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Regione Sicilia, dopo nota Agia del 14 gennaio assicurato adeguato supporto al garante regionale

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, in risposta a una sollecitazione formulata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Filomena Albano, ha assicurato il potenziamento del supporto assicurato al garante regionale siciliano. Infatti, di fronte alle dimissioni di Luigi Mario Bordonaro da tale incarico, il 14 gennaio scorso Filomena Albano ha inviato a Palazzo dei Normanni una nota con la quale evidenziava “l’estrema urgenza e l’indefettibilità” di avere in Sicilia una figura di garanzia a tutela di infanzia e adolescenza, come previsto dalla normativa regionale, e che assicurasse lo svolgimento dei compiti previsti dall’articolo 11 della legge 47 del 2017 in materia di selezione e formazione dei tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati. In mancanza, quest’ultima funzione sarebbe stata espletata, come previsto dalla stessa legge, direttamente dall’Autorità garante.

In risposta alla sollecitazione il presidente Musumeci ha comunicato all’Agia di aver interessato il Segretario generale della Presidenza affinché, valutate tali richieste, disponesse il potenziamento del supporto assicurato al Garante siciliano. In ogni modo il presidente ha assicurato la rapida adozione degli atti conseguenziali.

A proposito delle dimissioni di Luigi Bordonaro l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza aveva già scritto alla Regione Sicilia lo scorso 16 dicembre in qualità di Presidente della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La nota del 14 gennaio 2020 dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza

Msna, raccomandazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa

Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (CoE) ha adottato una raccomandazione (qui la traduzione non ufficiale a cura dell'Agia) rivolta agli Stati membri per assicurare un sistema di tutela efficace per i minori migranti non accompagnati. Sono stati definiti, l'11 dicembre scorso, principi e linee guida di applicazione rivolti a istituzioni e operatori impegnati nella protezione, accoglienza, assistenza e benessere di bambini e ragazzi soli.

I principi puntano a garantire ai minori l’accesso alla giustizia e rimedi efficaci, nonché a migliorare la cooperazione e il coordinamento tra i soggetti interessati, anche a livello internazionale. Sollecitate iniziative per soluzioni sostenibili e basate sul rispetto dei diritti umani.

Le leggi degli Stati membri del CoE dovrebbero infatti prevedere che i tutori vengano nominati quanto prima, siano selezionati in modo adeguato, oltre che qualificati e sostenuti durante tutto il loro mandato da un’autorità competente. Attraverso la periodica raccolta di dati e misure istituzionali adeguate, gli Stati dovrebbero poi garantire che le misure di tutela rispondano a esigenze mutevoli, comprese le situazioni di emergenza. I governi dovrebbero inoltre garantire che i minori ricevano le informazioni e i consigli necessari e che abbiano accesso a un meccanismo di denuncia indipendente, nonché a vie di ricorso per poter esercitare i loro diritti o agire in caso di violazione degli stessi.

“L’Italia risulta già abbastanza allineata con le indicazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa” commenta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano. “Inoltre con il progetto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria finanziato con il fondo FAMI, l’Autorità si pone in condizione di poter rilevare dati di qualità e fornire supporto. Quel che manca invece all’Italia è una banca dati permanente sul sistema”.

L’attuazione di questa raccomandazione è affidata al Comitato direttivo per i diritti dell’infanzia del Consiglio d’Europa.

Avviso pubblico per n. 1 posizione di comando

È stato pubblicato nella sezione Amministrazione trasparente (Bandi di concorso) un avviso pubblico per l’acquisizione di manifestazioni di interesse a partecipare alla procedura di selezione di n. 1 unità di personale con la qualifica di funzionario contabile da assegnare in posizione di comando all’Area Affari generali dell’ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (scadenza: 16 gennaio 2020).

L’avviso pubblico, il modello di domanda e la dichiarazione di assenso.

