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24
Aprile
2013

A Lampedusa: “Non aspettiamo inermi l'ennesima tragedia”

Negli ultimi dieci anni sono 6.700 le persone che hanno perso la vita nel canale di Sicilia, fra loro molte donne e molti, troppi, bambini.

Per vedere questa realtà da vicino il Garante per l’infanzia si è recato a Lampedusa, proprio perché molti sono i minorenni che arrivano con i barconi della speranza in questa piccola isola che rappresenta oramai per tutti la porta dell’Europa. Molti di loro arrivano senza i genitori e spaesati e spaventati vivono un incubo che gli segnerà per il resto della vita.

"Sull'isola ho incontrato 111 minori. Le loro storie lasciano senza parole. A Lampedusa ho avuto il tempo sufficiente per capire che stiamo attendendo inermi la prossima tragedia. Una legge assurda impedisce a molti di questi ragazzi di raggiungere i propri parenti in Europa ed il loro stazionare qui, oltre ad essere un’esperienza ai limiti dell’umano, mette a dura prova l'isola e il sistema di accoglienza. Per questo rimango ammirato dal lavoro di squadra che il Sindaco Nicolini, l'ente gestore del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza, le Forze dell'ordine e le Associazioni del progetto Presidium svolgono a tutela dei migranti, siano essi adulti, bambini o adolescenti, che qui arrivano in condizioni disperate. Dobbiamo tutti dire grazie alla popolazione di Lampedusa per la generosità manifestata in questi anni e in particolare ai tanti ragazzi dell'isola, che ho incontrato e che più di chiunque altro si rendono conto del dramma che vivono i loro coetanei”. 

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