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Approvate 12 raccomandazioni sui minorenni migranti dai garanti europei (Enoc)

La condizione dei minorenni migranti, la loro protezione e la tutela dei loro diritti, a livello sia nazionale che europeo, rappresentano da tempo oggetto di particolare attenzione da parte della Rete europea dei garanti dell’infanzia e dell’adolescenza (European network of Ombudspersons for children - Enoc).

In tale ambito, in occasione dell’Assemblea annuale del 29 settembre scorso, l’Enoc ha adottato un nuovo statement alla cui redazione ha lavorato un gruppo di ristretto di membri, di cui ha fatto parte anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). In questo documento i garanti europei sottolineano la necessità di promuovere, attuare e supportare la protezione dei minorenni migranti attraverso 12 raccomandazioni. Eccole, in sintesi:

  1. Ai minorenni, siano essi accompagnati, separati o non accompagnati, non dovrebbe mai essere rifiutato l’ingresso in un paese, in accordo con l’obbligo di non respingimento e con il divieto di espulsioni collettive che discendono dalle norme in materia di diritti umani e di tutela dei rifugiati. In proposito, la Rete dei garanti ricorda che i respingimenti sono illegali e raccomanda agli Stati di astenersene.
  2. In ogni procedura, misura, decisione e azione relativa ai minorenni migranti dovrebbe essere sempre garantita l’applicazione del superiore interesse del minore come criterio preminente di valutazione.  
  3. Gli Stati dovrebbero rafforzare politiche, normative e procedure al fine di rendere veloci ed efficienti le operazioni relative alla prima identificazione dei minorenni richiedenti asilo e dovrebbero assicurare l’accesso alla consulenza legale e a processi rispettosi dei diritti dell’infanzia, soprattutto per i minorenni più vulnerabili (quelli non accompagnati, separati, o vittime di traffico di esseri umani).
  4. Sin dal primo contatto con le autorità e durante il processo di valutazione del superiore interesse del minore, ai minorenni migranti dovrebbe essere assicurato l’accesso alla consulenza legale, ai servizi sociali e sanitari, all’istruzione e a ogni misura di protezione necessaria.
  5. A tutti i minorenni dovrebbe esser garantito l’accesso a una procedura di asilo “a misura di bambino” e appropriata per l’età. Nel contesto dell’emergenza sanitaria, gli stati vengono invitati dai garanti europei ad assicurare adeguate sistemazioni per i periodi di quarantena e a offrire cure appropriate.
  6. La procedura di accertamento dell’età dovrebbe essere condotta avendo come principale obiettivo quello di assicurare che al minorenne sia garantito il rispetto dei diritti umani e la protezione a cui ha diritto. Tale procedura dovrebbe essere condotta con un approccio multidisciplinare, assicurando il diritto alla partecipazione in ogni stato della procedura e applicando il principio che prevede che, in caso di dubbio, il migrante sia considerato un minorenne fino all’effettivo accertamento della sua età.
  7. I minorenni hanno diritto a vivere con le loro famiglie e a vedere ricostituito il nucleo familiare per evitare che siano separati da coloro che ne hanno la cura durante la procedura d’identificazione. A tal fine, gli stati sono chiamati a migliorare le politiche di identificazione e registrazione, così come le procedure di ricongiungimento familiare, oltre che ad assicurare la protezione dei dati personali.
  8. La detenzione rappresenta una misura estrema che può determinare danni a lungo termine sulla salute fisica e mentale, sul benessere e sullo sviluppo dei minorenni. La detenzione a causa dello status migratorio dei loro genitori costituisce una violazione dei diritti dei minorenni e contravviene al principio del superiore interesse del minore. In proposito, i garanti europei affermano che l’abolizione di tale pratica e l’attuazione di misure alternative e non coercitive devono rappresentare una priorità per gli stati, a livello nazionale ed europeo.
  9. Il diritto dei minorenni a essere ascoltati e a partecipare dovrebbe essere assicurato in tutte le procedure e le loro opinioni dovrebbero essere prese in debita considerazione. Ai minorenni migranti dovrebbe essere assegnato immediatamente un tutore, per supportarlo, consigliarlo e promuovere il suo superiore interesse. Allo stesso tempo dovrebbe essere assicurato il sostegno di un interprete e di un consulente legale indipendente e, ove previsto, l’accesso a una procedura di reclamo davanti a un Garante.
  10. Gli stati dovrebbero rafforzare i sistemi di protezione dei minorenni migranti da ogni forma di violenza e abuso e dovrebbero promuovere l’efficienza dei servizi e delle reti di prevenzione e contrasto al traffico e allo sfruttamento nel contesto migratorio.
  11. Gli stati dovrebbero prevedere risorse adeguate da destinare all’inclusione sociale dei minorenni migranti. Viene auspicata l’adozione di progetti su misura per offrire opportunità concrete di integrazione e viene richiesta un’attenzione speciale per i bisogni di alloggio dei minorenni migranti in generale e per l’accoglienza in famiglia per quelli non accompagnati.
  12. Gli stati dovrebbero assicurare mutua cooperazione, secondo i principi di solidarietà ed equa ripartizione di responsabilità in relazione alle politiche di immigrazione e asilo relative ai minorenni. L’istituzione di un meccanismo di collocamento dei minorenni migranti stabile e sostenibile all’interno degli stati membri dell’Unione europea rappresenterebbe un passo significativo per la protezione dei loro diritti e dovrebbe essere valutato alla luce della riforma del regolamento Dublino III e del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.

Il testo integrale dello statement

Covid-19 e diritti dell’infanzia: il position statement della Rete europea dei garanti (Enoc)

In occasione dell’ultima Assemblea generale dello scorso 29 settembre, a cui ha preso parte anche l’Autorità garante Carla Garlatti, la Rete europea dei garanti dell’infanzia e dell’adolescenza (European network for Ombudspersons of children - Enoc) ha adottato il position statement conclusivo del lavoro condotto nel corso del 2021 sul tema “Covid-19: una lezione per il futuro” (Covid-19: learning for the future). 

Nel documento i garanti europei chiedono che tutte le pubbliche autorità nell’esercizio delle loro funzioni adottino un approccio basato sui diritti dei minorenni per assicurare che – anche nei periodi di emergenza pubblica – ogni decisione venga assunta e ogni azione intrapresa nel rispetto della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e senza discriminazione nei confronti dei minorenni, o di gruppi di essi. Viene raccomandato, inoltre, di promuovere la conoscenza dei diritti tra bambini e ragazzi, per far sì che questi possano esercitarli sempre, anche in epoca emergenziale. In relazione a ciò, si sollecitano le autorità pubbliche a favorire l’ascolto delle opinioni dei minorenni in ogni processo decisionale che li riguarda, in modo che il loro punto di vista sia tenuto in debita considerazione, anche ne periodi di emergenza. Viene chiesto, infine, che i Governi e tutte le organizzazioni pubbliche siano responsabili rispetto all’osservanza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza anche nelle fasi emergenziali.

Parallelamente al lavoro svolto negli scorsi mesi dalla Rete dei garanti, gli adolescenti dei 17 paesi europei partecipanti all’edizione 2021 del progetto Enya (European network of young advisors) hanno dibattuto sugli aspetti delle loro vite che maggiormente hanno risentito degli effetti delle misure adottate per il contenimento dell’emergenza sanitaria. In particolare, sono stati approfonditi sempre con riferimento agli effetti della pandemia da Covid-19, nove temi specifici: istruzione, salute (mentale e fisica), povertà infantile, violenza e abusi, partecipazione, gioco e tempo libero, famiglia, informazione, ambiente digitale. Tra i ragazzi europei che hanno preso parte al progetto anche due esponenti della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Agia, che hanno rappresentato l’Italia al Forum “Let’s talk young. Let’s talk about the impact of Covid-19 on children’s rights”, tenutosi online il 1 e il 2 luglio. Nel corso del Forum sono state presentate le raccomandazioni elaborate da ciascuno degli stati partecipanti al progetto e sono state adottate raccomandazioni comuni che i ragazzi hanno poi presentato all’Assemblea generale dell’Enoc di settembre per essere incluse nello statement finale.

Il testo integrale del position statement

Al via la consultazione pubblica dell’Autorità garante tra gli studenti “La scuola che vorrei”

Come vorreste che fosse la scuola? A chiederlo ai ragazzi di tutta Italia è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che lancia dall’8 ottobre e per la durata di un mese una consultazione pubblica tra gli studenti. I quesiti, che saranno sottoposti a chi ha un’età compresa tra i 14 e i 18 anni, in collaborazione con Skuola.net, sono stati elaborati dalla Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell'Agia. Cinque gli ambiti toccati dalle 26 domande della consultazione, intitolata “La scuola che vorrei”: gli spazi, la didattica, le tecnologie, le valutazioni e il rapporto con il territorio. 

Clicca qui per partecipare alla consultazione pubblica.

“Grazie a questa modalità interattiva – commenta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti – è possibile che le istanze dei ragazzi siano ‘ascoltate’ in una forma di democrazia partecipativa che si fa ponte tra le istituzioni e i giovani grazie a un uso corretto del digitale. La scuola rappresenta uno degli ambienti principali di vita dei ragazzi, che trovano in essa anche una potente agenzia educativa. Le scelte che la riguardano sono decisioni sulle quali è doveroso che i più giovani esprimano la loro opinione, siano chiamati a essere parte attiva e possano suggerire riflessioni di loro iniziativa”.

Perché la partecipazione è un diritto

Ogni ragazzo con meno di 18 anni ha diritto a esprimersi sulle decisioni che lo riguardano. La sua opinione deve essere presa in adeguata considerazione dagli adulti, i quali hanno la responsabilità di compiere scelte sempre nel suo interesse.

“È responsabilità di noi adulti creare spazi - anche virtuali - nei quali i minorenni possano dire la loro. Allo stesso tempo spetta ai ragazzi attivarsi per partecipare, esprimendo le loro opinioni sugli argomenti che li interessano. Per questo come Autorità garante ho deciso di avviare una consultazione online tra gli studenti per sentire dalla loro voce come vorrebbero che fosse la scuola” spiega  Garlatti.

“Occorre passare dalle parole ai fatti. L’ascolto - e di conseguenza la partecipazione dei minorenni alle scelte che li riguardano - è un diritto stabilito dalla Convenzione di New York, che il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sollecita all’Italia di attuare a ogni livello. Anche la Commissione Ue ha inserito la promozione della partecipazione tra le aree principali d’azione della prima Strategia europea sui diritti dell’infanzia adottata a marzo scorso. Con la “Scuola che vorrei” diamo la parola ai ragazzi in maniera concreta, specie dopo un periodo particolarmente difficile come quello che hanno vissuto a causa della pandemia. Dai risultati della consultazione trarrò indicazioni preziose per portare le loro esigenze all’attenzione delle istituzioni: dal Ministro dell’istruzione al Governo, dalle regioni agli enti locali” conclude Carla Garlatti.

 

Minori stranieri non accompagnati: bando per tutore volontario in Calabria

A questo link l'avviso pubblico per la selezione di soggetti idonei a svolgere la funzione di tutore di minori stranieri non accompagnati a titolo volontario e gratuito, nella regione Calabria.

Le candidature vanno presentate, utilizzando l’apposito modulo di domanda all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, all'indirizzo email tutorivolontari@garanteinfanzia.org

Possono presentare la candidatura i privati cittadini in possesso dei requisiti di legge (articolo 1 dell'avviso pubblico) disponibili ad esercitare la rappresentanza legale di ogni minore arrivato in Italia senza adulti di riferimento e aver cura che vengano tutelati i suoi interessi, ascoltati i suoi bisogni, coltivate le sue potenzialità e garantita la sua salute senza la presa in carico domiciliare ed economica.

Gli aspiranti tutori volontari seguiranno un corso di formazione di 24/30 ore sulle specificità del loro ruolo e verranno inseriti nell’elenco che verrà istituito presso il tribunale per i minorenni competente della regione di residenza o domicilio. Da questo elenco il giudice selezionerà un tutore volontario per ogni minore.

Il presente bando è aperto, ovvero NON HA UNA SCADENZA PREDETERMINATA".

L'avvio dei corsi di formazione e il relativo calendario saranno notificati mediante pubblicazione nel sito istituzionale dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza

FAQ - Risposte a domande frequenti

Linee guida per la selezione, la formazione e l'iscrizione negli elenchi dei tutori volontari

 

L’Autorità garante per l’infanzia: “Rafforzare i controlli sulle comunità per minorenni” 

“È necessario rafforzare i controlli sulle comunità di accoglienza dei minori”. Ad affermarlo è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ascoltata oggi dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori presieduta dall’onorevole Laura Cavandoli.   

“I pm minorili - dice Garlatti - dovrebbero poter condurre ispezioni non circoscritte alle sole verifiche finalizzate alla dichiarazione di adottabilità ma accertare pure le condizioni di vita e il benessere dei ragazzi, il funzionamento delle strutture, la qualità dell’accoglienza, la dotazione e le competenze del personale e la validità del progetto educativo, come anche auspicato dal Csm. Tale attività dovrebbe essere interconnessa con quelle di regioni e comuni. Il personale delle procure dovrebbe essere potenziato. Per quanto riguarda l’Autorità garante, va precisato che quando vuole effettuare dei sopralluoghi è tenuta a darne preavviso ai gestori delle strutture. È evidente che questa modalità fa perdere efficacia alla verifica”. 

Per assicurare uniformità nel funzionamento delle comunità in Italia e rendere più facili i controlli, secondo l’Autorità garante, le Regioni devono dare esecuzione alle “Linee di indirizzo per l’accoglienza nei servizi residenziali per i minorenni” approvate sin dal 2017 in seno alla Conferenza Stato-Regioni. Inoltre è necessario adottare linee di indirizzo per il tariffario nazionale relativo ai costi dei minorenni in comunità e ai costi di gestione delle strutture: attualmente sono presenti solo macro-voci e mancano indicazioni sulla quantificazione della spesa o sui costi medi dell’accoglienza.  

Risulta indispensabile pure individuare una nomenclatura comune. “Si parla in generale di comunità per minorenni - osserva Garlatti - ma in realtà le categorie e le denominazioni sono tra loro difformi e questo rende difficile il monitoraggio”. Un monitoraggio che l’Autorità garante, negli scorsi anni, ha realizzato attraversi tre raccolte sperimentali, in collaborazione con le procure minorili. Una quarta è in corso e avrà come novità anche il censimento dei bambini e ragazzi allontanati d’urgenza e ospiti delle comunità. Resta il fatto che occorre dare attuazione a quanto richiesto dal Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rispetto all’esigenza per l’Italia di istituire un registro nazionale dei minorenni privi di un ambiente familiare. 

AVVISO Falsa citazione in Tribunale: non è l’Autorità garante a inviarla per email 

Si richiama l’attenzione sulla diffusione via email di false comunicazioni provenienti, in apparenza, dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal Commissariato P.S. online – Sportello per la sicurezza degli utenti del web. Si invitano tutti coloro che dovessero ricevere tali comunicazioni sotto forma di falsa “Citazione in Tribunale” a non tenerne assolutamente conto, a non rispondere al mittente o a cercare di contattarlo, né di contattare l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. È invece opportuno segnalare l’accaduto alla Polizia Postale, prestando comunque la massima attenzione: infatti, secondo la Polizia, si tratta di un raggiro finalizzato, verosimilmente, a carpire dati personali, richiedere pagamenti non dovuti o ancora, infettare i dispositivi della vittima con pericolosi virus informatici. 

(notizia del 21 settembre 2021 aggiornata il 4 ottobre 2021)

 

Ambiente digitale: opuscolo CoE tradotto in italiano dalla Consulta dei ragazzi

È stata pubblicata la versione italiana di “Learn about your rights in the digital environment” (scarica qui), un opuscolo realizzato in linguaggio child-friendly sulle linee guida del Consiglio d'Europa (CoE) in materia di diritti dei minorenni nell’ambiente digitale. Lo stesso prodotto è disponibile anche in formato pieghevole a questo link (scarica qui). 

La traduzione del testo originale e l’adattamento in un linguaggio più fruibile da parte delle persone di minore età sono stati realizzati dai ragazzi della Consulta dell’Agia, che negli scorsi mesi hanno collaborato attivamente con l’Ufficio dell’Autorità garante.  

Dopo una breve introduzione sul Consiglio d’Europa e sulle ragioni della pubblicazione, il volantino passa in rassegna i diritti ragazzi rispetto all’uso della Rete e dei social media e gli strumenti di protezione a loro disposizione. 

La versione italiana è inoltre reperibile anche sul sito del Consiglio d’Europa nella pagina dedicata alle pubblicazioni in lingua italiana.

Covid-19 e diritti dell’infanzia: al via 25ma Conferenza annuale e Assemblea generale Enoc

Si apre oggi ad Atene la 25 Conferenza annuale dell’Enoc, la Rete europea dei garanti per l’infanzia. La Conferenza, in edizione ibrida (parte in presenza, parte online), è dedicata al tema scelto dalla Rete come focus di interesse per il 2021: “Covid-19 and children’s rights: learning for the future”.

Nel corso della prima giornata saranno presentati i risultati del report, condotto tra i garanti, “Covid-19: learning for the future”, verrà approfondito il tema della salute mentale degli adolescenti durante la crisi pandemica e si terranno alcuni workshop tematici dedicati all’impatto che le misure di contenimento della pandemia hanno prodotto sui diritti di bambini e ragazzi, in particolare sui diritti all’educazione, alla salute, alla protezione dalla violenza e dall’abuso, alla partecipazione e a condizioni di vita adeguate. La Conferenza proseguirà nella giornata di domani (28 settembre), nel corso della quale verranno presentate le raccomandazioni adottate dai ragazzi che hanno partecipato all’edizione 2021 del progetto Enya (European network of young advisor) “Let’s talk young, let’s talk about the impact of Covid-19 on children’s rights”.

La terza giornata dei lavori (29 settembre) sarà invece dedicata all’Assemblea generale dei garanti e all’approvazione degli statement all’ordine del giorno.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, full member dell’Enoc, interverrà sia alla Conferenza annuale che all’Assemblea generale. Alla Conferenza, inoltre, prenderanno parte due rappresentanti della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Agia, che hanno partecipato attivamente alla stesura delle raccomandazioni dei giovani poi adottate nel corso del Forum Enya tenutosi, da remoto, lo scorso 1° luglio.

L’attività sportiva come diritto dell'infanzia e dell’adolescenza: accordo tra Vezzali e Garlatti

La Sottosegretaria di Stato con delega allo sport Valentina Vezzali l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti hanno firmato questa mattina al Foro Italico a Roma un protocollo d’intesa per diffondere la cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in ambito sportivo e per garantire il diritto allo sport dei minorenni. L’accordo, firmato in occasione della Settimana europea dello sport, mira ad attivare percorsi di formazione rivolti a tecnici e operatori sportivi sulla Convenzione di New York, sulle funzioni dell’Autorità garante, sul sistema di tutela dei minori e sul ruolo della comunità educante nella pratica sportiva. L’accordo inoltre intende assicurare l’accesso alle attività sportive in condizioni di parità di genere

“È importante responsabilizzare gli allenatori, che al pari degli insegnanti, hanno funzioni educative e pertanto devono rendersi capaci di interpretare le esigenze dei giovani” commenta Carla Garlatti. “Va rafforzata la loro consapevolezza circa le diverse funzioni alle quali assolve l’attività sportiva: non solo quella di promozione della salute e del benessere, ma anche quella ricreativa, inclusiva, relazionale e di occasione di realizzazione della propria personalità”. Ai tecnici sportivi va riconosciuto anche un ruolo di “sentinella” rispetto a eventuali casi di maltrattamento e altre violazioni dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per questo il protocollo mira anche a promuovere occasioni di formazione mirata, oltre che momenti di ascolto e confronto in materia di sport.  

“L’attività sportiva è una straordinaria agenzia valoriale e soprattutto è il veicolo attraverso cui trasmettere questi insegnamenti. Lo sport è il luogo dove i bambini sperimentano e imparano valori importanti quali ad esempio il rispetto. Dobbiamo lavorare affinché lo sport sia un luogo sicuro. Ho già avviato interlocuzioni con associazioni, enti, organismi sportivi e sociali, per lavorare insieme a una policy contro gli abusi in ambito sportivo. L’impegno comune che sottoscriviamo oggi con l’Autorità garante va proprio in questa direzione, ritengo che non stiamo scrivendo documenti ma definendo un insieme di regole, e lo sport è proprio questo: il rispetto delle regole e degli altri” conclude Valentina Vezzali

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Sessione plenaria del Cdenf sulla protezione dei diritti dei minorenni migranti

Il 16 e 17 settembre scorsi il Comitato direttivo sui diritti dell’infanzia del Consiglio d’Europa (Steering Committee on the Rights of the Child – Cdenf) ha tenuto una sessione plenaria (online) dedicata ad approfondire il tema della protezione dei diritti dei minorenni migranti.

Nel corso della seduta sono state esaminate e discusse la bozza di Raccomandazione relativa ai principi e alle linee guida in materia di diritti umani sul procedimento di accertamento dell’età – assieme al relativo Memorandum esplicativo – e la bozza del Memorandum esplicativo della Raccomandazione del 2019 del Comitato dei ministri in tema di tutela efficace per minori non accompagnati e separati nel contesto migratorio (Recommendation CM/Rec(2019)11 ).

L’Ufficio dell’Autorità garante ha seguito entrambe le giornate di lavoro come componente della delegazione italiana al Consiglio d’Europa.

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