EDITORIALE

Ci vuole coraggio per essere diversi

<p>Ogni persona ha il diritto di fare le sue scelte, di vivere la propria sessualità liberamente, senza costrizioni e oltre le categorizzazioni che imbrigliano l’identità in canali stereotipati. È per questo che ai bambini e agli adolescenti deve essere assicurato il massimo sostegno nel percorso di scoperta prima, e costruzione poi, dello loro identità. Questo pensiero mi è venuto ragionando sull’intervento che domani avrei dovuto tenere al Convegno intitolato “<a href="http://www.news.unina.it/dettagli_agenda.jsp?ID=17227"><u>Pluralità identitarie tra bioetica e biodiritto</u></a>” al Centro Congressi Federico II di Napoli. Impegni istituzionali mi obbligano ad essere altrove, ma voglio comunicare le mie riflessioni in materia, in breve.&nbsp;</p>

<p>La differenza spesso fa paura e la paura si può tradurre in discriminazione, violenza, sopraffazione; o nell’indifferenza e negazione da parte delle istituzioni messe alla prova nell’individuare misure universali che possano includere, sostenere, valorizzare le differenze.</p>

<p>In questi tre anni di mandato come Garante ho sempre cercato di intervenire sul “brodo di coltura”, dove si consumano la discriminazione e la violenza (anche quella che non procura segni esteriori, ma che più incide su una bambina, un adolescente). É ancora troppo forte la netta divisione di ruoli e di potere tra uomini e donne, senza lasciare spazio alle differenze, alle sfumature. Siamo tutti coscienti che questa visione passa sotto la pelle fin da piccoli (pensiamo ai giochi o ai colori dei vestiti dei neonati).</p>

<p>Capisco le difficoltà dei genitori che devono relazionarsi con la crescita di figli che si mostrano “diversi” da quello che è percepito come “normale”. Credo che con le famiglie sia necessario costruire percorsi di conoscenza ed approfondimento, scientifici e culturali, che li aiutino a non sentirsi soli, a mettersi in contatto. Per questo è necessario che intorno a loro ci sia una rete di servizi preparata ad accogliere anche le differenze di identità di genere, i percorsi dei bambini o degli adolescenti che maturano consapevolezze altre rispetto alla maggior parte dei loro compagni, e che trovano il coraggio di esternarle, di non reprimerle.</p>

<p>Coraggio, una parola troppo poco frequentata. Coraggio dei bambini e dei ragazzi, coraggio delle famiglie e della cerchia amicale. Vorrei poter parlare anche di coraggio delle istituzioni: il principio della non discriminazione, presente nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, e principio cardine della nostra Costituzione,&nbsp;è inderogabile, inalienabile, non trattabile. Deve solo essere applicato.</p>

<p>L’identità di genere, l’orientamento sessuale non possono essere motivo di alcuna discriminazione, anche e soprattutto, per le persone di minore età. Le Istituzioni non devono essere coraggiose, devono rispettare quanto previsto dalla legge.</p>

<p>É fondamentale coltivare nelle famiglie, nella società, nella scuola, la capacità reale di riconoscere, accettare, sostenere e accompagnare i bambini nel loro percorso, sviluppare gli anticorpi contro ogni forma di negazione o di repressione di chi si è e di cosa si vuole. La scoperta dell’identità non è un percorso lineare, è fatto di passi, dubbi, domande. Si nutre anche del contesto che circonda il bambino.</p>

<p>Quello di cui abbiamo urgente bisogno, quindi, è che ci sia un’adeguata ed approfondita formazione delle figure professionali che si interfacciano con i bambini e gli adolescenti (dai pediatri ai medici, dai servizi socio-sanitari agli insegnati, compresi quelli della scuola materna) affinché possano guidare le persone di minore età nel loro percorso e sostenere le famiglie. E che la scuola avvii percorsi di educazione alla sessualità, che non può essere limitata ai soli problemi di salute o riproduttivi, ma deve essere inserita nel quadro completo del rispetto delle differenze e della dignità umana, che parli di orientamento sessuale e identità di genere, di fiducia in se stessi, di relazioni sociali e di consenso, modulando gli interventi per fascia d’età. Parlare anche ai più piccoli si può. Ce lo ha dimostrato, ad esempio, il Consiglio d’Europa con le sue campagne.</p>

<p>Ecco cosa avrei detto se fossi andato al prezioso Convegno di domani a Napoli. Ecco cosa penso del significato profondo delle parole bioetica&amp;biodiritto.</p>