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Coronavirus, campagna della Consulta dei ragazzi: “Stavolta proteggiamo noi i più grandi”

Questa volta siamo noi a proteggere i più grandi”. Con questo slogan e con gli hashtag #iorestoacasa #andràtuttobene i giovani della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza si sono mobilitati per contrastare la diffusione del coronavirus. Il mezzo scelto sono i social attraverso una campagna di comunicazione nella quale i ragazzi si sono messi in gioco in prima persona.

I messaggi, accompagnati dal selfie dei singoli componenenti dell’organismo consultivo dell’Autorità, ricordano a tutti il dovere di evitare di uscire e di recarsi in luoghi affollati per poter così tutelare la loro salute e quella delle persone più vulnerabili, in particolare anziani e malati. Ma soprattutto invitano a riscoprire i valori civici della convivenza in un momento in cui ciascuno di noi è chiamato a ripensare la propria quotidianità.

Ad accompagnare l’iniziativa – diffusa su Instagram, Twitter e Facebook – anche una serie di cartelli informativi sulle accortezze da adottare per evitare che cresca la diffusione tra giovani e adulti del virus SARS-CoV-2 all’origine dei casi di Covid-19.

Minorenni migranti tra Grecia e Turchia, l’Agia contatta l’Enoc

La situazione delle migliaia di bambini migranti – accompagnati dai genitori e non – che si trovano sul confine tra Grecia e Turchia preoccupa l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Per questa ragione la Garante Filomena Albano ha avviato i primi contatti con l’Enoc, la rete europea dei garanti. “Non può non destare preoccupazione la condizione dei minorenni, in particolare quelli del campo profughi di Moria, sull’isola di Lesbo. Un non luogo, sovraffollato sopra ogni capacità, nel quale i più piccoli sarebbero arrivati a tentare atti autolesionistici”.

“Occorre – prosegue Filomena Albano – che l’Europa se ne faccia carico, applicando il principio di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità nei loro confronti come previsto dal trattato sul funzionamento della Ue. I piccoli migranti dovrebbero essere trasferiti senza ritardo dalla Grecia negli altri stati membri”.

La tutela delle persone di minore età discende dalla Convenzione di New York, la quale impone agli stati di adottare ogni misura per tutelare i minorenni da ogni forma di violenza, oltraggio o brutalità fisiche o mentali, e da ogni forma di abbandono o negligenza. La protezione e promozione dei diritti di bambini e ragazzi, inoltre, sono tra le principali priorità dell’Unione europea, come previsto dall’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali della Ue.

“Le istituzioni della Ue e gli stati membri hanno dunque il dovere di prendersi cura e proteggere i minorenni che giungono sul loro territorio da un Paese terzo senza genitori o figure di riferimento. È loro diritto avere un’adeguata accoglienza. Il che significa assicurare non solo un alloggio sicuro e appropriato, ma dare supporto a questi ragazzi perché si realizzi il loro superiore interesse di minori attraverso la tutela dell’unità familiare e l’accesso all’istruzione, alle cure mediche e all’integrazione sociale”.

Avviso di Camera e Senato per la nomina del titolare dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

È stato pubblicato sul sito della Camera dei deputati e su quello del Senato della Repubblica l’avviso per la presentazione di manifestazioni di interesse alla nomina a titolare dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Le comunicazioni di disponibilità, seguendo le indicazioni contenute nell’avviso, devono essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata e contestualmente agli indirizzi:

Non vanno inviate candidature all’ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (neanche per conoscenza).

Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n. 112, il titolare dell’Autorità garante per l'infanzia e l’adolescenza è infatti nominato con determinazione adottata d’intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Covid-19, Agia in lavoro agile. Come contattarci

In applicazione del Dpcm 11 marzo 2020, di quelli del 22 marzo e del 1° aprile le attività lavorative di tutto il personale dell’Autorità garante per l’infanzia e dell’adolescenza si svolgeranno a partire dal 12 marzo, e fino al 13 aprile 2020, in forma agile.

Di conseguenza l’attività istituzionale proseguirà regolarmente in smart working e per entrare in contatto con i nostri uffici sarà sufficiente inviare un’email all’indirizzo segreteria@garanteinfanzia.org.

La sede di via di Villa Ruffo, 6 a Roma è chiusa da lunedì 16 marzo.

