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Carla Garlatti ha assunto l’incarico di Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

Carla Garlatti ha assunto oggi le funzioni di Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. La nuova titolare è stata nominata il 13 novembre scorso dai presidenti della Camera e Senato e il 30 dicembre ha ricevuto dal Consiglio superiore della magistratura l’autorizzazione al fuori ruolo in quanto magistrato. La procedura è stata poi completata con l’adozione del relativo decreto da parte del ministro della Giustizia. Da questa mattina la nuova Garante è al lavoro negli uffici di via Villa Ruffo, sede dell’Agia.

Da oggi assumo la titolarità dell’Autorità garante e ringrazio i presidenti di Camera e Senato per la fiducia che mi hanno accordato. Ci metterò tutta me stessa, tutta la determinazione, l’impegno e la passione che ho. Sarà mia responsabilità ascoltare e far partecipare le persone di minore età, tener conto delle loro opinioni ed esigenze, farmene portavoce e divenirne diretta sostenitrice”. Così Carla Garlatti, che tiene a ricordare anche come sia necessaria una forte sinergia tra tutti coloro che si occupano di infanzia e adolescenza, a livello istituzionale e non, per attuare i diritti di bambini e ragazzi.

Come previsto dalla legge istitutiva l’incarico durerà quattro anni.

Come valutare l’impatto di leggi, decisioni politiche e scelte di bilancio secondo l’Enoc

L’Enoc, la rete europea dei garanti, è intervenuta con un position statement adottato dall’assemblea generale di novembre scorso sul processo di valutazione dell’impatto che norme, decisioni politiche e amministrative e stanziamenti di bilancio possono produrre sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la CRIA (Child rights impact assessment).

Lo statement contiene una serie di raccomandazioni che la rete dei garanti ha rivolto a Stati, autorità nazionali, regionali, europee e internazionali e ogni altra autorità competente. Sono cinque, in sintesi, le indicazioni generali.

  1. Esigere che i processi di valutazione di CRIA e di CRIE (Child rights impact evaluation) – il primo da realizzare nella fase antecedente l’adozione di una misura, per valutarne i possibili effetti e il secondo da mettere in atto successivamente all’attuazione della misura - vengano condotti rispetto alle norme, alle decisioni politiche, alle scelte di bilancio e a ogni altra decisione amministrativa, al fine di integrare nel processo decisionale un approccio basato sui diritti dell’infanzia.
  2. Assicurare che i diritti dei minorenni ad essere ascoltati e a partecipare siano applicati quando vengono intrapresi processi di CRIA e CRIE.
  3. Prendere tutte le misure necessarie ad assicurare che siano messe in campo risorse adeguate e altre misure generali per l’applicazione dei diritti dell’infanzia a supporto dei processi di CRIA e di CRIE.
  4. Assicurare che i processi di CRIA e CRIE siano trasparenti e indichino la misura in cui i minorenni hanno influenzato quelle decisioni.
  5. Sviluppare e ampliare la conoscenza e la comprensione dei processi di CRIA e di CRIE.

Nello statement si dà conto anche delle raccomandazioni formulate dai giovani consulenti del progetto Enya 2020 sia sullo specifico tema della CRIA sia sul tema più generale della partecipazione dei minorenni ai processi decisionali.

Per approfondire (link in inglese).

 

Giornata mondiale dell’infanzia, guardiamo al futuro difendendo il presente

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Oggi 20 novembre è la Giornata mondiale dell’infanzia: lo United Nations Universal Children’s Day, istituito nel 1954. Con questa ricorrenza ogni anno si intende rendere sensibili gli adulti e promuovere la consapevolezza dei minorenni rispetto ai loro diritti e al miglioramento del loro benessere.

La Giornata coincide inoltre con il giorno di adozione da parte dell’Onu della Dichiarazione dei diritti del fanciullo del 1959 e, successivamente, con quello dell’approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989.

Il documento del 1959 ha costituito la prima dichiarazione di principi Onu formulata ad hoc per i minori di età, ma soltanto con la Convenzione di New York del 1989 gli Stati hanno assunto impegni vincolanti a tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Le istituzioni, gli adulti e gli stessi bambini e adolescenti possono svolgere un ruolo importante nel rendere la Giornata mondiale dell’infanzia rilevante per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza contenuti nella Convenzione Onu. Questo perché è operando a loro difesa nel presente che si guarda al futuro.

