Età del consenso digitale, al via le audizioni di esperti all’Agia

Al via questa mattina nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) un ciclo di audizioni di esperti in varie discipline a proposito del consenso dei minorenni al trattamento dei loro dati personali da parte dei fornitori di servizi digitali. L’obiettivo degli incontri: acquisire dati scientifici utili a sostenere il percorso di riflessione avviato dall’Agia sul grado di consapevolezza dei ragazzi ai fini dell’espressione di un consenso libero e autentico, su quale sia l’età in cui possa presumersi che ciò possa avvenire in modo autonomo, a prescindere dall’intervento dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Lo scorso 21 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato, in sede di esame preliminare, un decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento Ue 2016/679, relativo al trattamento dei dati personali e alla loro circolazione. La norma europea, nota anche con l’acronimo Gdpr (General data protection regulation), prevede che sia sufficiente per i minorenni aver compiuto 16 anni per prestare validamente il consenso al trattamento dei dati nei servizi digitali. Nel caso abbiano un’età inferiore, è necessario che tale consenso sia prestato o autorizzato da chi è titolare della responsabilità genitoriale. Gli Stati però possono stabilire per legge un’età inferiore per l’autonoma espressione del “consenso digitale”, ma in ogni caso non inferiore a 13 anni di età.

La questione coinvolge numerosi diritti e interessi – dalla libertà di espressione al diritto alla riservatezza –  da contemperare tra loro secondo il principio del “miglior interesse” del minorenne. A questo proposito l’Autorità sta raccogliendo il punto di vista degli esperti su tre aspetti. Il primo: quale sia il grado di consapevolezza per un utilizzo positivo e utile delle piattaforme digitali e quale sia l’età in cui si ritiene possa presumersi sussista tale consapevolezza in modo autonomo. Il secondo aspetto indagato è quello sempre della consapevolezza e dell’età per un consenso libero e autentico al trattamento dei dati personali. Infine, terzo risvolto oggetto di audizione, in che rapporti si ritiene debbano porsi i diritti e gli interessi di bambini e ragazzi nell’ottica del “miglior interesse” della persona di minore età. Ad essere ascoltati pedagogisti, psicologi, psichiatri, sociologi, filosofi, avvocati, giuristi, genitori ed esperti di comunicazione.