Giornata contro la pedofilia: “Mettere fine alle violenze, serve una strategia generale”

Adulti che approfittano dei più piccoli, ne abusano e li maltrattano. Talvolta fino a ucciderli. E chi, pur sapendo, tace. Violenze di ogni genere sull’infanzia, anche quando è costretta ad assistere a quelle tra adulti. Non si può restare indifferenti. In casa e fuori”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, in vista della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia di domenica 5 maggio, istituita per legge dieci anni fa.

Rafforzare prevenzione e contrasto

“Violenza e abuso ai danni di bambini e ragazzi sono un fenomeno tanto grave quanto complesso e, va detto, in larga parte sommerso. E non si tratta solo di quello, gravissimo, della pedofilia” prosegue la Garante. “Bisogna rafforzare prevenzione e contrasto e adottare una strategia generale di intervento, da porre in campo anche sulla scorta delle raccomandanzioni che il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha rivolto all’Italia a febbraio”.

La segnalazione a Governo e istituzioni

L’Autorità garante ha indirizzato a tal proposito una segnalazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia), Alfonso Bonafede (Giustizia), Giulia Grillo (Salute), Marco Bussetti (Miur), Luigi Di Maio (Lavoro e politiche sociali), alla Conferenza delle Regioni e quella Stato-Città. Sollecitata tra l’altro la ripresa dei lavori dell’Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pedopornografia, di quello sull’infanzia e l’adolescenza e di quello sulla famiglia, tutti oggetto già di una nota al ministro Fontana del febbraio scorso.

Manca una classificazione chiara delle forme di violenza sui minorenni e un sistema nazionale per monitorare e raccogliere i dati. Serve per prevenire e per contrastare gli abusi in modo mirato. Lo abbiamo già chiesto e abbiamo anche avanzato una proposta operativa su come realizzarlo. Nell’attesa che venga attuato abbiamo avviato una raccolta dati insieme a Terre des Hommes e Cismai”. Filomena Albano chiede di investire nella costruzione di una cittadinanza attiva e solidale: “Ognuno deve sentirsi responsabile in prima persona del benessere dei più piccoli: siamo tutti in qualche modo garanti dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Solo così si possono abbattere quei silenzi che spesso circondano situazioni di violenza”. Proprio in quest’ottica l’Autorità garante ha diffuso, traducendone i sottotitoli in italiano, la campagna del Consiglio d’Europa “Start to talk” che invita gli adulti ad attivarsi per segnalare casi di abuso (www.starttotalk.org).

Dillo a qualcuno di cui ti fidi

I bambini devono poter trovare un adulto di cui fidarsi e al quale raccontare cosa li mette a disagio” conclude Filomena Albano. “Per questo motivo abbiamo tradotto e reso disponibile la brochure del Consiglio d’Europa Tell Someone You Trust. Un invito rivolto ai più piccoli, con illustrazioni e parole, a iniziare a parlare. Ma quello che serve è anche una sensibilizzazione generale verso chi opera, per professione o altro, a contatto con i più piccoli così da farlo essere una sorta di sentinella”. Nella segnalazione inviata a governo e istituzioni l’Autorità garante ha evidenziato la necessità che siano garantite cure specialistiche, sostegno e protezione ai bambini che hanno subito violenza.