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Conferenza di garanzia scrive a Presidenti di Giunta e Assemblea regionale della Sicilia

La Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presieduta dall’Autorità garante, ha adottato oggi una nota con la quale si chiede al Presidente della Regione siciliana e al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana di “procedere con la massima urgenza alla predisposizione degli strumenti e dei mezzi necessari” a rendere concreto ed effettivo l’esercizio delle funzioni del garante della Regione Sicilia.

La nota fa seguito alle dimissioni recentemente rassegnate dal garante Luigi Bordonaro per il protrarsi della situazione di estremo disagio incontrata nello svolgimento dei suoi compiti.

 

La nota della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza               

Partecipazione, “Pane, radio e fantasia” nella sede dell’Autorità

Trentasei studenti della scuola “Falcone - Borsellino” di Montereale, piccolo comune abruzzese collocato tra Amatrice e l’Aquila, sono stati ospiti ieri mattina dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per la conclusione del progetto “Pane, radio e fantasia”. I ragazzi hanno consegnato una lettera indirizzata alla Garante e formulato l’invito a visitare il loro territorio. A tre anni dal terremoto, con il paese in parte abbandonato dai residenti e di fronte alle difficoltà di chi è rimasto, hanno fatto appello alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza affinché l’Autorità garante si faccia portavoce con le istituzioni circa le loro richieste per dare un futuro a Montereale.

Le proposte sono nate grazie a un’iniziativa di sostegno, ascolto e partecipazione dei minorenni che ha prodotto, tra l’altro, un documentario radiofonico (grazie a un laboratorio con il regista Paolo Restuccia), dei video, gruppi di lavoro e commenti alla Convenzione. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo dell’Autorità garante da Ai.bi. Amici dei bambini, dalla Pietra Scartata e dal Comune di Montereale in collaborazione con Radio L’Aquila 1, l’associazione Filmaker, la scuola di scrittura Genius e il Centro Alfredo Rampi. Numerosi i patrocini al progetto. Consegnata una menzione speciale dell’Agia alla dirigente della scuola “Falcone Borsellino”, Paola Verini, per il percorso di crescita, sia individuale che di gruppo, e la promozione della partecipazione dei ragazzi.

All’incontro di ieri, avvenuto nella sede dell’Autorità e condotto da Marzia Masiello (Ai.bi.), hanno partecipato – oltre a un gruppo di adulti della comunità educante (punti di riferimento per la crescita dei ragazzi) – il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi con un videomessaggio, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso e il primo cittadino di Montereale, Massimiliano Giorgi. Il sindaco ha annunciato, tra l’altro, l’istituzione del Consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi. Un’iniziativa che risponde alle raccomandazioni all’Italia espresse a febbraio dal Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

0-6 anni, seminario Agia Miur per i diritti dei fuori famiglia

Si è svolto ieri a Roma, nella sede del Ministero dell’Istruzione, università e ricerca, il seminario “Inter-azioni didattiche: la fascia di età 0-6 anni, i minorenni fuori dalla famiglia di origine”, organizzato dal MIUR e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA). Il seminario costituisce la realizzazione di uno degli impegni assunti nel protocollo d’intesa stipulato tra il MIUR e l’AGIA.

Nel corso della giornata formativa, destinata ai referenti degli uffici scolastici regionali del sistema educativo integrato 0-6 anni, dell’inclusione degli alunni con disabilità e dell’integrazione dei minorenni stranieri, sono state fornite proposte di lavoro per l’attività con i bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, elaborate alla luce di quanto previsto dalla Convenzione di New York e dalla normativa sul sistema integrato 0/6 anni. L’iniziativa si inserisce nella più ampia attività di diffusione della conoscenza della Convenzione tra le figure professionali che lavorano con le persone di minore età, con l’obiettivo di rendere i diritti della Convenzione concreti e applicati nella pratica quotidiana.

Sono stati diffusi  due opuscoli di recente pubblicazione  – “Compendio illustrato delle linee di indirizzo per il diritto allo studio degli alunni adottati” e “Compendio illustrato  delle linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori della famiglia di origine” – realizzati con lo scopo  di promuovere la diffusione della conoscenza delle linee guida e con esse delle pratiche che possano facilitare l’integrazione scolastica degli alunni fuori dalla famiglia di origine e degli alunni adottati.

 

Minorenni alle prese con la giustizia: raccomandazioni dall’Autorità garante

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha incontrato i ragazzi che hanno commesso un reato e che sono seguiti dagli uffici di servizio sociale del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della giustizia. Si tratta dei minorenni in “area penale esterna”, vale a dire ragazzi e ragazze in attesa di processo, o sottoposti a misura cautelare non detentiva, o che beneficiano della messa alla prova oppure quelli condannati che usufruiscono di una misura alternativa o sostitutiva alla detenzione.

