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Famiglie internazionali, adottato regolamento europeo

Il 25 giugno 2019, il Consiglio dell’UE ha adottato il regolamento (UE) 2019/1111 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e alla sottrazione internazionale di minori (rifusione). A gennaio era stato adottato dal Parlamento europeo. Il regolamento, che si applicherà dal 1° agosto 2022, costituisce la revisione del cosiddetto regolamento Bruxelles II bis e ha tra i principali obiettivi quello di migliorare le attuali norme che proteggono le persone di minore età nei casi di controversie a carattere transfrontaliero relative a responsabilità genitoriale, diritto di visita e sottrazione internazionale nell’UE, nel superiore interesse del minore.

Rispetto al precedente regolamento Bruxelles II bis, tra le altre cose, il regolamento 2019/1111 introduce l’obbligo di dare al minorenne un’opportunità effettiva di esprimere le proprie opinioni e dispone l’abolizione della dichiarazione di esecutività (exequatur) per tutte le decisioni in materia di responsabilità genitoriale, così rendendo più agevole la circolazione dei provvedimenti in Europa.

Dossier sui minorenni stranieri non accompagnati nei centri di accoglienza: “Chiediamo inclusione”

Quali sono i rischi, le vulnerabilità, i sogni e i bisogni dei minori stranieri non accompagnati (Msna) ospiti dei centri di prima e seconda accoglienza in Italia? La risposta arriva dal rapporto "L’ascolto e la partecipazione dei minori stranieri non accompagnati in Italia" frutto di un lavoro congiunto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Il dossier è stato presentato oggi al Museo dell’Ara Pacis a Roma dalla Garante Filomena Albano e dal Portavoce Unhcr per il Sud Europa Carlotta Sami.

Le visite

Ventidue le strutture visitate in 11 regioni per un totale di 203 minorenni coinvolti (età media 17 anni) di 21 nazionalità diverse. Nell’ambito delle visite sono stati realizzati focus group e attività di partecipazione e ascolto. Al termine sono state adottate dall’Autorità garante raccomandazioni che rappresentano la sintesi e la voce dei ragazzi che hanno preso parte all’attività.

Le problematiche

Tra le problematiche più segnalate, nell’80% dei centri visitati sono state rilevate diffuse e sostanziali carenze nelle informazioni e nelle attività di orientamento destinate ai ragazzi. Nel 53% è stata denunciata la mancanza di attività di socializzazione e nel 47% dei casi è risultato che la permanenza nei centri di prima accoglienza o emergenziali si è protratta ben oltre i 30 giorni massimi fissati dalla legge. I gestori dei centri hanno lamentato tempi lunghi per la nomina dei tutori. Insieme ai ragazzi hanno inoltre segnalato l’impossibilità di far giocare i giovani in squadre di calcio iscritte alla Figc, poiché per il tesseramento è richiesta la firma di autorizzazione da parte di un genitore.

Le richieste

L’80% dei minorenni coinvolti poi nelle attività di partecipazione ha chiesto approfondimenti e chiarimenti sulla procedura di richiesta di protezione internazionale e il 60% li ha chiesti sul funzionamento della Commissione territoriale, competente sulla valutazione delle richieste. Il 70% ha dichiarato di aver percepito ostilità o pregiudizi, mentre il 50% ha manifestato l’esigenza di condividere tempo e spazi con i coetanei italiani. Il 40% ha dichiarato di non essersi sentito coinvolto nelle scelte al proprio percorso legale in Italia.

Agia: ascolto e partecipazione

“Ascolto e partecipazione sono stati gli assi su cui è stato sviluppato il ricco e articolato piano di lavoro realizzato in questi due anni con UNHCR”, dice Filomena Albano. “Grazie all’ascolto è stato possibile impostare le attività di partecipazione avviate nel 2018. Pur trattandosi di attività sperimentali le azioni hanno rappresentato una grande occasione di crescita. I giovani ospiti del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) di Firenze e Pescara ad esempio hanno portato la loro testimonianza ai corsi di formazione per aspiranti tutori volontari. Quelli di Roma hanno partecipato a laboratori di fotografia che sono stati l’occasione per realizzare la mostra Io So(g)no, in esposizione al Museo dell’Ara Pacis dal 19 giugno. Le attività hanno permesso ai minori di sentirsi parte di un processo in cui loro, al pari degli adulti, sono stati parte attiva”.

