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Un passaporto dei diritti per i minorenni stranieri non accompagnati

È partita la distribuzione del Welcome Kit, un passaporto dei diritti  realizzato dall’Authority per dare informazioni ed indicazioni preziose ai minorenni stranieri che arrivano nel nostro Paese senza adulti di riferimento.

Nelle molte occasioni in cui il Garante Spadafora ha incontrato i minorenni stranieri appena arrivati in Italia, a Lampedusa, ad Augusta e nelle comunità di accoglienza, in tanti gli hanno raccontato ansie e paure: il Welcome Kit è la risposta concreta al loro bisogno di essere informati e di capire il “nuovo mondo” nel quale si sono ritrovati.

Il Kit stato realizzato attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto, in prima battuta, i minorenni stranieri ospitati presso la comunità di accoglienza “I Girasoli” di Mazzarino (CL) e quelli presenti a Roma, seguiti da esperti del settore, poi associazioni e istituzioni competenti che nel corso di focus group hanno fornito altre indicazioni utili. Infine Ibby Italia, struttura nazionale dell’International Board on Books for Young people che raccoglie i maggiori esperti di letteratura ed editoria per ragazzi, ha realizzato il Welcome Kit assicurandone la qualità editoriale.

L’obiettivo dell’Autorità è che il Welcome Kit venga consegnato ai minorenni subito dopo il loro arrivo in Italia: in questa prima fase, la distribuzione avviene principalmente con il supporto delle associazioni che a livello nazionale e territoriale si occupano di minorenni stranieri non accompagnati, delle comunità di accoglienza e dei Garanti per l’infanzia e l’adolescenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Istituzioni e strutture che si occupano di accoglienza di minorenni stranieri non accompagnati possono scrivere, per informazioni, a areadiritti@garanteinfanzia.org

  • Leggi la dichiarazione del Garante Spadafora

*****IL WELCOME KIT*****

26 carte colorate, in italiano, inglese, francese e arabo, per rompere il muro della diffidenza e della paura che spesso induce i minorenni alla fuga o ad assumere comportamenti a rischio. Contiene informazioni pratiche, logistiche e di contesto, insieme ad un piccolo dizionario, oltre a contenuti specifici finalizzati a trasmettere messaggi rassicuranti; particolare attenzione è stata riservata alla scelta dei colori, delle immagini e dell’impaginazione: l’Autorità garante ha voluto uno strumento esteticamente gradevole e agile da consultare in cui i testi fossero accompagnati da immagini esplicative delle situazioni che i giovani migranti si troveranno a vivere sul nostro territorio. Il Kit non si sfoglia come un libro, ma si apre come un ventaglio: le carte sono rigide e plastificate, legate fra di loro da una vite per consentire una consultazione veloce ed immediata. I ragazzi e le ragazze che lo riceveranno potranno tenerlo facilmente con sé (si può mettere in tasca) e utilizzarlo, non solo, per capire meglio che cosa devono aspettarsi qui in Italia e quali sono i loro diritti, ma anche per imparare parole di uso comune, scrivere appunti e cose personali (con il kit viene distribuita anche una penna), personalizzarlo con il proprio nome. Alcune sezioni sono dedicate a situazioni particolari come quella dei minorenni eritrei (per i quali sono previste alcune pagine in tigrino) o delle ragazze che sbarcano sulle nostre coste che, nelle pagine dal contorno rosa trovano indicazioni di natura soprattutto sanitaria.

L'impostazione e la grafica del kit sono state realizzate da tre giovani creativi, riuniti sotto la sigla "Supersantos":

 

L’esperienza Giffoni: i ragazzi di fronte al “Be different”

Anche quest'anno l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha partecipato alla Giffoni Experience, condividendo completamente il tema “Be different” e collaborando con l’ampio numero di professionisti della cultura che da 44 anni fanno vivere e crescere il Giffoni Film Festival.

Come ha evidenziato Vincendo Spadafora "I ragazzi non hanno problemi con le 'differenze': le conoscono e le apprezzano. Vanno al di là della cultura di origine, della differenze religiose, dell'orientamento sessuale, del colore della pelle e del taglio degli occhi. Conoscono l'integrazione e non hanno pregiudizi. Sono più avanti di noi adulti", come hanno dimostrato le delegazioni di giurati provenienti da numerosissimi Paesi che hanno condiviso ed animato l’esperienza di Giffoni.