La Convenzione Onu su diritti dell'infanzia in parole semplici.

Carla Garlatti nuova titolare dell’Autorità garante per l’infanzia e l'adolescenza

Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il Presidente della Camera, Roberto Fico, il 13 novembre 2020 hanno nominato Carla Garlatti nuova titolare dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La notizia della decisione, presa con determinazione adottata d’intesa dai due presidenti è stata pubblicata oggi sul sito del Senato e su quello della Camera. La Garante nominata entrerà nell'esercizio delle sue funzioni dopo aver ricevuto l’autorizzazione ad andare fuori ruolo organico della magistratura da parte del Csm (Consiglio superiore della magistratura).

La Garante dura in carica quattro anni. Funzioni e compiti sono stabiliti dalla legge 12 luglio 2011, n. 112. L’Autorità opera con poteri autonomi di organizzazione, indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica. L’incarico è stato ricoperto fino all'11 ottobre da Filomena Albano subentrata al primo Garante, Vincenzo Spadafora.

La determinazione di nomina di Carla Garlatti è stata poi pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 288 del 19 novembre 2020.

(Ultimo aggiornamento 20 novembre 2020, ore 9:10)

I diritti dei bambini e dei ragazzi, corso online promosso dall'Agia per gli insegnanti

Dare voce ai bambini, diffondere la conoscenza della Convenzione di New York ed educarli ai diritti nel contesto delle nuove regole dettate dalle esigenze di contenimento della pandemia da coronavirus. Sono gli obiettivi del progetto promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti (Idi) “I diritti dei bambini. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza raccontata ai ragazzi”.

A questo scopo sarà attivo dal 9 novembre al 31 dicembre 2020 un corso online gratuito rivolto agli insegnanti della scuola primaria e delle prime classi della scuola secondaria di primo grado che mette a disposizione risorse per i docenti e materiali per gli alunni da utilizzare sia in presenza che a distanza. Sei i moduli comprensivi di tre webinar in modalità sincrona.

  • Modulo 1 presentazione del progetto e metodologia
  • Modulo 2 la logica
  • Modulo 3 l’osservazione
  • Modulo 4 fantasia, creatività, immaginazione
  • Modulo 5 curiosità e passione (webinar)
  • Modulo 6 il mondo all’aperto (webinar)
  • Verifica finale: per completare il percorso si richiede agli insegnanti di progettare un'attività sui diritti dei bambini, tra quelle proposte, e di caricare il materiale sulla piattaforma dedicata.

I webinar si terranno tutti dalle 17 alle 19: il 25 novembre (webinar di accompagnamento al percorso), il 2 dicembre (modulo 5) e il 9 dicembre 2020 (modulo 6).

Il corso avrà la durata di  25 ore, comprese anche le attività con i bambini in classe e si intenderà completato con il caricamento del progetto di ciascun insegnante. Ai docenti di ruolo registrati al percorso formativo sul portale Sofia del Ministero dell’istruzione saranno riconosciute  25 ore di formazione, a quelli non di ruolo sarà rilasciato un attestato di frequenza di  25 ore da parte di Agia e Idi.

Per maggiori informazioni e iscrizioni:  https://www.istitutodeglinnocenti.it/content/diritti-dei-bambini-al-corso-promosso-da-agia-e-istituto-degli-innocenti

Migrazione e asilo di minorenni, la strategia della Commissione europea

In occasione del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo la Commissione europea ha manifestato la volontà di rafforzare le garanzie e le norme di protezione previste dalla legislazione europea per i minorenni migranti. È stato sottolineato che tutte le decisioni che li riguardino dovranno tenere conto del loro superiore interesse e del diritto all’ascolto della persona di minore età. I rappresentanti dei minori non accompagnati dovranno essere nominati il più rapidamente possibile e dovranno disporre di risorse sufficienti. Va rafforzato l’European Network on Guardianship, la rete europea di tutela, che dovrà giocare un ruolo maggiore nel coordinamento, nella cooperazione e nel rafforzamento delle capacità dei tutori.

