15/09/2026 Notizie
Famiglia

Bambina di Monteverde: negati alla madre anche gli auguri di buon inizio scuola

Terragni: “Il sistema degli allontanamenti non funziona, se vengono ignorati i più elementari principi di umanità”.

Bambina di Monteverde: negati alla madre anche gli auguri di buon inizio scuola

“S., madre di Stella, la bambina di Monteverde – prelevata improvvisamente da scuola a metà maggio scorso per essere collocata presso il padre – aveva chiesto di effettuare una semplice videochiamata alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico per poter augurare alla piccola un felice ritorno in classe.

La tutrice assessora di Roma Capitale Barbara Funari, delegata dal sindaco Gualtieri, ha ritenuto di non rispondere a questa umanissima richiesta”. Così Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

“In punto di diritto vi sono forse ragioni, anche se è difficile vederle, per una decisione che provoca inutilmente un dolore in più a madre e figlia” è il commento di Terragni. “Così come, forse, ve ne sono – ed è tutto da vedere – per il fatto che a noi sia stato impedito di incontrare la bambina, facendo saltare all’ultimo minuto un appuntamento concordato da settimane e quindi riconosciuto come possibile e utile”.

“Quel che è certo – continua Terragni – quando in nome di leggi, di procedure e di sentenze che dovrebbero essere sempre e imprescindibilmente orientate dal superiore interesse del minore si impedisce a una madre anche solo di augurare buon anno scolastico alla propria bambina; quando – e ce l’ha insegnato definitivamente Antigone – l’osservanza del diritto, se di questo si tratta – ed è difficile crederlo – produce esiti che sembrano ignorare i più elementari principi di umanità, allora c’è qualcosa che non va come dovrebbe”.

“Per Stella e per tutti gli altri bambini nella sua situazione – conclude la Garante – il cui bene dovrebbe stare sempre e saldamente al centro di ogni decisione che li riguardi, il sistema degli allontanamenti dei minori andrebbe forse integralmente ripensato e riformato, con particolare riguardo ai casi in cui i minori vengono allontanati per conflitto genitoriale o per riavvicinare forzatamente un bambino al genitore rifiutato, in base al concetto totalmente ascientifico a cui si dà il nome di reunification therapy”.