01/10/2026 Notizie
Protezione

Terragni: “Agire contro le forme ‘invisibili’ di violenza e maltrattamento sull’infanzia”

Sotto accusa l'online, la sessualizzazione precoce proposta dal mercato e la dipendenza degli adulti dal web. Audizione in Senato

Terragni: “Agire contro le forme ‘invisibili’ di violenza e maltrattamento sull’infanzia”

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni è stata ascoltata questa mattina dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato sul tema della protezione dei minorenni da violenza, abuso e maltrattamento. Terragni ha ricordato i risultati della terza indagine in materia, condotta con Cismai e Terre des hommes e presentata a giugno 2025, dalla quale è emerso che il maltrattamento ha i connotati della trascuratezza (neglect) nel 37% dei casi seguiti dai servizi sociali, della violenza assistita nel 34%, violenza psicologica nel 12%, maltrattamento fisico nel 11%, patologie delle cure nel 4% e abuso sessuale nel 2%.

“Nell’87% dei casi il responsabile appartiene alla cerchia familiare” ha sottolineato la Garante. “È di prossimo avvio una quarta indagine e includerà un modulo sperimentale su violenza, abuso e adescamento online”. Da quanto risulta un’indagine Istat del 2023, il 68,5% degli 11-19enni dichiara di aver subìto episodi offensivi o di esclusione online o offline. E il 21% li subirebbe più volte al mese. Terragni ha fatto riferimento a challenge pericolose, a sfruttamento sessuale online (oltre 300 milioni di vittime l’anno nel mondo secondo Childlight; oltre 20 milioni di segnalazioni a NCMEC) e alla pedopornografia generata con l’intelligenza artificiale, che – ha ricordato – per l’associazione Meter di don Fortunato Di Noto “normalizza la pedofilia”.

Lo stesso evento dell’Autorità garante per la Giornata mondiale dell’infanzia in programma il 18 novembre toccherà anche la sessualizzazione precoce proposta dal mercato (intimo per bambine, bambole, baby influencer di di beauty routine).  “Servono regole vincolanti, sistemi realmente efficaci per verificare l’età degli utenti, maggiore trasparenza sugli algoritmi e una responsabilità concreta da parte delle piattaforme. Questo significa – sottolinea Terragni – anche pretendere che i contenuti dannosi vengano rimossi rapidamente e che i rischi per i minori siano monitorati in modo serio e continuo”.

“Anche la dipendenza degli adulti dal web si può configurare come una forma di neglect. Il digitale è entrato prepotentemente a fare parte delle dinamiche familiari, con conseguenze di cui non si ha ancora piena consapevolezza. Dal baby sitting elettronico alla mediazione costante dei dispositivi nelle relazioni in famiglia, la possibilità di abusi è molto concreta e su questo va svolta un’attenta attività di studio e sensibilizzazione”.