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Obbligo seggiolini antiabbandono, l’Autorità garante chiede informazioni al Ministero

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha scritto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per sollecitare l’adozione del regolamento sull’introduzione dei seggiolini antiabbandono, strumento che punta a prevenire casi drammatici di bambini dimenticati in auto sotto il sole cocente. L’Autorità ha inoltre chiesto informazioni al Ministero sullo stato della procedura che porterà all’emanazione del decreto e, in attesa che ciò avvenga, sull’applicazione dell’obbligo. Infatti la legge 117 dell’ottobre dello scorso anno ha stabilito che i dispositivi siano obbligatori entro 120 giorni dall’adozione di un decreto destinato a fissare le caratteristiche tecnico funzionali dei seggiolini. In mancanza, l’obbligo di installazione sarebbe comunque scattato dal 1° luglio 2019. “In questi giorni di grande caldo e di famiglie che si muovono in auto è naturale interrogarsi in che modo trova applicazione una legge nata per proteggere i più piccoli e che è stata salutata con favore da più parti” commenta Filomena Albano. Ed è per questo che l’Autorità garante ha chiesto chiarimenti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Nota del 4 luglio 2019 (dispositivi antiabbandono nei veicoli chiusi)

Prevenzione e contrasto alla violenza, Autorità garante: “Bene mozione approvata dalla Camera”

“Accolgo con favore l’approvazione ieri all’unanimità da parte della Camera dei Deputati della mozione in materia di prevenzione e contrasto della violenza ai danni dell’infanzia e dell’adolescenza. Si tratta di un segnale di attenzione e sensibilità verso un tema che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Il documento fa proprie molte sollecitazioni oggetto di segnalazioni rivolte di recente alle istituzioni dall’Autorità garante. Non a caso quello della prevenzione e contrasto delle violenze sull’infanzia è uno dei sette cantieri aperti per l’attuazione dei diritti delle persone di minore età in Italia segnalati in occasione della Relazione al Parlamento del 19 giugno scorso”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano a commento del voto favorevole alla mozione. “Siamo disponibili per ii passaggi successivi volti a dare concretezza agli impegni contenuti nell’atto di indirizzo adottato dalla Camera”.

Resoconto della seduta del 2 luglio 2019 (la discussione della mozione è alle pagine 42 e seguenti)

Digitale, a Bruxelles definite le raccomandazioni dei ragazzi del Forum ENYA

Il 25 e il 26 giugno a Bruxelles si è concluso il Forum ENYA. Trentasei ragazzi di 18 Paesi membri dell’ENOC, la rete europea dei garanti per l’infanzia e l’adolescenza, tra i quali due giovani rappresentanti inviati dall’Autorità garante italiana si sono confrontati con sette Garanti europei presenti. Elaborata una serie di raccomandazioni condivise, tutte in materia di diritti dei minorenni nell’ambiente digitale.

Quattro le tematiche prioritarie individuate dai ragazzi:

  1. privacy;
  2. educazione;
  3. rischi e sfide;
  4. partecipazione e opportunità.

I due rappresentanti italiani sono stati tra i rapporteurs dei rispettivi gruppi di lavoro, dedicati rispettivamente a “educazione” e “rischi e sfide”. Al termine dei lavori, i ragazzi partecipanti hanno espresso apprezzamento per l’esperienza e, in particolar modo, per avere avuto l’opportunità di far sentire la propria voce a livello sovranazionale, nel contesto delle Autorità di garanzia dei loro diritti.

Sea Watch 3, l’Autorità garante chiede sbarco e accoglienza per i minori non accompagnati a bordo

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha scritto al comandante generale della Guardia costiera, Ammiraglio Giovanni Pettorino per verificare se è confermata la presenza di quattro minorenni non accompagnati a bordo della Sea Watch 3, ormeggiata in acque territoriali a Lampedusa.