(ultimo aggiornamento 1 aprile 2020)

L’Autorità garante: sì alla cittadinanza per i minorenni di nuova generazione

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) si è dichiarata a favore del riconoscimento della cittadinanza italiana ai minorenni figli di genitori di origini immigrate. La Garante Filomena Albano ha inviato una nota a Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, presso la quale si stanno esaminando le proposte di legge n. 105, 920 e 717 di modifica dell’attuale legge di cittadinanza italiana, la n. 91 del 1992. Con essa l’Autorità, dopo aver ascoltato la Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Agia, ha espresso parere favorevole tanto alle iniziative che prevedono il criterio dello ius soli temperato quanto a quella che intende introdurre il cosiddetto ius culturae.

“Tutte le proposte di legge – dichiara Filomena Albano – rappresentano un passo importante sul piano dell’integrazione e sono diretta espressione del principio di uguaglianza sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Oggi, nel nostro Paese, un minorenne su 10 ha genitori di origini immigrate. Fino a qualche anno fa la gran parte di questi bambini e ragazzi era nata all’estero. Oggi, invece, la grande maggioranza, più di sette su 10, è nata in Italia. Sono cresciuti qui, parlano in italiano come prima lingua, frequentano scuole italiane e riconoscono l’Italia come il proprio Paese”.

“A questi bambini e ragazzi – che crescono, giocano, sognano e studiano come gli altri – è riconosciuto uno status diverso, in applicazione del principio dello ius sanguinis. Crescono in Italia da stranieri e, nei fatti, finiscono per esser stranieri anche nella patria dei loro genitori. Risulta ad esempio difficile, se non incomprensibile, per uno di questi bambini capire perché non gli siano riconosciute le stesse opportunità dei coetanei, come praticare lo sport a livello agonistico o partecipare alle gite scolastiche all’estero” osserva la Garante. “Una riforma della legge sulla cittadinanza costituisce dunque un passo in avanti per il raggiungimento di un’integrazione effettiva tra tutte le componenti della società. La cittadinanza conferisce infatti senso di appartenenza a una comunità e tale sentimento va coltivato e valorizzato”.

Nel 2019 l’Autorità garante ha pubblicato uno studio intitolato L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata. Focus sulla condizione femminile che contiene le raccomandazioni dell’Autorità in argomento.

Parere alla I Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati sui disegni di legge n. 105, 920 e 717 (cittadinanza)

Illustrato a Bruxelles il sistema della tutela volontaria italiano

Il sistema della tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati in Italia è stato presentato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza all’Intergruppo del Parlamento Ue e a rappresentanti della Commissione europea. In occasione di due incontri tenutisi a Bruxelles il 20 e 21 febbraio i funzionari dell’Agia hanno illustrato i contenuti delle pubblicazioni Agire il presente e pensare il futuro e il Rapporto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria. Il primo volume contiene alcune prassi di lavoro a supporto del sistema di tutela volontaria, mentre il secondo restituisce i dati quantitativi del primo report di monitoraggio finanziato con le risorse europee del fondo Fami. Entrambi i documenti sono stati fatti oggetto di una sintesi in lingua inglese. Sempre a Bruxelles l’Agia ha incontrato sugli stessi temi Délégué général aux droits de l’enfant de la communauté française de Belgique (Garante infanzia per la comunità francofona belga), Bernard De Vos, e i rappresentanti di organizzazioni nazionali e locali. È stata inoltre fatta visita a un Centro di orientamento e informazione per minori stranieri non accompagnati.

Viaggio alla scoperta dei diritti con Geronimo Stilton: riparte il tour

Al via la nuova edizione del progetto Agia per la diffusione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. A Trento la prima tappa del ciclo di seminari che toccheranno 6 Regioni italiane

 

Riparte oggi, a Trento, il ciclo di seminari organizzato dall’AGIA per diffondere la conoscenza della Convenzione ONU tra i bambini delle scuole primarie del nostro Paese.

La nuova edizione del progetto, realizzato in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti, punta a coinvolgere 120 dirigenti scolastici e docenti appartenenti ad un gruppo di scuole opportunamente selezionate, con l’obiettivo di favorire la proposizione di attività didattiche finalizzate all’apprendimento dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso il semplice ed efficace linguaggio dei fumetti di Geronimo Stilton.

I seminari saranno condotti dal formatore Carlo Carzan sulla base di una metodologia centrata sul gioco interattivo che sarà successivamente utilizzata dai docenti per dialogare con i bambini al loro rientro a scuola. Dopo lo svolgimento del seminario, infatti, gli insegnanti avranno il compito di realizzare attività con gli studenti e gli altri docenti. Una piattaforma digitale sarà messa a disposizione per la realizzazione delle attività curate dall’esperto formatore, per gli opportuni scambi e consigli post- seminario.

