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ON LINE IL PORTALE MY BLUE BOX

E’ stato presentato a Firenze My Blue Box, il primo portale italiano dedicato alla prevenzione del disagio nei figli di persone affette da un disturbo psichico, realizzato dall'Associazione Contatto Onlus. Nonostante si parli spesso di salute mentale, è raro che ci si soffermi a riflettere su cosa voglia dire essere figlio di un genitore che soffre di disturbi come la depressione, il disturbo bipolare, la schizofrenia. Sono milioni i bambini e gli adolescenti che, in Italia e nel resto del mondo, vivono in famiglie in cui la madre o il padre (talvolta entrambi) hanno un problema di salute mentale e che si trovano spesso da soli a dover affrontare e gestire gli aspetti legati a questa situazione. Rabbia, dolore, vergogna, senso di colpa, paura, smarrimento sono queste le emozioni che provano questi minorenni. Ma soprattutto la sensazione di non poterne parlare con nessuno e il non ricevere, in molti casi, alcun supporto: essere, in altre parole, invisibili. Sono numerosi gli studi internazionali che hanno ampiamente dimostrato che interventi tempestivi di prevenzione e supporto riducono nettamente il disagio ed il rischio per questi minorenni di soffrire a loro volta in futuro di un disturbo psichico. My Blue Box è un primo spazio di informazione e prevenzione dedicato, che sceglie Internet come canale privilegiato per raggiungere in modo capillare non soltanto bambini e ragazzi, ma anche genitori e professionisti che operano a contatto con loro. L’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha voluto supportare l’Associazione Contatto Onlus, concedendo il patrocinio e sostenendo la realizzazione del video divulgativo che illustra la tematica ed i contenuti del portale. “La realizzazione del portale, come anche la pubblicazione di un testo per bambini e adulti che affronti questi temi, ha subito attirato la nostra attenzione perché sono iniziative che rendono effettiva per i bambini e gli adolescenti, così come sancito dalla Convenzione Onu, la necessità che venga loro assicurata la crescita in un ambiente consono per il proprio sviluppo fisico, mentale, morale e sociale” - ha così sottolineato il Garante, Vincenzo Spadafora, che ha voluto anche ricordare il testo Si può dire “Un libro pensato per far capire ai più piccoli di cosa soffrono i loro genitori, disattivando possibili sensi di colpa, ma indirizzato anche a chi è affetto da disagi mentali, così difficili da diagnosticare, curare, ammettere”. Per saperne di più: http://www.mybluebox.it/

Dì la tua!

L’Arci Catania, in base ad un accordo con il Consiglio d’Europa, ha curato la versione italiana di un importante Manuale sulla partecipazione che si configura come strumento per promuovere la collaborazione e la cooperazione tra i giovani, le organizzazioni giovanili e le autorità locali e regionali. L’obiettivo della pubblicazione è di supportare i giovani, gli animatori socio-educativi, le organizzazioni giovanili e le autorità locali nella promozione e nel potenziamento di una significativa partecipazione dei giovani a livello locale in Europa. Il Congresso dei poteri locali e regionali, colonna portante del Consiglio d’Europa, si sta impegnando, infatti, a promuovere la partecipazione dei giovani ai processi democratici soprattutto a livello locale. Più che una guida pronta all’uso, il Manuale sulla Carta Riveduta della Partecipazione dei Giovani alla Vita Locale e Regionale si caratterizza come raccolta di riflessioni e domande che sostengono gli addetti ai lavori nella ricerca di un approccio individuale per assicurare una partecipazione significativa dei giovani a livello locale. Il presupposto è che la partecipazione giovanile non sia un fine in sé, ma un mezzo per ottenere cambiamenti positivi nella vita dei giovani e per costruire una società migliore. La traduzione del Manuale fornisce, anche a chi opera in Italia, uno strumento volto a favorire quel processo complesso e ancora non sufficientemente sviluppato che ha come obiettivo la reale e autentica partecipazione dei minorenni ai processi decisionali.

