Minorenni migranti tra Grecia e Turchia, l’Agia contatta l’Enoc

La situazione delle migliaia di bambini migranti – accompagnati dai genitori e non – che si trovano sul confine tra Grecia e Turchia preoccupa l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Per questa ragione la Garante Filomena Albano ha avviato i primi contatti con l’Enoc, la rete europea dei garanti. “Non può non destare preoccupazione la condizione dei minorenni, in particolare quelli del campo profughi di Moria, sull’isola di Lesbo. Un non luogo, sovraffollato sopra ogni capacità, nel quale i più piccoli sarebbero arrivati a tentare atti autolesionistici”.

“Occorre – prosegue Filomena Albano – che l’Europa se ne faccia carico, applicando il principio di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità nei loro confronti come previsto dal trattato sul funzionamento della Ue. I piccoli migranti dovrebbero essere trasferiti senza ritardo dalla Grecia negli altri stati membri”.

La tutela delle persone di minore età discende dalla Convenzione di New York, la quale impone agli stati di adottare ogni misura per tutelare i minorenni da ogni forma di violenza, oltraggio o brutalità fisiche o mentali, e da ogni forma di abbandono o negligenza. La protezione e promozione dei diritti di bambini e ragazzi, inoltre, sono tra le principali priorità dell’Unione europea, come previsto dall’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali della Ue.

“Le istituzioni della Ue e gli stati membri hanno dunque il dovere di prendersi cura e proteggere i minorenni che giungono sul loro territorio da un Paese terzo senza genitori o figure di riferimento. È loro diritto avere un’adeguata accoglienza. Il che significa assicurare non solo un alloggio sicuro e appropriato, ma dare supporto a questi ragazzi perché si realizzi il loro superiore interesse di minori attraverso la tutela dell’unità familiare e l’accesso all’istruzione, alle cure mediche e all’integrazione sociale”.