La consapevolezza del presente, per indagare i sentimenti dei cittadini del futuro

E’ stato pubblicato oggi, in anteprima su Repubblica, il sondaggio Swg, commissionato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza dal titolo “La consapevolezza del presente”, un indagine dettagliata che vuole indagare i sentimenti dei cittadini del futuro. Una ricerca su un campione di mille ragazzi tra i 14 ed i 17 anni che vuole raccontare i problemi, i sogni e le richieste di una generazione che si rivolge sempre di più al mondo degli adulti senza ottenere certezze e risposte all’altezza.

Emozioni, atteggiamento rispetto a quanto accade nel mondo ed in Italia, bisogni profondi e l'approccio all'informazione. Grazie a queste quattro direttive è stato rilevato, per esempio, che i più giovani, cittadini del futuro e prossimi elettori nel 2018, non hanno interesse per i temi di rilievo nazionale che ogni giorno si discutono in Parlamento, al Governo e sui media, come la questione dei diritti civili degli omosessuali, le riforme e la politica italiana, l’unione europea e le questioni monetarie ed i problemi climatici. Mentre catturano l’attenzione argomenti come la guerra ed i conflitti nel mondo, la minaccia dell’Is, la questione relativa all’immigrazione, la disoccupazione e la crisi economica e tutto ciò che accade nella propria città.

“Ci è stato presentato il ritratto – dice il Garante Vincenzo Spadafora – di una generazione che crede nel privato, nella famiglia e negli amici, ma è diffidente verso i leader istituzionali e negli apparati burocratici”. Mancano quindi punti di riferimento, esempi da seguire. I personaggi pubblici che maggiormente raccolgono entusiasmo sono Papa Francesco e Ban ki Moon.

Importante, nell’indagine, il quadro che emerge nel rapporto che i giovani hanno con i media tradizionali, i social network e la rete in generale. I ragazzi e le ragazze intervistate mostrano un atteggiamento proattivo verso l’informazione. Abituati al rumore di fondo e alle migliaia di informazioni e notizie che si trovano a gestire ogni giorno, si muovono con disinvoltura tra TV, social network ponendo in una posizione marginale le radio (usate più per ascoltare musica) e i quotidiani. Le notizie acquisite sui social poi vengono condivise a scuola ed in famiglia per verificarne la veridicità. Infatti solo il 44% degli intervistati nutre fiducia sulle notizie che provengono da queste fonti. Da questo punto di vista i media tradizionali continuano ad essere considerati più credibili. Proprio l’incertezza che ruota attorno al mondo dell’informazione porta il 60% dei ragazzi intervistati a sentire l’esigenza di porre sotto controllo le informazioni ricevute e di approfondirle personalmente, laddove sono in grado di far scattare la leva dell’interesse.

Ne viene fuori quindi un mondo in cui i giovani, per lo più confusi ma ottimisti, si rivolgono agli adulti chiedendo da una parte di non essere “invasi”, dall’altra di confrontarsi sempre più sulle tematiche che stanno a cuore. Ma soprattutto, nonostante la cupezza del presente, dall’economia alla politica passando per il lavoro carente, gli adolescenti, si sentono fiduciosi nel futuro, affermando che le loro emozioni prevalenti sono la gioia e la fiducia e non la rabbia e la paura. 

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