Consulta: reati ostativi, no al divieto automatico dei benefici per i minorenni

I minorenni detenuti negli istituti penali minorili potranno accedere a benefici come misure penali di comunità, permessi premio e lavoro esterno anche se condannati per “reati ostativi”, vale a dire gravi crimini tra i quali, ad esempio, associazione mafiosa o terrorismo. D’ora in poi potranno esservi ammessi, previa valutazione caso per caso da parte dei magistrati di sorveglianza, anche se dopo la condanna non hanno collaborato con la giustizia. A stabilirlo è stata la Corte costituzionale con una sentenza sul nuovo ordinamento penitenziario minorile depositata il 6 dicembre scorso.

Quella della Consulta è una pronuncia che, nella sostanza, coincide con la posizione espressa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza il 27 luglio 2018 durante l’iter della riforma dell’ordinamento penitenziario. Infatti con una nota indirizzata ai presidenti delle commissioni Giustizia e Bilancio di Camera e Senato, l’Autorità aveva rilevato che la previsione di un automatico divieto per i minorenni condannati per reati ostativi di accedere ai benefici era contraria alla legge delega e alla costante giurisprudenza costituzionale. “Il processo di maturazione per ogni ragazzo è differente” aveva osservato l’Autorità garante. “E non bisogna in alcun modo scoraggiarlo con automatismi”.

La Corte costituzionale, con la sentenza dello scorso 6 dicembre, ha ritenuto che qualunque automatismo nella concessione dei benefici penitenziari ai minorenni fosse, oltre che in contrasto con i principi della legge delega, in violazione anche degli articoli 27, terzo comma, e 31, secondo comma, della Costituzione. L’automatismo del divieto si basa su una presunzione assoluta di pericolosità ma, secondo i giudici costituzionali, impedirebbe così alla magistratura di sorveglianza una valutazione caso per caso utile a perseguire le finalità di risocializzazione. “Il processo minorile italiano infatti – commenta la Garante Filomena Albano – è improntato non già alla punizione, ma al recupero e al reinserimento del ragazzo attraverso la sua responsabilizzazione”.

Conferenza di garanzia scrive a Presidenti di Giunta e Assemblea regionale della Sicilia

La Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presieduta dall’Autorità garante, ha adottato oggi una nota con la quale si chiede al Presidente della Regione siciliana e al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana di “procedere con la massima urgenza alla predisposizione degli strumenti e dei mezzi necessari” a rendere concreto ed effettivo l’esercizio delle funzioni del garante della Regione Sicilia.

La nota fa seguito alle dimissioni recentemente rassegnate dal garante Luigi Bordonaro per il protrarsi della situazione di estremo disagio incontrata nello svolgimento dei suoi compiti.

 

La nota della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza               

Partecipazione, “Pane, radio e fantasia” nella sede dell’Autorità

Trentasei studenti della scuola “Falcone - Borsellino” di Montereale, piccolo comune abruzzese collocato tra Amatrice e l’Aquila, sono stati ospiti ieri mattina dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per la conclusione del progetto “Pane, radio e fantasia”. I ragazzi hanno consegnato una lettera indirizzata alla Garante e formulato l’invito a visitare il loro territorio. A tre anni dal terremoto, con il paese in parte abbandonato dai residenti e di fronte alle difficoltà di chi è rimasto, hanno fatto appello alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza affinché l’Autorità garante si faccia portavoce con le istituzioni circa le loro richieste per dare un futuro a Montereale.

Le proposte sono nate grazie a un’iniziativa di sostegno, ascolto e partecipazione dei minorenni che ha prodotto, tra l’altro, un documentario radiofonico (grazie a un laboratorio con il regista Paolo Restuccia), dei video, gruppi di lavoro e commenti alla Convenzione. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo dell’Autorità garante da Ai.bi. Amici dei bambini, dalla Pietra Scartata e dal Comune di Montereale in collaborazione con Radio L’Aquila 1, l’associazione Filmaker, la scuola di scrittura Genius e il Centro Alfredo Rampi. Numerosi i patrocini al progetto. Consegnata una menzione speciale dell’Agia alla dirigente della scuola “Falcone Borsellino”, Paola Verini, per il percorso di crescita, sia individuale che di gruppo, e la promozione della partecipazione dei ragazzi.