Geronimo Stilton ha registrato il tutto esaurito con la giuria dei bambini da sei a nove anni, che ha accolto con entusiasmo il super giornalista di Topazia e la rappresentante dell’Autorità garante. Insieme hanno spiegato ai piccoli giurati e al pubblico in sala l'impegno per diffondere la conoscenza dei diritti dei bambini e degli adolescenti attraverso la pubblicazione del libro "Che avventura stratopica Stilton! Alla scoperta dei diritti dei ragazzi", soffermandosi in particolare sui diritti dei minorenni stranieri che vivono nel nostro Paese.

Il Garante ha partecipato anche alla presentazione del film Io rom romantica, opera prima della giovane regista rom Laura Halilovic, che raccontando la sua storia ha promosso l'incontro di due culture, quella italiana e quella rom, al cui interno gli adolescenti sembrano avere problemi e sogni molto simili.

Il Giffoni Film Festival è una realtà unica nel suo genere, riconosciuta a livello internazionale, che coniuga la promozione del cinema tra i ragazzi al loro coinvolgimento come protagonisti delle giurie e diretti interlocutori con i più noti volti del grande schermo e delle fiction, nazionali ed internazionali. Giurie che non fanno sconti a nessuno. Sono chiamate a valutare le opere sia di registi alle prime armi che di registi di grande fama. A Giffoni, durante il Festival, il pensiero dei più piccoli è quello che vale. Giovani aperti all'arte cinematografica in tutte le sue forme ma, soprattutto all'arte della vita racchiusa nelle opere in concorso.

Il Giffoni è stata anche l’occasione per raccogliere le voci dei ragazzi e delle ragazze, attraverso interviste sul tema del Festival e sul tema del gioco d’azzardo. Clip che presto alimenteranno il dibattito anche attraverso questo sito.

Io rom romantica, fuori concorso al Giffoni Film Festival racconta il potere dei sogni che superano le barriere

Aspettando l'uscita in sala e le reazioni della critica, Io rom romantica, opera prima di una giovane regista rom, Laura Halilovic, è  stata presentata al Giffoni Film Festival, dal cast e dalla produzione, come un film che apre alla speranza. Prodotto dalla Wildside con il contributo di RAI Cinema e con il supporto dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, il film racchiude proprio il sogno di Laura Halilovic: raccontare, attraverso il mezzo cinematografico, la storia della sua famiglia rom con lo scopo di lanciare con leggerezza una sfida socio-culturale, parlare del popolo rom e della sua cultura secolare, anche se poco conosciuta. Nata in Italia, in un campo rom, alla periferia di Torino, la regista ha avuto la forza di andare oltre l’aspettativa di un matrimonio in età adolescenziale. Una sceneggiatura quasi completamente auto-biografica: una ragazza rom che si veste come i gagé (come i Rom definiscono i non Rom), che vuole fare la regista, ma senza rompere con la sua cultura di origine. Sogna l'integrazione come valore aggiunto e non come rinuncia. Un finale inaspettato per la sua particolarità attende il pubblico. É la prima volta che la realtà rom viene raccontata dall'interno, da una giovane donna, ostinata e coraggiosa, con un cast composto quasi completamente da attori di origine Rom, a partire da Claudia, la protagonista, che, a soli 16 anni, è al suo esordio cinematografico.

Una commedia deliziosa che, nel farci sorridere, ci invita ad interrogarci sulle tante culture che ci circondano e sui pregiudizi che animano la società italiana, ma non solo.

L'Autorità ha deciso di sostenere la produzione di questo film perché convinta del potere del cinema, che facilita attraverso il racconto il processo delicato e biunivoco che porta al cambiamento. Ma il valore aggiunto del film sta anche nel raccontare gli adolescenti, evidenziando la difficoltà e il coraggio di perseguire i propri sogni e nel dimostrare con i fatti quanto sia cruciale garantire a tutti loro concrete opportunità per realizzare se stessi, superando le barriere sociali e culturali.