Unhcr: collaborare con i minorenni

“Quasi la metà della popolazione rifugiata nel mondo è costituita da bambini, molti dei quali trascorrono tutta la loro infanzia lontano da casa”, dichiara Carlotta Sami. “E’ molto importante collaborare con i minori stessi per garantire loro protezione, rafforzando i meccanismi di partecipazione attiva nelle decisioni che li riguardano, anche attraverso la collaborazione con le autorità nazionali come Agia”.

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Obbligo seggiolini antiabbandono, l’Autorità garante chiede informazioni al Ministero

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha scritto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per sollecitare l’adozione del regolamento sull’introduzione dei seggiolini antiabbandono, strumento che punta a prevenire casi drammatici di bambini dimenticati in auto sotto il sole cocente. L’Autorità ha inoltre chiesto informazioni al Ministero sullo stato della procedura che porterà all’emanazione del decreto e, in attesa che ciò avvenga, sull’applicazione dell’obbligo. Infatti la legge 117 dell’ottobre dello scorso anno ha stabilito che i dispositivi siano obbligatori entro 120 giorni dall’adozione di un decreto destinato a fissare le caratteristiche tecnico funzionali dei seggiolini. In mancanza, l’obbligo di installazione sarebbe comunque scattato dal 1° luglio 2019. “In questi giorni di grande caldo e di famiglie che si muovono in auto è naturale interrogarsi in che modo trova applicazione una legge nata per proteggere i più piccoli e che è stata salutata con favore da più parti” commenta Filomena Albano. Ed è per questo che l’Autorità garante ha chiesto chiarimenti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Nota del 4 luglio 2019 (dispositivi antiabbandono nei veicoli chiusi)

Prevenzione e contrasto alla violenza, Autorità garante: “Bene mozione approvata dalla Camera”

“Accolgo con favore l’approvazione ieri all’unanimità da parte della Camera dei Deputati della mozione in materia di prevenzione e contrasto della violenza ai danni dell’infanzia e dell’adolescenza. Si tratta di un segnale di attenzione e sensibilità verso un tema che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Il documento fa proprie molte sollecitazioni oggetto di segnalazioni rivolte di recente alle istituzioni dall’Autorità garante. Non a caso quello della prevenzione e contrasto delle violenze sull’infanzia è uno dei sette cantieri aperti per l’attuazione dei diritti delle persone di minore età in Italia segnalati in occasione della Relazione al Parlamento del 19 giugno scorso”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano a commento del voto favorevole alla mozione. “Siamo disponibili per ii passaggi successivi volti a dare concretezza agli impegni contenuti nell’atto di indirizzo adottato dalla Camera”.

Resoconto della seduta del 2 luglio 2019 (la discussione della mozione è alle pagine 42 e seguenti)

Digitale, a Bruxelles definite le raccomandazioni dei ragazzi del Forum ENYA

Il 25 e il 26 giugno a Bruxelles si è concluso il Forum ENYA. Trentasei ragazzi di 18 Paesi membri dell’ENOC, la rete europea dei garanti per l’infanzia e l’adolescenza, tra i quali due giovani rappresentanti inviati dall’Autorità garante italiana si sono confrontati con sette Garanti europei presenti. Elaborata una serie di raccomandazioni condivise, tutte in materia di diritti dei minorenni nell’ambiente digitale.

Quattro le tematiche prioritarie individuate dai ragazzi:

  1. privacy;
  2. educazione;
  3. rischi e sfide;
  4. partecipazione e opportunità.

I due rappresentanti italiani sono stati tra i rapporteurs dei rispettivi gruppi di lavoro, dedicati rispettivamente a “educazione” e “rischi e sfide”. Al termine dei lavori, i ragazzi partecipanti hanno espresso apprezzamento per l’esperienza e, in particolar modo, per avere avuto l’opportunità di far sentire la propria voce a livello sovranazionale, nel contesto delle Autorità di garanzia dei loro diritti.

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Sea Watch 3, l’Autorità garante chiede sbarco e accoglienza per i minori non accompagnati a bordo

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha scritto al comandante generale della Guardia costiera, Ammiraglio Giovanni Pettorino per verificare se è confermata la presenza di quattro minorenni non accompagnati a bordo della Sea Watch 3, ormeggiata in acque territoriali a Lampedusa.

