twitter

Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (CRC) è composta di 54 articoli ed è suddivisa in tre parti: la prima parte (articoli 1-41) contiene l’enunciazione dei diritti, la seconda (art. 42-45) individua organismi preposti e modalità per l’implementazione e il monitoraggio della Convenzione stessa e la terza (art. 46-54) descrive la procedura di ratifica. 
Le procedure contenute nella seconda parte della Convenzione, oltre a garantire il rispetto e l’adempimento degli obblighi convenzionali, prevedono un sistema di monitoraggio basato sulla redazione di rapporti periodici da parte degli Stati contraenti e sotto il controllo del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Il Comitato ONU analizza l’attuazione della CRC nei Paesi che l’hanno ratificata, organizza delle giornate dedicate a temi specifici e redige i Commenti Generali, utili ad interpretare correttamente la CRC.
 
Il Comitato ONU ha individuato quattro principi generali, trasversali a tutti i principi espressi dalla CRC ed in grado di fornire un orientamento ai governi per la sua attuazione:
  • non discriminazione (art. 2), tutti i diritti sanciti dalla CRC si applicano a tutti i minori senza alcuna distinzione;
  • superiore interesse del minore (art. 3), in tutte le decisioni il superiore interesse del minore deve avere una considerazione preminente;
  • diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6), non solo il diritto alla vita ma garantire anche la sopravvivenza e lo sviluppo;
  • partecipazione e rispetto per l’opinione del minore (art. 12), per determinare in che cosa consiste il superiore interesse del minore, il suo diritto di essere ascoltato e che la sua opinione sia presa in considerazione.

Scarica la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (versione completa)

 

all
Ascolto
Educazione
Media
Pari diritti
Violenze
Famiglia
Giustizia

Art. 1

I diritti elencati nella Convenzione riguardano tutti i minorenni da 0 a 18 anni.

Art. 2

Tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti, non ha importanza chi sono i genitori. Qual è il colore della pelle, né il sesso, né la religione, non ha importanza che lingua parlano, né se sono ricchi o poveri.

Art. 3

Gli Stati, le istituzioni pubbliche e private, i genitori o le persone che ne hanno la responsabilità, in tutte le decisioni che riguardano i bambini devono sempre scegliere quello che è meglio per tutelare il loro benessere.

Art. 4

Gli Stati che hanno firmato la Convenzione si impegnano a far rispettare i suoi articoli con tutti i mezzi legislativi e amministrativi a loro disposizione.

Art. 5

Gli Stati rispettano il diritto e il dovere dei genitori, della famiglia e della collettività di dare ai bambini i consigli adeguati affinché vengano rispettati i diritti della Convenzione.

Art. 6

Gli Stati riconoscono il diritto alla vita di ogni bambino, e ne assicurano la sopravvivenza e lo sviluppo.

Art. 7

Dal momento della nascita, ogni bambino ha il diritto di avere un nome, una nazionalità e di crescere con i suoi genitori.

Art. 8

Gli Stati si impegnano a garantire l’identità di ogni bambino.

Art. 9

Tutti i bambini hanno il diritto di vivere insieme ai loro genitori nessuno li può allontanare o separare a meno che le autorità competenti non decidano per proteggerli o tutelarli. Se i genitori decidono di vivere separati, il bambino anche se sta più tempo a casa di uno solo di essi, ha il diritto di poter frequentare regolarmente e con facilità entrambi, a meno che ciò non sia contrario al suo stesso bene.

Art. 10

Se il bambino e i genitori vivono in due Stati diversi, il bambino ha il diritto di intrattenere rapporti diretti con i genitori e di raggiungerli per vivere insieme nello stesso posto.

Art. 11

Gli Stati devono adottare tutti i provvedimenti per impedire spostamenti non autorizzati dei bambini, soprattutto se all’estero. Nessuno può portare via un bambino dal Paese in cui vive, nemmeno uno dei genitori se l’altro non e d’accordo.

Art.12

Ogni bambino ha il diritto di esprimere la propria opinione e lo Stato deve garantire che tale opinione venga presa in considerazione dagli adulti.

