Educazione

 

...diventiamo la prima generazione a decidere di essere l’ultima: classi vuote, infanzie perdute, potenziale perduto, facciamo in modo che queste cose finiscano con noi. Che sia l’ultima volta che un bambino o una bambina spendono la loro infanzia in una fabbrica. Che sia l’ultima volta che una bambina è costretta a sposarsi. Che sia l’ultima volta che un bambino innocente muore in guerra. Che sia l’ultima volta che una classe resta vuota. Che sia l’ultima volta che a una bambina viene detto che l’istruzione è un crimine, non un diritto.” (Malala Yousafzai)

L’Autorità promuove, attraverso la propria azione, il diritto all’educazione di cui ogni bambino e ogni ragazzo e è titolare, senza distinzione alcuna. I suoi interventi sono tesi non solo a promuovere un diritto che sia accessibile, ma anche a garantire un’educazione che sia di qualità. Spazio in cui i bambini e gli adolescenti passano gran parte del loro tempo, la scuola non è solo luogo di apprendimento, ma anche un importante centro di socializzazione.

Una scuola di qualità, inoltre, non può prescindere dalla mediazione. Partendo da questa consapevolezza, l’Autorità dà un rilievo preminente a questo strumento e promuove progetti volti a sensibilizzare sul tema della mediazione scolastica, con l’obiettivo finale di assicurare la diffusione della cultura della mediazione e della prevenzione dei conflitti e l’educazione al tema delle differenze e al rispetto dell’altro diverso da sé, presupposto indispensabile per ogni pacifica convivenza.

Garantire il rispetto del diritto all’educazione significa anche assicurare un’educazione ai diritti. L’esercizio di un diritto passa, infatti, per la consapevolezza di esserne titolare. In questa prospettiva, l’Autorità opera per sensibilizzare i giovani alla conoscenza dei propri diritti, attraverso la promozione di iniziative culturali e progetti che li coinvolgano in prima persona.

L’Autorità garante svolge, dunque, la sua funzione secondo i compiti che la legge istitutiva le ha assegnato, verificando “che alle persone di minore età siano garantite pari opportunità nell’accesso all’istruzione” (art. 3 comma 1, lett. e) Legge 112/2011) e segnalando al Governo, alle Regioni o agli enti interessati, negli ambiti di rispettiva competenza, tutte le iniziative opportune per assicurare la piena promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare riferimento all’educazione e all’istruzione (art. 3 comma 1, lett. g) Legge 112/2011).