Per Vincenzo Spadafora “la visione di questo film aiuterà ad aprirsi all'incontro nel rispetto delle differenze, a superare i pregiudizi, spesso dovuti alla poca conoscenza. La storia del popolo Rom è ricca di cultura e di arte. Sin dalla prima scena Io rom romantica ci racconta la vita nella comunità Rom, con i suoi codici morali, la sua dignità e la sua specificità. Una specificità che va rispettata e non giudicata negativamente semplicemente perché diversa dalla nostra. Laura Halilovic, con la sua storia è la chiara dimostrazione che i sogni degli adolescenti sono comuni e vanno al di là del pregiudizio”.

ISTAT: in due anni raddoppiati i minorenni in povertà assoluta

È una fotografia allarmante quella che emerge dall’ultimo rapporto Istat sulla povertà in Italia. Nel 2013, 1 milione 434 mila bambini, bambine e adolescenti risultano poveri in termini assoluti. Confrontando i dati odierni con quelli di due anni fa scopriamo che sono raddoppiati, erano 723 mila nel 2011.

In generale, l’incidenza della povertà assoluta è cresciuta dal 6,8% al 7,9% per effetto dell’aumento nel Mezzogiorno che passa dal 9,8 al 12,6%, coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente. In sintesi un Sud Italia sempre più povero.

Peggiora anche la condizione delle coppie con figli: dal 5,9% al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minorenne.

Per il Garante Spadafora “i dati pubblicati oggi dall’Istat parlano di un’Italia che continua a franare nel baratro della povertà. Una povertà che investe il nucleo centrale dell’economia e della società: la famiglia. Famiglie sempre più in difficoltà, che non riescono neanche ad assicurare ai loro figli i livelli essenziali di vita. Siamo di fronte ad una politica fallimentare. É una situazione agghiacciante. Quanto registrato dall’Istat deve farci riflettere sul futuro del nostro Paese. Il Governo intervenga con la massima urgenza e metta al centro dell'agenda politica le condizioni di vita e le opportunità di scelta dei bambini e degli adolescenti. Non esisterà più un futuro se continuiamo ad ignorare i dati reali della nostra Italia”.

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Stop pubblicità inadatta nei film per i più piccoli

In occasione dell’apertura di Ciné, appuntamento estivo delle Giornate Professionali di Cinema, (promosso dall’ANICA in collaborazione con ANEC e ANE) ed importante momento d’incontro e di mercato dell’industria cinematografica nazionale, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e il Consiglio nazionale degli utenti lanciano al mondo del cinema una proposta di lavoro comune, chiamando in causa produttori, distributori e gestori.

È soprattutto durante le feste di Natale, quando con i film per le famiglie si vende il 30 per cento dei biglietti annui, che nelle nostre sale i film per bambini sono spesso accompagnati da trailer inadatti all’infanzia, e pericolosi specialmente per chi ha meno di sette anni: violenza, temi forti, scene ad alto contenuto d’angoscia. “Dall’ascolto delle istanze ricevute dal Cn, così come delle segnalazioni inviate ai Garanti per l’infanzia e l’adolescenza, abbiamo ipotizzato un’azione comune nei confronti di chi decide cosa trasmettere durante la programmazione cinematografica rivolta ai bambini. Vorremmo avere la garanzia nel prossimo futuro di poter accompagnare i bambini al cinema certi che non ci saranno trailer non adatti a loro”, ha spiegato Vincenzo Spadafora, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. “Il Consiglio nazionale degli utenti ha ricevuto, direttamente e tramite le Associazioni, numerose lamentele, soprattutto di genitori che essendosi recati con i loro bambini al cinema per vedere film destinati a bambini di età inferiore ai sette anni -  per contenuti e modalità di rappresentazione - hanno loro malgrado assistito alla proiezione di trailer inadatti ad un pubblico infantile”, ha aggiunto Angela Nava, Presidente del Consiglio nazionale degli utenti.

In attesa di una riforma complessiva del sistema che tuteli la fascia di età inferiore ai sette anni, Spadafora e Nava fanno appello alla sensibilità ed al senso di responsabilità dei produttori, dei distributori e dei gestori delle sale cinematografiche perché pongano la massima cura nell’evitare che nei pacchetti di pubblicità da abbinare a film destinati ai più piccoli siano presenti scene inadatte a loro e propongono l’apertura di un confronto per la stesura di un impegno da attuare nelle sale cinematografiche a partire dal prossimo periodo natalizio.

