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Benessere dei minorenni, incontro tra l’Autorità garante e il Consiglio nazionale degli psicologi 

I disagi che stanno emergendo tra i minorenni a seguito delle misure restrittive introdotte per contenere la pandemia da coronavirus sono stati oggi al centro di un incontro tra l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop). L’attenzione della Garante nazionale Carla Garlatti e del presidente del Cnop, David Lazzari, si è rivolta in particolare ai tanti bambini e ragazzi che, pur non avendo patologie psichiatriche, stanno soffrendo disagi profondi sul piano psicologico. In occasione del confronto si è parlato anche delle collaborazioni in atto tra ordine degli psicologi e Ministero dell’istruzione e delle possibili sinergie con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.   

La Conferenza di garanzia verso un documento su scuola, diritti dei minori e pandemia 

È stato il diritto all’istruzione e all’educazione dei minorenni in Italia durante la pandemia il tema al centro della XXII Conferenza nazionale di garanzia. Presenti 14 garanti regionali e delle province autonome. A presiedere l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti. Al termine la Garante nazionale ha deciso di avviare l’elaborazione di un documento partecipato e condiviso da sottoporre all’attenzione del Ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi.

La seduta è stata convocata dalla Garante nazionale di fronte alle preoccupazioni, manifestate dai garanti regionali, circa la condizione psicofisica dei bambini e dei ragazzi. Una condizione che ha appena fatto i conti con l’ingresso della maggioranza delle regioni in zona rossa e l’attivazione della didattica a distanza. Tra i temi discussi la ripresa delle lezioni, le soluzioni per assicurare in sicurezza salute, socialità e istruzione e anche l’accesso a parchi e giardini. All’uso delle mascherine da parte dei più piccoli sarà dedicata una prossima seduta della Conferenza.

Tommy e Ollie, app per insegnare ai piccoli pazienti la Carta dei diritti dei bambini in ospedale

Si chiamano Tommy e Ollie i simpatici personaggi protagonisti della app in realtà aumentata che guiderà bambini e ragazzi alla scoperta della Carta dei diritti del bambino in ospedale, un documento che rappresenta una vera e propria pietra miliare per la pediatria e che è importante rilanciare con forza. Attraverso il gioco, e con un linguaggio semplice e accattivante, i piccoli pazienti prenderanno consapevolezza dei loro diritti, durante il periodo delicato della malattia e del ricovero. Il testo della Carta originale è stato riscritto per l’occasione dalla Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, un gruppo di giovani dai 13 ai 17 anni, in modo da essere facilmente comprensibile per bambini e adolescenti.

L’applicazione, pensata per tutti gli smartphone, viene lanciata oggi da Aopi, Associazione ospedali pediatrici italiani e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia).

Da oggi, in ognuna delle strutture che fanno parte di questa rete nazionale, saranno disponibili coloratissime brochure per spiegare ai bambini tutti i principi contenuti nella Carta che li vede protagonisti. Cliccando sul Qr Code presente su ogni opuscolo, sarà possibile scaricare la app che consentirà una visita guidata da Tommy e Ollie attraverso i diritti dei bambini in ospedale. Lo stesso codice sarà ben visibile su grandi totem posti in punti strategici degli ospedali frequentati dai piccoli e dalle loro famiglie e sarà disponibile sugli store IOS e Android. Inquadrando il singolo articolo i due personaggi prendono vita nello schermo per illustrare ai bambini il contenuto di ogni diritto.

Un’azione di promozione e sensibilizzazione fondamentale soprattutto in un momento delicato quale è quello della pandemia.

“La Carta dei diritti può essere finalmente letta anche con gli occhi di un bambino - commenta la Garante nazionale Carla Garlatti - Grazie infatti alla app Tommy e Ollie e alla traduzione compiuta da ragazzi per ragazzi, il documento è ora visibile da una prospettiva rovesciata: quella dei piccoli pazienti, che possono così prendere consapevolezza dei loro diritti in ospedale. È un ulteriore passo che compiamo insieme ad Aopi affinché quei principi trovino concreta attuazione. E sarà importante registrare le risposte che arriveranno nel tempo dal questionario incluso nella app e rivolto ai giovani utilizzatori”.

La pandemia e la necessità di regole più stringenti per garantire la sicurezza degli ospedali – spiega Alberto Zanobini, presidente di Aopi – rischiano di compromettere alcune delle preziose conquiste che abbiamo raggiunto in questi anni sul fronte dei diritti dei piccoli pazienti. Oggi più che mai, quindi, dobbiamo ribadire l’importanza di questi principi e lavorare in sinergia per garantirli a tutti i bambini”.