AgiAscolta, i diritti dei ragazzi di area penale esterna

Dall’ascolto dei ragazzi, dei magistrati, dei funzionari del servizio sociale della Giustizia e dei dirigenti dei centri di giustizia minorile sono emersi elementi di criticità ai quali l’Autorità ha cercato di dare una risposta con una serie di raccomandazioni. Le indicazioni sono contenute in una pubblicazione che è stata diffusa dall’Agia con il titolo “AgiAscolta. I diritti dei ragazzi di area penale esterna”.

Incontri in otto città italiane

Gli incontri sono avvenuti in otto città italiane: Torino, Milano, Venezia, Roma, Perugia, Napoli, Reggio Calabria e Palermo (compresa la sezione di Trapani). Hanno partecipato da un minimo di 10 a un massimo di 15 giovani con procedimento penale in corso o appena concluso. Tre gli aspetti indagati dall’Autorità: la fase processuale (ingresso nel circuito penale, impatto con le forze dell’ordine, rapporti con l’autorità giudiziaria, presa in carico dei servizi minorili della Giustizia), la costruzione del progetto educativo di ciascun ragazzo e, infine, il rapporto con la famiglia e il territorio.

Le raccomandazioni dell'Autorità garante

Tra le raccomandazioni figurano quelle volte ad assicurare ascolto adeguato e una comprensibilità maggiore, per i ragazzi, dei ruoli, dei meccanismi e della terminologia del processo penale minorile. Chiesto anche un trattamento da parte delle forze dell’ordine e degli operatori coerente con i principi e diritti previsti dalla Convenzione di New York. Occorrono, secondo l’Autorità garante, maggiori risorse per il personale e per le politiche di prevenzione e sostegno della famiglia e delle genitorialità.

Ancora, è necessario dotare le forze dell’ordine di idonei strumenti per valutare l’opportunità o meno di riaffidare il minorenne ai genitori, quando la famiglia abbia legami persistenti con la criminalità organizzata. Sollecitata infine l’attivazione di forme di collaborazione tra istituzioni che consentano la segnalazione precoce delle situazioni di abbandono e dispersione scolastica, come anche la promozione di percorsi di consapevolezza digitale nelle scuole e di programmi per la prevenzione del bullismo.

Minori stranieri non accompagnati, incontro Agia - Unicef

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha incontrato questa mattina la Direttrice regionale UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale e Coordinatrice del Programma per rifugiati e migranti in Europa Afhshan Khan e la Coordinatrice UNICEF del Programma per migranti e rifugiati in Italia Anna Riatti.

Al centro dell’incontro: il sistema italiano di tutela per i minori stranieri non accompagnati e l’attività di monitoraggio della tutela volontaria svolta dall’Autorità garante. Nel corso del colloquio è stata sottolineata, in particolare, la necessità di garantire a tutti i minori stranieri che giungono nel nostro paese senza adulti di riferimento l’ingresso nel sistema di tutela e la possibilità di ricevere supporto anche dopo il raggiungimento della maggiore età. 

Monitoraggio dell’Autorità garante: oltre 3000 i tutori volontari a fine 2018

Risultano già iscritti negli elenchi dei tribunali per i minorenni 3029 tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (Msna), di cui 505 provenienti da elenchi preesistenti all’entrata in vigore della legge 47 del 2017. Tra questi il 75,4% è rappresentato da donne, il 57,7% ha un’età superiore ai 45 anni, l’83,9% è laureato, il 77,8% ha un’occupazione - per lo più nelle professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione – e il 9,1% l’ha avuta in quanto pensionato. I primi tre distretti di Corte d’appello per numero di tutori volontari iscritti negli elenchi sono Catania (244), Roma (242) e Palermo (241). Hanno meno iscritti in Italia Campobasso e Trento con 18, Messina con 19 e Brescia con 22. Nel corso dei 12 mesi del 2018 sono stati invece accettati dai tutori nominati 3.902 abbinamenti a un minore straniero non accompagnato. La rilevazione è stata svolta con la collaborazione di 27 tribunali per i minorenni su 29.

È quanto emerge dagli estratti che anticipano la pubblicazione del “Rapporto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria” dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, riferita al 31 dicembre 2018 e realizzata con il Fondo asilo integrazione migrazione per rilevare lo stato di attuazione della legge 47 del 2017. L’indagine è stata condotta con la partecipazione dei tribunali per i minorenni e dei garanti regionali e delle province autonome. Hanno risposto al questionario i garanti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana e Trento. I report dell’anticipazione sono scaricabili alla pagina https://tutelavolontaria.garanteinfanzia.org/rapporti-di-monitoraggio.

