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Settima tappa del Tour #dirittialfuturo a Catanzaro e Scalea

La tappa calabrese è iniziata dalla Comunità ministeriale di Catanzaro che ospita ragazzi in misura cautelare o in esecuzione pena, è proseguita all’Istituto penale per minorenni Silvio Paternostro di Catanzaro, dove stanno inaugurando nuovi spazi per le attività e la formazione e si è conclusa a Scalea dove si stanno realizzando due progetti sviluppati da Save the children.

Alla Comunità ministeriale è il direttore a fare da Cicerone e a trasmettere tutto il suo entusiasmo “di padre” perché i ragazzi sono felici della visita: «Guardate che sono forti i miei ragazzi. Sono bravi, si impegnano i miei ragazzi». I ragazzi raccontano le loro giornate e mostrano con orgoglio il laboratorio dedicato all’arte del riciclo dove fogli di vecchi giornali, locandine, brochure e pezzi di legno possono trasformarsi in cesti di fiori.

All’Istituto Penale Minorile di Catanzaro la vita è tanto diversa, qui i ragazzi vivono nelle celle. Sanno che quello che hanno fatto era meglio non farlo: «adesso l’ho capito», dice un ragazzo che sta per uscire, «tornerò qui per salutare tutte le persone che mi hanno aiutato». I ragazzi hanno fatto tante domande al Garante e gli hanno parlato dei loro progetti, dei loro desideri, delle loro fidanzate, dei loro bambini e della loro voglia di riscatto. «Il riscatto arriverà, non mi arrendo, sono ancora giovane», dice uno di loro prima di salutare.

Al Punto Luce di Scalea, tra maestre, operatori, volontari, un’onda di bambini e bambine sequestra il Garante, gli mostra quello che resta dell’Ecomuseo e gli racconta le leggende e le storie del luogo. Poi partono le domande a raffica, parlano di diritti. Qualcuno gli chiede: «Vincenzo, tu sei il Babbo Natale dei diritti?», e ancora: «Ma tu dove li metti questi diritti? Per caso li incolli sulle leggi?». Anche se gli adulti ridono, i bambini vogliono sapere. E il Garante non si sottrae.

«Abbiamo una grossa responsabilità nei confronti di bambini e ragazzi. Dovremmo stare più attenti, essere più recettivi, più disponibili e sempre pronti ad ascoltarli. Mi auguro, al di là del mio ruolo istituzionale, che il Governo arrivi ad affrontare il tema dell’infanzia, e più in generale dei minorenni, con interesse ed impegno, al fine di tutelare e proteggere la loro dignità e la loro forza perché ci mettono veramente passione nelle cose che fanno. Ci credono col cuore. Non dobbiamo deluderli. Dobbiamo soltanto impegnarci di più”.

Qui il racconto completo del nostro viaggio in Calabria; anche in questa tappa, i giovani di Radio Kreattiva (la realtà web nata a Bari diventata modello di riferimento nazionale per la combinazione tra nuovi media, giovani e cittadinanza attiva) hanno seguito con entusiasmo e passione il #dirittialfuturotour.

Il nostro viaggio continua: martedì 24 saremo a Senigallia. Alla Rotonda a mare incontreremo, insieme all'Ombudsman delle Marche Italo Tanoni, circa 150 ragazzi, tra cui i sindaci dei Consigli comunali dei ragazzi che hanno aderito al progetto "Città sostenibili amiche dei bambini e degli adolescenti", promosso da Ombudsman, Legambiente e Unicef.

«Il buon governo della cosa pubblica è importante per far funzionare la società», sottolinea Spadafora. «Sono felice di incontrare dei giovani sindaci che magari domani saranno la classe dirigente del Paese.» Le Marche si sono distinte per il progetto "Città sostenibili" che ha portato a istituire il primo elenco ufficiale di amministrazioni virtuose nella tutela dei diritti dei minorenni che si sono impegnate formalmente a garantirgli il diritto alla partecipazione e all'ascolto nelle scelte politiche che li riguardano. L'impegno per il futuro è quello di ampliare l'elenco delle città, grazie anche al contributo di due nuovi partner entrati nel progetto: l'Ufficio scolastico regionale e la Regione Marche, con gli assessorati ambiente, cultura, istruzione e servizi sociali.