Art. 13

Tutti i bambini hanno il diritto di esprimersi per mezzo delle parole, della scrittura, dell’arte e di ogni altro mezzo espressivo, rispettando i diritti e la dignità delle altre persone.

Art. 14

Gli Stati devono rispettare il diritto dei bambini alla libertà di pensiero, di religione e di coscienza. Gli adulti dovrebbero aiutare i più piccoli a distinguere fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Art. 15

Tutti i bambini hanno il diritto di incontrare altre persone, fare amicizia con loro e fondare delle associazioni, a meno che ciò non danneggi i diritti degli altri.

Art. 16

Tutti i bambini hanno il diritto di avere una vita privata, nessuno deve intromettersi, spiarli in casa e fuori casa, o controllare la corrispondenza. Nessun adulto può permettersi di insultare, offendere o accusare ingiustamente un bambino.

Art. 17

Gli Stati riconoscono l’importanza delle informazioni trasmesse da radio, televisioni, giornali e libri di tutto il mondo, e devono vigilare affinché tutti i bambini possano sfruttare le informazioni utili alla loro salute e al loro benessere sociale, spirituale e morale.

Art. 18

I genitori hanno la responsabilità comune per l’educazione e lo sviluppo del bambino. A tal fine gli Stati devono accordare gli aiuti appropriati ai genitori e provvedere alla creazione di istituzioni e servizi che possano tutelare gli interessi dei bambini nel caso in cui i genitori non siano in grado di farlo.

Art. 19

Gli Stati devono proteggere i bambini da ogni forma di violenza, di abbandono e di maltrattamento. Nemmeno i genitori hanno il diritto di fare del male a un bambino.

Art. 20

I bambini che rimangono senza genitori, o che non possono vivere con i genitori perché è pericoloso per il loro benessere, hanno il diritto di essere protetti e di ricevere aiuti speciali da parte dello Stato in cui vivono.

Art. 21

Gli Stati che autorizzano l’adozione devono assicurarsi che vengano scelte le soluzioni più vantaggiose per ogni singolo bambino. Devono quindi garantire che l’adozione sia autorizzata dalle autorità competenti. In caso di adozione all’estero, lo Stato deve vigilare affinché il bambino possa beneficiare delle stesse tutele del Paese di origine.

Art. 22

Gli Stati garantiscono il diritto di essere protetti e aiutati a tutti i bambini che sono costretti a fuggire dal proprio Paese a causa della guerra o di altre minacce che rendono pericolosa la vita in quel Paese.

Art. 23

Gli Stati riconoscono che tutti i bambini con disabilità, sia fisica che psicologica, hanno diritto a cure speciali, anche a titolo gratuito, e a studiare, divertirsi e crescere come gli altri bambini.

Art. 24

Tutti i bambini hanno il diritto di godere di buona salute. A tale scopo devono poter bere acqua potabile, vivere in un ambiente salutare e ricevere cibo, vestiti e cure mediche adeguate. Gli Stati devono quindi garantire ai genitori i mezzi per tutelare la loro salute e quella dei loro bambini.

Art. 25

Gli Stati garantiscono a tutti i bambini una verifica periodica delle cure mediche che devono ricevere.

Art. 26

Gli Stati riconoscono a tutti i bambini il diritto all’assistenza sociale, tenendo conto delle possibilità economiche degli adulti responsabili di quei bambini.

Art. 27

Tutti i bambini hanno il diritto a uno stile di vita sufficientemente buono per garantire il loro sviluppo fisico, mentale, morale e sociale. Gli Stati, quindi, adottano particolari provvedimenti affinché i genitori abbiano la possibilità di assicurare le condizioni di vita necessarie allo sviluppo di ogni bambino.

Art. 28

Gli Stati riconoscono che tutti i bambini hanno il diritto di ricevere un’istruzione, Per garantire tale diritto, l’istruzione primaria deve essere obbligatoria e gratuita per tutti. Gli Stati quindi devono controllare che tutti i bambini frequentino la scuola e devono aiutare le famiglie per permettere ai bambini di continuare gli studi anche dopo la scuola primaria.

