28/09/2026 Notizie
Famiglia

Famiglie, libertà e diritto: replica alla Presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila 

Si rende nota la lettera aperta che l’Autorità garante Marina Terragni ha rivolto alla Presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila Nicoletta Orlandi.

Famiglie, libertà e diritto: replica alla Presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila 

La neopresidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, mi indirizza una lettera nella quale introduce un tema di rilevante interesse generale. Ritengo pertanto opportuna una replica pubblica.   

“Non dica più (sic!)”, è scritto nella lettera, “che ‘la famiglia è un’isola che il mare del diritto deve solo lambire’. Questa frase – precisa la Presidente Orlandi – che all’epoca dell’insigne giurista Jemolo (che l’ha pronunciata, nda) esprimeva la complessità delle relazioni familiari” sarebbe oggi “superata dalla nostra Costituzione e dalla riforma del diritto di famiglia”. 

“Sull’isola – conclude Orlandi – il pater familias esercitava il potere su moglie e figli. Sull’isola è cresciuto il modello patriarcale. Soprattutto sull’isola si è soli. E invece tutti noi e soprattutto i soggetti più fragili, come i bambini, abbiamo bisogno di mani che si tendono e ci sostengono nelle difficoltà”.     

Accolgo con interesse l’opinione della Presidente sul significato dell’esortazione di Arturo Carlo Jemolo a non invadere con i poteri dello Stato l’ambito di autonomia della famiglia, ma non mi sento di condividerla. Se anch’io, come lei, usassi l’imperativo che mi rivolge – quanto meno desueto in un dialogo interistituzionale – la esorterei a “non dire più” che l’autonomia della famiglia è superata dalla Costituzione, perché all’evidenza così non è, anche stando a un’interpretazione meramente letterale della nostra Carta.  

L’illustre giurista del Novecento – al quale sono tuttora intitolate scuole di formazione di giuristi contemporanei – ci ha lasciato un’importante eredità fondata sul principio di libertà, sul valore del dubbio e sulla coscienza. Parrebbe invece di comprendere che per la Presidente Orlandi la libertà e l’autonomia della famiglia, affermate solennemente nella Legge fondamentale, regolate dal diritto e ben radicate nella morale, siano disvalori; e che la funzione della giurisdizione minorile dovrebbe essere improntata a un intervento dello Stato con finalità “educative”, escludendo a priori che la famiglia possa anche essere un’isola felice.  

In verità Jemolo non pensa a una famiglia isolata in assoluto. Il suo riferimento si limita all’ambito giuridico, visto che la famiglia di per sé è fonte del diritto primigenio, in quanto cellula fondativa della societas. Ogni famiglia genera di continuo norme per i propri consociati e il diritto statale deve limitarsi a lambirla, offrendo una cornice di diritti inalienabili ma evitando accuratamente ogni indebita intrusione. Diversamente vivremmo in una sorta di panlegalismo in cui tutto è diritto, norma, legge. Invece, e per fortuna, esiste anche altro: amore, accoglienza di chi sbaglia, perdono, benevolenza, grazia, dono di sé. Tutte cose che non hanno necessariamente a che fare con il gelido statalismo del diritto positivo. È qui, mi pare, il senso delle parole di Jemolo, che continuano per me a costituire un insostituibile riferimento.  

Non sono certa, del resto, che molti di quei bambini strappati dalla famiglia abbiano visto nei servizi sociali e nei carabinieri “mani che si tendono e ci sostengono”. Non tutte le soluzioni giuridicamente corrette sono di per sé giuste, specialmente se imposte a una famiglia.  

Quanto al richiamo al rischio di “modello patriarcale”: mi sia consentito far notare che la mia intera biografia trae grande parte del suo senso dall’impegno contro la violenza maschile in ogni sua forma.   

Voglia gradire i più cordiali saluti. 

Marina Terragni 
Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza 

Roma, 28 settembre 2026