Marina Terragni alla Commissione femminicidio: “Sessualità ragazze: si torna indietro”
L’Autorità garante evidenzia il crescente impatto della pornografia violenta e degli abusi digitali su bambini e adolescenti in una nota inviata al Parlamento.
Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nell’ambito dell’indagine conoscitiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, ha inviato all’organismo parlamentare un documento sul tema della violenza online, con particolare riferimento a bambine e ragazze.
Per i nativi digitali – osserva Terragni – la distinzione fra mondo online e vita reale è ormai superata, sostituita da un’esperienza continua definita “onlife”, con un andirivieni senza soluzione di continuità tra le due dimensioni. “Questo rende più complesso il nostro lavoro di comprensione nonché l’iniziativa politica che dovrebbe conseguirne”.
“Si tratta di porsi in una postura di ascolto fine – dice Terragni – inteso non come una ‘concessione’ da parte del mondo adulto, ma come nostra inaggirabile necessità di adulti. Sono i nativi digitali a darci le informazioni più preziose e spesso sono loro a elaborare le soluzioni e a produrre gli anticorpi necessari a contenere le conseguenze dell’accesso precoce al digitale. Per esempio, sono stati proprio i ragazzi della Generazione Z ormai cresciuti a raccomandare per primi ai loro coetanei e a tutti di non concedere lo smartphone ai loro figli prima dei 15-16 anni”.
Intanto emerge una situazione che fa registrare segnali preoccupanti: il ritorno di stereotipi sessisti, la diffusione di relazioni basate su controllo e gelosia e comportamenti sessuali modellati su contenuti pornografici violenti accessibili sin dalla prima infanzia. L’Autorità garante evidenzia inoltre la crescita dei fenomeni di violenza sessuale online: diffusione non consensuale di immagini, sextortion, minacce, molestie, grooming, cyberstalking e abusi relazionali digitali. I dati dell’ultima ricerca di Save the Children segnalano una normalizzazione del controllo nelle relazioni, con una quota significativa di adolescenti che considera gelosia, geolocalizzazione o accesso condiviso ai dispositivi come gesti accettabili. Parallelamente aumenta il numero di reati sessuali commessi da minorenni.
Questa violenza “onlife” – osserva Terragni – si inscrive in un più ampio ritorno a modelli identitari segnati da dominio e sopraffazione, mentre online proliferano comunità antifemministe frequentate da giovani maschi. Il risultato è un arretramento che rischia di rendere le nuove generazioni meno libere e più esposte a fragilità affettive e sessuali. Dunque la risposta del mondo adulto, conclude l’Autorità garante, non può prescindere da un ascolto attento delle giovani e dei giovani, affinché le politiche future siano davvero orientate al loro superiore interesse, come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.