In caso affermativo, ha ricordato l’Autorità garante, va applicato quanto previsto dall’3 della legge 47/2017, il quale stabilisce che: “In nessun caso può disporsi il respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati”. Ciò implica anche un’adeguata accoglienza, vale a dire vanno garantiti i diritti delle persone di minore età attraverso lo sbarco e le procedure previste dall’art. 5 della legge 47/2017 (identificazione, ascolto, nomina del tutore, ricongiungimento, affidamento e inclusione). La nota è stata inviata per conoscenza anche al Capo Dipartimento libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell'interno, Prefetto Michele di Bari.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, coglie l’occasione poi per ricordare che i Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza della rete europea dell’Enoc (European Network for Ombudspersons for Children) hanno formulato lo scorso 21 aprile una dichiarazione indirizzata alle autorità nazionali a proposito di minorenni migranti in mare. Il documento, in sintesi, chiede che bambini e ragazzi migranti non siano lasciati in mare aperto e in acque territoriali in attesa di uno sbarco sicuro. Si tratta, secondo Enoc, di un comportamento non conforme al principio di solidarietà, umanità e protezione delle persone di minore età. L’Autorità italiana ha avuto una parte attiva nell’elaborazione del documento.

L’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza: da Reggio Emilia notizie di gravità inaudita

“Di norma l’Autorità garante non commenta i singoli casi di cronaca. Tuttavia di fronte alle notizie emerse in queste ore a proposito del caso degli affidi in provincia di Reggio Emilia e pur dovendosi attendere l’esito degli accertamenti giudiziari, va sottolineato che – se i fatti fossero confermati – ci troveremmo di fronte a una situazione di gravità inaudita. Fatti del genere calpestano la Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E questo proprio da parte di chi è chiamato a realizzare tali diritti. Il sistema di tutela dei minorenni non può tradire la sua vocazione, che è quella di proteggere i bambini in condizione di fragilità. Ciò impone un accertamento rigoroso delle circostanze e, qualora si prenda atto delle responsabilità delle istituzioni coinvolte, ci troveremmo di fronte al loro fallimento”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano. “In ogni caso, va garantito il maggior sostegno possibile ai bambini e ai ragazzi al centro della vicenda”.

Giornata contro la droga, l’Autorità garante: “Più controlli sanitari e lavorare sulle persone”

Si celebra oggi la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga. In tale occasione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano è tornata sul fenomeno delle dipendenze. “Un fenomeno che colpisce sempre più giovanissimi” dice. “Come testimonia la comunità scientifica, si comincia sempre prima. L’Autorità garante ha indirizzato, il 27 maggio scorso, una nota di raccomandazione alle istituzioni, frutto di un ciclo di audizioni con amministrazioni, operatori e professionisti del settore. Prevenzione e presa in carico, pure se precoce, sono due dei possibili interventi”. Oltre a più controlli da parte di pediatri di libera scelta e dei medici di famiglia tra i 10 e i 14 anni, l’Autorità garante ha inoltre suggerito – al compimento del 14° anno di età – che i pediatri trasmettano al medico di famiglia la scheda clinica dei ragazzi.

Serve soprattutto tanto lavoro sui giovani: raccomandato, ad esempio, di promuovere il rafforzamento dell’autostima degli studenti e di coinvolgere gli adolescenti nella costruzione di siti e campagne di informazione. Chiesti corsi di formazione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per gli agenti impegnati nei controlli. Suggeriti l’aggiornamento delle tabelle delle sostanze stupefacenti, il monitoraggio dell’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90 e la diffusione delle prassi più interessanti attivate dai servizi sociali delle prefetture a fini dissuasivi. Da attribuire, infine, alle unità mobili di prossimità – attivate per presidiare il territorio soprattutto nei contesti ambientali connotati da aspetti strutturali di fragilità sociale – anche la competenza a promuovere sani stili di vita.

Orfani di crimini domestici, al via gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni

Si è insediato oggi il gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni e delle organizzazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per l’avvio di uno studio destinato a produrre entro la fine dell’anno un documento, corredato da raccomandazioni, sul tema “La tutela degli orfani per crimini domestici”. I lavori presieduti dalla Garante Filomena Albano hanno portato alla definizione di tempistiche e metodologia di ricerca, che sarà svolta con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti.