Safer Internet Day 2016, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete

“Play your part for a better Internet!”. È questo lo slogan del Safer Internet Day 2016, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea che, giunta alla sua XIII edizione, si celebrerà domani, in contemporanea, in oltre 100 nazioni di tutto il mondo. In Italia il #SID2016 si sdoppierà con un evento al Teatro Palladium di Roma e uno al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Contemporaneamente, la Polizia di Stato sarà presente in 100 capoluoghi di provincia con workshop sul tema del cyberbullismo, organizzati nelle scuole di ogni ordine e grado, per incontrare oltre 60.000 studenti attraverso la campagna Una vita da social, mentre alla Camera dei Deputati l’associazione SOS Il Telefono Azzurro Onlus metterà attorno ad un tavolo di discussione esperti ed esponenti politici.

A Roma al Teatro Palladinum alla presenza del  Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini verrà lanciata, con la proiezione in anteprima di uno spot, la campagna del Miur contro il cyberbullismo. Parteciperanno anche i Sottosegretari all’Istruzione Gabriele Toccafondi e Davide Faraone e la senatrice Elena Ferrara. Tutte le iniziative del SID 2016 si svolgeranno sotto l’egida di Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre Italiano, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Miur, in partenariato con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, Save the Children Italia Onlus, SOS Il Telefono Azzurro Onlus, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino e Skuola.net.      

Anche quest'anno al centro della scena ci saranno i ragazzi, in particolare quelli della cosiddetta Generazione Z, i nati tra il 1996 e il 2010, la cui vita “social” è stata oggetto di un’indagine affidata da Generazioni Connesse a Skuola.net e all’Università degli Studi di Firenze. Dalla ricerca emerge che il 17% degli intervistati rimane connesso tra le 5 e le 10 ore al giorno (considerando l’uso integrato di personal computer, tablet e cellulare). Una percentuale analoga di ragazzi si dichiara sempre connessa. Nel mondo dei giovanissimi sono le chat a farla da padrone: Whatsapp è la piattaforma preferita dal 90% degli intervistati, una percentuale superiore a quella registrata dai social network come Facebook (64%), Instagram (61%) e Youtube (58%). Quasi la totalità degli intervistati, più del 90%, confessa di usare quotidianamente le chat.

Tra questi ci sono anche giovanissimi che sviluppano una certa dipendenza: sono quelli a rischio vamping, che chattano anche di notte (6%), oppure quelli che lo fanno ogni volta che possono, anche quando è vietato, come a scuola (26% circa). I ragazzi sono online ben prima dei 14 anni ma, per fortuna, sono sempre più attenti alla loro privacy. Temono i bulli digitali, ma ancora in troppi sottovalutano il cyberbullismo, tanto che solo l'8% ammette di aver intenzionalmente vessato un coetaneo, mentre 1 su 10 banalizza il proprio comportamento come semplice scherzo.

La giornata al Teatro Palladium, che si svolgerà dalle 9.30 alle 13, con il coinvolgimento di oltre 300 studenti, si aprirà con la rappresentazione in scena di un “momento di ordinaria quotidianità in Rete”, durante la quale “7 ragazzi” racconteranno, con la collaborazione della compagnia “Il Teatro in Movimento”, i rischi della navigazione in internet.

A presentare la kermesse, trasmessa in diretta streaming su www.generazioniconnesse.it,  grazie alla collaborazione con l'Agenzia di stampa Dire, sarà il Trio Medusa di Radio Deejay. In sala, tutti i rappresentanti del consorzio del Safer Internet Centre Italia, insieme alle aziende partner dell’Advisory Board, grazie alle quali la campagna di ottobre dei #SuperErrori del Web è riuscita a raggiungere 10 milioni di utenti su Facebook e ad avere interazioni con oltre mezzo milione di ragazzi.

Protagonisti della giornata saranno i #SuperErrori del web, i cartoon della campagna nazionale lanciata lo scorso autunno da Generazioni Connesse. Sette personaggi, uno per ogni rischio sulla Rete: Chat Woman, l'Incredibile Url, l'Uomo Taggo, la Ragazza Visibile, Silver Selfie, Tempestata e Il Postatore Nero.

Scarica il programma della giornata.

