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La Garante nazionale Carla Garlatti ha incontrato alla Camera il Presidente Roberto Fico

Sono gli effetti della pandemia su bambini e ragazzi il tema principale dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio a Montecitorio tra l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti e il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Nel corso colloquio si è parlato di salute mentale dei minorenni, dell’importanza del diritto all’istruzione e del ruolo svolto dalla scuola per socialità ed educazione. La Garante ha sottolineato l’urgenza di interventi per prevenire e contrastare il cyberbullismo.  “È stato un incontro cordiale –ha commentato Garlatti al termine dell’incontro – grazie al quale ho avuto modo di apprezzare la disponibilità e l’interesse del presidente Fico sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Infanzia: pandemia, educazione digitale e patti educativi al centro della Conferenza di garanzia

Si è svolta questa mattina, in modalità telematica, la XX Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza convocata dall’Autorità garante Carla Garlatti. L’organismo è costituito per legge da tutti i garanti regionali e delle province autonome. 

Tra i temi trattati nel corso della seduta: gli effetti della pandemia sui bambini e sui ragazzi, con particolare riferimento ai problemi legati alla didattica a distanza, dalla mancanza di socialità al rischio di abbandono scolastico passando per l’aumento delle situazioni di disuguaglianza legate alle difficoltà di accesso alla rete o agli strumenti digitali. È stata avviata anche una riflessione sull’ipotesi di allungare l’anno scolastico, rispetto alla quale la Garante nazionale ha osservato che entrano in gioco numerose variabili - tra cui quelle a carattere climatico - e diversi diritti, tutti meritevoli di considerazione.  

Altra questione affrontata è stata quella della necessità di investire nell’educazione digitale di ragazzi e adulti per arginare i pericoli legati a un utilizzo distorto della rete. Posta all’attenzione della Conferenza anche la tematica dell’aumento dei casi di sofferenza psichica dei minorenni, di violenza domestica e di bullismo e cyberbullismo

Incontro tra Garlatti e Consiglio dell'ordine degli assistenti sociali

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, ha incontrato ieri in videoconferenza il presidente e la vicepresidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali Gianmario Gazzi e Nunzia Bartolomei. Tra i temi affrontati nel corso del colloquio: gli effetti che la pandemia e le misure adottate per contenere la diffusione del virus hanno prodotto su bambini e adolescenti, in particolare su quelli più fragili come i minori stranieri non accompagnati. “Si è trattato di un confronto proficuo - commenta la Garante nazionale Garlatti – ai fini della promozione e dell’attuazione in concreto dei diritti dei bambini e dei ragazzi in tutto il Paese.”

Carla Garlatti ha incontrato il presidente della Rai Marcello Foa

La Garante nazionale Carla Garlatti ha incontrato negli uffici di viale Mazzini il presidente della Rai Marcello Foa. Nell’occasione si è parlato delle opportunità di proseguire la collaborazione già avviata tra Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e la televisione pubblica nelle attività di informazione e comunicazione volte a promuovere la tutela dei diritti di bambini e ragazzi. “Il ruolo della tv nel panorama dei media resta strategico - ha detto al termine Garlatti - e ho avuto modo di apprezzare l’interesse del presidente Foa rispetto alle iniziative dell’Autorità. La tutela dell’infanzia e dell’adolescenza passa anche attraverso sinergie costruttive”. 

Safer Internet Day 2021, Garlatti: “Aumentano le ore online. È urgente intervenire” 

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, ha partecipato questa mattina al “Safer Internet Day 2021” (SID 2021), la Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet. L’appuntamento, completamente online, è stato organizzato dal Ministero dell’istruzione, coordinatore del consorzio “Generazioni connesse”, Safer Internet Centre italiano, del quale è parte la stessa Autorità. In tale occasione sono state presentate le Linee di orientamento del Ministero dell'istruzione per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo e una ricerca condotta tra oltre 5 mila studenti delle Superiori da Skuola.net, dall’Università di Firenze e dalla “Sapienza” di Roma.

“Mai come nell’ultimo anno - commenta a margine Carla Garlatti - l’online è diventato centrale nella vita di bambini e ragazzi. Le ore di connessione sono aumentate a dismisura e con esse i casi di cyberbullismo e le preoccupazioni per l’uso dei dati personali e per gli effetti della didattica a distanza sui rapporti sociali e sull’istruzione. Sono loro stessi a dircelo. A ciò si aggiungono fenomeni di sovraesposizione e di accesso incontrollato ad app e social da parte dei più piccoli anche in età che gli stessi gestori delle piattaforme dichiarano inadatte, senza però aver fatto nulla per impedire che ciò accada”.  