Sabato 21 a Napoli anche il Garante all’incontro con Papa Francesco

Le parole pronunciate dal Pontefice nell’udienza generale del mercoledì sono arrivate come un prezioso viatico non solo per l’incontro di sabato ma anche per l’intera attività dell’Autorità garante.
“Una società si giudica in base a come tratta i bambini. I bambini portano vita, allegria, speranza, anche guai, ma la vita è così, certamente anche preoccupazioni e a volte tanti problemi, ma è meglio una società con questi problemi e queste preoccupazioni che una società triste e grigia, perché rimasta senza bambini. I bambini sono una ricchezza per la Chiesa e l'umanità".
Noi ci battiamo ogni giorno perché bambini e ragazzi siano considerati un bene prezioso sul quale investire e perché questo si traduca in politiche sociali che, tenendo conto dei loro bisogni, li facciano crescere cittadini consapevoli, persone con senso di responsabilità e valori, classe dirigente.

Sabato prossimo, in occasione della visita di Papa Francesco a Napoli, il Garante parteciperà all’incontro con i giovani che animeranno la Rotonda Diaz. L'arrivo del Pontefice, previsto alle ore 17,  sarà anticipato da una lunga riflessione sui tre temi contenuti nella Lettera pastorale dell’Arcivescovo “Dar da mangiare agli affamati”. Ognuno dei tre momenti sarà introdotto da un breve video di circa un minuto e mezzo, uno spot che aprirà poi alle testimonianze dal palco. Ed è proprio nel momento “più popolare” della visita, nel corso della quale il Pontefice incontrerà giovani, famiglie e anziani, che Spadafora parlerà loro della “fame di futuro”, uno dei tre temi – insieme a fame di pane che è anche la mancanza lavoro e fame di giustizia che è anche voglia di legalità e fame di futuro.
In tribuna ci saranno 350 ragazzi di sei bande musicali: sono i giovani musicisti, dagli 8 ai 15 anni, del progetto “Canta, suona e cammina” che Curia e Regione Campania hanno voluto per dare a ragazzi di quartieri difficili un'occasione di crescita culturale e di avvicinamento alla musica. Per i ragazzi, selezionati lo scorso anno tra parrocchie e associazioni nei quartieri popolari di Napoli, Afragola, Ercolano e Torre del Greco, sarà la prima esibizione ufficiale. Una delegazione di bambini delle bande sarà sul palco del Papa assieme al Garante.

***aggiornamento del 21 marzo***

Spadafora obbligato a rinunciare all'incontro di Napoli con il Papa. Per un malore.

Avrebbe dovuto parlare di «Fame di futuro» ai giovani raccolti a Napoli in attesa di incontrare Papa Bergoglio. E invece Vincenzo Spadafora, Garante per l'infanzia e l'adolescenza, ha dovuto rinunciare, perché costretto da un malore. «Un dispiacere enorme», l'unico suo commento. Da quando la Curia aveva annunciato il suo intervento all'incontro tra il Papa e i giovani alla Rotonda Diaz, a Spadafora sono arrivati migliaia di messaggi perché rappresentasse i giovani e la loro giusta fame di futuro. 

Sesta tappa del Tour #dirittialfuturo ad Acireale e Santa Venerina

Eccoci a Santa Venerina, in provincia di Catania, per conoscere una famiglia speciale. Perché pensiamo sia importante raccontare quello che ultimamente la cronaca tace, ovvero quanto possa essere positiva una casa famiglia.

