Benessere

Sono qui a parlare a nome delle generazioni future. Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. […] Sono solo una bambina, ma so che dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo che ha un solo scopo.” (Seven Suzuki)

L’articolo 3, paragrafo 2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza stabilisce che è compito degli Stati “assicurare al fanciullo la protezione e le cure necessarie al suo benessere, in considerazione dei diritti e dei doveri dei suoi genitori, dei suoi tutori o di altre persone che hanno la sua responsabilità legale [...]”.

Il benessere di ogni bambino e adolescente è importante in tutti in tutti gli ambiti della sua vita, non solo a scuola o in famiglia. Si tratta di un’esigenza fondamentale e prioritaria, che deve essere garantita in tutti i contesti in cui si sviluppa la personalità e in cui si creano i legami sociali che contribuiscono allo sviluppo della persona. Lo sport e il gioco, ad esempio, sono due realtà in cui l’Autorità interviene attraverso azioni di sensibilizzazione delle Istituzioni competenti e progetti volti ad assicurare il benessere del minore. La promozione e la sensibilizzazione al gioco e allo sport sano e a uno stile di vita corretto costituiscono altrettante azioni dell’Autorità volte a prevenire e contrastare diverse forme di dipendenza, da quelle alimentari a quelle legate all’uso di sostanze stupefacenti. Infine, assicurare una condizione di benessere ad ogni bambino e adolescente non può prescindere da un sistema sanitario efficiente, che prenda in considerazione i bisogni specifici delle persone di minore età e vi risponda con gli strumenti adeguati.

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Si tratta del risultato di un lavoro, avviato lo scorso maggio dalla Consulta delle associazioni e organizzazioni presieduta dall’Autorità garante, con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti. Sono stati realizzati quattro focus group e interviste a 238 persone, somministrato in collaborazione con Anci un questionario a 173 comuni e raccolto il parere della Consulta dei ragazzi dell’Agia. Lanciato da Filomena Albano l’invito a prevedere attività inclusive a tutti coloro che il 28 maggio organizzeranno eventi in occasione della Giornata mondiale del gioco. Prima dell’inizio dei lavori la Garante Albano ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il presidente del Coni Giovanni Malagò per la diffusione della cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in ambito sportivo.

Buone esperienze da mettere in rete

Le buone esperienze inclusive, secondo l’Autorità garante, andrebbero messe in rete. “Un esempio da prendere come modello anche per altre discipline sportive è il baskin, che consente di far praticare lo sport insieme a ragazzi a sviluppo tipico e a ragazzi con disabilità” propone Filomena Albano, la quale richiama l’attenzione pure sulle disabilità intellettive. A scuole, società e associazioni sportive e terzo settore l’Autorità ha chiesto di attivare team dedicati.

"È necessario un cambiamento culturale"

Spesso i ragazzi con disabilità restano invisibili agli occhi del mondo. Mancano i dati: per questo, nelle sue raccomandazioni, l’Autorità garante ha chiesto sistemi di monitoraggio a più livelli territoriali e la mappatura dei luoghi di spazi e servizi per il gioco e lo sport. “È necessario un cambiamento culturale. Servono formazione e sensibilizzazione rivolte alle famiglie, agli insegnanti, agli operatori e ai professionisti che lavorano con bambini e ragazzi” dice Filomena Albano. “Ma non solo. Per favorire una vera inclusione occorre partire dai piccoli, che vanno educati all’accoglienza e al riconoscimento della diversità, stimolati all’apertura e alla solidarietà. Bisogna insegnare loro a guardare il mondo da angolature diverse, a creare relazioni autentiche basate sul rispetto dell’altro”. “Dai racconti dei ragazzi con disabilità che abbiamo ascoltato – prosegue la Garante – emerge un vissuto di solitudine, sperimentato sin da piccoli nel giocare da soli e, quindi, il desiderio di stare insieme ad altri sia quando si gioca che quando si fa un’attività sportiva. A differenza degli adulti, i ragazzi descrivono il gioco e lo sport come divertimento e piacere ed esprimono il desiderio di giocare con i loro coetanei”.

Dopo i saluti istituzionali del senatore Lucio Malan gli interventi di Stefania Tilia dell’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Ferrante del dipartimento Politiche per la famiglia e le disabilità, Clelia Caiazza della direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del MIUR, Luigi Mazzuto coordinatore della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni e Francesco Silipo, incaricato nazionale Agesci.  È intervenuta anche Laura Baldassarre, assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale.

Testimonianze di atleti, genitori ed esponenti dell’associazionismo: Marco Ferraro (atleta basket in carrozzina), Carlo Di Giusto (dirigente sportivo), Tatiana Primadei Matteo Zaccone (genitori), David Melchiorri (atleta Special Olympics Italia) e Gabriella Rossi (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare). Videomessaggio di saluto del cantante youtuber Cris Brave. Moderatore dei lavori il giornalista Federico Pasquali.

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L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha ascoltato ieri i suoi “consulenti” più piccoli, riuniti per l’occasione in Commissioni bambino e Redazioni locali. Si tratta di studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, che ieri si sono ritrovati nella sede dell’Autorità a Roma. Un incontro che ha visto protagonisti circa 180 ragazzi, i quali hanno illustrato il loro lavoro di preparazione, studio, partecipazione svolto a scuola con i docenti su tre diritti della Convenzione di New York: quello all’educazione, quello all’istruzione e quello al gioco.  Un’attività realizzata in classe anche con l’intervento dei rappresentanti della Consulta dei ragazzi, costituita dalla Garante Filomena Albano sin dallo scorso anno per essere interpellata sui temi dei diritti delle persone di minore età.

La “plenaria” dei piccoli consulenti dell’Agia

L’occasione dell’incontro è stata offerta da “Zigzagando tra i diritti. La Consulta dei ragazzi, le Commissioni bambino e le Redazioni locali si raccontano”, una riunione plenaria che si è svolta ieri in contemporanea nel Parlamentino dell’Autorità garante e in quello del Cnel. I lavori sono stati moderati dagli stessi ragazzi della Consulta, i quali hanno dato la parola alla Garante, ai rappresentanti delle Commissioni e delle Redazioni provenienti dagli istituti comprensivi “De Finetti”, “Palombini” e “Rosmini” di Roma. Sono stato presentati elaborati, canzoni originali sul tema dei diritti e riflessioni. Per i bambini c’è stata l’opportunità di confrontarsi a tu per tu con Filomena Albano esprimendo desideri, bisogni e opinioni.

Un ascolto istituzionale arricchito

La Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza pone tra i suoi principi centrali quello dell’ascolto e della partecipazione delle persone di minore età” ricorda la Garante Filomena Albano. “Si arricchisce così la positiva esperienza della Consulta dei ragazzi, che ha supportato con le proprie raccomandazioni l’Autorità in numerosi pareri, da quelli sui diritti dei figli nella separazione dei genitori a quelli sull’età del consenso digitale. A essere coinvolti ora sono stati i bambini più piccoli, a partire dal primo anno della Primaria, scuola nelle quali sono state realizzate Commissioni bambino, mentre le Redazioni locali si sono costituite in alcune classi delle Secondarie di primo grado. Insieme alla Consulta hanno offerto elementi importanti per chi, come l’Autorità garante, esercita l’ascolto istituzionale, che consiste appunto nel cogliere dalla viva voce dei minorenni le loro esigenze e portarle all’attenzione delle istituzioni”.

 

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