Nel periodo compreso tra il 6 maggio 2017 e il 31 dicembre 2018, dalla rilevazione effettuata sul campione territoriale sono stati svolti 48 corsi per tutori volontari. La durata media è stata di 26 ore, con una frequenza minima richiesta media del 76% delle ore previste. A ogni evento formativo hanno partecipato da 25 a 150 aspiranti.

L’obiettivo dell’indagine è stato quello di fornire informazioni sullo stato di avanzamento del sistema della tutela volontaria introdotto nel 2017 con la legge 47. La rilevazione è stata realizzata con il supporto di unità operative locali che hanno contribuito alla raccolta delle informazioni allorché richiesto dai garanti e dai tribunali. I garanti regionali hanno risposto sui dati relativi ai corsi di formazione, mentre i tribunali hanno fornito dati sulle tutele volontarie. L’indagine è stata condotta con la metodologia Cawi (Computer Assisted Web Interviewing) attraverso pagine web a inserimento guidato.   Le indagini successive avranno periodicità semestrale.

Sessione plenaria del CAHENF a Strasburgo

Dal 12 al 14 novembre 2019 si è tenuta a Strasburgo la VII sessione plenaria del Comitato ad hoc sui diritti dei minori (CAHENF), che monitora la Strategia del Consiglio d’Europa negli Stati parte. Negli stessi giorni si è tenuta la conferenza celebrativa dei 30 anni della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza intitolata “Redefining Power: Strengthening the rights of the child as a key to a future-proof Europe”, che ha riunito al Palais de l'Europe oltre 300 persone. Presente alla sessione plenaria, alle celebrazioni e ai lavori del CAHENF l’ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Nelle sessioni parallele (PowerTalks) si è parlato di empowerment di bambini e ragazzi, della necessità che le persone di minore età siano riconosciute effettivamente titolari dei diritti di partecipazione, ma anche, nello specifico, di diritti dei minori nell'ambiente digitale e nel processo di separazione dei genitori. In seno al CAHENF si è lavorato alla definizione delle raccomandazioni in materia di accertamento dell'età dei minori stranieri non accompagnati ed è stata discussa una dichiarazione sui 30 anni della CRC che sarà adottata nell'immediato futuro.

L’infanzia e l’adolescenza nel bilancio dello Stato: il monitoraggio 2012-2018

Quanto spende l’Italia per l’infanzia e l’adolescenza? Per rispondere a questa domanda l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha realizzato la seconda edizione del dossier DisOrdiniamo, secondo monitoraggio delle risorse nazionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza nel bilancio dello Stato . L’obiettivo è quello di presentare un quadro il più possibile completo e aggiornato delle risorse pubbliche che le amministrazioni centrali destinano a bambini e ragazzi. La pubblicazione aggiorna e rivede il primo dossier DisOrdiniamo, pubblicato nel 2015.

L’analisi riguarda esclusivamente la spesa “statale”, in altre parole le risorse iscritte nel bilancio dello Stato. Rimangono escluse le risorse delle Regioni, degli enti locali e quelle dei fondi europei. Rispetto all’edizione del 2015 il monitoraggio ha identificato un maggior numero di voci di spesa: si è passati da 200 capitoli a circa 260. Altra novità è la stima delle risorse del Fondo sanitario nazionale destinate a finanziare i Livelli essenziali di assistenza (LEA) per la popolazione minore di 18 anni. “Le risorse destinate all’infanzia e all’adolescenza sono distribuite in numerosi capitoli del bilancio dello Stato con conseguente difficoltà nell’identificarle. Il dossier DisOrdiniamo cerca di mettere ordine. Il lavoro è stato reso possibile grazie alla collaborazione delle numerose amministrazioni interessate” dice la Garante Filomena Albano.

Metodologia

Sono state prese in esame sia le risorse che finanziano politiche direttamente rivolte alla popolazione di età inferiore a 18 anni, sia quelle misure che – pur non avendo l’infanzia e l’adolescenza come destinatario diretto o esclusivo – sono finalizzate in tutto o in parte a migliorarne le condizioni di vita e il benessere (ad esempio: sostegno alla genitorialità, bonus nascita o sostegno al reddito in presenza di figli minorenni), nonché il Fondo sanitario nazionale. I dati dal 2012 al 2017 si riferiscono al totale delle risorse impegnate a rendiconto. Per il 2018 sono state prese in considerazione le risorse stanziate in bilancio.

Spesa complessiva

La “spesa complessiva” per l’infanzia e l’adolescenza, comprensiva di quella per il personale, nel 2017 ammontava a circa 51 miliardi e 651 milioni di euro, pari a 5.212 euro per ogni bambino o adolescente. Dal 2012 al 2017 le risorse impegnate per la “spesa complessiva” sono cresciute del 16,7% con un incremento totale pari a 7 miliardi e 500 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti 980 milioni stanziati per il 2018. La crescita 2012-2017 si riduce però al 14,1% se si tiene conto dell’inflazione.