Art. 29

Gli Stati riconoscono che lo scopo dell’istruzione è di sviluppare al meglio la personalità di tutti i bambini, i loro talenti e le loro capacità mentali e fisiche. L’istruzione deve inoltre preparare i bambini a vivere in maniera responsabile e pacifica, in una società libera, nel rispetto dei diritti degli altri e nel rispetto dell’ambiente.

Art. 30

Gli Stati garantiscono ai bambini che appartengono a minoranze etniche, linguistiche o religiose, il diritto di mantenere la loro cultura, professare la loro religione e parlare la loro lingua.

Art. 31

Gli Stati riconoscono che tutti i bambini devono essere trattati con umanità e rispetto: hanno il diritto di riposarsi, giocare, fare sport, esprimere la propria creatività e partecipare alla vita artistica e culturale del Paese in cui vivono.

Art. 32

Tutti i bambini hanno il diritto di essere protetti dal lavorare in posti o in condizioni che possano danneggiare la loro salute o impedire la loro istruzione. Gli Stati a tal fine vigilano perché nessun bambino venga sfruttato, stabiliscono un’età minima di ammissione al lavoro e prevedono una regolamentazione degli orari e delle condizioni di lavoro.

Art. 33

Gli Stati riconoscono a tutti i bambini il diritto di essere protetti dalle droghe e dalle attività illegali e nocive, collegate all’uso e allo spaccio di droghe.

Art. 34

Gli Stati si impegnano a proteggere i bambini da ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale, compresa la prostituzione e qualsiasi forma di pornografia.

Art. 35

Gli Stati adottano tutti i provvedimenti volti a impedire il rapimento, la vendita o il traffico dei bambini, per qualunque fine e sotto qualsiasi forma.

Art. 36

Gli Stati si impegnano a proteggere i bambini da qualsiasi altra forma di sfruttamento, per tutelare il loro benessere sotto ogni aspetto.

Art. 37

Nessun bambino può essere privato della sua libertà in maniera illegale o arbitraria. Anche nel caso in cui un bambino faccia qualcosa di sbagliato, non deve essere punito in modo troppo pesante. L’arresto o l’imprigionamento devono avere la durata più breve possibile ed essere considerati come ultima soluzione possibile.

Art. 38

Tutti i bambini hanno diritto di essere protetti in caso di conflitto armato. A tal scopo gli Stati si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto internazionale e umanitario, non utilizzano i bambini per combattere e garantiscono che i bambini coinvolti in un conflitto possano ricevere cure e protezione.

Art. 39

Gli Stati adottano particolari provvedimenti al fine di agevolare il recupero fisico e psicologico, nonché il reinserimento sociale, di ogni bambino vittima di maltrattamenti, abusi, violenze e conflitti armati.

Art. 40

Gli Stati riconoscono a tutti i bambini il diritto di essere difesi se accusati di aver commesso un reato. Garantiscono inoltre che i bambini siano considerati innocenti fino a quando la loro colpevolezza non sia stata stabilità dal giudice competente. In particolar modo gli Stati si impegnano a stabilire un’età minima sotto la quale nessun minorenne può essere giudicato colpevole di reato.

Art. 41

Se alcuni Stati hanno leggi nazionali o internazionali più favorevoli per la difesa dei diritti dei bambini rispetto a quelle presenti in questa Convenzione, saranno queste leggi ad essere applicate.

Art. 42

Tutti gli Stati si impegnano a far conoscere i principi e le disposizioni di questa Convenzione, con mezzi adeguati sia ai bambini sia agli adulti.

Art. 43-54

Negli articoli successivi della Convenzione vengono fornite una serie di indicazioni agli Stati che l’hanno firmata e che devono farla rispettare. Inoltre, viene stabilita l’istituzione di un “Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” che ha il compito di vigilare ed esaminare i progressi che gli Stati compiono per attivare i diritti tutelati dalla Convenzione. Anche i bambini e i ragazzi possono inviare al Comitato ONU dei rapporti sul loro punto di vista rispetto ai diritti previsti dalla Convenzione.