai ragazzi minori di 14 anni che commettono un reato ad accedere alla mediazione penale”. L’Autorità garante conferma la propria contrarietà a un’incriminabilità degli under 14 e precisa: “Il fatto che non si intervenga penalmente non significa non intervenire. Anzi, bisogna essere tempestivi, approntare un intervento educativo proporzionato alla lacuna da colmare e la giustizia riparativa può essere uno strumento prezioso in questo senso”.

Giustizia penale e giustizia riparativa

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha illustrato le raccomandazioni inserite nel documento dell’Agia “La mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile”. “La giustizia penale – dice – e quella riparativa possono coesistere: la prima è quella della spada e della bilancia, la seconda è quella dell’ago e del filo, che ricuce e guarda al futuro”. Serve però una normativa ad hoc. “È la stessa legge istitutiva che assegna all’Autorità garante il compito di promuovere la cultura della mediazione – spiega Filomena Albano – Inoltre a sollecitare agli Stati l’introduzione della mediazione penale nel procedimento penale minorile sono anche l’Onu e il Consiglio d’Europa. Nell’attesa l’invito ai magistrati minorili è di incentivare l’utilizzo degli strumenti di giustizia riparativa, anche per dare uno spazio di ascolto alle vittime”.  In occasione del convegno sono stati presentati due pieghevoli, di cui uno tascabile per i ragazzi, realizzati dall’Agia e illustrati da Ilaria Orzali, destinati a essere diffusi nei 29 distretti minorili italiani per promuovere la mediazione penale.

Il convegno

Tra i partecipanti ai lavori, moderati dalla giornalista Nadia Zicoschi, la vice presidente della Camera Mara Carfagna intervenuta con un saluto scritto, la consigliera Loredana Micciché per il CSM e il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin. Sono intervenuti Vincenzo Starita, direttore generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e i professori Claudia Mazzucato e Pasquale Bronzo. Le esperienze di mediazione sono state raccontate da Giuseppe Spadaro presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna, da Elena Buccoliero (Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati) e dai mediatori Annina Sardara (Sassari), Giovanni Ghibaudi (Torino) e Alessandra Mercantini (Catanzaro). L’attore Andrea Amato ha dato voce ai ragazzi leggendo lettere e testimonianze.

 

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