Aopi è un’associazione che da oltre quindici anni riunisce i cinque ospedali pediatrici più avanzati a livello nazionale, i maggiori dipartimenti pediatrici italiani, oltre ai presidi ospedalieri pediatrici presenti all’interno di policlinici. La missione di Aopi è quella di sostenere le iniziative degli ospedali pediatrici volte a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria erogata a bambini e adolescenti, portando avanti una battaglia per i diritti dei più piccoli e le loro specifiche esigenze.

La Carta dei diritti dei bambini in ospedale 

Il ricovero in ospedale rappresenta per il bambino una brusca, e spesso dolorosa, interruzione della vita quotidiana. Alla sofferenza provocata dalla malattia, si aggiunge il disagio per lo stravolgimento di abitudini e punti di riferimento. Da tempo, gli studi scientifici hanno evidenziato l’importanza di garantire ai piccoli pazienti tutta una serie di attenzioni che permettano loro di vivere nel modo più sereno possibile una condizione già difficile. Nel 1988, a Leida, fu redatta la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale, un punto di riferimento ormai imprescindibile per chi è chiamato a curare i più piccoli. Ora Aopi si impegna a far conoscere in modo sempre più capillare i diritti enunciati dalla Carta e a garantirli a tutti i bambini e i ragazzi che fruiscono delle prestazioni sanitarie erogate, senza alcuna distinzione.

La rete Aopi dove sarà attiva la app.  Aderiscono alla rete Aopi l’I.R.C.C.S. Istituto Giannina Gaslini di Genova, l’I.R.C.C.S. Ospedale Bambino Gesù di Roma, l’I.R.C.C.S. Istituto per l’Infanzia Burlo Garofolo di Trieste, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer di Firenze, l’Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon di Napoli, il Presidio pediatrico Regina Margherita A.O.U. Città della Salute di Torino, il Presidio Ospedaliero Salesi A.O.U. Umberto I Salesi Lancisi di Ancona, il Presidio pediatrico Ospedale dei Bambini A.S.S.T. Spedali Civili di Brescia, il Presidio pediatrico Di Cristina ARNAS Civico di Cristina Benfratelli di Palermo, il Presidio pediatrico Giovanni XXIII A.O. Policlinico di Bari, il Presidio pediatrico Ospedale infantile Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, il Dipartimento Mamma-Bambino A.O. di Padova, il Dipartimento pediatrico A.O. Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, il Dipartimento materno infantile A.O.G. Martino di Messina, il Dipartimento materno infantile A.S.S.T. Sette Laghi di Varese.

La pagina del sito Aopi dedicata alla app

Mutilazioni genitali femminili, incontro della Garante nazionale Garlatti con Amref 

Il tema delle mutilazioni genitali femminili è stato al centro dell’incontro che si è tenuto ieri in videoconferenza tra la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, e una delegazione di Amref Health Africa. In rappresentanza dell’organizzazione erano presenti Paola Magni, referente per i progetti di contrasto alle mutilazioni genitali femminili e Renata Torrente, responsabile area programmi Italia- Amref Italia. 

In Italia, secondo una stima contenuta in un’indagine dell’università Milano Bicocca, finanziata dal Dipartimento delle Pari Opportunità, le donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili sono circa 90 mila, di cui 5-7mila minorenni. È emerso, inoltre, che sarebbero circa 4600 le bambine a rischio presenti nel nostro Paese. Il numero così elevato risente dei flussi migratori che hanno interessato negli ultimi decenni l’Italia, in particolare da alcuni Paesi in cui tale pratica è diffusa.  

“Si tratta di un problema che sta particolarmente a cuore all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e sul quale intendiamo intervenire” ha sottolineato al termine Garlatti. “Un ambito nel quale è necessario svolgere attività di sensibilizzazione, dare applicazione alle norme e alle linee guida per il riconoscimento precoce delle vittime di mutilazioni genitali femminili o altre pratiche dannose che sono state adottate dall’Italia e concentrare l’attenzione sul fenomeno per come si manifesta nel territorio nazionale e in quello europeo”. 

