EDITORIALE

Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

Oggi è la giornata nazionale per la lotta alla pedofilia e alla pedopornografia, fenomeni che devastano la vita di bambini e bambine, senza distinzione di classi sociali e provenienza geografica. La pedofilia, in particolare, ha a che vedere, nella maggior parte dei casi, con il contesto familiare o amicale, perché l’abusante spesso fa parte di quello che viene definito il circolo della fiducia del bambino.
Ci aspettiamo sempre che siano gli adulti a proteggere i bambini e a indicare loro la strada giusta per diventare adulti consapevoli. Nell'immaginario collettivo questo insegnamento crea le radici del vivere civile.
Ci aspettiamo anche che i racconti dei bambini ci portino in un mondo di fantasia, di innocenza e di immaginazione.
I recenti fatti di cronaca ci ricordano che spesso i racconti dei bambini hanno un contenuto atroce e ci svelano che la rete del sistema di protezione dell’infanzia non ha funzionato e non è stata in grado di proteggere chi non aveva mezzi per difendersi.
Il Consiglio d’Europa stima che nel 90% dei casi l’abuso non viene denunciato; l’omertà ed il silenzio della comunità spesso impediscono di trovare la verità. Questo vuol dire non soltanto non poter perseguire penalmente l’abusante, ma anche non riuscire a mettere in atto tutte le misure finalizzate alla protezione ed alla cura delle ferite e dei traumi subiti dalla vittima, e quindi rischiare di compromettere fortemente la possibilità di un recupero. Le conseguenze di questa mancanza di cura sono di medio e lungo termine e ricadono sulla vittima e sulla società tutta.
E’ necessario quindi intervenire con tutti gli strumenti a disposizione per rompere il muro del silenzio e per assicurare che i bambini vittime, dirette o indirette, trovino gli interlocutori e gli spazi giusti per aprirsi e raccontare quello che spesso non riescono a dire in famiglia: per pudore, per paura di deludere gli adulti, spesso perché non sanno dare un nome al disagio che provano davanti alle richieste degli abusanti.
Ma è anche fondamentale assicurare a tutti coloro che operano con le persone di minore età una adeguata formazione per poter intercettare precocemente gli abusi e intervenire con tempestività e competenza. E’ fondamentale sostenere quelle “antenne” e quei servizi che sui territori operano quotidianamente - e spesso nella totale solitudine - per una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, strumento cardine della prevenzione e, soprattutto, della precoce individuazione del disagio dei bambini ed adolescenti.
Sulla lotta alla pedofilia e alla pedopornografia, anche quella on line, che sappiamo mietere centinaia di vittime soprattutto nei Paesi più poveri, intendo assicurare una azione costante.