La partecipazione dei ragazzi: proposte e raccomandazioni

Questa pubblicazione raccoglie il frutto dei lavori del Gruppo Partecipazione della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni, istituita dall'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per assicurare forme idonee di collaborazione e confronto con esse, in particolare con quelle più direttamente impegnate nella tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi. La partecipazione alla vita sociale e l’ascolto dei minorenni, sono tra i principi fondamentali della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Partecipare è un diritto. Riguarda tutti i soggetti di età minore: bambini, bambine, ragazzi e ragazze, compresi quelli che abbiano un qualche grado di disabilità - fisica, intellettiva e/o relazionale, mentale -, come sottolineato nella Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Ha una significativa dimensione politica, diventa una sfida innanzitutto culturale. Qui viene intesa e proposta essenzialmente come dialogo: intanto tra ragazzi nel capire, elaborare, decidere quali sono le istanze da rivolgere agli adulti; e poi tra i ragazzi e gli adulti che se ne prendono cura, quelli che incontrano nelle Istituzioni, negli Enti locali, a Scuola, in Famiglia, nelle Associazioni. Bambini e ragazzi con un preciso ruolo sociale che va riconosciuto e valorizzato, soggetti titolari di diritti con cui imparare a dialogare con costanza e impegno.

Minorenni stranieri:l’allarme dei Garanti per l’infanzia e l’adolescenza europei

26/01/2016 - È stata presentata ad Amsterdam, in occasione dell’incontro dei 28 Ministri degli Interni dell’UE sull’immigrazione, il Presidente della Rete dei Garanti europei "ENOC" Marc Dullaert ha presentato a Věra Jourová, Commissario europeo per la Giustizia, i consumatori e l'uguaglianza di genere, il Rapporto “Minorenni migranti: Sicurezza e diritti fondamentali a rischio” realizzato in collaborazione con diversi membri dell’ENOC. I Garanti hanno anche lanciato una Lettera aperta alle massime Autorità europee affinché sia assicurata l’assoluta priorità alla sicurezza dei bambini e degli adolescenti migranti. 

Allegato

Dispersione scolastica: proposte e raccomandazioni

La pubblicazione è il risultato del lavoro fatto nell’ambito del gruppo di lavoro sulla dispersione scolastica della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni, istituita presso l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
Una rappresentanza di associazioni ed enti del Terzo settore, impegnati a diverso titolo nel contrasto alla dispersione scolastica, ha prodotto e condiviso con esperti del settore questo documento che raccoglie proposte e raccomandazioni indirizzate all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, definisce la tematica, identifica la normativa, indica priorità di azione ed evidenzia alcune buone prassi sul territorio.

Codice del diritto del minore alla salute e ai servizi sanitari

Il “Codice del diritto del minore alla salute e ai servizi sanitari” è frutto di un lungo lavoro di confronto tra istituzioni, enti e associazioni che operano nel campo dei diritti dei minorenni e della sanità pediatrica coordinato con passione dal prof. Luigi Citarella, Presidente dell’Istituto Nazionale per i Diritti dei Minori. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha partecipato alla presentazione del documento ed ha voluto mantenere l’impegno preso col professor Citarella di promuoverne la conoscenza, curandone la pubblicazione in formato elettronico per una maggiore e capillare diffusione.
Il “Codice” rappresenta un notevole passo avanti verso la garanzia dei diritti dei minorenni in campo pediatrico sanitario, in quanto costituisce uno strumento di tutela delle persone di minore età che vivono le diverse realtà sanitarie, seguendo i principi e l’ottica della Convenzione Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989.
L’auspicio ora è che l’applicazione del Codice venga estesa a tutto il settore sanitario pediatrico ed a tutti i minorenni, in modo da garantire l’uniformità di godimento dei diritti delle persone di minore età nei diversi servizi ed in tutto il territorio nazionale.

Pubblicato il Dossier "Disordiniamo"

Esce oggi il dossier DisOrdiniamo! La prima fotografia delle istituzioni centrali e delle risorse nazionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza” realizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza che per la prima volta intende fornire una “mappa” di tutte le risorse e le istituzioni centrali legate all’infanzia ed all’adolescenza in Italia.

