EDITORIALE

Di mamma non ce n’è una sola

<p>Nessuno insegna ai genitori ad essere genitori. Nessuno stabilisce i requisiti della “mamma perfetta”, definizione che è più un’invenzione giornalistica o da opinionista televisivo di trasmissioni ad effetto.</p>

<p>Così, alla vigilia della festa della mamma, vengono in mente pensieri, anche questi senza una definizione rigida: conta quello che si passa ai nostri figli, come li si fa crescere pensando a loro come persone e non come semplici prolungamenti di noi stessi, o come occasioni di rivalsa. All’esempio che diamo loro, <a href="http://www.garanteinfanzia.org/diritti">ai diritti rispettati</a>.</p>

<p>Nessuno è mamma per Dna, non c’è donna che nasca imparata, che sappia già fin da subito cosa fare e cosa no col proprio figlio. L’importante è dare, dare il massimo possibile e se non si hanno risorse (emotive e materiali), da qualche parte bisogna trovare la forza per chiedere agli altri. Non uso la parola “aiuto” perché sa troppo di carità, ma piuttosto complicità, sostegno, ascolto, confronto, vicinanza e accettazione.</p>

<p>Chi siamo noi per giudicare e dare i voti ad una mamma? Ne conosciamo il vissuto, la storia personale, le vulnerabilità? Una mamma si sperimenta ogni giorno e solo se è inserita in un tessuto sociale e famigliare strutturato riesce con più “facilità” nell’indefinito mestiere di genitore. Dunque ecco che entrano in scena, lo Stato, la scuola, i servizi sociali, il vicinato, le strutture di educazione e sostegno (dagli asili nido ai centri ricreativi), la televisione e i social come strumenti di divulgazione, formazione, cultura e passaggio dei valori.</p>

<p>Se una mamma è sola, debole vuol dire che qualcosa non ha funzionato in lei o nel contesto, e allora si può fare solo una cosa: non giudicare ma invece ascoltarla. E dopo, cercare le soluzioni per garantire al bambino una crescita sana sotto tutti i punti di vista sostenendo anche la mamma in tutti i modi possibili.</p>

<p>Quante mamme “diverse” dall’immagine da Mulino bianco o da pasta Barilla, ci sono oggi: mamme single con difficoltà economiche, mamme in carcere, mamme di mariti reclusi (e dunque sole con i bambini), mamme lesbiche, mamme cadute in percorsi di dipendenza, mamme di famiglie allargate,&nbsp; mamme che arrivano da noi sbarcando sulle nostre coste, magari con una bambina partorita sul barcone dei disperati come è successo qualche giorno fa, mamme, mamme… sempre e comunque mamme. Nel <a href="http://tour.garanteinfanzia.org/">tour appena concluso</a> ne abbiamo incontrate parecchie, anche mamme figlie della violenza subita&nbsp; e mamme orgogliose di crescere le loro bambine da sole insegnando loro ad essere autonome, a chiedere rispetto agli uomini, a combattere contro stereotipi e retaggi culturali.&nbsp;</p>

<p>Oggi, pensando a domenica festa della mamma, diciamo solo: auguri a tutte loro. Festeggiamo le molte mamme, diversamente mamme.</p>

<p>Perché di mamma non ce n’è una sola.</p>