Prima però abbiamo fatto visita all’Istituto penale minorile di Acireale dove, accanto a programmi di trattamento individualizzati, convivono progetti educativi collettivi, attività ricreative, inclusione lavorativa e progetti professionalizzanti che permettono di far uscire in permesso premio i ragazzi che ne hanno le possibilità dal punto di vista giuridico. Ad accoglierci la direttrice Carmela Leo, i ragazzi, insieme agli educatori, al Comandante e agli agenti. La cucina, la biblioteca (creata da zero raccogliendo libri in giro e arrivata a 2mila volumi), la palestra con gli attrezzi, la sala teatro tutta in legno (fatta dagli stessi ragazzi), la falegnameria, il laboratorio di ceramica, le aule didattiche dove i ragazzi imparano la scrittura e l’astronomia. Si percepisce “fisicamente” il senso della rieducazione, della riflessione sugli errori, della possibilità di ricostruire la propria vita; il senso della seconda occasione che tutti hanno il diritto di avere. “Il contenimento, le regole, per alcuni dei ragazzi sono un’esperienza nuova e positiva, che dà l’opportunità di fermarsi e riflettere, di capire dove si vuole andare e di ripartire” ci dice la Direttrice.

La casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII è abitata da una famiglia speciale: mamma Laura, papà Marco e 16 figli, una tribù accogliente e solidale, dove ognuno ha il suo posto e tutti si sostengono. E tutti vogliono raccontare e vogliono anche sapere chi è il Garante, cosa fa, per quale squadra tifa... “ma tu sei il garante o il galante dei bambini?” chiede uno dei più piccoli. Oltre alla casa vera e propria, c’è la cooperativa sociale “Ro’ la formichina”, una falegnameria dove i ragazzi che fuori non troverebbero mai un impiego hanno la possibilità di riscattarsi attraverso il lavoro e il recupero della dignità. E poi c’è il centro aggregativo diurno “Geremia” dove gli “ex” bambini della casa che hanno terminato gli studi possono continuare a impegnarsi in modo creativo, restando protagonisti della propria vita, mettendo in gioco le loro tante (e non diverse) abilità, creando ri-manufatti con materiali da riciclo, come borse e libri di stoffa per bambini. Intorno alla casa famiglia c’è tutta la comunità di Santa Venerina che “non è un contenitore di problemi, ma un luogo che aiuta a crescere anche le altre famiglie, sia i bambini, sia gli adulti”, come ci ha detto il Sindaco Salvatore Greco.

Qui il racconto completo del nostro viaggio in Sicilia; anche in questa tappa, i giovani di Radio Kreattiva (la realtà web nata a Bari diventata modello di riferimento nazionale per la combinazione tra nuovi media, giovani e cittadinanza attiva) hanno seguito con entusiasmo e passione il #dirittialfuturotour.

Il nostro viaggio continua: martedì 17 e mercoledì 18 marzo andiamo in Calabria. Visiteremo la Comunità ministeriale di Catanzaro che ospita ragazzi in misura cautelare o in esecuzione pena. Li incontreremo e ascolteremo le loro parole, i loro desideri e sogni per il futuro. Il giorno successivo andremo all’Istituto penale per minorenni Silvio Paternostro di Catanzaro, dove stanno inaugurando nuovi spazi per le attività e la formazione, e poi a Scalea, per vedere che bello è imparare giocando. In un territorio difficile (ricordiamo che il Comune è stato sciolto per mafia a luglio del 2013) il Garante avrà modo di incontrare ragazzi e ragazze presso l’Ecomuseo (bene confiscato alla mafia), sede del Centro Educativo Fuoriclasse, una delle attività realizzate nell’ambito dei primi due anni di progetto che si è ampliata in un Punto Luce di Save the Children. Parlando con loro, il Garante avrà anche modo di capire come i giovani che trovano le maggiori difficoltà a scuola sono riusciti a ritrovare la loro strada attraverso la partecipazione al programma Fuoriclasse che supporta attività per motivare allo studio e all’apprendimento (articolo 28 della CRC). Non potranno mancare i giovani reporter di Radio Kreattiva, Valentina e Sabrina.

