30/09/2026 Notizie
Istituzione

Relazione al Parlamento, Marina Terragni: “Serve una rivoluzione della cura”

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza: "Di fronte alla solitudine dei ragazzi e alla denatalità, smantellare il mito dell’individuo autosufficiente”.

Relazione al Parlamento, Marina Terragni: “Serve una rivoluzione della cura”

Generazioni ansiose, disagio mentale, comportamenti violenti: bambini e ragazzi sono diventati un problema. “Fino a una decina di anni fa – osserva Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – i media parlavano molto poco di bambini e ragazzi. Erano ritenuti argomenti noiosi e poco cliccabili dai direttori dei giornali. Di recente, invece, i ragazzi hanno cominciato a comparire sui giornali, perfino sulle prime pagine. Notizie cliccatissime, alla ricerca di soluzioni: e non si è trattato di good news”.

“Bambini e ragazzi sono stati associati alla parola problema, e forse loro stessi ormai si percepiscono come problema, per se stessi e per il mondo. In parallelo stiamo registrando record di denatalità: se bambini e ragazzi sono un problema, perché dovremmo andare a metterci in questo guaio?”. 

È a partire da queste considerazioni che oggi, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, Terragni ha presentato la Relazione al Parlamento 2025. A introdurre i lavori i saluti del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e della Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella.

Al centro della denatalità, ma anche di molta infelicità e del disagio degli adolescenti, una crescente “povertà relazionale” e l’idea dell’individuo perfettamente autosufficiente. La digitalizzazione ha ridotto la socialità in presenza e la formazione di relazioni stabili: “Si è passati dal ‘noi’ all’io assoluto”. Ma anche la solitudine delle madri, l’indebolimento della famiglia allargata, il venir meno delle reti di sostegno e della comunità spiega molto della rinuncia ad avere figli.

“Si tratta dunque di tornare a pensarci come interdipendenti, vulnerabili e bisognosi degli altri. La cura reciproca e del mondo deve tornare a essere il valore fondante della società, e sull’estinzione progressiva della dimensione comunitaria va posta molta attenzione”. In sintesi, per Marina Terragni occorre dare vita a una vera “CaRevolution”.

L’intervento integrale di Marina Terragni

Nel corso dell’evento è intervenuto il pedagogista Daniele Novara, che ha parlato di minorenni e fragilità genitoriali, con un accento anche al tema delle sovradiagnosi neuropsichiatriche.  Secondo Novara i genitori sempre più raramente, si considerano gli educatori principali dei loro figli. Allo stesso tempo, secondo il pedagogista, si è indebolita una conoscenza condivisa delle diverse fasi di crescita ed educative dello sviluppo infantile e adolescenziale, non solo nelle famiglie ma anche nelle istituzioni.

In conclusione, una rappresentante della Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha letto una lettera nella quale si chiede al mondo degli adulti “maggiore presenza, fiducia e responsabilità”. I ragazzi dicono di aver bisogno di più tempo e di un ambiente in cui possano trovare ascolto e dialogo, senza essere necessariamente guidati. “Vorremmo la presenza emotiva e fisica nei momenti importanti della vita”.

La presentazione della Relazione 2025 è stata trasmessa in diretta su Rai 3 a cura di Rai Parlamento ed è stata moderata dalla giornalista Federica De Vizia. Ai presenti sono state distribuite copie della Relazione, dell’Agenda dei diritti 2026. La persona di minore età nei procedimenti di famiglia: soggetto, vittima e testimone e l’ultimo numero del semestrale dell’Autorità garante Futuri.


Relazione al Parlamento 2025, crescita e fragilità nell’era digitale

Presentata il 30 settembre 2026 dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, la Relazione al Parlamento 2025 individua nel rapporto tra bambini e adolescenti, ambiente digitale e qualità delle relazioni educative una delle questioni più rilevanti del presente. Il documento evidenzia come l’esposizione precoce e pervasiva agli schermi si intrecci con fragilità familiari, disagio emotivo, ritiro sociale e difficoltà nella costruzione dell’autonomia. In questo quadro, la Relazione richiama la necessità di restituire centralità alla responsabilità degli adulti, all’ascolto dei minorenni e alla ricostruzione di contesti relazionali capaci di accompagnarne la crescita.

Nel corso del 2025 l’Autorità garante è intervenuta sui principali temi che riguardano l’infanzia e l’adolescenza attraverso audizioni parlamentari, pareri, segnalazioni e attività di monitoraggio. Tra questi il disegno di legge sul digitale, l’affido condiviso, gli allontanamenti dalla famiglia d’origine, la salute mentale, la dispersione scolastica, la devianza minorile e la tutela degli orfani di femminicidio. È proseguita, inoltre, la partecipazione dell’Ufficio agli organismi nazionali competenti in materia di infanzia e adolescenza e l’attività di coordinamento con i garanti regionali e delle Province autonome.