In caso affermativo, ha ricordato l’Autorità garante, va applicato quanto previsto dall’3 della legge 47/2017, il quale stabilisce che: “In nessun caso può disporsi il respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati”. Ciò implica anche un’adeguata accoglienza, vale a dire vanno garantiti i diritti delle persone di minore età attraverso lo sbarco e le procedure previste dall’art. 5 della legge 47/2017 (identificazione, ascolto, nomina del tutore, ricongiungimento, affidamento e inclusione). La nota è stata inviata per conoscenza anche al Capo Dipartimento libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell'interno, Prefetto Michele di Bari.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, coglie l’occasione poi per ricordare che i Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza della rete europea dell’Enoc (European Network for Ombudspersons for Children) hanno formulato lo scorso 21 aprile una dichiarazione indirizzata alle autorità nazionali a proposito di minorenni migranti in mare. Il documento, in sintesi, chiede che bambini e ragazzi migranti non siano lasciati in mare aperto e in acque territoriali in attesa di uno sbarco sicuro. Si tratta, secondo Enoc, di un comportamento non conforme al principio di solidarietà, umanità e protezione delle persone di minore età. L’Autorità italiana ha avuto una parte attiva nell’elaborazione del documento.

L’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza: da Reggio Emilia notizie di gravità inaudita

“Di norma l’Autorità garante non commenta i singoli casi di cronaca. Tuttavia di fronte alle notizie emerse in queste ore a proposito del caso degli affidi in provincia di Reggio Emilia e pur dovendosi attendere l’esito degli accertamenti giudiziari, va sottolineato che – se i fatti fossero confermati – ci troveremmo di fronte a una situazione di gravità inaudita. Fatti del genere calpestano la Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E questo proprio da parte di chi è chiamato a realizzare tali diritti. Il sistema di tutela dei minorenni non può tradire la sua vocazione, che è quella di proteggere i bambini in condizione di fragilità. Ciò impone un accertamento rigoroso delle circostanze e, qualora si prenda atto delle responsabilità delle istituzioni coinvolte, ci troveremmo di fronte al loro fallimento”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano. “In ogni caso, va garantito il maggior sostegno possibile ai bambini e ai ragazzi al centro della vicenda”.

Giornata contro la droga, l’Autorità garante: “Più controlli sanitari e lavorare sulle persone”

Si celebra oggi la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga. In tale occasione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano è tornata sul fenomeno delle dipendenze. “Un fenomeno che colpisce sempre più giovanissimi” dice. “Come testimonia la comunità scientifica, si comincia sempre prima. L’Autorità garante ha indirizzato, il 27 maggio scorso, una nota di raccomandazione alle istituzioni, frutto di un ciclo di audizioni con amministrazioni, operatori e professionisti del settore. Prevenzione e presa in carico, pure se precoce, sono due dei possibili interventi”. Oltre a più controlli da parte di pediatri di libera scelta e dei medici di famiglia tra i 10 e i 14 anni, l’Autorità garante ha inoltre suggerito – al compimento del 14° anno di età – che i pediatri trasmettano al medico di famiglia la scheda clinica dei ragazzi.

Serve soprattutto tanto lavoro sui giovani: raccomandato, ad esempio, di promuovere il rafforzamento dell’autostima degli studenti e di coinvolgere gli adolescenti nella costruzione di siti e campagne di informazione. Chiesti corsi di formazione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per gli agenti impegnati nei controlli. Suggeriti l’aggiornamento delle tabelle delle sostanze stupefacenti, il monitoraggio dell’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90 e la diffusione delle prassi più interessanti attivate dai servizi sociali delle prefetture a fini dissuasivi. Da attribuire, infine, alle unità mobili di prossimità – attivate per presidiare il territorio soprattutto nei contesti ambientali connotati da aspetti strutturali di fragilità sociale – anche la competenza a promuovere sani stili di vita.

Orfani di crimini domestici, al via gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni

Si è insediato oggi il gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni e delle organizzazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per l’avvio di uno studio destinato a produrre entro la fine dell’anno un documento, corredato da raccomandazioni, sul tema “La tutela degli orfani per crimini domestici”. I lavori presieduti dalla Garante Filomena Albano hanno portato alla definizione di tempistiche e metodologia di ricerca, che sarà svolta con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti.