Una città che educa

 

Una città è formata dai cittadini e dalle istituzioni che a vario titolo vi operano. Quindi tutta la città educa perché, al proprio interno, ciascuno risulta reciprocamente responsabile, competente e coinvolto nei percorsi educativi.

Questo il concetto chiave alla base di Palermo Città Educativa, il percorso promosso dal Garante comunale per l’infanzia e dall’Amministrazione comunale di Palermo, dall’Università di Palermo, dalle Direzioni regionale e provinciale dell’Ufficio scolastico regionale di Sicilia, dall’APPI e dal CeSVoP che hanno realizzato un Festival, le cui idee sono state sintetizzate in un Patto, proclamando il 2015 Anno di Palermo Città Educativa. L’iniziativa è nata dall’incontro tra le proposte di alcune organizzazioni di volontariato impegnate nel campo educativo e nei quartieri e la disponibilità dell’amministrazione comunale ad aprire un confronto articolato e aperto a tutti sui temi della cittadinanza e dell’attenzione ai più piccoli.

Il Festival della Città Educativa, in particolare, si è caratterizzato come laboratorio sul mondo dell’infanzia e dell’adolescenza incentrato sulla condivisione del “sapere”, del “saper fare” e del “saper essere” che, combinati, hanno portato all’elaborazione del Progetto Educativo Integrato. Obiettivo strategico alla base del Progetto è la creazione di un movimento culturale basato sui principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e portatore della mission del Festival: lo sviluppo di un modello di società basata sull’ascolto dei bambini e dei giovani.

Oggi a Palermo, nella Sala Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa, il Progetto per Palermo Educativa è stato sottoscritto anche dal Garante Spadafora a riprova della rilevanza nazionale e non solo locale del Festival della Città Educativa e del modello partecipativo che ha prodotto in termini di impegno concreto e di progettualità da parte delle varie realtà cittadine. «Un ottimo lavoro di condivisione e di concertazione – ha sottolineato Spadafora. E' già un grande risultato aver messo insieme Istituzioni, operatori, educatori e ragazzi per un progetto educativo. La Convenzione ha un senso se orienta le scelte concrete e in questo caso ispira l’intero impianto della proposta, che individua azioni di sistema sulla base di un approccio olistico. Noi continueremo a seguire il progetto nelle fasi successive e a farlo conoscere e mi auguro che voi continuerete con determinazione su questa strada: è un laboratorio prezioso per coniugare un chiaro orizzonte di riferimento fondato sui diritti dei bambini e degli adolescenti con la concreta possibilità di compiere passi determinati in quella direzione.»

Hanno aderito anche la Prefettura, il Tribunale dei Minorenni, la Questura e le forze di polizia, la Caritas diocesana, il Forum del Terzo settore, gli istituti penali, ordini professionali, centri formativi e istituzioni culturali, enti regionali, istituti scolastici, associazioni imprenditoriali, organizzazioni di volontariato, imprese sociali, istituzioni e realtà territoriali, organizzazioni no-profit, ecc. Una rete destinata ad ampliarsi sempre di più e che vede il coordinamento di Assessorato comunale alla Scuola e Assessorato comunale per la Cittadinanza sociale con la segreteria tecnica del CeSVoP.

Smettiamo di chiamare l'azzardo un gioco!

Centinaia di migliaia di italiani ogni giorno contribuiscono in maniera decisiva ad un solo obiettivo: salvare il nostro Paese da una procedura per deficit eccessivo a Bruxelles. Lo fanno giocando alle slot machine e alle videolotterie che nel 2013, come più o meno lo scorso anno, hanno reso allo Stato 4,3 miliardi di euro di entrate (fonte Agenzia delle Dogane e Monopoli di Stato). Sono gli avventori dell’azzardo di Stato, un universo basato su un sistema di concessioni pubbliche senza paragoni al mondo, a loro insaputa eroi della crisi finanziaria perché hanno salvato i soldi pubblici. È con questa immagine fortissima (tratta da un articolo di Repubblica) che il Garante Spadafora ha aperto il suo intervento al convegno di Torino su minori e gioco d’azzardo, organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte e dall’Osservatorio sul fenomeno dell’usura.