Questo il calendario degli appuntamenti in programma:

  • 13 febbraio - Trento - c/o Dipartimento di Istruzione e cultura - via Gilli, 3

  • 4 marzo - Cagliari – sede da definire

  • 17 marzo – Napoli – sede da definire

  • 18 marzo - Roma - c/o Sede AGIA - Via di Villa Ruffo, 6

  • 19 marzo - Firenze – sede da definire

  • Torino – 20 marzo – sede da definire

 

Per approfondire:

“Geronimo Stilton. Viaggio alla scoperta dei diritti dei bambini. La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza raccontata ai ragazzi” - Edizioni Piemme.  

Safer Internet Day, l’Agia: prevenzione e contrasto del cyberbullismo in parole semplici

Together for a better internet, insieme per un internet migliore. È il motto dell’edizione 2020 del SID, il Safer Internet Day, giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra il secondo martedì del mese di febbraio. L’edizione italiana del SID2020 si è svolta stamattina a Napoli al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa e ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia).

La legge sul cyberbullismo spiegata

I ragazzi italiani del progetto ENYA della Rete europea dei garanti (ENOC) – appartenenti ai licei “De Sanctis” e “Colonna” di Roma – hanno partecipato alla manifestazione illustrando la versione child friendly della legge 71/2017 Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La pubblicazione si intitola “Cyberbullismo. Cos’è e come difendersie in 24 pagine con disegni e parole semplici aiuta i ragazzi a comprendere quali sono i loro diritti, quando sono violati e come proteggersi. L’opuscolo dell’Autorità garante è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti.

L’indagine di Generazioni connesse

Ad aprire la sezione del SID2020 dedicata alla conoscenza della legge sul cyberbullismo i risultati di un sondaggio di Skuola.net, Università “Sapienza” di Roma e Università di Firenze promosso da Generazioni connesse, il Safer Internet Centre per l’Italia al quale partecipa anche Agia. Dalla ricerca emerge che nove studenti su dieci hanno discusso a scuola con i docenti i temi legati all’educazione digitale. Il 34% dei partecipanti alla ricerca è incappato in episodi di cyberbullismo. Di questi, il 77% li ha segnalati o ha chiesto consiglio a qualcuno su come comportarsi.

L’importanza di parlare

“Parlate con qualcuno di cui vi fidate, è l’appello che rivolgo da sempre ai ragazzi” dice la Garante Filomena Albano, che ha contribuito al SID2020 con un videomessaggio. “La maggior parte dei problemi nasce dall’incapacità di sentire l’altro per quello che è in quel momento, svalutandolo, passando oltre, imponendo il proprio punto di vista. Con le parole si possono costruire ponti, realizzare sogni, si può dare fiducia, si può donare amore. Ma con le parole si può anche ferire a morte. Quando le parole ci feriscono e ci fanno male occorre avere la forza e il coraggio di parlare con chi ci sta vicino. Non bisogna darsi per vinti, ma cercare il cambiamento nelle parole, nel dialogo e nell’incontro. Occorre imparare a dare voce alle emozioni. Da questo punto di vista noi adulti abbiamo una grossa responsabilità: perché è nostro il compito di educare i giovani all’empatia, al riconoscimento delle emozioni, al rispetto dell’altro”.

 

La posizione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa contro la povertà minorile

Lo scorso 11 dicembre il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato una dichiarazione sulla lotta alla povertà infantile. Si tratta di una delle principali preoccupazioni nel vecchio continente poiché le misure di austerità adottate dopo la crisi economica del 2008 hanno colpito in maggior misura i bambini. Nel 2017 si stimava che in Europa che il 24,9% dei bambini (di età pari o inferiore a 17 anni) nei 28 Stati membri dell'Unione europea vivesse in povertà, rispetto al 23% degli adulti (tra 18 e 64 anni) e al 18,2% degli anziani (over 65). Sebbene non vi siano statistiche consolidate affidabili per gli Stati membri del Consiglio d'Europa al di fuori dell’UE, il Comitato dei ministri ha stimato che la percentuale di bambini che vivono in condizioni di povertà in quei Paesi potrebbe essere persino più elevata.