Un dossier composto da due studi diversi, uno sulle istituzioni e l’altro sulle risorse, realizzati grazie alla disponibilità delle amministrazioni che abbiamo consultato. Una collaborazione che lascia ben sperare sulla possibilità di continuare e migliorare questa prima fotografia.

Frammentarietà, invisibilità e sostenibilità: sono queste le tre parole chiave che sintetizzano l’intero lavoro di mappatura delle istituzioni centrali e delle risorse economiche nazionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza. La frammentarietà è legata alla governance generale delle politiche dell’infanzia, alla parcellizzazione delle moltissime organizzazioni centrali dello Stato che se ne occupano. L’invisibilità è invece data dall’impossibilità di individuare con immediatezza e facilità all’interno dei capitoli di spesa del bilancio dello Stato i fondi destinati all’infanzia e all’adolescenza. La sostenibilità infine, è legata all’incertezza, collegata all’invisibilità e alla frammentarietà, di assicurare costanti risorse alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza.

Emerge dal Dossier un quadro complesso di luci ed ombre, ed una prima immediata raccomandazione finalizzata a assicurare politiche coerenti e d’insieme che superino i limiti della parcellizzazione e valorizzino l’apporto che diverse amministrazioni possono dare alle politiche per l’infanzia. “Servirebbe una figura di riferimento, – ha spiegato l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora - una delega unica di alto profilo, a un viceministro o a un sottosegretario, che abbia il compito di coordinare una cabina di regia che raccolga tutti i soggetti istituzionali che oggi operano in materia di infanzia e di adolescenza, spesso senza un obiettivo comune. Inoltre sarebbe fondamentale, anche per rispondere alle indicazioni internazionali, riuscire ad intervenire sulla struttura del bilancio dello Stato per poter meglio individuare, e quindi monitorare e valutare, le risorse. Perché sapere come si spendono le nostre risorse significa anche avere una spesa più efficace, e perché ogni euro speso bene per l’infanzia e l’adolescenza costituisce un investimento ed un risparmio per il futuro”.

Si tratta di un lavoro in progress che fornisce i primi strumenti per rispondere a tanti quesiti: quanto spende il nostro Paese per l’infanzia? Che impatto ha sul bilancio dello Stato? Quali sono le istituzioni centrali che si occupano dei bambini e degli adolescenti? E le misure adottate dal governo sono sufficienti? Ma soprattutto, basta aumentare gli investimenti senza avere una politica che sappia gestire le reali problematiche legate all’infanzia? Nel rapporto sui Fondi è stata presa in considerazione la spesa diretta statale nel periodo dal 2012 al 2015, facendo riferimento dal 2012 al 2014 ai bilanci a consuntivo, mentre per l'anno 2015 alle risorse stanziate nel bilancio di previsione approvato con la Legge di Stabilità. Nel lasso di tempo analizzato si è registrato un aumento di spesa diretta dei ministeri pari ad un miliardo. Dai 3,2 miliardi nel 2012 ai 4,2 assegnati nel 2015. Fondi però che, ha detto il Garante Spadafora, non rispondendo ad una governance unica, rischiano di avere minore efficacia o disperdersi.

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Presentato a Napoli il progetto "Io sono qui"

E’ stato presentato questa mattina a Napoli, presso la Fondazione di Comunità San Gennaro, “Io sono qui” un progetto di sensibilizzazione e formazione sul tema della legalità promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza nell'ambito del Piano di Azione Giovani Sicurezza e Legalità (PAG) del Ministero dell'Interno.

“Io sono qui vuol dire rispetto delle regole. Dobbiamo stimolare i nostri ragazzi ad essere sempre più cittadini partecipativi ed attivi anche grazie all’aiuto di nuovi media e di nuove tecnologie, che hanno in parte cambiato i modi ed i tempi della partecipazione dei giovani alla discussione pubblica” ha detto il Garante per l’Infanzia Vincenzo Spadafora in apertura della presentazione ai ragazzi provenienti dalle 8 scuole coinvolte tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, subito dopo il saluto portato da Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità.

