Indagine sull’ascolto delle persone di minore età in sede giurisdizionale in Italia 

È stato pubblicato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza “Il diritto all’ascolto delle persone di minore età in sede giurisdizionale”. Si tratta di un’indagine su come il diritto previsto dalla Convenzione Onu viene attuato in Italia dai tribunali per i minorenni, dai tribunali ordinari e dalle relative procure della Repubblica. La pubblicazione, realizzata in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti, è scaricabile in formato pdf dal sito dell’Autorità.

Le previsioni normative

Il diritto all’ascolto in ogni procedura giudiziaria e amministrativa che li riguardi è riconosciuto a bambini e ragazzi dall’articolo 12 della Convenzione di New York. L’ascolto dei minorenni è un diritto disciplinato anche nell’ordinamento italiano. Esso deve essere garantito nei procedimenti relativi all’affidamento ai genitori e alla responsabilità genitoriale e, comunque, in tutti quelli che incidono sullo status del minorenne, compresi i procedimenti di tutela.

Prassi non omogenee sul territorio nazionale 

Nonostante il nostro ordinamento abbia avvertito l’esigenza di assicurare al minorenne la possibilità di esprimere le proprie idee e di far sentire la propria voce, la legge non ne disciplina nel dettaglio le modalità. E così si sono consolidate una serie di prassi nell’ascolto dei minorenni all’interno degli uffici giudiziari. “La non omogeneità di tali prassi ha così fatto emergere la necessità di scattare una fotografia sulle modalità operative del diritto all’ascolto sul territorio nazionale” spiega la Garante Filomena Albano.

Indagine tra tribunali e relative procure

È stata svolta un’indagine quantitativa e, in parte, qualitativa attraverso un questionario che ha cercato di far emergere tutti gli aspetti del diritto all’ascolto: dalla preparazione del minore di età fino alla restituzione di quanto emerso. Sono stati coinvolti i 29 tribunali per i minorenni italiani e le relative procure e un campione di 22 tra tribunali ordinari e procure della Repubblica. La ricerca che ne è scaturita restituisce una serie di dati sui procedimenti, sulla valutazione delle capacità di discernimento del minorenne, sulle motivazioni dei provvedimenti, sull’informazione data ai minori di età, sulle nomine di curatori speciali, sull’ascolto diretto e indiretto, sull’omesso ascolto e sulle audizioni protette. Sono stati raccolti protocolli e linee guida stipulati tra tribunali e altri soggetti coinvolti.

Un diritto generalmente garantito 

L’indagine fa emergere che l’ascolto è un diritto generalmente garantito e che per la sua attuazione si tiene in particolare conto la capacità di discernimento del minorenne cercando, inoltre, di fare il possibile per salvaguardare il suo equilibrio psichico. E questo nonostante manchino spesso stanze adibite all’ascolto. In generale, poi, si rileva una mancanza di unitarietà a livello di modalità operative nei vari tribunali, il che crea maggiore incertezza e lascia spazio alla discrezionalità in un settore così delicato.