L’Autorità garante sta seguendo, con grande attenzione e da tempo, il rapporto che esiste fra gioco d’azzardo e adolescenti. Qualche mese fa abbiamo chiesto a centinaia di ragazzi cosa ne pensavano del gioco d’azzardo e molti di loro ci hanno risposto che preferirebbero di gran lunga avere, vicino la propria scuola, spazi culturali, librerie, cinema, luoghi dove ascoltare musica, invece che sale giochi e slot machine (solo per citarne alcune). Dal sondaggio però sono emersi anche segnali di allerta: gli adolescenti, purtroppo, sanno come giocare d'azzardo; prediligono le scommesse sportive tanto che sono i siti sportivi a farli avvicinare; ne vengono a conoscenza per lo più attraverso la pubblicità televisiva.

Ma, «prima di chiedere ai ragazzi di fare attenzione e di fargli capire quanto sia pericoloso l'azzardo, non dovemmo forse chiederci dove sono le vere responsabilità? A fronte degli incassi, lo Stato cosa dà ai cittadini visto che in questi ultimi anni ci sono stati tagli alla scuola, alla sanità, al sociale? Lo Stato chiede ai ragazzi di fare la loro parte, ma ha fatto la sua?» Queste le domande che Spadafora ha rivolto a sé stesso e alla platea. Non senza provare a dare una risposta, tanto semplice quanto disattesa: garantire il diritto al gioco e alle opportunità di svago e socializzazione a tutti i ragazzi anche per combattere l’idea che l'azzardo sia una forma di trasgressione o un modo per arginare la solitudine. 

 

Quinta tappa del Tour #dirittialfuturo a Torino

Giovani vite raccontate nei libri, giovani vite vissute e sofferte. È questo che riportiamo nel bagaglio della tappa di Rimini, dove abbiamo incontrato i volontari di Mare di libri, l’unico festival di letteratura dedicato ai ragazzi e gestito interamente da loro, e la realtà straordinaria di Agevolando, che offre sostegno emotivo e socializzazione, aiuto, protagonismo e partecipazione per giovani provenienti da esperienze familiari e sociali difficili.

Mercoledì 4 marzo il nostro viaggio nell’Italia delle «buone pratiche» per far girare informazioni, energia, speranza ci ha portato a Torino. Il Garante ha incontrato gli studenti della Scuola Media dell’Istituto Comprensivo Regio Parco, inclusi sindaco, vicesindaco e segretario del Consiglio Comunale dei ragazzi, per parlare di integrazione e intercultura, grazie anche alla testimonianza diretta di alcuni di loro. L’Istituto si trova in un territorio complesso che, accanto a realtà moderne e ben curate, presenta aspetti di disagio socio-economico e culturale intorno all’area del grande mercato all’aperto di Porta Palazzo.

Lo spirito dell’Istituto comprensivo Regio parco di Torino è appeso alle pareti di uno dei corridoi delle cinque scuole che compongono la scuola dove i cartelloni parlano di diversità come valore, di diversità come necessaria, di diversità come altro mondo da scoprire. E insieme, l’impegno dei singoli e della collettività.
«La preside non se lo vuole sentire dire, minimizza, ma questa è veramente una scuola speciale, un modello. Un esempio da esportare in tutta Italia. Ed è frutto di chi ci lavora senza risparmiarsi, con una generosità che va molto al di là di quanto è chiesto dal contratto. Non solo: è il risultato di un rapporto organico con la città, le istituzioni».