Insediata la nuova Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante

Si è insediata questo pomeriggio la nuova Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Si tratta di 26 ragazzi tra i 14 e i 17 anni – 14 maschi e 12 femmine, di origine italiana e straniera – che saranno consultati dalla Garante nazionale sui temi e sui diritti che riguardano la vita di bambini e adolescenti in Italia. A salutare i componenti della Consulta, riuniti in videoconferenza per l’open day, la giornata inaugurale, è stata la stessa Carla Garlatti

“Quello della Consulta delle ragazze e dei ragazzi è un apporto prezioso, non solo per l’Autorità garante, ma per il Paese, in quanto rappresenta un esperimento di partecipazione che sarà riprodotto su scala nazionale” commenta a margine Garlatti. “Durante la prima fase della pandemia i minorenni non sono stati ascoltati abbastanza e ora che dobbiamo iniziare a guardare al domani è indispensabile che siano coinvolti nella progettazione del loro futuro oltre che nell’affrontare le sfide e le difficoltà del presente”. 

Da oggi i lavori iniziano con un appuntamento settimanale – sempre online – di due ore e con un calendario di temi che spaziano dal mondo scolastico all’educazione all’affettività e alla prevenzione della violenza domestica, dall’ambiente ai processi migratori, dal digitale agli effetti della pandemia sui minorenni. A questi si aggiungeranno altri argomenti proposti dagli stessi ragazzi. 

La Consulta dibatterà temi all’attenzione dell’Autorità esprimendo pareri, raccomandazioni e approfondimenti sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Prevista anche la partecipazione a giornate di studio ed eventi. La struttura interna prevede la presenza di un portavoce, di peer educator (neo maggiorenni che hanno fatto parte della precedente Consulta) e una segreteria, gestita dagli stessi ragazzi. Nelle attività di team building e nello svolgimento dei compiti i ragazzi saranno supportati da due funzionarie dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Introdurranno le tematiche esperti esterni all’Agia

Incontro tra l’Autorità per l’infanzia e il Garante nazionale delle persone private della libertà  

Incontro questa mattina tra l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti e il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Mauro Palma. Nel corso del confronto sono stati toccati numerosi temi di competenza di entrambe le figure di garanzia: dalle comunità per minorenni e agli istituti penali minorili, dalle questioni legate alle procedure di accertamento dell’età dei minori stranieri che arrivano in Italia alle esigenze dei figli delle persone detenute e dei bambini che vivono in carcere con le loro madri. E ancora: formazione del personale che lavora a diretto contatto con i minori e Istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam). “È stata una preziosa occasione per avviare un dialogo e un confronto con il Garante Palma su questioni condivise e di fondamentale importanza che coinvolgono i diritti delle persone di minore età in tutte le circostanze in cui si trovano alle prese con le limitazioni della libertà personale, proprie o dei loro genitori” ha commentato Garlatti al termine dell’incontro. 

Autorità garante e UNHCR insieme per la protezione dei minori stranieri non accompagnati

L’Autorità garante per l’infanzia e l'adolescenza e UNHCR – l’Agenzia ONU per i rifugiati, hanno firmato oggi un protocollo d’intesa per promuovere iniziative congiunte finalizzate alla protezione dei minori stranieri arrivati soli in Italia. La collaborazione, nata nel 2017, mira a garantire un piano di interventi volti alla promozione e all’attuazione dei principi espressi dalla Convezione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

In particolare si attueranno misure volte ad assicurare:

  • il diritto all’ascolto e alla partecipazione dei minori accolti nelle strutture d’accoglienza e negli insediamenti informali dal Nord al Sud Italia attraverso delle visite per valutare i loro bisogni e ascoltare le loro proposte;
  • il supporto alla Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, esempio pratico dell’applicazione del diritto all’ascolto del minore, per favorire l’inclusione dei minori richiedenti asilo e rifugiati;
  • il rafforzamento delle conoscenze dei tutori volontari, con una specifica attenzione ai temi delle persone con esigenze particolari e sopravvissute alla violenza di genere.

“Si tratta della prosecuzione di un percorso con UNHCR che ha già portato a positivi risultati negli anni scorsi – ha commentato la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti – Da un lato, si offrono opportunità di ascolto e partecipazione ai ragazzi nei procedimenti che li riguardano, dall’altro si acquisisce consapevolezza delle loro storie, dei percorsi che hanno affrontato, e delle aspettative e difficoltà che vivono in Italia. Tutti elementi preziosi per dare risposte adeguate ai loro bisogni, con in più quest’anno una particolare attenzione a chi ha vissuto esperienze di violenza di genere”.

“L’UNHCR In Italia è impegnato nella protezione dei minori soli su molti fronti, lavoriamo per migliorare il sistema di accoglienza, sostenere l’istituto della tutela volontaria, siamo presenti alle frontiere per sostenere i minori in transito e lavoriamo per rafforzare la partecipazione attiva di ragazzi e ragazze ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia la Santa Sede e San Marino. “La collaborazione con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza rappresenta un importante contributo affinché le loro aspirazioni possano realizzarsi pienamente".

