21
Marzo
2014

Carta dei figli dei genitori detenuti, diritto che non conosce sbarre

Protocollo con Ministero Giustizia e Bambinisenzasbarre a tutela dei minorenni che ogni giorno incontrano i genitori in carcere

Per la prima volta in Europa ed in Italia un Protocollo d'Intesa a tutela dei diritti dei tanti bambini e adolescenti che ogni giorno entrano per colloqui nelle carceri italiane. La Carta dei figli dei genitori detenuti, sottoscritta oggi dal Garante insieme al Ministro della Giustizia e all'Associazione Bambinisenzasbarre Onlus, riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità.

"E' un protocollo che nasce dall'esperienza, da uno straordinario lavoro di chi conosce bene la propria materia e ha già fatto tanto, il Terzo settore. Il rischio dei protocolli è che rimangano lettera morta, invece questo ha proposte concrete, alcune delle quali concorreremo anche noi come Authority a realizzare", ha sottolineato Vincenzo Spadafora.

Sono 8 gli articoli che, nell'interesse superiore di bambini e adolescenti, affrontano questioni importanti come le decisioni e le prassi da adottare in materia di ordinanze, sentenze ed esecuzione della pena (Art. 1); le visite dei minorenni all'interno degli Istituti penitenziari (Art. 2); gli altri tipi di rapporto con il genitore detenuto (Art. 3); la formazione del personale dell'Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile (Art. 4); le informazioni, l'assistenza e la guida dei minorenni figli di genitori detenuti (Art. 5); la raccolta dei dati che forniscano informazioni sui figli dei genitori detenuti, per rendere migliori l'accoglienza e le visite negli Istituti penitenziari (Art.6); la permanenza in carcere, in casi eccezionali, dei bambini qualora per il genitore non fosse possibile applicare misure alternative alla detenzione (Art. 7). Soprattutto, il documento istituisce un Tavolo permanente (Art. 8) composto dai rappresentanti dei tre firmatari quale strumento di monitoraggio periodico sull'attuazione della Carta, promuovendo la cooperazione tra i soggetti istituzionali e non e favorendo lo scambio delle buone prassi a livello nazionale e internazionale.

Nel futuro saranno coinvolti il Ministro dell'istruzione e l'Ordine dei giornalisti.

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