Primo "si" alla legge sul cyberbullismo

È stato approvato al Senato con l’appoggio di tutti i gruppi Parlamentari il ddl 1261 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, prima firmataria la Sen. Elena Ferrara. I principali punti espressi nel ddl sono: formazione continua nelle scuole, un Tavolo interministeriale permanente per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno, un approccio non sanzionatorio che prevede l’introduzione della procedura di ammonimento.

Il ddl definisce il concetto di “cyberbullismo”: “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, qualunque forma di furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica”. La norma rafforza la possibilità per il genitore o il soggetto esercente la responsabilità del minorenne, vittima di cyberbullismo, di richiedere al gestore del sito internet di oscurare o rimuovere i dati che lo riguardano (se la rimozione non avviene entro 48 ore può rivolgersi al Garante per la privacy). “Bisogna essere chiari. Minacciare, ingiuriare, ledere i diritti e la dignità altrui in rete sono azioni che hanno precise conseguenze. Internet non è un Far west dove tutti possono fare tutto. La Rete offre molte opportunità e non è da demonizzare.

Ma bisogna conoscerne i pericoli ed evitarli” ha commentato il Garante Spadafora. “Ringrazio la senatrice Elena Ferrara, prima firmataria del DDL per aver messo al centro del discorso parlamentare questo fenomeno che va contrastato sia con l’intervento immediato a tutela dei minorenni, sia con un serio e strutturato processo educativo e di consapevolezza dei nostri ragazzi e di chi accompagna la loro crescita. E ringrazio la Polizia postale per l’ottimo lavoro che continua a fare” ha concluso. Inoltre verrà istituito un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, del quale l’Authority farà parte insieme ai rappresentati di diversi Ministeri, il Garante per la privacy, il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori e le organizzazioni non governative già coinvolte nel programma nazionale Safer internet center, che avrà compiti specifici per raggiungere gli obietti di tutela e promozione dell’utilizzo consapevole della rete. Il testo ora passerà al vaglio della Camera dei Deputati.