In tale contesto la dichiarazione esprime grande preoccupazione anche per i crescenti livelli di disuguaglianza che colpiscono i minorenni e manifesta allarme per l’erosione dei diritti fondamentali e per il danno che ciò comporta sia per l’individuo che per la società. Il Comitato dei ministri ha invitato gli Stati membri a prendere in considerazione misure concrete per l’attuazione della strategia del Consiglio d'Europa per i diritti dell'infanzia (2016-2021) e ha sottolineato la necessità di riallineare con urgenza, obiettivi e finanziamenti per il benessere dei minorenni, l’istruzione, i servizi sociali e i programmi di protezione sociale contro la povertà minorile. Gli Stati membri sono stati incoraggiati a puntare a migliorare i servizi di assistenza all’infanzia, tenendo adeguatamente conto dei minorenni in situazioni di vulnerabilità, come quelli ad esempio privi di cure genitoriali, in famiglie monoparentali, con disabilità, Rom e rifugiati o migranti.

L’Agia ha provveduto a redigere una traduzione non ufficiale della dichiarazione scaricabile da questo link.

Figli di separati: al via il nuovo progetto per i Gruppi di Parola

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo tornano a collaborare per la promozione in tutta la Penisola dei Gruppi di Parola (GdP), in particolare nel centro sud dove ad oggi sono meno diffusi. Uno strumento a sostegno dei bambini e dei ragazzi che vivono l’esperienza della separazione dei genitori che per l’Autorità dovrebbe divenire una misura strutturale dei piani per l’infanzia e la famiglia.

Il nuovo progetto – che intende promuovere anche la diffusione della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori dell’Autorità garante – è partito nelle settimane scorse e si articolerà in seminari formativi e di promozione. Un obiettivo chiave è quello di aggiornare e arricchire la mappatura dei centri che offrono questo servizio ai figli di separati.

Inoltre il progetto, che si concluderà a dicembre, punta a consolidare la rete tra centri e conduttori di GdP, a consentire lo scambio di esperienze e a promuoverne la conoscenza, anche attraverso la diffusione di un video di presentazione dei gruppi di parola.

I cinque seminari e il supporto formativo

Cinque gli eventi previsti dal progetto, nel corso dei quali saranno inoltre diffusi il video e la Carta dei diritti. Due seminari, a cura della Cattolica di Milano, saranno destinati a mettere a confronto le esperienze e a valorizzare le buone pratiche. Un seminario nella sede romana dell’Università Cattolica sarà invece dedicato in particolare allo sviluppo di capacità di promozione e organizzazione dei Gruppi di Parola. Un’iniziativa a beneficio di quanti, come accade nel Centro e al Sud, si trovano a operare in aree a minima o nulla diffusione dei GdP. Un seminario, curato sempre dal Consultorio familiare della Cattolica di Roma, sarà invece rivolto ad avvocati, magistrati, pediatri insegnanti, psicologi, mediatori e assistenti sociali che incontrano o lavorano con le famiglie separate sempre in ambiti territoriali dove risultino carenti servizi a loro sostegno. Infine, a cura del Consultorio familiare dell’Istituto Toniolo di Napoli, un seminario sarà programmato in una regione meridionale. Anche in questo caso sarà stimolata la partecipazione dei professionisti che operano a contatto con i genitori separati.

Nell’ambito del progetto anche il supporto formativo a distanza, o in presenza, ai conduttori di Gruppi di Parola. L’azione prenderà la forma di sostegno, accompagnamento o supervisione anche per il singolo operatore, che cercherà di ovviare in tal modo anche alle difficoltà di quei conduttori del centro sud che lavorano in contesti privati o del privato sociale e devono sostenere in proprio i costi di viaggio per accedere alle giornate formative.

Cosa sono i Gruppi di Parola

I Gruppi di Parola sono interventi brevi, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati. Si tratta di esperienze di gruppo in cui i bambini e i ragazzi possono parlare, condividere pensieri ed emozioni, attraverso il gioco, il disegno e altre attività, con l’aiuto di professionisti specializzati (conduttori). Il Gruppo di Parola aiuta a esprimere i vissuti, a porre domande, a nominare le paure rispetto alla separazione. Attraverso lo scambio e il sostegno tra coetanei, permette di uscire dall’isolamento e di trovare modi per dialogare con i genitori e per fronteggiare le difficoltà legate ai cambiamenti familiari. Il Gruppo di Parola coinvolge anche i genitori: dalla fase di informazione e autorizzazione per i figli alla partecipazione all’incontro conclusivo del gruppo, fino al colloquio di approfondimento.

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