I minori non accompagnati e i minori di 12 anni, così come le loro famiglie, dovranno essere esentati dalle procedure di frontiera, fatte salve le ragioni di sicurezza. In tutte le altre procedure di asilo dovranno essere fornite garanzie procedurali specifiche e un sostegno supplementare. Occorrerà tener conto dei bisogni particolari dei minorenni in ciascuna fase, offrendo alternative al trattenimento, favorendo i ricongiungimenti familiari rapidi e dando ascolto alla voce delle autorità incaricate della protezione dell’infanzia.

Durante le procedure di determinazione del loro status i minorenni, sempre secondo la Commissione europea, dovranno beneficiare di un alloggio e di un’assistenza adeguati, compresa quella giuridica. Allo stesso modo dovranno avere assicurato un accesso rapido e non discriminatorio all’istruzione come ai servizi di integrazione. Un tema specifico del futuro approccio della Commissione sarà l’identificazione precoce da parte di paesi terzi di vittime potenziali della tratta di esseri umani, come indicato dalla recente Strategia dell’unione sulla sicurezza.

Diritto all’istruzione, due iniziative della Commissione europea

Sono state varate a fine settembre due iniziative della Commissione europea che puntano a incidere positivamente sul diritto all’istruzione nei paesi membri. Entrambe confluiranno nel terzo vertice europeo dell’istruzione che si terrà online il prossimo 10 dicembre. Si tratta di una comunicazione sullo spazio europeo dell’istruzione da realizzare entro il 2025 e del piano d’azione per l’istruzione digitale (2021-2027).

Lo spazio europeo di istruzione è articolato in sei dimensioni – qualità, inclusione, parità di genere, transizioni verde e digitale, istruzione e un’Europa più forte nel mondo – con soluzioni che puntano a migliorare soprattutto le competenze di base e digitali, per rendere la scuola più inclusiva e attenta alle tematiche di genere e per incrementare il successo scolastico. La comunicazione definisce mezzi e tappe per la realizzazione dello spazio europeo entro il 2025, con il sostegno del piano europeo di ripresa (NextGenerationEU) e del programma Erasmus+.

Il piano d’azione per l’istruzione digitale punta a una più stretta collaborazione tra stati, come pure con gli stakeholders e tra di essi. La crisi del coronavirus, secondo la Commissione, ha posto l’apprendimento a distanza al centro della didattica. Ed è emersa così la necessità di potenziare l’istruzione digitale. Con l’uscita dall’emergenza provocata dalla pandemia si ravvisa la necessità di un approccio strategico a più lungo termine, con due priorità: promuovere lo sviluppo di un ecosistema altamente efficiente di istruzione digitale e potenziare le competenze digitali. La Commissione creerà un polo europeo per l’istruzione digitale, chiamato a promuovere la collaborazione e le sinergie tra settori strategici del campo, istituire una rete di consulenza a livello nazionale e rafforzare il dialogo tra portatori di interessi.

Uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025: ripensare l’istruzione e la formazione per l’era digitale

Inclusione: piano Commissione europea per minorenni e popolazione Rom

Ridurre di almeno la metà il divario di povertà tra Rom e resto della popolazione. Ridurre di almeno la metà il divario nella partecipazione all’istruzione della prima infanzia. Ridurre di almeno la metà la percentuale di bambini Rom che frequentano scuole primarie segregate negli stati in cui è presente una popolazione Rom significativa. Garantire ad almeno il 95% dei Rom l’accesso all’acqua di rubinetto. Sono alcuni degli obiettivi minimi che la Commissione europea chiede agli stati dell’Unione di raggiungere entro il 2030 nel piano decennale adottato lo scorso 7 ottobre a sostegno delle persone di etnia Rom.

Il documento è articolato in sette settori di intervento - uguaglianza, inclusione, partecipazione, istruzione, occupazione, sanità e alloggi - per ciascuno dei quali vengono indicati obiettivi e raccomandazioni e contiene anche una proposta di raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea nella quale si sollecitano gli stati membri di adottare una strategia nazionale entro il 21 settembre del 2021. Gli stati vengono invitati tra l’altro a incrementare gli sforzi per contrastare il rischio di povertà e deprivazione sociale e materiale tra la popolazione Rom, ad assicurare l’accesso all’educazione e ai servizi di prima infanzia, a favorire l’uguaglianza e la non discriminazione e a promuovere la partecipazione e la consultazione delle persone Rom, comprese donne, giovani e bambini.

