Marina Terragni: “Attenzione a non normalizzare la pedofilia con il digitale”
L’Autorità garante interviene alla presentazione del Report Meter. Occorre una risposta internazionale e sostenere le famiglie.
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha partecipato ieri alla presentazione del Report 2025 pedofilia e pornografia Bambini vittime dell’Associazione Meter.
Marina Terragni nel corso del suo intervento ha richiamato l’attenzione sulle dimensioni globali della pedofilia, definita una “pedofilia di massa”, alimentata dalla diffusione delle tecnologie digitali. Non si tratta solo dell’abuso da parte delle élite come nel caso degli Epstein files, ma di un fenomeno esteso e che coinvolge anche neonati e bambini molto piccoli, spesso vittime di tratta.
Purtroppo non vi è ancora un’adeguata percezione delle dimensioni e della gravità del fenomeno da parte della pubblica opinione.
Terragni ha sottolineato la necessità di aggiornare la percezione pubblica: nel deep web circolano contenuti che rivelano forme estreme di violenza, mentre l’impiego dell’intelligenza artificiale nella produzione di materiale pedopornografico contribuisce alla sua normalizzazione, anche quando i minori rappresentati non sono reali.
L’Autorità garante ha sottolineato come sia difficile discutere pubblicamente del tema, spesso rimosso dal dibattito pubblico, e ha evidenziato il ruolo del mercato nella sessualizzazione precoce di bambine e bambini, con prodotti e contenuti che ripropongono modelli adulti e hanno effetti sulla salute psicofisica.
Centrale è – sempre secondo l’Autorità garante – l’ascolto delle ragazze e dei ragazzi nativi digitali, ormai consapevoli dei rischi delle aggressioni online. Terragni ha indicato la necessità di una strategia internazionale capace di affrontare il ruolo delle grandi piattaforme digitali. Insostituibile, infine, è il sostegno alle famiglie quale contesto primario per la tutela dei bambini e degli adolescenti.