“Diventa ancora più importante allora - aggiunge la Garante nazionale - far conoscere ai ragazzi, con parole semplici, cosa è e come si può reagire al cyberbullismo. E soprattutto incoraggiare le vittime – o chi è testimone – a parlarne con i genitori, con gli insegnanti, con gli allenatori o con gli adulti di riferimento”.  

“È urgente inoltre - conclude Garlatti - dare attuazione alla direttiva europea sui servizi dei media audiovisivi e impedire che chi ha meno di 14 anni si possa iscrivere ai social senza l’intervento dei genitori o venga in contatto con contenuti inadatti alla sua età e al suo grado di maturazione. Infine occorre potenziare l’educazione digitale dei bambini, dei ragazzi e degli stessi genitori, sempre più spesso alle prese con piattaforme e comportamenti in rapido cambiamento. Per questa ragione risultano strategiche sia l’attivazione della Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale prevista dalla legge sull’educazione civica sia l’azione sinergica promossa dal consorzio Generazioni connesse”. 

L’Autorità garante: “Subito norme che impediscano l’iscrizione dei bambini ai social da soli” 

I bambini con meno di 14 anni non devono iscriversi da soli ai social network. È urgente che sia data attuazione alle misure previste dalla direttiva europea sui servizi dei media audiovisivi. I gestori delle piattaforme devono essere costretti ad accertare seriamente l’età degli utenti: non basta un’autodichiarazione o un documento. Vanno attivati sistemi che la tecnologia consente già di utilizzare. Inoltre devono essere resi operativi meccanismi efficaci di blocco dei contenuti non appropriati”. 

A chiederlo è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che tiene comunque a ricordare quanto prezioso e di fatto irrinunciabile possa essere il web: “Senza la rete i ragazzi di Fridays for future, ad esempio, non avrebbero potuto divenire un movimento globale. Allo stesso modo, in questi giorni di pandemia, internet ha consentito loro di tenersi in contatto con gli amici, i nonni o i genitori separati. La rete, inoltre, è un mezzo prezioso per esprimersi, informarsi, apprendere e giocare. È anche uno spazio che figli e genitori possono condividere: per questo è importante che madri e padri conoscano il mondo online e che non tengano in rete comportamenti che trasmettono ai ragazzi esempi negativi”. 

Per la Garante è fondamentale che i genitori vigilino. “Non ci sono solo Tik Tok e altre app che attraggono i più piccoli, occorre anche prestare attenzione ai sistemi messaggistica, ai canali sui quali si veicolano le sfide estreme, ai giochi online che richiedono acquisti o possono avvicinare al gioco d’azzardo”. Alla base di tutto questo ci deve essere, da parte di adulti e minorenni, una maggiore consapevolezza anche delle insidie e dei rischi: “Le iniziative didattiche ed educative vanno rafforzate sin dalla scuola primaria. Occorre inoltre che sia attivata quanto prima la ‘Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale’, come previsto dalla legge 92 del 2019 che ha introdotto l’educazione digitale come branca dell’educazione civica. L’Autorità garante, che per legge è chiamata a farne parte, è disponibile a dare il proprio contributo”. 

Report: la tutela volontaria dei Msna da un punto di vista qualitativo

Sono stati pubblicati sul sito tutelavolontaria.garanteinfanzia.org i cinque rapporti di monitoraggio sul sistema di tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati in Italia. Uno, a carattere quantitativo, aggiorna il precedente rapporto diffuso nel 2019, gli altri quattro esaminano la materia sul piano qualitativo. Il primo di questi ultimi è un’indagine sui minori stranieri non accompagnati senza tutore volontario abbinato, il secondo riguarda quelli che lo hanno avuto, il terzo è specificatamente sui tutori volontari e un quarto, infine, approfondisce le relazioni interculturali. Un quinto ha invece carattere quantitativo.                   

Il monitoraggio qualitativo, avviato a novembre 2019 e concluso a febbraio 2020, ha interessato cinque regioni-pilota: Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Abruzzo e Sicilia.

Il questionario era diretto a:                            

  • tutori volontari già nominati, con o senza esperienza di tutela;
  • neomaggiorenni, con un’età compresa fra i 18 e i 20 anni con un abbinamento del tutore volontario;
  • neomaggiorenni con un’età compresa fra i 18 e i 20 anni senza un abbinamento del tutore volontario.

Hanno partecipato all’indagine qualitativa 75 tutori volontari, 62 neomaggiorenni con un abbinamento del tutore volontario e 37 neomaggiorenni senza tutore volontario per un totale di 174 persone. I tutori volontari coinvolti, nella maggior parte dei casi, sono donne (59), di età compresa tra 35 e i 54 anni di età. Gli uomini (16) appartengono proporzionalmente a una fascia di età più elevata (il 38% è tra i 65 e i 75 anni). Tra i 99 ragazzi destinatari del questionario prevale la componente maschile (90); le ragazze sono solo 9.