“Quello degli orfani di crimini domestici è un tema delicato – osserva la Garante Albano – Data la particolare condizione di questi bambini e ragazzi è necessario sia data una risposta adeguata ai loro bisogni, che sono molteplici. La legge n. 4 del 2018 rappresenta un primo passo in questa direzione, ma c’è ancora molto da fare”. L’inizio del lavoro di gruppo fa seguito alle note di segnalazione già inviate dall’Autorità alle istituzioni il 21 dicembre 2018 e il 3 maggio scorso. La richiesta di misure urgenti per gli orfani di crimini domestici figura anche tra i sette cantieri per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza segnalati dall’Autorità garante in occasione dell’illustrazione, il 19 giugno scorso, della Relazione al Parlamento.

 

Relazione al Parlamento: “Gli adulti si prendano le responsabilità: non lasciamo soli i più piccoli”

In Italia ci sono nove milioni e 800 mila minorenni. “Non lasciamoli soli”.  È con questo appello alla responsabilità degli adulti – genitori, comunità e istituzioni – che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha introdotto la Relazione annuale al Parlamento, presentata stamattina a Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La presentazione, svolta nella Sala della Regina, è stata introdotta dai saluti del Presidente della Camera Roberto Fico.

“La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – ha affermato la Garante Filomena Albano – ha trasformato bambini e ragazzi da oggetto di protezione a soggetti titolari di diritti, ponendo le basi per un cambiamento nella relazione tra generazioni. Ciò però non può significare – come talora accade – che i genitori, la comunità e le istituzioni, senza assumersi le loro responsabilità, rinuncino al ruolo di guida nei confronti dei più piccoli. Quasi che l’aver assegnato loro dei diritti li abbia automaticamente resi capaci di orientarsi da soli nel mondo”.

Le responsabilità degli adulti e delle istituzioni

La responsabilità è la parola chiave sulla quale ha insistito Filomena Albano, richiamandola in ogni passaggio del suo discorso. Responsabilità che sorgono, ad esempio, quando la coppia va in crisi. Per questi casi l’Autorità garante ha elaborato la “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”, che invita a tener conto del punto di vista dei più piccoli. Oppure responsabilità che entrano in gioco, sempre per gli adulti, quando lasciano i ragazzi avventurarsi da soli nella rete senza un’adeguata consapevolezza.

Povertà e diseguaglianze

Ricordate pure le responsabilità delle istituzioni di fronte alle emergenze dell’infanzia. Quasi un minorenne su otto secondo l’Istat vive oggi in condizioni di povertà assoluta, mentre di contro l’offerta di servizi per l’infanzia tra regione e regione è disomogenea e ha bisogno di standard minimi uguali in tutto il territorio. “Servono più asili nido e più mense scolastiche di qualità e spazi gioco accessibili a tutti i bambini e una banca dati sulla disabilità”. È quanto ha chiesto Filomena Albano a Parlamento e istituzioni competenti attraverso la definizione di livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla Costituzione.

Maltrattamenti e violenze

Sempre alle istituzioni l’Autorità garante ha domandato di rendere effettiva l’applicazione della legge sugli orfani di crimini domestici e di intervenire prima che le tragedie si consumino. “La violenza nei confronti dei bambini è prova che il sistema di protezione non ha funzionato. Sono troppi i casi, registrati anche negli ultimi giorni, di bambini maltrattati e uccisi da chi li avrebbe dovuti proteggere”. È indispensabile intercettare situazioni di fragilità, dare supporto alla genitorialità e far emergere il sommerso: il che significa, per i più piccoli, sapere di potersi sempre rivolgere a una persona di cui si fidano e, per gli adulti, farsi “sentinelle” del loro benessere. Ma significa anche rispondere all’esigenza di una raccolta dati costante e aggiornata sul fenomeno dei maltrattamenti e delle violenze, sollevata dall’Autorità garante e ribadita a febbraio nelle raccomandazioni all’Italia del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Figli di detenuti

Ci sono poi, sempre secondo l’Autorità garante, bambini e ragazzi per i quali la condanna di un genitore rischia di divenire la propria: a loro va garantito il diritto a mantenere relazioni affettive ed educative. Ma anche bimbi che non dovrebbero crescere in carcere: ad aprile ce n’erano ancora 55 negli istituti detentivi.