“Quello degli orfani di crimini domestici è un tema delicato – osserva la Garante Albano – Data la particolare condizione di questi bambini e ragazzi è necessario sia data una risposta adeguata ai loro bisogni, che sono molteplici. La legge n. 4 del 2018 rappresenta un primo passo in questa direzione, ma c’è ancora molto da fare”. L’inizio del lavoro di gruppo fa seguito alle note di segnalazione già inviate dall’Autorità alle istituzioni il 21 dicembre 2018 e il 3 maggio scorso. La richiesta di misure urgenti per gli orfani di crimini domestici figura anche tra i sette cantieri per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza segnalati dall’Autorità garante in occasione dell’illustrazione, il 19 giugno scorso, della Relazione al Parlamento.

 

Ambiente digitale, le raccomandazioni italiane al Forum ENYA

Con la formulazione delle raccomandazioni si è conclusa la parte italiana del progetto ENYA (European Network of Young Advisors) “Let’s Talk Young, Let’s Talk About Children in the Digital Environment” realizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e dell’adolescenza, nell’ambito della rete europea dei garanti per l’infanzia e l’adolescenza. I risultati del lavoro svolto saranno portati a Bruxelles al Forum ENYA 2019, in programma il 25 e il 26 giugno, da due ambasciatori individuati dagli stessi ragazzi partecipanti. Si tratta di raccomandazioni in materia di bambini e adolescenti in ambiente digitale.

Le raccomandazioni dei ragazzi italiani

  • Prevedere, in ambito scolastico, l’educazione a Internet e ai social che metta in luce rischi e opportunità della rete. Prevedere figure di supporto per le varie fasce di età, con particolare attenzione ai minorenni più vulnerabili.
  • Organizzare campagne nelle scuole di ogni ordine e grado sugli strumenti di tutela a disposizione dei ragazzi nell’ambiente digitale, coinvolgendo personaggi della musica e dello spettacolo, influencers, youtubers, testimonianze, e dedicare spot televisivi alla promozione dei diritti dei minorenni nell’ambiente digitale.
  • Integrare nei testi scolastici ritenuti più prossimi alla materia, in modalità adeguate alle varie fasce di età, la Convenzione di New York e il ruolo e le funzioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
  • Prevedere momenti di formazione per genitori ed insegnanti, per informarli e sensibilizzarli sui rischi e le opportunità della rete, anche al fine di renderli punti di riferimento autorevoli e affidabili agli occhi di bambini e ragazzi. Sensibilizzare, in modo capillare, i genitori sull’esistenza e l’uso dello strumento del parental control.
  • Responsabilizzare i providers di Internet e dei social networks affinché tutelino i diritti dei minorenni, anche tramite l’adozione di apposite normative.
  • Istituire una “patente digitale” che dia ai ragazzi il diritto e il dovere di conoscere tutti gli aspetti che regolano l’utilizzo di Internet e dei social networks, prima di poter navigare in rete e di aver accesso ai social network.
  • Applicare normative che prevedano sanzioni nei confronti di chi non utilizza Internet e i social network nel rispetto delle regole, arrecando danni morali, materiali e psicologici a bambini e ragazzi. Tali normative dovrebbero poi essere rese disponibili, in versioni adeguate all’età, a tutti i bambini e i ragazzi.
  • Creare uno sportello permanente di ascolto in ogni scuola, formato da una equipe di esperti nel campo digitale e integrata da uno psicologo, che possa offrire a tutti i ragazzi l’opportunità di esprimere i propri bisogni e i propri disagi. Lo sportello potrebbe anche avere il valore aggiunto di aiutare i bulli e i cyberbulli a rivedere e correggere il proprio comportamento. Potrebbe inoltre costituire un momento di mediazione tra vittima e autore del comportamento lesivo al fine di comporre la lite.
  • La scuola dovrebbe offrire attività scolastiche ed extrascolastiche, quali laboratori di musica e di teatro, per permettere ai ragazzi di incontrarsi e confrontarsi su tematiche di comune interesse, facilitando i rapporti di amicizia al di fuori dello spazio “smartphone”.

