Aggressione bambina a Bologna, Terragni: “Fare chiarezza sulle motivazioni”
Ragazzina accerchiata da coetanei maschi e presa a calci. “Individuare gli autori per educarli al rispetto delle donne".
“Merita di essere attentamente chiarita la recente aggressione di una bambina di appena sei anni nel parco San Donnino di Bologna, accerchiata e presa a calci da cinque coetanei maschi – di età apparente tra i sei e i 10 anni – del tutto a freddo e senza un motivo apparente”, così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni. “Un episodio allarmante e inaudito, anche in considerazione dell’età della vittima e degli aggressori”.
“Secondo la testimonianza della madre – continua Terragni – i cinque ragazzini erano tutti nordafricani e prima dell’agguato non vi era stato alcuno scambio con la bambina. Se la testimonianza fosse verificata, la dinamica farebbe pensare a qualcosa di organizzato. In particolare, l’accerchiamento richiama alla mente rituali misogini come il taharrush gamea (in arabo: molestia collettiva), aggressione a opera di un gruppo di maschi ai danni di una o più donne in uno spazio pubblico affollato”.
“Il taharrush gamea è stato documentato in Egitto a partire dai primi anni Duemila, ma alcuni episodi si sono verificati anche in Europa, in particolare la notte di Capodanno 2015 a Colonia e a Milano, ai danni di alcune ragazze, durante i festeggiamenti di San Silvestro 2025″.
“Che si tratti di questo, in via imitativa, o di un’aggressione ‘spontanea’” dice ancora Terragni, “non può esservi dubbio sulla chiave di genere: la vittima è stata aggredita in quanto di sesso femminile – il che esclude un possibile movente di rivalità e competizione fra maschi, in qualche modo più comprensibile – e il gesto rivela una misoginia preoccupante, già fortemente radicata in soggetti ancora in tenera età”.
“Età che non li rende penalmente perseguibili – conclude la Garante – ma l’auspicio è che le forze dell’ordine possano comunque individuarli per raggiungere le loro famiglie, verificarne le condizioni, accertarne eventuali responsabilità e se necessario dare avvio a progetti che restituiscano questi ragazzi al principio del rispetto per le donne, inaggirabile nella nostra e in qualsivoglia altra cultura”.
Foto di Szs, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

