EDITORIALE

Quando i diritti sono messi alla prova

Le situazioni di emergenza mettono alla prova. Le persone, la società, i diritti. Li mettono alla prova nella sostanza, per come sono davvero. In questi giorni sono state compiute scelte importanti a tutela dei singoli e della collettività. Decisioni che hanno cambiato e stanno cambiando la vita anche di bambini e ragazzi, costringendoli a rimodulare abitudini consolidate e mettendoci tutti alla prova.

Chiudere le scuole per contenere la diffusione del Covid-19, il cosiddetto coronavirus, è stata una scelta di grande impatto. Per i bambini, per i ragazzi e per le loro famiglie. Ma anche per i loro insegnanti – che sono stati chiamati a garantire il diritto all’istruzione – e per il sistema sociale ed economico, che deve consentire a tutti i genitori di potersi prendere cura dei figli. È l’intera comunità nazionale a trovarsi di fronte a un cambiamento, una mutazione che non deve compromettere i principi fondamentali sui quali si fonda la nostra società.

La principale preoccupazione è, giustamente, quella della tutela della salute di tutti. Sia in termini di prevenzione che di cura. Ma deve essere fatto ogni sforzo per dotare le scuole che ne sono sprovviste delle tecnologie necessarie per l’istruzione a distanza, incoraggiando i docenti a sperimentare. Non sappiamo quanto tempo sarà necessario: sia per affrontare e superare l’emergenza, che per attrezzarsi. Ma la direzione è quella di non rinunciare a garantire agli studenti i loro diritti, che non si esauriscono in quello all’istruzione. I bambini e i ragazzi devono poter continuare a giocare, a godere di relazioni – anche se mediate dalla tecnologia – a vivere con serenità.

È responsabilità degli adulti scoprire una nuova quotidianità, sfruttare il maggior tempo in casa al quale si è costretti per costruire e ricostruire relazioni di qualità con i figli, attenuare le loro preoccupazioni, contribuire a far maturare comportamenti consapevoli e informati. Ma perché ciò accada è indispensabile uno sforzo unitario che – durante una prova così impegnativa – spetta alle istituzioni  ma anche a ciascuno di noi, come cittadino.

Filomena Albano