Relazione al Parlamento: “Gli adulti si prendano le responsabilità: non lasciamo soli i più piccoli”

In Italia ci sono nove milioni e 800 mila minorenni. “Non lasciamoli soli”.  È con questo appello alla responsabilità degli adulti – genitori, comunità e istituzioni – che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha introdotto la Relazione annuale al Parlamento, presentata stamattina a Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La presentazione, svolta nella Sala della Regina, è stata introdotta dai saluti del Presidente della Camera Roberto Fico.

“La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – ha affermato la Garante Filomena Albano – ha trasformato bambini e ragazzi da oggetto di protezione a soggetti titolari di diritti, ponendo le basi per un cambiamento nella relazione tra generazioni. Ciò però non può significare – come talora accade – che i genitori, la comunità e le istituzioni, senza assumersi le loro responsabilità, rinuncino al ruolo di guida nei confronti dei più piccoli. Quasi che l’aver assegnato loro dei diritti li abbia automaticamente resi capaci di orientarsi da soli nel mondo”.

Le responsabilità degli adulti e delle istituzioni

La responsabilità è la parola chiave sulla quale ha insistito Filomena Albano, richiamandola in ogni passaggio del suo discorso. Responsabilità che sorgono, ad esempio, quando la coppia va in crisi. Per questi casi l’Autorità garante ha elaborato la “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”, che invita a tener conto del punto di vista dei più piccoli. Oppure responsabilità che entrano in gioco, sempre per gli adulti, quando lasciano i ragazzi avventurarsi da soli nella rete senza un’adeguata consapevolezza.

Povertà e diseguaglianze

Ricordate pure le responsabilità delle istituzioni di fronte alle emergenze dell’infanzia. Quasi un minorenne su otto secondo l’Istat vive oggi in condizioni di povertà assoluta, mentre di contro l’offerta di servizi per l’infanzia tra regione e regione è disomogenea e ha bisogno di standard minimi uguali in tutto il territorio. “Servono più asili nido e più mense scolastiche di qualità e spazi gioco accessibili a tutti i bambini e una banca dati sulla disabilità”. È quanto ha chiesto Filomena Albano a Parlamento e istituzioni competenti attraverso la definizione di livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla Costituzione.

Maltrattamenti e violenze

Sempre alle istituzioni l’Autorità garante ha domandato di rendere effettiva l’applicazione della legge sugli orfani di crimini domestici e di intervenire prima che le tragedie si consumino. “La violenza nei confronti dei bambini è prova che il sistema di protezione non ha funzionato. Sono troppi i casi, registrati anche negli ultimi giorni, di bambini maltrattati e uccisi da chi li avrebbe dovuti proteggere”. È indispensabile intercettare situazioni di fragilità, dare supporto alla genitorialità e far emergere il sommerso: il che significa, per i più piccoli, sapere di potersi sempre rivolgere a una persona di cui si fidano e, per gli adulti, farsi “sentinelle” del loro benessere. Ma significa anche rispondere all’esigenza di una raccolta dati costante e aggiornata sul fenomeno dei maltrattamenti e delle violenze, sollevata dall’Autorità garante e ribadita a febbraio nelle raccomandazioni all’Italia del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Figli di detenuti

Ci sono poi, sempre secondo l’Autorità garante, bambini e ragazzi per i quali la condanna di un genitore rischia di divenire la propria: a loro va garantito il diritto a mantenere relazioni affettive ed educative. Ma anche bimbi che non dovrebbero crescere in carcere: ad aprile ce n’erano ancora 55 negli istituti detentivi.

Minorenni e legalità

C’è poi la richiesta di un impegno alle istituzioni per recuperare i ragazzi alla legalità e al rispetto delle regole: la mediazione penale può essere una risposta per accompagnare i minorenni autori di reato verso la consapevolezza delle azioni compiute e il riconoscimento della sofferenza delle vittime. “Ciò vale anche per i ragazzi più piccoli, che non hanno ancora compiuto 14 anni”.