Le risorse destinate all’infanzia nel 2017 rappresentavano il 3% del PIL (+0,3% rispetto al 2012), mentre il loro peso sul bilancio dello Stato era dell’8,1% (-0,4% rispetto al 2016). Circa il 90% della spesa stimata per l’infanzia e l’adolescenza in Italia è relativo all’istruzione scolastica (circa 46 miliardi e 794 milioni) ed è composto per lo più da spese per il personale (circa 43 miliardi e 533 milioni).

Le maggiori risorse al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Miur

Al netto dei costi del personale la maggior parte delle risorse è concentrata nel bilancio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (52,5%) e in quello del Ministero dell’istruzione, università e ricerca (36,6%). Seguono il Ministero dell’interno con il 5,7% del totale e il Ministero dell’economia e delle finanze con il 3,1%.

Per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali la maggior parte delle risorse è destinata alla copertura della tutela previdenziale della maternità e ad altre prestazioni a sostegno della genitorialità e delle nascite, nonché al Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Per il Miur la spesa netta è relativa, prevalentemente, al funzionamento delle istituzioni scolastiche (inclusi i trasferimenti a istituzioni non statali) e agli interventi di edilizia scolastica.

Spesa per l’infanzia e l’adolescenza, per macro-area di intervento.
(2012-2015, migliaia di euro)

 

Spesa per l’infanzia e l’adolescenza al netto della spesa per il personale, per macro-area di intervento.
(2017, %)

 

Spesa per l’infanzia e l’adolescenza al netto della spesa per il personale. Variabili finanziarie di competenza.
(2017, migliaia di euro)

 

Avviso procedura selettiva

È stato pubblicato nella sezione Amministrazione trasparente / Bandi di gara e contratti un avviso pubblico per il conferimento mediante procedura selettiva comparativa di incarico di lavoro autonomo per un esperto senior ambito ricerca e un esperto senior ambito statistico componenti il nucleo tecnico del progetto n. 2342 “Monitoraggio della tutela volontaria per minori stranieri non accompagnati in attuazione dell’articolo 11, legge n. 47/2017” a valere sul FAMI 2014-2020.

I soggetti interessati dovranno far pervenire apposita domanda di partecipazione redatta e sottoscritta secondo lo schema di cui all’allegato n. 1 all’avviso stesso entro e non oltre il giorno 4 dicembre 2019.

“Definire standard minimi uguali tra regioni per mense, asili nido e parchi inclusivi”

In occasione del trentennale della Convenzione di New York l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha pubblicato la proposta di individuazione di quattro livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per i diritti di bambini e ragazzi "I livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali delle persone di minore età". Riguardano mense scolastiche e asili nido – da concepire non più come servizi a domanda individuale ma come un diritto per tutti – parchi inclusivi e accessibili e una banca dati per la disabilità. In Italia l’accesso a tali servizi per l’infanzia cambia tra territori. Andrebbero garantiti, secondo l’Agia, quanto meno standard minimi uguali per tutti. Secondo la Costituzione tale risultato può essere raggiunto attraverso la definizione di LEP. La proposta sarà inviata al Governo, Parlamento e altri soggetti interessati.

Prestazioni effettive

“Definire un livello essenziale - afferma la Garante Filomena Albano – significa rendere effettive le prestazioni su tutto il territorio nazionale e garantire la presenza uniforme di servizi che rispondono alle esigenze primarie dei minorenni, in attuazione del principio di pari opportunità previsto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Presentare nel mese del trentennale questa proposta è un modo per dare concretezza alla celebrazione. Tale iniziativa non deve, però, essere considerata un punto di arrivo, bensì l’inizio di un percorso che porti quanto prima alla piena attuazione dei diritti di bambini e ragazzi e, allo stesso tempo, conduca alla definizione in futuro di ulteriori LEP”. È la legge istitutiva dell’Autorità garante che ha attribuito all’Agia il compito di formulare osservazioni e proposte per l’individuazione dei LEP, attività questa già avviata nel 2015 con la realizzazione di un primo documento.

Il percorso delle proposte

La proposta di LEP dell’Autorità garante – realizzata in collaborazione con Irs (Istituto di ricerca sociale) è stata presentata alle amministrazioni, ai rappresentanti sindacali e dell’associazionismo, che sono stati coinvolti in qualità di stakeholder, nella sua definizione. Si tratta del ministero del lavoro e politiche sociali, di quello dell’interno, di quello della giustizia, di quello della salute, del Miur, del Mibact, del MEF, Dipartimento per le pari opportunità, del Dipartimento per le politiche della famiglia, dei rappresentanti di Anci, dell’ISTAT e dei sindacati confederali (CGL, CISL e UIL), dei membri della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni dell’Agia, nonché dei referenti della rete di associazioni “Batti il 5!”.

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