Permessi di soggiorno: “Uniformità verso i minori non accompagnati”

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha segnalato al capo del Dipar­timento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, prefetto Franco Gabrielli, che non tutte le Questure italiane rilasciano i “permessi di soggiorno per minore età” senza esigere la presentazione di documenti di identità. Questo nonostante due circolari ministeriali del 24 marzo e del 1° settembre 2017 abbiano escluso, già da un anno, l’obbligo di esibire un passaporto o un documento equivalente, quando non sia nell’immediata disponibilità del ragazzo.

Tale prassi – non in armonia con l’articolo 3 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 – investe i minori stranieri non accompagnati, i quali sono sul territorio italiano senza genitori o adulti di riferimento, non possono essere espulsi e nei cui confronti lo Stato, per legge, è obbligato al rilascio dei “permessi di soggiorno per minore età”. Coloro che infatti restano privi del permesso rischiano, da una parte, di incontrare difficoltà nella vita quotidiana, dall’altra, diventano soggetti in condizione di irregolarità, che una volta maggiorenni potrebbero rischiare l’espulsione.

“Nel corso di alcune visite di monitoraggio nelle strutture di prima accoglienza per minori non accom­pagnati, effettuate negli ultimi mesi, e a seguito di alcune segnalazioni istituzionali pervenuteci – osserva Albano – è emerso che ci sono comportamenti non uniformi tra Questure.  Alcune, infatti, rilasciano il permesso di soggiorno ai minori stranieri non accompagnati soltanto a fronte della presentazione di documenti di identità”. L’Autorità garante, nella nota inviata al prefetto Gabrielli, pur dichiarandosi consapevole dei tentativi posti in essere per ricercare adeguate soluzioni al sistema esistente di protezione delle persone di minore età, ha sottolineato come appaia “fondamentale che tali soluzioni operative debbano garantire comunque, all’atto della loro applicazione, uniformità di trattamento e omogeneità di servizi su tutto il territorio nazionale”.