L’idea di fondo del progetto, svolto in partenariato con Il Polo Qualità di Napoli, l’Associazione Culturale VisionAir, l’Ente Autonomo Giffoni Experience e l’Associazione italiana Maestri Cattolici (A.I.M.C.), è quella di coniugare il lavoro di istituzioni e associazioni con il punto di vista e l’esperienza dei ragazzi per promuovere la legalità e combattere la dispersione scolastica utilizzando i mezzi di comunicazione.

Un esempio di quanto un lavoro con i ragazzi possa dare frutti notevoli lo hanno dato proprio in mattinata i ragazzi di Sarai, la radio ufficiale dell’Autorità e la giovanissima redazione di Report Teen School, webtv degli studenti della Campania, presenti “sul campo” a raccontare “io sono qui” dal loro punto di vista con interviste ai relatori ed agli studenti partecipanti.

Alternati agli interventi, dell’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente, dell’Ass. all’Istruzione ed allo Sport della Regione Campania Lucia Fortini, del presidente dell’Aimc Giuseppe Desideri, di Marco Cesaro per Giffoni Experience, e del viceprefetto Dario Caputo, sono stati letti da Massimo Andrei tre brani sul tema della legalità tratti dal racconto pedagogico “Gennariello” di Pasolini

Stefania Suma, di VisionAir, ha spiegato nel dettaglio quali obiettivi e con quali modalità verrà portato avanti “Io sono qui”. Infatti per ognuna delle otto scuole partiranno laboratori extracurricolari di 40 ore che terranno impegnati tra i quindici e i venti studenti per scuola. Ai ragazzi sarà chiesto di esprimere la propria visione della comunità di appartenenza e verranno guidati in un percorso formativo confrontandosi con l'esperienza pratica di una produzione audiovisiva. Ogni scuola dovrà produrre un video che, attraverso un genere scelto dal gruppo - da documentari a reportage, da una fiction a un video musicale - racconterà il territorio e la lotta per la legalità. Gli otto video finali verranno presentati al Giffoni Film Festival e poi in un evento conclusivo a settembre 2016.

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"Io sono qui", il progetto per promuovere la legalità e combattere la dispersione scolastica

10/12/2015 - “Io sono qui” è un progetto di sensibilizzazione e formazione sul tema della legalità promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza nell'ambito del Piano di Azione Giovani Sicurezza e Legalità (PAG) del Ministero dell'Interno, in partenariato con Il Polo Qualità di Napoli, l’Associazione Culturale VisionAir, l’Ente Autonomo Giffoni Experience e l’Associazione italiana Maestri Cattolici (A.I.M.C.).

L’idea di fondo è coniugare il lavoro di istituzioni e associazioni con il punto di vista e l’esperienza dei ragazzi per promuovere la legalità e combattere la dispersione scolastica. E' proprio la scuola, infatti, ad essere il veicolo più efficiente per garantire la comunicazione tra il mondo dei giovani e le istituzioni. Il Progetto è rivolto agli studenti di 8 istituti secondari di II grado delle quattro Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) in quelle città caratterizzate da un alto tasso di dispersione scolastica e, allo stesso tempo, da un tessuto sociale molto attivo.

L’obiettivo è promuovere la legalità e anche il diritto alla partecipazione come strumento di crescita individuale e della comunità. Per ognuna delle otto scuole sono partiti laboratori extracurricolari di 40 ore che hanno tenuto impegnati tra i quindici e i venti studenti per scuola. Ai ragazzi è stato chiesto di esprimere la propria visione della comunità di appartenenza e sono stati guidati in un percorso formativo confrontandosi con l'esperienza pratica di una produzione audiovisiva. Ogni scuola ha prodotto un video che, attraverso un genere scelto dal gruppo - da documentari a reportage, da una fiction a un video musicale - per raccontare il territorio e la lotta per la legalità. Gli otto video finali sono stati presentati al Giffoni Film Festival 2016. L'evento conclusivo, "Io Sono Qui - The Final Cut Festival" si terrà a Napoli alla fine del mese di settembre.

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