Una scuola insomma di tutti i colori che ha scommesso sulla diversità di etnie e di storie individuali. Una scuola che ha fatto delle differenze di provenienza, livello sociale, genere, storia scolastica, religione dei valori da trasmettere ai bambini e ai ragazzi. L’utenza dell’Istituto è fortemente multiculturale, conta più di 30 etnie. Per questo gli insegnanti hanno prestato molta attenzione, nella preparazione didattica e metodologica, all’accoglienza. Per facilitare quest’ultima sono stati preparati materiali nelle lingue più diffuse nei diversi plessi (romeno, arabo, inglese, cinese) in modo da coinvolgere non solo gli alunni ma anche i genitori. Sul nostro blog il racconto di questa intensa giornata torinese con le voci di Concetta Mascali, dirigente scolastico e anima dell’Istituto perché ci mette la sua di anima, di Vittorio, innamorato della sua insegnante di italiano, di Samba che ha imparato a rispettare le regole, di Marta la sindaca della scuola. Anche in questa tappa, i giovani di Radio Kreattiva (la realtà web nata a Bari diventata modello di riferimento nazionale per la combinazione tra nuovi media, giovani e cittadinanza attiva) hanno seguito con entusiasmo e passione il #dirittialfuturotour. 

Il nostro viaggio continua: martedì 10 marzo saremo a Santa Venerina, in provincia di Catania, per conoscere la casa-famiglia del paesino siciliano, una delle 300 circa che fanno capo all’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Spiega il Garante: «Sulle case-famiglia è purtroppo in corso una campagna di disinformazione pesante. Ci sono realtà negative, sulle quali è importante intervenire quanto prima, ma centinaia di case-famiglia e comunità educative danno invece ai minorenni accolti quello di cui hanno bisogno, mettendoli al riparo da danni profondi. Questa che visiteremo è molto speciale, perché ospita sia bambini e ragazzi, sia giovani ultraventenni: disabili, autori di reato, che soffrono di disturbi psichici o che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti. A tutti viene data però l’opportunità di riscatto».

Niente ambiguità in pubblicità

A ottobre abbiamo firmato un protocollo di intesa con l'Istituto di autodisciplina pubblicitaria (IAP) per garantire maggiore tutela ai minorenni nei messaggi  che a loro si rivolgono, che li vedono protagonisti, che possono risultare lesivi della loro sensibilità. Le segnalazioni che ci pervengono, le giriamo allo IAP per le valutazioni di competenza.

Di recente ci ha scritto un Coordinamento di associazioni, in merito ad una pubblicità apparsa in alcune fermate delle metropolitane, relativa ad un sito rivolto alle donne, che utilizzava in modo  inopportuno e sviante i termini "adozione" e "ragazzo". Il Comitato di Controllo dello IAP, esaminato il messaggio pubblicitario in oggetto, ha deliberato di emettere ingiunzione di desistenza per violazione dell'art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Si legge: "Ad avviso dell'organo di controllo, infatti, l'uso dell'immagine, che riempie da sola il cartellone pubblicitario, enfatizza il concetto di 'acquisto' della persona (posta in un carrello della spesa alla stregua di un qualsiasi altro oggetto), veicolando un messaggio offensivo e svilente. Mancano in questo particolare messaggio elementi che possano in qualche misura connotarlo di una valenza diversa, chiarendo che si tratta di un sito di incontri. In tale contesto, in assenza di ogni altro contenuto o significato, anche l'utilizzo del termine 'adozione', legato a quello di 'ragazzo', è apparso ambiguo e fuorviante. Il provvedimento autodisciplinare ha acquistato efficacia di decisione e pertanto la pubblicità dichiarata non conforme al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale non dovrà essere più diffusa”.

Quarta tappa del Tour #dirittialfuturo a Rimini

L'appuntamento è alle ore 15.00 presso il Museo della Città (Via L. Tonini 1) con i ragazzi e le ragazze volontari di Mare di libri – Festival dei ragazzi che leggono, il festival di letteratura e cultura, unico in Italia, dedicato a preadolescenti e adolescenti. Con una particolarità aggiuntiva: è organizzato dai ragazzi che si occupano di tutto: accolgono gli autori, preparano le sale, gestiscono la biglietteria, e naturalmente sono anche i primi utenti degli eventi in programma. Mare di libri si svolge ogni anno a giugno (quest’anno dal 12 al15).