All’incontro di ieri, avvenuto nella sede dell’Autorità e condotto da Marzia Masiello (Ai.bi.), hanno partecipato – oltre a un gruppo di adulti della comunità educante (punti di riferimento per la crescita dei ragazzi) – il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi con un videomessaggio, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso e il primo cittadino di Montereale, Massimiliano Giorgi. Il sindaco ha annunciato, tra l’altro, l’istituzione del Consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi. Un’iniziativa che risponde alle raccomandazioni all’Italia espresse a febbraio dal Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

0-6 anni, seminario Agia Miur per i diritti dei fuori famiglia

Si è svolto ieri a Roma, nella sede del Ministero dell’Istruzione, università e ricerca, il seminario “Inter-azioni didattiche: la fascia di età 0-6 anni, i minorenni fuori dalla famiglia di origine”, organizzato dal MIUR e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA). Il seminario costituisce la realizzazione di uno degli impegni assunti nel protocollo d’intesa stipulato tra il MIUR e l’AGIA.

Nel corso della giornata formativa, destinata ai referenti degli uffici scolastici regionali del sistema educativo integrato 0-6 anni, dell’inclusione degli alunni con disabilità e dell’integrazione dei minorenni stranieri, sono state fornite proposte di lavoro per l’attività con i bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, elaborate alla luce di quanto previsto dalla Convenzione di New York e dalla normativa sul sistema integrato 0/6 anni. L’iniziativa si inserisce nella più ampia attività di diffusione della conoscenza della Convenzione tra le figure professionali che lavorano con le persone di minore età, con l’obiettivo di rendere i diritti della Convenzione concreti e applicati nella pratica quotidiana.

Sono stati diffusi  due opuscoli di recente pubblicazione  – “Compendio illustrato delle linee di indirizzo per il diritto allo studio degli alunni adottati” e “Compendio illustrato  delle linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori della famiglia di origine” – realizzati con lo scopo  di promuovere la diffusione della conoscenza delle linee guida e con esse delle pratiche che possano facilitare l’integrazione scolastica degli alunni fuori dalla famiglia di origine e degli alunni adottati.

 

Minorenni alle prese con la giustizia: raccomandazioni dall’Autorità garante

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha incontrato i ragazzi che hanno commesso un reato e che sono seguiti dagli uffici di servizio sociale del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della giustizia. Si tratta dei minorenni in “area penale esterna”, vale a dire ragazzi e ragazze in attesa di processo, o sottoposti a misura cautelare non detentiva, o che beneficiano della messa alla prova oppure quelli condannati che usufruiscono di una misura alternativa o sostitutiva alla detenzione.

AgiAscolta, i diritti dei ragazzi di area penale esterna

Dall’ascolto dei ragazzi, dei magistrati, dei funzionari del servizio sociale della Giustizia e dei dirigenti dei centri di giustizia minorile sono emersi elementi di criticità ai quali l’Autorità ha cercato di dare una risposta con una serie di raccomandazioni. Le indicazioni sono contenute in una pubblicazione che è stata diffusa dall’Agia con il titolo “AgiAscolta. I diritti dei ragazzi di area penale esterna”.

Incontri in otto città italiane

Gli incontri sono avvenuti in otto città italiane: Torino, Milano, Venezia, Roma, Perugia, Napoli, Reggio Calabria e Palermo (compresa la sezione di Trapani). Hanno partecipato da un minimo di 10 a un massimo di 15 giovani con procedimento penale in corso o appena concluso. Tre gli aspetti indagati dall’Autorità: la fase processuale (ingresso nel circuito penale, impatto con le forze dell’ordine, rapporti con l’autorità giudiziaria, presa in carico dei servizi minorili della Giustizia), la costruzione del progetto educativo di ciascun ragazzo e, infine, il rapporto con la famiglia e il territorio.

Le raccomandazioni dell'Autorità garante

Tra le raccomandazioni figurano quelle volte ad assicurare ascolto adeguato e una comprensibilità maggiore, per i ragazzi, dei ruoli, dei meccanismi e della terminologia del processo penale minorile. Chiesto anche un trattamento da parte delle forze dell’ordine e degli operatori coerente con i principi e diritti previsti dalla Convenzione di New York. Occorrono, secondo l’Autorità garante, maggiori risorse per il personale e per le politiche di prevenzione e sostegno della famiglia e delle genitorialità.