Sul tema era intervenuto il Parlamento europeo che, nella sessione plenaria del 17 settembre, aveva adottato una risoluzione in tema di educazione inclusiva, di sviluppo della prima infanzia e di contrasto alla discriminazione e alla segregazione. Lamentando il fatto che un numero rilevante di Rom in Europa vive in condizioni estremamente precarie, i parlamentari europei avevano chiesto alla Commissione di presentare una proposta legislativa focalizzata sul contrasto alla povertà e alla discriminazione e sul miglioramento delle condizioni di vita della popolazione Rom.

Diritto all’istruzione. Parlamento Ue: colmare il divario digitale

Il Comitato del Parlamento europeo per la cultura e l’istruzione ha lanciato l’allarme sul diritto dei minorenni all’istruzione durante i periodi di lockdown in Europa. Il 32% degli studenti in alcuni stati membri, secondo i parlamentari di Strasburgo, non ha avuto alcun accesso all’istruzione per diversi mesi.

Il timore è che questo comporterà anche una diminuzione dei livelli di reddito per un’intera generazione e avrà un impatto negativo sulla produttività e la competitività per l’intera Unione. Diventa pertanto una priorità immediata colmare il divario digitale con investimenti della Commissione in infrastrutture e strumenti, in particolare nelle aree periferiche e rurali.

"La principale lezione dalla crisi" causata dal coronavirus, secondo il Comitato, è che l'inclusione e le pari opportunità devono essere al centro delle future politiche di istruzione e formazione della Ue.

Le indicazioni sono contenute in una risoluzione del 23 settembre del Comitato adottata con 26 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astenuti. Il voto sulla risoluzione è stato calendarizzato per la seconda sessione plenaria di ottobre. La Commissione europea ha promesso di proporre un nuovo “pacchetto istruzione” per la fine del mese (aggiornamento del Digital education action plan 2018-2020).

Filomena Albano: “Dal 12 ottobre lascio l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza”

“Lunedì 12 ottobre lascerò l’incarico di titolare dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per rientrare nel ruolo organico della magistratura. Il mio incarico, della durata di quattro anni e non rinnovabile, è scaduto il 28 aprile e da quella data ho continuato a esercitare le funzioni in regime di prorogatio per garantire la continuità dell’azione dell’Autorità. Il 22 luglio scorso, poi, il Csm ha deliberato il mio rientro. L’auspicio ora è che i presidenti di Camera e Senato nominino quanto prima il nuovo Garante in modo che non si venga a creare alcun vuoto istituzionale”. Così Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

“Quelli alla guida dell’Autorità sono stati oltre quattro anni di lavoro densi e impegnativi, nei quali l’Agia ha percorso un cammino importante verso la sua graduale e progressiva definizione all’interno del sistema istituzionale. La conclusione dell’incarico arriva in un momento particolare per il nostro Paese: l’emergenza sanitaria sottolinea in maniera ineludibile il ruolo assegnato dalla legge all’Autorità. C’è bisogno di assicurare piena attuazione ai diritti di bambini e ragazzi. Occorre che le loro esigenze siano poste al centro delle scelte presenti e future. Penso in particolare agli studenti che affrontano ogni giorno le conseguenze della pandemia, ai minorenni con disabilità, a quelli che vivono in condizione di povertà, a quelli che vivono in famiglie fragili, ai minorenni migranti e ai minorenni che incrociano la giustizia, sia come autori di reato che come vittime”.

Il ruolo dell’Autorità – conclude Albano – è dunque fondamentale per il Paese per dare voce ai bambini e ai ragazzi da una posizione di terzietà. La sua piena funzionalità, così come l’indipendenza e l’autonomia, risponde inoltre a impegni internazionali dell’Italia. A ricordarlo è stato anche Comitato Onu sui diritti dell’infanzia nelle osservazioni al quinto e sesto Rapporto presentato dal Governo di febbraio 2019”.

Il decreto ministeriale che dispone il rientro in magistratura della Garante è stato pubblicato sul bollettino del Ministero della giustizia lo scorso 15 settembre. Lunedì prossimo scadrà il termine finale perché Filomena Albano riprenda servizio come magistrato.

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