I minori stranieri non accompagnati arrivano in Italia dopo lunghi viaggi durante i quali sono stati esposti a violenze, abusi e sfruttamento. La corretta determinazione dell’età, una comunicazione tempestiva di informazioni a misura di bambino e un sostegno efficace per la transizione all’età adulta, rappresentano alcune tra le principali sfide da affrontare per garantire loro un percorso di autonomia e successo.

(foto © UNHCR/Jordi Matas)

Garante infanzia a Ministro Stefani: misure per i minori disabili durante la pandemia  

“La pandemia ha avuto un impatto pesante sul benessere psichico dei minorenni e tra questi, in particolare, quelli con disabilità. Per questo è necessario che l’Italia inserisca nel Recovery Plan misure di rafforzamento dei servizi di neuropsichiatria per bambini e ragazzi. Sempre nel Recovery Plan dovrebbero trovare posto anche gli stanziamenti per realizzare in maniera omogenea nella penisola spazi per il gioco e lo sport inclusivi per minorenni con disabilità, realizzando tra l’altro una proposta già formulata dall’Autorità garante”. 

Carla Garlatti, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, riassume così le richieste al Governo per i minorenni presentate in un incontro con il Ministro per le disabilità Erika Stefani. L'Autorità garante aggiunge: “La Dad poi, stando a quanto ci dicono gli studi, ha lasciato indietro un alunno con disabilità su quattro, vale a dire il 23%, con maggiori tassi di esclusione nelle regioni del Sud. Se è vero che agli studenti disabili è stato consentito di frequentare le lezioni in classe, le scuole andrebbero sollecitate a farlo e soprattutto a perseguire l’obiettivo della socializzazione e dell’inclusione. Andrebbe assicurata la presenza in classe e la partecipazione di un gruppo di compagni”. 

La Garante nazionale ha inoltre chiesto che l’Autorità sia inserita come invitato permanente nell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, una partecipazione ad oggi non prevista.  Infine Garlatti ha rinnovato l’esigenza che il Parlamento vari una legge per l’istituzione di una banca dati dei bambini e dei ragazzi con disabilità, valorizzando un progetto dell’Istat. “Questo strumento avrebbe un impatto diretto – sottolinea Garlatti – sia sulle politiche scolastiche, sia sulla programmazione di politiche sociosanitarie, educative e assistenziali nei singoli territori”. 

8 marzo, l’Autorità garante: introdurre a scuola l’educazione all’affettività e alla parità di genere

“È tempo di introdurre nei programmi scolastici i temi relativi all’educazione all’affettività e alla parità di genere. Il rispetto nei confronti delle donne, dei loro diritti e delle pari opportunità si impara da piccoli e va coltivato nel tempo”. Così Carla Garlatti, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, in occasione della Giornata internazionale della donna che si celebra l’8 marzo.

“La pandemia ha fatto emergere fenomeni preoccupanti. Durante il lockdown le chiamate al 1522, il numero antiviolenza del Dipartimento per la famiglia e le pari opportunità, sono cresciute in una misura che non ha paragone negli anni precedenti. A tale aumento, come ha rilevato l’Istat, non è corrisposto tuttavia un incremento delle denunce. Non solo bisogna costruire sin da bambini una cultura della parità di genere, ma è indispensabile anche insegnare a non avere paura o vergogna di denunciare”.

“La scuola – conclude Garlatti – ha un ruolo fondamentale per intercettare segnali di maltrattamento e abusi in famiglia. La pandemia ha ridotto le occasioni di socialità e le opportunità di dialogo con gli insegnanti: si tratta di un effetto preoccupante, poiché potrebbero essere sfuggite situazioni di difficoltà che hanno coinvolto minorenni. Non penso solo alle violenze psicologiche e fisiche, ma anche altri gravi fenomeni dei quali sono vittime bambine e ragazze come ad esempio i matrimoni forzati. Sarebbe utile che le scuole si attivassero per superare questa difficoltà, creando quanto più possibile occasioni di dialogo e confronto. Inoltre è auspicabile la presenza in ogni istituto scolastico di una figura che dia supporto psicologico, educativo e di orientamento alle bambine e ai bambini in difficoltà”.

La Garante Carla Garlatti ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti è stata ricevuta questa mattina al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Ho apprezzato il grande interesse e la sensibilità mostrati dal Presidente per i temi dell’infanzia e dell’adolescenza anche in riferimento alla particolare situazione prodotta dalla pandemia”, ha commentato a margine dell’incontro Garlatti. (foto: Quirinale) 

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