Marina Terragni: “Il divieto di burqa e niqab a scuola tutela bambine e ragazze”
L’Autorità garante sostiene la misura prevista nel ddl sicurezza e richiama libertà, dignità e pieno sviluppo delle minorenni.
Burqa e niqab, coperture femminili integrali, non sono indumenti: sono dispositivi violenti inventati da uomini impauriti dal corpo femminile inteso come impuro, sessualmente ingovernabile e portatore di disordine. Ogni donna che lo voglia dovrebbe poter denunciare l’imposizione di burqa e niqab come pratica penalmente perseguibile al pari di altre forme di violenza. Vale a maggior ragione per bambine e ragazze “contrattualmente” più deboli, costrette a subire l’imposizione da parte delle loro famiglie per non essere recluse in casa.
Va dunque sostenuto senza alcun tentennamento l’emendamento del Ministro dell’Istruzione e del Merito al ddl sicurezza inteso a vietare il burqa a scuola, con punibilità dei genitori che per questa ragione decidessero di non mandare più le ragazze in classe. E stupiscono i dubbi espressi al riguardo dalla senatrice Pd Simona Malpezzi, che parla di “propaganda”, e dalla segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi, che allude a una “cornice securitaria”. Nessun multiculturalismo può giustificare una simile violazione della libertà e della dignità della donna.
L’imposizione di burqa e niqab contravviene ai più elementari diritti e con ogni evidenza ostacola il pieno sviluppo della personalità di chi è costretta a subirla. Bambine e ragazze devono essere libere di crescere armoniosamente, seguendo ciascuna le proprie più autentiche vocazioni: la consapevolezza che il proprio corpo non può essere in alcun modo umiliato e mortificato fa obbligatoriamente parte di questo percorso.
Già l’anno scorso, in seguito al caso di Monfalcone, dove alcune studenti del locale istituto professionale erano costrette a essere ‘identificate’ da un’insegnante a ogni ingresso a scuola perché il loro viso era nascosto dal niqab, avevo auspicato la massima attenzione da parte del Ministero dell’istruzione e del merito (Mim). Non posso quindi che accogliere con grande soddisfazione l’iniziativa del Ministro.
Marina Terragni
Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza


