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Viaggio alla scoperta dei diritti con Geronimo Stilton: riparte il tour

Al via la nuova edizione del progetto Agia per la diffusione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. A Trento la prima tappa del ciclo di seminari che toccheranno 6 Regioni italiane

 

Riparte oggi, a Trento, il ciclo di seminari organizzato dall’AGIA per diffondere la conoscenza della Convenzione ONU tra i bambini delle scuole primarie del nostro Paese.

La nuova edizione del progetto, realizzato in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti, punta a coinvolgere 120 dirigenti scolastici e docenti appartenenti ad un gruppo di scuole opportunamente selezionate, con l’obiettivo di favorire la proposizione di attività didattiche finalizzate all’apprendimento dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso il semplice ed efficace linguaggio dei fumetti di Geronimo Stilton.

I seminari saranno condotti dal formatore Carlo Carzan sulla base di una metodologia centrata sul gioco interattivo che sarà successivamente utilizzata dai docenti per dialogare con i bambini al loro rientro a scuola. Dopo lo svolgimento del seminario, infatti, gli insegnanti avranno il compito di realizzare attività con gli studenti e gli altri docenti. Una piattaforma digitale sarà messa a disposizione per la realizzazione delle attività curate dall’esperto formatore, per gli opportuni scambi e consigli post- seminario.

Questo il calendario degli appuntamenti in programma:

  • 13 febbraio - Trento - c/o Dipartimento di Istruzione e cultura - via Gilli, 3

  • 4 marzo - Cagliari – sede da definire

  • 17 marzo – Napoli – sede da definire

  • 18 marzo - Roma - c/o Sede AGIA - Via di Villa Ruffo, 6

  • 19 marzo - Firenze – sede da definire

  • Torino – 20 marzo – sede da definire

 

Per approfondire:

“Geronimo Stilton. Viaggio alla scoperta dei diritti dei bambini. La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza raccontata ai ragazzi” - Edizioni Piemme.  

Safer Internet Day, l’Agia: prevenzione e contrasto del cyberbullismo in parole semplici

Together for a better internet, insieme per un internet migliore. È il motto dell’edizione 2020 del SID, il Safer Internet Day, giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra il secondo martedì del mese di febbraio. L’edizione italiana del SID2020 si è svolta stamattina a Napoli al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa e ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia).

La legge sul cyberbullismo spiegata

I ragazzi italiani del progetto ENYA della Rete europea dei garanti (ENOC) – appartenenti ai licei “De Sanctis” e “Colonna” di Roma – hanno partecipato alla manifestazione illustrando la versione child friendly della legge 71/2017 Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La pubblicazione si intitola “Cyberbullismo. Cos’è e come difendersie in 24 pagine con disegni e parole semplici aiuta i ragazzi a comprendere quali sono i loro diritti, quando sono violati e come proteggersi. L’opuscolo dell’Autorità garante è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti.

L’indagine di Generazioni connesse

Ad aprire la sezione del SID2020 dedicata alla conoscenza della legge sul cyberbullismo i risultati di un sondaggio di Skuola.net, Università “Sapienza” di Roma e Università di Firenze promosso da Generazioni connesse, il Safer Internet Centre per l’Italia al quale partecipa anche Agia. Dalla ricerca emerge che nove studenti su dieci hanno discusso a scuola con i docenti i temi legati all’educazione digitale. Il 34% dei partecipanti alla ricerca è incappato in episodi di cyberbullismo. Di questi, il 77% li ha segnalati o ha chiesto consiglio a qualcuno su come comportarsi.

L’importanza di parlare

“Parlate con qualcuno di cui vi fidate, è l’appello che rivolgo da sempre ai ragazzi” dice la Garante Filomena Albano, che ha contribuito al SID2020 con un videomessaggio. “La maggior parte dei problemi nasce dall’incapacità di sentire l’altro per quello che è in quel momento, svalutandolo, passando oltre, imponendo il proprio punto di vista. Con le parole si possono costruire ponti, realizzare sogni, si può dare fiducia, si può donare amore. Ma con le parole si può anche ferire a morte. Quando le parole ci feriscono e ci fanno male occorre avere la forza e il coraggio di parlare con chi ci sta vicino. Non bisogna darsi per vinti, ma cercare il cambiamento nelle parole, nel dialogo e nell’incontro. Occorre imparare a dare voce alle emozioni. Da questo punto di vista noi adulti abbiamo una grossa responsabilità: perché è nostro il compito di educare i giovani all’empatia, al riconoscimento delle emozioni, al rispetto dell’altro”.

 

La posizione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa contro la povertà minorile

Lo scorso 11 dicembre il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato una dichiarazione sulla lotta alla povertà infantile. Si tratta di una delle principali preoccupazioni nel vecchio continente poiché le misure di austerità adottate dopo la crisi economica del 2008 hanno colpito in maggior misura i bambini. Nel 2017 si stimava che in Europa che il 24,9% dei bambini (di età pari o inferiore a 17 anni) nei 28 Stati membri dell'Unione europea vivesse in povertà, rispetto al 23% degli adulti (tra 18 e 64 anni) e al 18,2% degli anziani (over 65). Sebbene non vi siano statistiche consolidate affidabili per gli Stati membri del Consiglio d'Europa al di fuori dell’UE, il Comitato dei ministri ha stimato che la percentuale di bambini che vivono in condizioni di povertà in quei Paesi potrebbe essere persino più elevata.

In tale contesto la dichiarazione esprime grande preoccupazione anche per i crescenti livelli di disuguaglianza che colpiscono i minorenni e manifesta allarme per l’erosione dei diritti fondamentali e per il danno che ciò comporta sia per l’individuo che per la società. Il Comitato dei ministri ha invitato gli Stati membri a prendere in considerazione misure concrete per l’attuazione della strategia del Consiglio d'Europa per i diritti dell'infanzia (2016-2021) e ha sottolineato la necessità di riallineare con urgenza, obiettivi e finanziamenti per il benessere dei minorenni, l’istruzione, i servizi sociali e i programmi di protezione sociale contro la povertà minorile. Gli Stati membri sono stati incoraggiati a puntare a migliorare i servizi di assistenza all’infanzia, tenendo adeguatamente conto dei minorenni in situazioni di vulnerabilità, come quelli ad esempio privi di cure genitoriali, in famiglie monoparentali, con disabilità, Rom e rifugiati o migranti.

L’Agia ha provveduto a redigere una traduzione non ufficiale della dichiarazione scaricabile da questo link.

Figli di separati: al via il nuovo progetto per i Gruppi di Parola

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo tornano a collaborare per la promozione in tutta la Penisola dei Gruppi di Parola (GdP), in particolare nel centro sud dove ad oggi sono meno diffusi. Uno strumento a sostegno dei bambini e dei ragazzi che vivono l’esperienza della separazione dei genitori che per l’Autorità dovrebbe divenire una misura strutturale dei piani per l’infanzia e la famiglia.

Il nuovo progetto – che intende promuovere anche la diffusione della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori dell’Autorità garante – è partito nelle settimane scorse e si articolerà in seminari formativi e di promozione. Un obiettivo chiave è quello di aggiornare e arricchire la mappatura dei centri che offrono questo servizio ai figli di separati.

Inoltre il progetto, che si concluderà a dicembre, punta a consolidare la rete tra centri e conduttori di GdP, a consentire lo scambio di esperienze e a promuoverne la conoscenza, anche attraverso la diffusione di un video di presentazione dei gruppi di parola.

I cinque seminari e il supporto formativo

Cinque gli eventi previsti dal progetto, nel corso dei quali saranno inoltre diffusi il video e la Carta dei diritti. Due seminari, a cura della Cattolica di Milano, saranno destinati a mettere a confronto le esperienze e a valorizzare le buone pratiche. Un seminario nella sede romana dell’Università Cattolica sarà invece dedicato in particolare allo sviluppo di capacità di promozione e organizzazione dei Gruppi di Parola. Un’iniziativa a beneficio di quanti, come accade nel Centro e al Sud, si trovano a operare in aree a minima o nulla diffusione dei GdP. Un seminario, curato sempre dal Consultorio familiare della Cattolica di Roma, sarà invece rivolto ad avvocati, magistrati, pediatri insegnanti, psicologi, mediatori e assistenti sociali che incontrano o lavorano con le famiglie separate sempre in ambiti territoriali dove risultino carenti servizi a loro sostegno. Infine, a cura del Consultorio familiare dell’Istituto Toniolo di Napoli, un seminario sarà programmato in una regione meridionale. Anche in questo caso sarà stimolata la partecipazione dei professionisti che operano a contatto con i genitori separati.

Nell’ambito del progetto anche il supporto formativo a distanza, o in presenza, ai conduttori di Gruppi di Parola. L’azione prenderà la forma di sostegno, accompagnamento o supervisione anche per il singolo operatore, che cercherà di ovviare in tal modo anche alle difficoltà di quei conduttori del centro sud che lavorano in contesti privati o del privato sociale e devono sostenere in proprio i costi di viaggio per accedere alle giornate formative.

Cosa sono i Gruppi di Parola

I Gruppi di Parola sono interventi brevi, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati. Si tratta di esperienze di gruppo in cui i bambini e i ragazzi possono parlare, condividere pensieri ed emozioni, attraverso il gioco, il disegno e altre attività, con l’aiuto di professionisti specializzati (conduttori). Il Gruppo di Parola aiuta a esprimere i vissuti, a porre domande, a nominare le paure rispetto alla separazione. Attraverso lo scambio e il sostegno tra coetanei, permette di uscire dall’isolamento e di trovare modi per dialogare con i genitori e per fronteggiare le difficoltà legate ai cambiamenti familiari. Il Gruppo di Parola coinvolge anche i genitori: dalla fase di informazione e autorizzazione per i figli alla partecipazione all’incontro conclusivo del gruppo, fino al colloquio di approfondimento.

Prima seduta per la Consulta delle ragazze e dei ragazzi

La Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha inaugurato ieri pomeriggio le attività del 2020 con una prima seduta nel Parlamentino della sede dell’Agia. Si tratta di un gruppo di giovani con un’età compresa tra i 15 e i 17 anni. Sei componenti facevano parte della Consulta lo scorso anno e a loro è toccato il compito di presentare ai coetanei il ruolo e le funzioni dell’organismo di consultazione cui l’Autorità garante ricorre per attivare processi di ascolto e partecipazione.

Molte delle attività svolte finora sono confluite in iniziative dell’Agia che hanno valorizzato il punto di vista dei minorenni: dai pareri sul consenso al trattamento dei dati personali degli under 18 per iscriversi a servizi online alla posizione dell’Autorità a proposito dell’accesso ai test HIV senza il consenso dei genitori. E ancora: il contributo alla scrittura della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori o quello per la semplificazione di altri documenti relativi a diritti dell’infanzia in un linguaggio facilmente comprensibile ai più piccoli. La Consulta, inoltre, può sollevare essa stessa questioni o affrontare argomenti che i ragazzi sentono come rilevanti o impellenti, come ad esempio l’ambiente.

La Consulta, dopo l’incontro di ieri con la Garante Filomena Albano, sarà presto chiamata a esprimersi su temi legati a proposte di legge all’ordine del giorno del Parlamento. Ai ragazzi, che hanno iniziato a conoscersi per poter costruire un gruppo che discute e si esprime collegialmente, sono state consegnate copie della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Concorso su Convenzione di New York, ecco le scuole vincitrici

Sono stati selezionati i vincitori del concorso nazionale per studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado indetto dal Miur e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo compie 30 anni”.

L’iniziativa – organizzata in occasione del trentennale della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – ha avuto l’obiettivo di coinvolgere attivamente i ragazzi nell’analisi e nella rielaborazione di alcuni articoli della Convenzione, a partire dall’osservazione della propria quotidianità.

Numerosi i lavori inviati da istituti scolastici di tutta Italia, tra racconti, poesie, disegni, canzoni, fumetti e sceneggiature. Ispirandosi al titolo del concorso, gli studenti si sono soffermati in particolare sul tema della garanzia dei diritti soprattutto in riferimento ai minorenni migranti.

La graduatoria degli istituti vincitori.

Regione Sicilia, dopo nota Agia del 14 gennaio assicurato adeguato supporto al garante regionale

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, in risposta a una sollecitazione formulata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Filomena Albano, ha assicurato il potenziamento del supporto al garante regionale siciliano. Infatti, di fronte alle dimissioni di Luigi Mario Bordonaro da tale incarico, il 14 gennaio scorso Filomena Albano ha inviato a Palazzo dei Normanni una nota con la quale evidenziava “l’estrema urgenza e l’indefettibilità” di avere in Sicilia una figura di garanzia a tutela di infanzia e adolescenza, come previsto dalla normativa regionale, e che assicurasse lo svolgimento dei compiti previsti dall’articolo 11 della legge 47 del 2017 in materia di selezione e formazione dei tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati. In mancanza, quest’ultima funzione sarebbe stata espletata, come previsto dalla stessa legge, direttamente dall’Autorità garante.

In risposta alla sollecitazione il presidente Musumeci ha comunicato all’Agia di aver interessato il Segretario generale della Presidenza affinché, valutate tali richieste, disponesse il potenziamento del supporto assicurato al Garante siciliano. In ogni modo il presidente ha assicurato la rapida adozione degli atti conseguenziali.

A proposito delle dimissioni di Luigi Bordonaro l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza aveva già scritto alla Regione Sicilia lo scorso 16 dicembre in qualità di Presidente della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La nota del 14 gennaio 2020 dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza

Msna, raccomandazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa

Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (CoE) ha adottato una raccomandazione (qui la traduzione non ufficiale a cura dell'Agia) rivolta agli Stati membri per assicurare un sistema di tutela efficace per i minori migranti non accompagnati. Sono stati definiti, l'11 dicembre scorso, principi e linee guida di applicazione rivolti a istituzioni e operatori impegnati nella protezione, accoglienza, assistenza e benessere di bambini e ragazzi soli.

I principi puntano a garantire ai minori l’accesso alla giustizia e rimedi efficaci, nonché a migliorare la cooperazione e il coordinamento tra i soggetti interessati, anche a livello internazionale. Sollecitate iniziative per soluzioni sostenibili e basate sul rispetto dei diritti umani.

Le leggi degli Stati membri del CoE dovrebbero infatti prevedere che i tutori vengano nominati quanto prima, siano selezionati in modo adeguato, oltre che qualificati e sostenuti durante tutto il loro mandato da un’autorità competente. Attraverso la periodica raccolta di dati e misure istituzionali adeguate, gli Stati dovrebbero poi garantire che le misure di tutela rispondano a esigenze mutevoli, comprese le situazioni di emergenza. I governi dovrebbero inoltre garantire che i minori ricevano le informazioni e i consigli necessari e che abbiano accesso a un meccanismo di denuncia indipendente, nonché a vie di ricorso per poter esercitare i loro diritti o agire in caso di violazione degli stessi.

“L’Italia risulta già abbastanza allineata con le indicazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa” commenta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano. “Inoltre con il progetto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria finanziato con il fondo FAMI, l’Autorità si pone in condizione di poter rilevare dati di qualità e fornire supporto. Quel che manca invece all’Italia è una banca dati permanente sul sistema”.

L’attuazione di questa raccomandazione è affidata al Comitato direttivo per i diritti dell’infanzia del Consiglio d’Europa.

Avviso pubblico per n. 1 posizione di comando

È stato pubblicato nella sezione Amministrazione trasparente (Bandi di concorso) un avviso pubblico per l’acquisizione di manifestazioni di interesse a partecipare alla procedura di selezione di n. 1 unità di personale con la qualifica di funzionario contabile da assegnare in posizione di comando all’Area Affari generali dell’ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (scadenza: 16 gennaio 2020).

L’avviso pubblico, il modello di domanda e la dichiarazione di assenso.

Consulta: reati ostativi, no al divieto automatico dei benefici per i minorenni

I minorenni detenuti negli istituti penali minorili potranno accedere a benefici come misure penali di comunità, permessi premio e lavoro esterno anche se condannati per “reati ostativi”, vale a dire gravi crimini tra i quali, ad esempio, associazione mafiosa o terrorismo. D’ora in poi potranno esservi ammessi, previa valutazione caso per caso da parte dei magistrati di sorveglianza, anche se dopo la condanna non hanno collaborato con la giustizia. A stabilirlo è stata la Corte costituzionale con una sentenza sul nuovo ordinamento penitenziario minorile depositata il 6 dicembre scorso.

Quella della Consulta è una pronuncia che, nella sostanza, coincide con la posizione espressa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza il 27 luglio 2018 durante l’iter della riforma dell’ordinamento penitenziario. Infatti con una nota indirizzata ai presidenti delle commissioni Giustizia e Bilancio di Camera e Senato, l’Autorità aveva rilevato che la previsione di un automatico divieto per i minorenni condannati per reati ostativi di accedere ai benefici era contraria alla legge delega e alla costante giurisprudenza costituzionale. “Il processo di maturazione per ogni ragazzo è differente” aveva osservato l’Autorità garante. “E non bisogna in alcun modo scoraggiarlo con automatismi”.

La Corte costituzionale, con la sentenza dello scorso 6 dicembre, ha ritenuto che qualunque automatismo nella concessione dei benefici penitenziari ai minorenni fosse, oltre che in contrasto con i principi della legge delega, in violazione anche degli articoli 27, terzo comma, e 31, secondo comma, della Costituzione. L’automatismo del divieto si basa su una presunzione assoluta di pericolosità ma, secondo i giudici costituzionali, impedirebbe così alla magistratura di sorveglianza una valutazione caso per caso utile a perseguire le finalità di risocializzazione. “Il processo minorile italiano infatti – commenta la Garante Filomena Albano – è improntato non già alla punizione, ma al recupero e al reinserimento del ragazzo attraverso la sua responsabilizzazione”.

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