Scontri nelle piazze, Marina Terragni: “Dove sarebbe il silenzio della Garante?”
L’Autorità garante replica ai parlamentari Di Biase, Malpezzi, D'Elia, Iacono e Berruto: “La loro è sordità selettiva”.
“Dov’è finita la Garante dell’infanzia? Si chiedono alcuni parlamentari Pd – Di Biase, Malpezzi, D’Elia, Iacono e Berruto – parlando di un suo ‘silenzio inaccettabile’ riguardo ai fatti di questi giorni nelle piazze italiane”. A parlare è Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. “Ebbene, la Garante dell’infanzia si è ripetutamente espressa su questi fatti, sui giornali, in radio, in tv – per esempio su La7, Mediaset, Rai News 24 e dovunque sia stata interpellata – nonché con la pubblicazione di comunicati visibili sul sito di Agia e rilanciati dalle maggiori agenzie di stampa fin dalla mattina del 19 novembre, dedicati alla piazza del 18 a Milano”.
“Vi è un’importante differenza – si legge nei comunicati – tra le violenze nel corso della manifestazione di sabato e l’assalto al centro domenica, con la totale impoliticità di quelle devastazioni e di quei saccheggi (…) La dinamica della giornata milanese ci costringe a rivolgere nuovamente l’attenzione al digitale e ai social network (…) Tanti di questi ragazzi, probabilmente la maggioranza, sono adolescenti di seconda generazione, nati in Italia da famiglie di recente immigrazione: fatte salve tutte le opportune iniziative di ascolto e di analisi del disagio, parte imprescindibile del lavoro di integrazione è il severo richiamo al rispetto dei principi che regolano la nostra convivenza civile”.
E ancora il 26 ottobre, menzionando tra l’altro le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha parlato di “soggetti inediti” sui quali “occorre un’analisi intelligente e approfondita” e va “elaborata un’attenta vigilanza”, parlando di “legittime rivendicazioni dei giovani” Marina Terragni scrive: “La grande parte dei ragazzi e delle ragazze che ha dato vita alle recenti manifestazioni nelle nostre città e in altre città europee è minorenne. È dunque compito degli adulti, a cominciare da genitori, insegnanti ed educatori, ascoltare, accogliere, rispondere alle loro istanze e accompagnarle, ma anche risvegliare le loro coscienze sul rischio che vi sia qualcuno che intende trasformare le loro legittime proteste in atti di propaganda o di guerra ibrida”.
Sul tema, infine, delle immagini dei minori diffuse da media e tv, la Garante si è rivolta al presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli con una lettera: “Gentile presidente, a seguito di diverse segnalazioni pervenute a questa Autorità circa l’esposizione di elementi identificativi di minorenni coinvolti nelle manifestazioni e nelle azioni di vandalismo e saccheggio avvenuta a Milano e altre città d’Italia corre l’obbligo di richiamare l’attenzione dei colleghi giornalisti sul rispetto delle norme a tutela dei minorenni previste dal Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti. In particolare, si fa riferimento alla necessità di osservare le prescrizioni in tema di divieto di pubblicazione o di identificazione nelle vicende che coinvolgono minorenni, sia in qualità di protagonisti che di vittime o testimoni. Va evitata – come previsto – la diffusione di dati personali e di ogni altra circostanza ed elemento che possano, anche indirettamente, consentire la loro identificazione, avendo cura di evitare sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione”.
“Nessun ‘silenzio inaccettabile’, dunque – conclude Terragni – Forse, piuttosto, una sorprendente sordità selettiva”.


