Safer Internet Day, l’Agia: prevenzione e contrasto del cyberbullismo in parole semplici

Together for a better internet, insieme per un internet migliore. È il motto dell’edizione 2020 del SID, il Safer Internet Day, giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra il secondo martedì del mese di febbraio. L’edizione italiana del SID2020 si è svolta stamattina a Napoli al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa e ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia).

La legge sul cyberbullismo spiegata

I ragazzi italiani del progetto ENYA della Rete europea dei garanti (ENOC) – appartenenti ai licei “De Sanctis” e “Colonna” di Roma – hanno partecipato alla manifestazione illustrando la versione child friendly della legge 71/2017 Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La pubblicazione si intitola “Cyberbullismo. Cos’è e come difendersie in 24 pagine con disegni e parole semplici aiuta i ragazzi a comprendere quali sono i loro diritti, quando sono violati e come proteggersi. L’opuscolo dell’Autorità garante è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti.

L’indagine di Generazioni connesse

Ad aprire la sezione del SID2020 dedicata alla conoscenza della legge sul cyberbullismo i risultati di un sondaggio di Skuola.net, Università “Sapienza” di Roma e Università di Firenze promosso da Generazioni connesse, il Safer Internet Centre per l’Italia al quale partecipa anche Agia. Dalla ricerca emerge che nove studenti su dieci hanno discusso a scuola con i docenti i temi legati all’educazione digitale. Il 34% dei partecipanti alla ricerca è incappato in episodi di cyberbullismo. Di questi, il 77% li ha segnalati o ha chiesto consiglio a qualcuno su come comportarsi.

L’importanza di parlare

“Parlate con qualcuno di cui vi fidate, è l’appello che rivolgo da sempre ai ragazzi” dice la Garante Filomena Albano, che ha contribuito al SID2020 con un videomessaggio. “La maggior parte dei problemi nasce dall’incapacità di sentire l’altro per quello che è in quel momento, svalutandolo, passando oltre, imponendo il proprio punto di vista. Con le parole si possono costruire ponti, realizzare sogni, si può dare fiducia, si può donare amore. Ma con le parole si può anche ferire a morte. Quando le parole ci feriscono e ci fanno male occorre avere la forza e il coraggio di parlare con chi ci sta vicino. Non bisogna darsi per vinti, ma cercare il cambiamento nelle parole, nel dialogo e nell’incontro. Occorre imparare a dare voce alle emozioni. Da questo punto di vista noi adulti abbiamo una grossa responsabilità: perché è nostro il compito di educare i giovani all’empatia, al riconoscimento delle emozioni, al rispetto dell’altro”.