Minori stranieri non accompagnati

Per i minorenni stranieri che arrivano soli nel nostro Paese, infine, l’Autorità ha ricordato il principio di non respingimento, il divieto di espulsione e il diritto a un’adeguata accoglienza. In questo i tutori volontari rappresentano una possibilità di integrazione e di argine verso rischi di marginalità sociale.

L’evento nella Sala della Regina

L’evento è stato aperto e chiuso dall’esecuzione dell’inno nazionale e di quello europeo da parte del coro della Schola Cantorum dell’Accademia di Santa Cecilia, composto da 40 ragazzi di età compresa tra 10 e 15 anni e diretto dal maestro Vincenzo Di Carlo. L’attore Massimo Poggio ha letto due brani di Gianni Rodari in tema di responsabilità genitoriale, mentre il giovane interprete Andrea Amato ha dato voce ai pensieri e alle richieste dei ragazzi autori di reato che seguono un percorso di recupero fuori dagli istituti detentivi.

Infine è stata la volta di Marco, cestista 17enne con disabilità, che ha portato la propria testimonianza sul tema dello sport inclusivo per i minorenni. Ha moderato i lavori la giornalista del Tg1 Elisa Anzaldo. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai 3 a cura della redazione del Tg3.

I sette cantieri aperti per i diritti in Italia

Sono sette almeno i “cantieri aperti” per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia sui quali richiamare l’attenzione. Riguardano: i rapporti familiari, la violenza sull’infanzia, l’inclusione, il rapporto dei minorenni con la giustizia, le dipendenze e la salute, l’educazione e l’Autorità garante. La Relazione al Parlamento sull’attività dell’Agia nel 2018 pone le basi per individuare oggi, alla luce delle emergenze attuali, sette tra gli ambiti prioritari di intervento per le istituzioni e il mondo degli adulti in generale a tutela di bambini e ragazzi che vivono nel nostro Paese.

  1. Rapporti familiari
    • Genitorialità: conciliare i tempi di vita e quelli di lavoro.
    • Affrontare le separazioni tenendo conto del punto di vista dei figli.
    • Mai più bambini in carcere. Colloqui con i genitori detenuti.
    • Conoscere quanti sono e chi sono i minorenni fuori famiglia.
  2. Violenza sull’infanzia
    • Prevenire e contrastare le violenze: una responsabilità di tutti.
    • Misure urgenti per gli orfani di crimini domestici.
  3. Inclusione
    • Più mense scolastiche, più asili nido, più parchi inclusivi e una banca dati per la disabilità.
    • Rendere effettivo il diritto al gioco e allo sport per tutti.
    • Minorenni di nuova generazione: "Garantire inclusione e partecipazione".
    • Minori stranieri non accompagnati e tutela volontaria.
  4. Minorenni e giustizia
    • Baby gang, le risposte nelle reti educative e nella lotta all’abbandono scolastico.
    • Dopo l’ordinamento penitenziario per i minorenni, ora introdurre la giustizia riparativa.
    • I ragazzi dell’area penale esterna: la responsabilità di recuperarli alla legalità.
  5. Dipendenze e salute
    • Droga e alcol: più educazione, prevenzione e controlli sanitari.
    • Salute mentale: servizi a misura di bambini e adolescenti.
  6. Educazione
    • Investire nella consapevolezza digitale di adulti e ragazzi.
    • Scuola: le priorità da attuare per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
    • Cyberbullismo, adottare il piano integrato di prevenzione e contrasto.
  7. L’Autorità garante
    • Rafforzare l’Autorità. Il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia: maggiore autonomia e indipendenza all’Agia.

L'Autorità garante in cifre

Streaming (dalle 11) - Relazione al Parlamento dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza

In streaming dalle ore 11 del 19 giugno 2019 dalla web tv della Camera dei Deputati (e in diretta su Rai3) alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, presenta la Relazione annuale al Parlamento. Diretta: https://webtv.camera.it/evento/14578

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