“Siamo certi – hanno inoltre dichiarato Spadafora e Nava - di trovare immediato riscontro al nostro appello e segnaleremo pubblicamente gli operatori che vorranno aderire alla proposta.”

- Leggi il comunicato stampa delle associazioni dell’esercizio cinematografico, Anec, Fice e Acec, in risposta al nostro appello

Per informazioni e adesioni

In aumento le famiglie numerose in povertà assoluta

Il Cnel e l’Istat hanno presentato oggi la seconda edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile” (BES 2014) che riprende l’analisi degli elementi fondanti del benessere e del progresso in Italia. Gli italiani continuano a possedere una ricchezza reale netta tra le più alte in Europa dovuta all'elevata diffusione della proprietà dell'abitazione di residenza ma l'intensità e la persistenza della crisi economica hanno ridotto il valore di questa ricchezza e ampliato la disuguaglianza economica e l'area della povertà e della deprivazione materiale.

Nel 2012, le difficoltà economiche delle famiglie si sono accentuate: dalla diminuzione del reddito reale disponibile e della ricchezza reale netta complessiva è derivato un calo della spesa per consumi e un aumento degli indicatori di povertà, soprattutto assoluta, e di deprivazione.

L'indicatore di povertà assoluta (basato sulla spesa per consumi nel 2012) mostra un aumento del 2,3%: la quota di persone che vivono in famiglie assolutamente povere passa dal 5,7% all'8% e aumenta in tutto il Paese passando dal 4% al 6,4% al Nord, dal 4,1% al 5,7% al Centro, dall'8,8% all'11,3% nel Mezzogiorno. L'aumento dell’indicatore di povertà assoluta coinvolge in particolare le famiglie più ampie, composte da coppie con tre o più figli, soprattutto se minorenni, le famiglie di monogenitori o con componenti aggregati. L'indicatore di grave deprivazione, che aveva raggiunto il 14,5% nel 2012, registra invece un miglioramento nel 2013, scendendo al 12,5%, per la diminuzione della quota di persone in famiglie che dichiarano di non poter sostenere spese impreviste, di non potersi permettere un pasto proteico adeguato ogni due giorni o di riscaldare adeguatamente l'abitazione.

Situazione poco positiva anche per quello che riguarda i servizi di pubblica utilità laddove persistono differenze territoriali importanti e diffuse che si riflettono in un sostanziale ritardo rispetto alle medie europee. Desta, infatti, grande preoccupazione la recente inversione di tendenza nell'accessibilità dei servizi per l'infanzia. Nel 2011, dopo cinque anni di miglioramento, si legge nel Rapporto, si registra una riduzione nella percentuale di bambini accolti nelle strutture pubbliche o convenzionate che passa dal 14% del 2010 al 13,5% nel 2011. Nel caso degli asili nido, il divario tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno è particolarmente rilevante: nel Centro-Nord sono iscritti il 18% dei bambini di 0-2 anni e solo il 5% nel Mezzogiorno.

Significativo il commento di Chiara Saraceno, una delle più importanti sociologhe italiane sulla famiglia, la povertà e le politiche sociali, che nel suo intervento ha sottolineato come il fenomeno più preoccupante che emerge dal Rapporto sia la riproduzione intergenerazionale della disuguaglianza che vede le opportunità di miglioramento delle condizioni di partenza, per chi nasce in famiglie meno fortunate in Italia, più scarse rispetto agli altri Paesi europei. Fatto questo che determina uno spreco di capitale umano oltre che una mancanza di equità sociale.

Allegato

Dopo 574 giorni ricostituito l’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti con Decreto del 17 giugno 2014  ha designato i nuovi membri dell'Osservatorio: si tratta di 52 rappresentanti di pubbliche amministrazioni nazionali e locali, di enti e associazioni, di organizzazioni del volontariato e del terzo settore ed esperti in materia di infanzia e adolescenza che hanno ricevuto un incarico biennale.

L’Autorità garante è un invitato permanente dell'Osservatorio così da garantire collaborazione, sinergie e supporto tra i due organismi: in proposito il Garante Spadafora ha dichiarato di ritenere questa presenza "molto importante” e di apprezzare “che il Ministro abbia voluto creare un collegamento permanente tra queste due realtà che, con funzioni diverse, hanno come obiettivo comune l'attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia".

