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14
Mag
2014

Un impegno comune per la tutela dei minori stranieri non accompagnati

L’Authority studia un passaporto dei diritti per superare diffidenza e paura dell’accoglienza. Nomi, non numeri

Tutela del minore straniero non accompagnato: confronto tra diritto interno, comunitario ed internazionale. Questo il titolo della tavola rotonda organizzata dall’Unione delle Camere Minorili presso il Tribunale per i minorenni di Roma venerdì 9 maggio.

Un tema sempre più in auge nella cronaca italiana. Secondo le banche dati ufficiali nei primi mesi del 2014 sono arrivati in Italia 1327 minorenni non accompagnati. Per tutti i presenti la priorità del sistema deve essere sempre il rispetto della dignità umana, così come stabilito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Tutelare e proteggere i minorenni che arrivano in Italia in cerca di un futuro non è, quindi, soltanto un dovere civico e morale, ma un diritto di legge. Sono bambini, bambine e adolescenti che arrivano soprattutto dall’Egitto, dal Bangladesh, dall’Albania, dall’Eritrea e dalla Somalia. Affrontano un viaggio devastante a livello psico-fisico. Come ha detto “Hassan”, il nome è di fantasia, un ragazzo bengalese arrivato in Italia poco più di due anni fa quando era ancora minorenne che ha raccontato la sua storia davanti alla platea di esperti.  Un racconto del suo viaggio, dettato dalle necessità economiche della famiglia, dei primi giorni di permanenza in Italia, della casualità che lo ha portato a Roma. Un’attesa di mesi per ricevere la tutela, arrivata, come spesso accade, pochi giorni prima del suo diciottesimo compleanno. “Hassan” ha messo in luce tutte le carenze del non-sistema di accoglienza.

Carenze sulle quali hanno concordato tutti i relatori. L’altra parola chiave della giornata è stata l’emergenza. Non si può e non si deve più parlare di emergenza, siamo davanti ad un fenomeno strutturale, che in alcune situazioni assume il carattere di straordinarietà, ma che non può essere affrontato come emergenziale, a scapito della tutela dei diritti di base di bambini ed adolescenti. I problemi sono molti, dalla disomogeneità degli interventi a livello nazionale alle fughe dei minorenni, dalle procedure per l’accertamento dell’età ai ritardi nella nomina dei tutori. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli elementi principali della proposta di legge sulle misure di protezione dei minorenni stranieri non accompagnati in discussione alla Camera, le novità introdotte dal Regolamento Dublino III per i richiedenti asilo e sono stati presentati gli elementi salienti  della normativa europea in merito.

Stefania Pizzolla, intervenuta al Convegno in rappresentanza dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha illustrato le principali iniziative che l’Autorità ha avviato, anche a seguito delle visite nei territori maggiormente interessati all’accoglienza dei minorenni stranieri e degli incontri avuti con gli operatori del settore e con decine di ragazzi e ragazze non accompagnati:  “I punti da sciogliere sono diversi. L’Autorità sta lavorando ad una proposta sui livelli essenziali delle prestazioni che contiene un capitolo specifico sull’accoglienza dei minorenni stranieri, che potrà costituire un punto di riferimento utile per la definizione standard comuni su tutto il territorio nazionale. Ma a livello umano la sfida più ardua è quella di superare la diffidenza e la paura di questi ragazzi. Quando arrivano hanno bisogno di sentirsi accolti, come prevedono la Convenzione per i diritti dell’infanzia e, soprattutto, la normativa italiana. Per questo l’Authority sta lavorando alla realizzazione di un “passaporto dei diritti”, un kit da regalare ai minorenni quando sbarcano sulle nostre coste. Un prodotto multi-lingue e accessibile anche per chi non sa leggere, realizzato insieme a minorenni stranieri accolti in Italia, che ha l’ambizione di  restituire ai ragazzi, ognuno con la sua storia alle spalle,  fiducia e dignità.”

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