EDITORIALE

Giornata europea contro la tratta degli esseri umani

Oggi ricorre la giornata europea dedicata al contrasto della tratta degli esseri umani, ed è importante parlarne perché solleva un tema, tra gli altri, che evidenzia le contraddizioni del nostro tempo. Da una parte l’evoluzione di tanti aspetti del vivere collettivo, facilitati da tecniche avanzate e scoperte scientifiche rilevanti anche per la salute, insieme alla più condivisa adesione tra i Paesi ai principi che sanciscono il rispetto dei diritti degli esseri umani e con un’attenzione specifica ai soggetti più vulnerabili, come donne e bambini; dall’altra il ritorno, o la recrudescenza,  di fenomeni antichi come quello della tratta degli esseri umani, quale effetto collaterale perverso della transnazionalità del fenomeno della migrazione, che vede coinvolte soprattutto le persone più vulnerabili: donne e ragazze spesso di minore età.

A queste donne e ragazze, spesso di minore età, migranti e, in misura massima minorenni straniere non accompagnate, si deve la protezione sancita dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo: un impegno in difesa dei più piccoli, che sarebbe più incisivo in un’Europa coesa sullo stesso obiettivo. Allora non solo la tratta degli esseri umani ma probabilmente ogni aspetto del nostro vivere collettivo ne gioverebbe, nel nome e nel rispetto del diritto e della dignità di ciascuno.