Diritto all’istruzione. Parlamento Ue: colmare il divario digitale

Il Comitato del Parlamento europeo per la cultura e l’istruzione ha lanciato l’allarme sul diritto dei minorenni all’istruzione durante i periodi di lockdown in Europa. Il 32% degli studenti in alcuni stati membri, secondo i parlamentari di Strasburgo, non ha avuto alcun accesso all’istruzione per diversi mesi.

Il timore è che questo comporterà anche una diminuzione dei livelli di reddito per un’intera generazione e avrà un impatto negativo sulla produttività e la competitività per l’intera Unione. Diventa pertanto una priorità immediata colmare il divario digitale con investimenti della Commissione in infrastrutture e strumenti, in particolare nelle aree periferiche e rurali.

"La principale lezione dalla crisi" causata dal coronavirus, secondo il Comitato, è che l'inclusione e le pari opportunità devono essere al centro delle future politiche di istruzione e formazione della Ue.

Le indicazioni sono contenute in una risoluzione del 23 settembre del Comitato adottata con 26 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astenuti. Il voto sulla risoluzione è stato calendarizzato per la seconda sessione plenaria di ottobre. La Commissione europea ha promesso di proporre un nuovo “pacchetto istruzione” per la fine del mese (aggiornamento del Digital education action plan 2018-2020).