L'Osservatorio è un organismo di coordinamento fra Amministrazioni Centrali, Regioni, Enti Locali, Associazioni, Ordini professionali e Organizzazioni non governative che si occupano di infanzia (è stato istituito, insieme alla Commissione Parlamentare per l'infanzia, con la Legge 451/1997 ed è regolato dal D.P.R. del 14 maggio 2007 n. 103). Tra i suoi compiti principali c’è la stesura dello schema del Piano nazionale infanzia, che manca  da più di due anni, e che costituisce il luogo principe della programmazione delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza in Italia.

Terre Des Hommes contro la pedopornografia online

A Cannes la cultura e l’arte cinematografica danno spazio e riconoscimento alla denuncia. La campagna “Sweetie” di Terre Des Hommes vince ben 12 Leoni d’oro e il Grand Prix for Good al Festival Internazionale della Creatività della città francese. Un lavoro di denuncia senza riserve sul turismo sessuale via webcam a danno di bambine e bambini.

Sweetie è una bambina virtuale che attraverso la sua immagine, accessibile nelle chat pubbliche, ‘smaschera’ i molestatori online, riuscendo poi, grazie al lavoro delle forze dell’ordine, a identificarli in tutto il mondo. I premi vinti a Cannes sono un riconoscimento importante dell’approccio innovativo con cui Terre des Hommes e Lemz (l’agenzia olandese che ha ideato i materiali) hanno puntato l’attenzione su un fenomeno ancora poco conosciuto ma crescente in numerosi Paesi, in grado di devastare la psiche delle giovani vittime in modo analogo a un abuso fisico.

Un approccio condiviso ed apprezzato anche dal Garante Spadafora: “si tratta – ha detto – di un’iniziativa di grande valore. Un passo avanti verso la consapevolezza del fenomeno nelle coscienze delle persone ma anche nelle agende politiche di molti governi, che grazie a “Sweetie” stanno rafforzando le pene contro gli autori di questo ignobile reato. Un’iniziativa di grande civiltà, che sta contribuendo a responsabilizzare tutti gli attori, istituzionali e privati, nell’individuazione di forme efficaci di contrasto”.

La denuncia di Sweetie ha raggiunto circa un miliardo di persone nel mondo. Terre des Hommes ha identificato mille “predatori” e diversi criminali sono stati arrestati. La campagna è stata sviluppata e prodotta con diversi partners a dimostrazione dell’importanza di fare rete per dare visibilità agli interventi e rafforzare la denuncia.

  • Guarda il video di Sweetie su YouTube

L'Italia non è un "Paese per bambini"

Ancora troppo lontani dagli obiettivi europei nelle politiche dell’infanzia. Troppo scarsi i servizi per l’infanzia a cominciare dagli asili nido: il settimo Rapporto del Gruppo CRC sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia ci dice che il nostro “non è un Paese per bambini”. 

Forte la denuncia che arriva dal Rapporto, che pone l'accento sulla condizione della prima infanzia: pochi bambini vanno all'asilo nido (13,5%) mentre troppi, tra quelli fuori dalle famiglie d'origine, sono accolti in comunità invece che da famiglie affidatarie, anche se piccolissimi ( il 14% dei bambini in età pre-scolare). Nel Rapporto si affronta anche l'argomento adozioni: tra il 2011 e il 2012 sono aumentati dell'11,4% i bambini dichiarati adottabili e sono aumentate del 4,5% le coppie che hanno presentato domanda di adozione nazionale, ma sono rimasti invariati i numeri degli affidamenti e delle adozioni. Questo fenomeno, conclude il Gruppo, va monitorato, ''per capire chi sono questi bambini ed esplorare possibili strategie d'intervento, ma la mancanza di effettiva operatività della Banca dati dei minori adottabili e delle coppie disponibili all'adozione non aiuta''.

La difficoltà principale che emerge dal Rapporto, infatti, è quella di mettere a sistema le politiche per l'infanzia e l'adolescenza. Non esiste un monitoraggio compiuto a livello istituzionale delle risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza e non si riesce ad adottare con cadenza biennale, come previsto per legge, il Piano nazionale infanzia, che rappresenta la cornice di riferimento per le politiche under 18. Peraltro, nonostante i diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti in Italia siano ancora fortemente segnati da un contesto di difficoltà economica e povertà continuano a essere tagliati in modo significativo i fondi dedicati, come è accaduto nell'ultima Legge di Stabilità.