La quarta pubblicazione, realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano - Centro di ricerca sulle relazioni interculturali, è dedicata a indagare le seguenti aree tematiche: differenze socio-culturali, pregiudizio/razzismo, narrazione e condivisione della storia migratoria dei ragazzi.

Per quanto attiene invece al secondo “Rapporto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria”, riferito al 30 giugno 2019 e realizzato sempre con il Fondo asilo integrazione migrazione, la rilevazione quantitativa è stata condotta con la partecipazione dei tribunali per i minorenni e dei garanti regionali e delle province autonome con il supporto di unità operative locali allorché richiesto.

In particolare sono emersi i seguenti dati: sono 2960 gli aspiranti tutori volontari che risultano iscritti negli elenchi istituiti presso i tribunali per i minorenni al 30 giugno 2019. Tre tutori volontari su quattro sono donne (queste ultime toccano il 91% al tribunale di Taranto). Il 63,1% dei tutori volontari ha età maggiore di 45 anni, con un picco del 40% nella fascia 46-60 anni. La maggior parte degli aspiranti tutori volontari (78,2%) è occupata, i pensionati rappresentano il 10,8% del totale. Per lo più svolgono o hanno svolto una professione intellettuale o scientifica (53,2%), tecnica (16,9%), esecutiva nel lavoro d’ufficio (11,9%) o qualificata nei servizi o nel commercio (10,4%). È laureato il 79,5%, mentre il 19,5% è in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore.

Per consultare i rapporti:

  1. Il monitoraggio qualitativo sul sistema della tutela volontaria - Indagine sui tutori volontari
  2. Il monitoraggio qualitativo sul sistema della tutela volontaria - Indagine sui minori stranieri non accompagnati senza tutore volontario abbinato
  3. Il monitoraggio qualitativo sul sistema della tutela volontaria - Indagine sui minori stranieri non accompagnati con tutore volontario abbinato
  4. Monitoraggio qualitativo sul sistema della tutela volontaria - Minori stranieri non accompagnati: relazioni interculturali e tutela volontaria
  5. Rapporto di monitoraggio sul sistema della tutela volontaria - Aspetti metodologici e quantitativi - I semestre 2019

 

Incontro tra Carla Garlatti e il presidente del Senato Elisabetta Casellati

La titolare dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, ha incontrato questa mattina al Senato il presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nell’occasione, la Garante nazionale si è confrontata sulle tematiche e sugli ambiti prioritari di intervento per infanzia e adolescenza in Italia, settori sui quali il presidente del Senato ha un’ampia competenza. “Ho apprezzato – commenta Garlatti – l’attenzione mostrata dalla presidente Casellati in tema di promozione e tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel particolare periodo che stanno vivendo”.

(foto: ©2021 Fotografico, Senato della Repubblica Alberto de Leonardis)

Sospensione dei soggiorni solidaristici per minorenni stranieri, la risposta del Ministero

In merito alla problematica relativa ai soggiorni solidaristici di accoglienza, segnalata all’Autorità garante da numerose famiglie ospitanti, si pubblica - con il consenso del mittente - la nota chiarificatrice pervenuta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per l’approvazione dei progetti.

Leggi la nota 

 

Carla Garlatti: “Ascoltiamo i ragazzi: chiedono di andare a scuola in sicurezza”

“Gli studenti hanno diritto di andare a scuola in sicurezza. Se si prendono le necessarie precauzioni il rischio negli istituti si riduce: il problema è arrivarci. Servono interventi efficaci che tengano conto delle esigenze dei ragazzi, valutando ciò che è meglio per loro. Sulle decisioni che li riguardano, finora non sono stati ascoltati. Adesso hanno alzato la voce e vanno presi nella giusta considerazione”. Così Carla Garlatti, titolare dell’Autorità per l’infanzia e l’adolescenza.  

Il ricorso alla didattica a distanza, inoltre, va contenuto per quanto possibile, visto che le ricadute negative sono numerose: i ragazzi perdono la preziosa opportunità di stare con i coetanei, anche di litigarci, e di confrontarsi con adulti che non siano i loro genitori. Aumentano i rischi di dispersione e le differenze sociali. Mi preoccupano in particolare gli studenti con disabilità, che hanno risentito pesantemente degli effetti della pandemia”. 

“Se guardiamo al futuro – conclude la Garante nazionale – i ragazzi, i bambini e i loro genitori hanno bisogno di certezze, in particolare rispetto al calendario scolastico in presenza e a distanza e rispetto alle modalità di svolgimento degli esami di fine anno. La tutela del diritto all’istruzione, in un equilibrato bilanciamento con quello alla salute, coinvolge le persone di minore età di tutta Italia e, come ho avuto modo di constatare, è una questione fortemente sentita anche dai garanti regionali e provinciali”.

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