Minorenni e legalità

C’è poi la richiesta di un impegno alle istituzioni per recuperare i ragazzi alla legalità e al rispetto delle regole: la mediazione penale può essere una risposta per accompagnare i minorenni autori di reato verso la consapevolezza delle azioni compiute e il riconoscimento della sofferenza delle vittime. “Ciò vale anche per i ragazzi più piccoli, che non hanno ancora compiuto 14 anni”.

Minori stranieri non accompagnati

Per i minorenni stranieri che arrivano soli nel nostro Paese, infine, l’Autorità ha ricordato il principio di non respingimento, il divieto di espulsione e il diritto a un’adeguata accoglienza. In questo i tutori volontari rappresentano una possibilità di integrazione e di argine verso rischi di marginalità sociale.

L’evento nella Sala della Regina

L’evento è stato aperto e chiuso dall’esecuzione dell’inno nazionale e di quello europeo da parte del coro della Schola Cantorum dell’Accademia di Santa Cecilia, composto da 40 ragazzi di età compresa tra 10 e 15 anni e diretto dal maestro Vincenzo Di Carlo. L’attore Massimo Poggio ha letto due brani di Gianni Rodari in tema di responsabilità genitoriale, mentre il giovane interprete Andrea Amato ha dato voce ai pensieri e alle richieste dei ragazzi autori di reato che seguono un percorso di recupero fuori dagli istituti detentivi.

Infine è stata la volta di Marco, cestista 17enne con disabilità, che ha portato la propria testimonianza sul tema dello sport inclusivo per i minorenni. Ha moderato i lavori la giornalista del Tg1 Elisa Anzaldo. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai 3 a cura della redazione del Tg3.

I sette cantieri aperti per i diritti in Italia

Sono sette almeno i “cantieri aperti” per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia sui quali richiamare l’attenzione. Riguardano: i rapporti familiari, la violenza sull’infanzia, l’inclusione, il rapporto dei minorenni con la giustizia, le dipendenze e la salute, l’educazione e l’Autorità garante. La Relazione al Parlamento sull’attività dell’Agia nel 2018 pone le basi per individuare oggi, alla luce delle emergenze attuali, sette tra gli ambiti prioritari di intervento per le istituzioni e il mondo degli adulti in generale a tutela di bambini e ragazzi che vivono nel nostro Paese.

  1. Rapporti familiari
    • Genitorialità: conciliare i tempi di vita e quelli di lavoro.
    • Affrontare le separazioni tenendo conto del punto di vista dei figli.
    • Mai più bambini in carcere. Colloqui con i genitori detenuti.
    • Conoscere quanti sono e chi sono i minorenni fuori famiglia.
  2. Violenza sull’infanzia
    • Prevenire e contrastare le violenze: una responsabilità di tutti.
    • Misure urgenti per gli orfani di crimini domestici.
  3. Inclusione
    • Più mense scolastiche, più asili nido, più parchi inclusivi e una banca dati per la disabilità.
    • Rendere effettivo il diritto al gioco e allo sport per tutti.
    • Minorenni di nuova generazione: "Garantire inclusione e partecipazione".
    • Minori stranieri non accompagnati e tutela volontaria.
  4. Minorenni e giustizia
    • Baby gang, le risposte nelle reti educative e nella lotta all’abbandono scolastico.
    • Dopo l’ordinamento penitenziario per i minorenni, ora introdurre la giustizia riparativa.
    • I ragazzi dell’area penale esterna: la responsabilità di recuperarli alla legalità.
  5. Dipendenze e salute
    • Droga e alcol: più educazione, prevenzione e controlli sanitari.
    • Salute mentale: servizi a misura di bambini e adolescenti.
  6. Educazione
    • Investire nella consapevolezza digitale di adulti e ragazzi.
    • Scuola: le priorità da attuare per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
    • Cyberbullismo, adottare il piano integrato di prevenzione e contrasto.
  7. L’Autorità garante
    • Rafforzare l’Autorità. Il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia: maggiore autonomia e indipendenza all’Agia.

L'Autorità garante in cifre

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