Ancora, è necessario dotare le forze dell’ordine di idonei strumenti per valutare l’opportunità o meno di riaffidare il minorenne ai genitori, quando la famiglia abbia legami persistenti con la criminalità organizzata. Sollecitata infine l’attivazione di forme di collaborazione tra istituzioni che consentano la segnalazione precoce delle situazioni di abbandono e dispersione scolastica, come anche la promozione di percorsi di consapevolezza digitale nelle scuole e di programmi per la prevenzione del bullismo.

Minori stranieri non accompagnati, incontro Agia - Unicef

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha incontrato questa mattina la Direttrice regionale UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale e Coordinatrice del Programma per rifugiati e migranti in Europa Afhshan Khan e la Coordinatrice UNICEF del Programma per migranti e rifugiati in Italia Anna Riatti.

Al centro dell’incontro: il sistema italiano di tutela per i minori stranieri non accompagnati e l’attività di monitoraggio della tutela volontaria svolta dall’Autorità garante. Nel corso del colloquio è stata sottolineata, in particolare, la necessità di garantire a tutti i minori stranieri che giungono nel nostro paese senza adulti di riferimento l’ingresso nel sistema di tutela e la possibilità di ricevere supporto anche dopo il raggiungimento della maggiore età. 

Monitoraggio dell’Autorità garante: oltre 3000 i tutori volontari a fine 2018

Risultano già iscritti negli elenchi dei tribunali per i minorenni 3029 tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (Msna), di cui 505 provenienti da elenchi preesistenti all’entrata in vigore della legge 47 del 2017. Tra questi il 75,4% è rappresentato da donne, il 57,7% ha un’età superiore ai 45 anni, l’83,9% è laureato, il 77,8% ha un’occupazione - per lo più nelle professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione – e il 9,1% l’ha avuta in quanto pensionato. I primi tre distretti di Corte d’appello per numero di tutori volontari iscritti negli elenchi sono Catania (244), Roma (242) e Palermo (241). Hanno meno iscritti in Italia Campobasso e Trento con 18, Messina con 19 e Brescia con 22. Nel corso dei 12 mesi del 2018 sono stati invece accettati dai tutori nominati 3.902 abbinamenti a un minore straniero non accompagnato. La rilevazione è stata svolta con la collaborazione di 27 tribunali per i minorenni su 29.

È quanto emerge dagli estratti che anticipano la pubblicazione del “Rapporto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria” dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, riferita al 31 dicembre 2018 e realizzata con il Fondo asilo integrazione migrazione per rilevare lo stato di attuazione della legge 47 del 2017. L’indagine è stata condotta con la partecipazione dei tribunali per i minorenni e dei garanti regionali e delle province autonome. Hanno risposto al questionario i garanti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana e Trento. I report dell’anticipazione sono scaricabili alla pagina https://tutelavolontaria.garanteinfanzia.org/rapporti-di-monitoraggio.

Nel periodo compreso tra il 6 maggio 2017 e il 31 dicembre 2018, dalla rilevazione effettuata sul campione territoriale sono stati svolti 48 corsi per tutori volontari. La durata media è stata di 26 ore, con una frequenza minima richiesta media del 76% delle ore previste. A ogni evento formativo hanno partecipato da 25 a 150 aspiranti.

L’obiettivo dell’indagine è stato quello di fornire informazioni sullo stato di avanzamento del sistema della tutela volontaria introdotto nel 2017 con la legge 47. La rilevazione è stata realizzata con il supporto di unità operative locali che hanno contribuito alla raccolta delle informazioni allorché richiesto dai garanti e dai tribunali. I garanti regionali hanno risposto sui dati relativi ai corsi di formazione, mentre i tribunali hanno fornito dati sulle tutele volontarie. L’indagine è stata condotta con la metodologia Cawi (Computer Assisted Web Interviewing) attraverso pagine web a inserimento guidato.   Le indagini successive avranno periodicità semestrale.

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