Sul piano internazionale, il 2025 è stato caratterizzato soprattutto dall’attività svolta nell’ambito di Enoc, la rete europea dei garanti per l’infanzia, dedicata quest’anno al diritto dei minorenni alla salute fisica. L’Ufficio ha inoltre partecipato a una serie di iniziative del Consiglio d’Europa e dello European guardianship network (Egn). I temi affrontati, tra l’altro, sono stati: intelligenza artificiale, educazione sessuale e tutela dei minori stranieri non accompagnati.

I temi affrontati nella Relazione, nella sostanza, partono da una constatazione comune: molte delle difficoltà che oggi interessano bambini e adolescenti, dal disagio psicologico alla fragilità familiare, fino all’uso problematico delle tecnologie, sono accomunate dall’indebolimento dei contesti relazionali e dalla crescente difficoltà degli adulti a esercitare una funzione educativa e di accompagnamento. È a partire da questa prospettiva che la Relazione illustra le principali questioni emerse nel corso dell’anno.

Digitale: non basta mettere limiti, occorre restituire esperienza

La Relazione descrive il digitale come l’ambiente nel quale bambini e adolescenti crescono, studiano e costruiscono relazioni. Il punto centrale, tuttavia, non è la tecnologia in sé. L’Autorità garante richiama il rischio che l’esperienza mediata dagli schermi sostituisca progressivamente il gioco, il movimento, la socialità diretta e la sperimentazione dell’autonomia. Per questo il documento insiste sulla responsabilità degli adulti, criticando l’idea che la soluzione possa essere affidata esclusivamente a divieti, filtri o strumenti tecnologici.

Famiglia: i figli non possono essere invisibili nei conflitti degli adulti

Nei capitoli dedicati alla famiglia emerge con forza il tema delle separazioni conflittuali e degli allontanamenti. La Relazione richiama la necessità di riportare al centro il punto di vista dei bambini e degli adolescenti, evidenziando il rischio che nei procedimenti che li riguardano il loro interesse concreto venga oscurato dal conflitto tra gli adulti o dalla rigidità dei meccanismi decisionali. L’ascolto del minorenne viene indicato come una garanzia sostanziale e non come un adempimento formale.

Protezione: la risposta deve arrivare prima dell’emergenza

Dagli abusi online al maltrattamento, dalla devianza minorile agli orfani di femminicidio, la Relazione porta l’attenzione su fenomeni che raramente si manifestano all’improvviso. L’Autorità garante sottolinea infatti come dietro molte situazioni di grave vulnerabilità siano presenti segnali precoci che troppo spesso non vengono colti. I dati sul maltrattamento (il 30,4% dei minorenni in carico ai servizi sociali ne è vittima e nell’87% dei casi avviene nella cerchia familiare) confermano la necessità di rafforzare la capacità di individuare e accompagnare le fragilità dei nuclei familiari prima che si trasformino in emergenze.

Benessere: il disagio dei ragazzi interroga il mondo adulto

Uno dei temi, tra quelli in Relazione, riguarda la salute mentale e la crescente fragilità emotiva degli adolescenti. Il documento invita a non considerare il disagio esclusivamente come una questione sanitaria, osservando come solitudine, ritiro sociale, iperconnessione e impoverimento delle relazioni costituiscano fattori sempre più rilevanti. La questione, secondo il documento, riguarda l’intera comunità educante e chiama in causa la qualità degli ambienti in cui i ragazzi crescono.

Partecipazione: i ragazzi chiedono ascolto sui problemi reali

Le consultazioni promosse dall’Autorità garante mostrano adolescenti particolarmente attenti ai temi della salute mentale, delle relazioni, della violenza, dei conflitti e del futuro. La Relazione evidenzia una domanda costante di ascolto e di coinvolgimento, sostenendo che le politiche rivolte all’infanzia e all’adolescenza risultano più efficaci quando incorporano stabilmente il punto di vista dei diretti interessati.

Inclusione: progetti su tutela volontaria e affido di Msna

La Relazione dedica attenzione alla condizione dei minori stranieri non accompagnati attraverso il monitoraggio delle condizioni di accoglienza e le attività svolte dall’Autorità garante sul fronte della tutela volontaria e dell’affido familiare. Particolare rilievo è attribuito agli strumenti previsti dall’ordinamento per rafforzare la protezione e l’accompagnamento dei ragazzi soli presenti sul territorio nazionale.

Educazione: il principale fattore di protezione resta la comunità educante

La scuola, le famiglie, i servizi e il territorio sono indicati come gli attori fondamentali per contrastare dispersione scolastica, povertà educativa, violenza e marginalità. La Relazione propone una lettura unitaria di questi fenomeni, riconducendoli alla necessità di rafforzare le reti educative e i contesti di crescita. L’educazione emerge così non soltanto come strumento di apprendimento, ma come la più importante politica di prevenzione a favore dell’infanzia e dell’adolescenza.