Famiglia del bosco, Terragni risponde ai servizi sociali
L’Autorità garante dopo l’inopportuno e scorretto comunicato stampa di Ecad 14 Alto Vastese
“Apprendiamo con stupore di un comunicato stampa diffuso da Ecad 14 Alto Vastese, gestore del Servizio sociale dei comuni d’ambito, compreso Palmoli, riguardo alla nostra visita alla casa famiglia che ospita i tre minori Trevallion. Detto comunicato stampa merita ben più di una precisazione”. Così Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
“Si conferma per cominciare che l’assistente sociale incaricata del caso, la dottoressa V.D., si è resa indisponibile a un confronto al quale invece hanno preso parte tutti gli altri addetti e incaricati. Di più: è stato necessario rivolgersi a terzi perfino per ottenere il suo contatto, richiesto per giorni senza esito dal nostro ufficio agli interlocutori istituzionali: comportamento quanto meno anomalo se non omissivo. V. D. ha ritenuto di mancare anche l’occasione di un appuntamento telefonico concordato”. Non risponde al vero, dunque, come si sostiene nel comunicato, che V. D. abbia “dato seguito nel pomeriggio a un contatto telefonico”.
Quanto ad “affermazioni non corrispondenti alla realtà” attribuite alla Garante – dichiarazione gravemente lesiva – non si chiarisce, riportandole debitamente, a quali affermazioni ci si riferisca. Il tema dell’insufficiente formazione degli assistenti sociali è da tempo sul tavolo della Garante, su sollecitazione dello stesso Cnoas – Consiglio nazionale ordine assistenti sociali -, la cui presidente, in data 17 aprile 2025, ha richiesto un intervento in tal senso. La Garante si è quindi impegnata personalmente incontrando allo scopo la ministra dell’Università Anna Maria Bernini (in data 26 giugno 2025) e la professoressa Giovanna Iannantuoni, all’epoca presidente della CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (in data 21 luglio 2025).
Conferendo con i giornalisti presenti la Garante si è altresì chiaramente espressa contro ogni ricorso a gogne pubbliche e mediatiche, in questo come in ogni altro caso, pur senza rinunciare al suo punto di vista critico sulla conduzione del caso Trevaillon da parte dei servizi sociali incaricati.
Si ricorda, come da legge istitutiva, l’Autorità Garante è un organo monocratico indipendente istituito “al fine di assicurare la piena attuazione e la tutela dei diritti e degli interessi delle persone di minore età, in conformità a quanto previsto dalle convenzioni internazionali”; organo preposto a occuparsi anche “delle problematiche familiari ed educative” e a prendere “in esame, anche d’ufficio, situazioni generali e particolari delle quali è venuta a conoscenza in qualsiasi modo, in cui è possibile ravvisare la violazione, o il rischio di violazione, dei diritti delle persone di minore età”.
Il suo recente intervento, pertanto, rientrando nelle prerogative e negli obblighi attribuiti, non può essere in alcun modo registrato come un’”invadenza”. “Resta l’amarezza – conclude Terragni – a fronte della perdurante sofferenza di tre minori esposti a ripetuti traumi, di dover constatare il persistere di un atteggiamento non disponibile a qualsivoglia riflessione autocritica che quanto meno problematizzi -come sta avvenendo a livello nazionale – il tema della propria formazione in considerazione del delicatissimo ruolo che i servizi sociali sono chiamati a svolgere.
“Resto dell’opinione, già più volte espressa”, conclude la Garante, “che vi sia una evidente sproporzione tra le problematiche riscontrate nella famiglia Trevaillon e l’asprezza del provvedimento di allontanamento dei minori. Misura che dovrebbe sempre essere adottata solo come extrema ratio, come esplicitato nel testo presentato a gennaio 2026 e presto, si spera -come da iniziative legislative annunciate- in seguito a un’attenta valutazione collegiale e multidisciplinare che riduca la possibilità di errori”.