Alla notizia della firma del decreto per la ricostituzione dell'Osservatorio nazionale infanzia, il Garante ha ribadito l’urgenza di lavorare al Piano nazionale infanzia e che, a differenza del precedente Piano del 2011, preveda adeguate risorse per essere attuato: “Da tempo lamento la necessità di un coordinamento delle politiche zero-diciotto e l'Osservatorio è la sede ideale. Nonostante la difficoltà che stiamo vivendo, molto è stato fatto, soprattutto dalle  associazioni che spesso si sono costrette a sostituirsi alle istituzioni, e questo non è un bel segnale.” Spadafora ha poi annunciato: “ Entro settembre vogliamo portare al Governo una proposta sui livelli essenziali delle prestazioni, sulla quale confrontarci. Abbiamo anche avviato un monitoraggio delle case famiglia, coinvolgendo le Procure sul modello di quello seguito dal Garante del Lazio. Mi auguro che questo lavoro ci possa dare numeri attendibili. Stiamo anche lavorando sugli standard perché ogni regione ha i suoi e spesso li definisce in modo diverso”.

Un convegno per confrontarsi sull'infanzia ferita

“La scuola e l’infanzia ferita. Prospettive di collaborazione ”, è il tema del convegno che si è svolto oggi presso la Sala Zuccari del Senato, organizzato dalla senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo, vice presidente della Commissione parlamentare infanzia e adolescenza. Primo di tre momenti di confronto con dirigenti scolastici ed insegnanti sulle diverse situazioni di disagio che coinvolgono bambini e adolescenti, il convegno ha affrontato anche le problematiche legate all'allontanamento dei minorenni dalle famiglie d'origine e all'accoglienza nelle strutture.

In apertura del suo intervento, il Garante Vincenzo Spadafora ha sottolineato la mancanza di dati oggettivi per determinare il numero dei minorenni fuori dalla famiglia di origine ed ha annunciato l’avvio di “un'azione con i Procuratori della Repubblica e i Garanti regionali finalizzata a trovare modalità efficaci per dotare finalmente l'Italia di una base dati quantitativa e qualitativa da cui partire per comprendere il fenomeno e proporre prassi e norme al Governo e al Parlamento". Il Garante ha evidenziato, inoltre, l'urgenza di definire dei criteri standard omogenei nelle Regioni: “Intollerabili le differenze di metodo e approccio ai temi dell'infanzia e dell'adolescenza sul territorio nazionale. Stiamo monitorando le diverse tipologie di comunità  che operano in Italia per proporre un piano che definisca criteri standard omogenei.”

Nel ringraziare la Senatrice Blundo per aver evidenziato l'importanza del confronto con i vari soggetti che operano nei settori dell'infanzia, dell'adolescenza e del sociale, Spadafora ha ricordato il valore aggiunto che può scaturire dal confronto con le Istituzioni, “un confronto che come Authority cerchiamo, in un quadro generale sempre più complesso anche a fronte di un innegabile arretramento culturale sui diritti. Ci si appella alla crisi economica dimenticando che i mancati investimenti in questo settore sono effetto di una politica di tagli avviata già da tempo. Continuiamo a togliere risorse alla scuola e ai servizi sociali e, nello stesso tempo, chiediamo loro un sempre maggiore impegno. Tagliare in alcune aree è una scelta politica che rispecchia l'immagine che vogliamo dare del nostro Paese. Altri Stati europei, malgrado la crisi, non solo non hanno tagliato i fondi destinati al sociale ma hanno addirittura aumentato gli investimenti nella scuola, nella formazione e nei servizi di sostegno alle famiglie perché, come evidenzia l'Istat, la povertà materiale si eredita. Aggiungerei anche quella culturale.”

Spadafora ha chiuso il suo intervento ribadendo la necessità di istituire una cabina di regia sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza per sanare il problema della dispersione delle competenze: "Competenze divise in tantissimi luoghi decisionali. Peraltro, non è ancora stato firmato il decreto per riattivare l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Un luogo a costo zero, il luogo preposto ad attuare il Piano nazionale per l'infanzia, strumento necessario per rilanciare una serie di interventi di sostegno. La sua mancata riattivazione sembra la prova di un forte disinteresse".

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