È uscita Futuri, la rivista dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza: un numero dedicato all’ascolto
Interventi di Mahmood, Marchioni e Lavenia. Storie di ragazze e ragazzi alle prese con sessualità, dipendenze digitali, devianza.
È uscita ‘Futuri’, rivista semestrale dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, con un numero dedicato all’ascolto. Tra gli interventi quelli di Mahmood sulle seconde generazioni, Vinicio Marchioni sui ragazzi di borgata oggi e lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia sull’intelligenza artificiale come “amica”. Ragazze e ragazzi raccontano le loro esperienze in prima persona su sessualità, dipendenze dal digitale, accoglienza dei minorenni stranieri, bullismo e rappresentazione degli adolescenti da parte degli adulti. La rivista ospita inoltre interventi del regista e scrittore Adriano Giotti, della giornalista, traduttrice e dramaturg Monica Capuani, della linguista dell’Università di Pavia Chiara Zanchi, della psicologa Sara Iannattone e dell’avvocato e mediatrice Cinzia Santarsiero.
La rivista si apre, dopo l’editoriale dell’Autorità garante Marina Terragni (Quello che possiamo capire con l’ascolto), con la travagliata storia di Ahmed, 17 anni, arrivato dall’Egitto in cerca di un futuro e oggi ‘maranza’ ospite della comunità di don Burgio a Milano. A seguire Mahmood, in una intervista nella quale sottolinea come le seconde generazioni di origine straniera che vivono nel nostro paese chiedano di “essere viste”. L’attore, regista e scrittore Vinicio Marchioni, cresciuto nella borgata romana di Fidene, invece condivide una riflessione su quanto siano cambiate le periferie negli ultimi anni e di cosa significhi per un ragazzo crescere in certi contesti.
La rivista si focalizza poi sul tema del bullismo: la storia di Teresa, emarginata dalla classe, che trova una via d’uscita attraverso un percorso di mediazione e il racconto di chi, come Adriano Giotti, ha avuto comportamenti da bullo e se ne è poi pentito. Quanto alle dipendenze da digitale ‘Futuri’ riporta i consigli di un ragazzo che si è liberato dall’ansia da connessione prodotta dallo smartphone e un’analisi di Giuseppe Lavenia di come molti ragazzi abbiano costruito con l’IA una relazione che somiglia pericolosamente a un legame affettivo.
C’è poi Gioia che dai 14 ai 17 anni ha vissuto un amore tossico nel quale la sessualità del partner era condizionata dalla pornografia. Una storia dalla quale è riuscita a uscire e che racconta in una intervista. Su come invece il corpo viene visto nel periodo dell’adolescenza al tempo di Instagram e TikTok scrive la psicologa Sara Iannattone. Monica Capuani, poi, offre una riflessione sulle derive della società ipersessualizzata, che espone il corpo a modelli pornografici, attraverso un estratto del monologo teatrale Il Sen(n)o che racconta la storia di una madre che permette alla figlia di otto anni di fare un intervento per aumentare le dimensioni del seno.
L’ultimo tema affrontato nel numero di giugno di ‘Futuri’ è come gli adolescenti si vedono rappresentati: 15 studenti di una scuola superiore romana, l’ISS Rossellini, parlano del rapporto con genitori, insegnanti e altri adulti, dicendo di non sentirsi ascoltati e capiti. A seguire, la linguista Chiara Zanchi racconta il mondo visto dai ragazzi attraverso il Piccolo dizionario immaginario, una selezione di parole scelte da alunni di scuole secondarie di primo grado. Chiude la rivista un articolo sulle attività svolte dalla Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante, quest’anno dedicate al tema Essere In-dipendenti.
La rivista ‘Futuri’ è scaricabile in pdf e consultabile online futuri.garanteinfanzia.org.