Il Garante ascolterà le testimonianze dei volontari che impiegano un anno intero per organizzare la kermesse culturale. Li ascolterà, capirà cosa lascia loro un’esperienza del genere e perché i libri sono così importanti nella costruzione della personalità dei bambini e dei ragazzi.  Spiega Vincenzo Spadafora: «Questo tour ci sta dando emozioni e non pochi stimoli per mettere in rete le esperienze positive che stiamo visitando. In Italia ci sono migliaia di associazioni, migliaia di persone perbene che spesso suppliscono con la loro generosità ai vuoti lasciati dallo Stato nell’assistenza e nella crescita di chi ha fra zero e 18 anni».

Alle ore 17 il Garante incontrerà i ragazzi e i volontari dell’Associazione Agevolando presso il Centro giovani RM25 (Corso D’Augusto 241). Un confronto con giovani che vivono o hanno vissuto un’esperienza “fuori famiglia” (in comunità, casa-famiglia o affido) e che ora, con il supporto dei volontari dell’Associazione (operatori sociali e cittadini), realizzano iniziative nell’ambito della promozione del benessere e della partecipazione di minorenni e di neo-maggiorenni che vivono fuori dalla loro famiglia di origine.

L’incontro tra il Garante e i ragazzi di Agevolando si svolge in un luogo simbolico dove ha sede anche Se potessi. Sportello del neomaggiorenne della Provincia di Rimini, il primo servizio nato specificamente in Italia per offrire informazioni, consulenza, supporto ai giovani neomaggiorenni provenienti da esperienze fuori famiglia.

Nell’occasione i ragazzi di Agevolando consegneranno al Garante anche le loro 10 Raccomandazioni per migliorare i percorsi di tutela e transizione all’autonomia redatte dal nascente Care Leavers Network dell’Emilia-Romagna.

Il tour, che ha già toccato L’Aquila, Nisida (Napoli) e Milano, ha fra i suoi scopi primari quello di diffondere i buoni esempi, le buone pratiche. Per questa ragione è molto forte l’attività di comunicazione sia sul web, con la sezione dedicata sul sito dell'Authority, sia sui social. Alcuni ragazzi di Radiokreattiva, esperienza forte del web, stanno seguendo il tour con varie iniziative in Rete.

Le prossime sei tappe di Diritti al futuro. Una piccola grande Italia da raccontare toccheranno altrettante regioni del Paese e metteranno sotto i riflettori esperienze positive di realtà difficili, dalla dipendenza alle madri-bambine.

Un protocollo d’intesa per valorizzare i beni confiscati alla camorra

Andare oltre la camorra si può, perché “non basta solo confiscare un bene alla criminalità. Bisogna anche piantare un seme di legalità in quel luogo”. Queste le parole di Vincenzo Spadafora, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, all’atto della sottoscrizione del protocollo d’intesa con l’Agenzia Agrorinasce e il Garante per l’infanzia della Regione Campania. Un documento atto a valorizzare i beni confiscati alla camorra per destinarli a progetti e servizi per l’infanzia e l’adolescenza e promuovere iniziative culturali, informative e formative per la tutela dei diritti di bambini e adolescenti, da sviluppare in particolare con il mondo della scuola dell’obbligo.

Il documento è stato firmato a San Cipriano d’Aversa, nel Casertano, nel corso dell’evento di inaugurazione del Centro di aggregazione giovanile “La Fabbrica delle idee”, bene confiscato alla camorra, ristrutturato con fondi della Regione Campania, con sala incisione musicale e web radio. 

Allegato

Terza tappa del tour #dirittialfuturo a Milano

Dopo essere stati a L’Aquila, città simbolo, e a Nisida, l’isola napoletana dove è stato costruito un Istituto penale minorile d’eccellenza, sabato 21 febbraio il tour approda a Milano, prima alla Casa di reclusione Opera e, successivamente, all’Icam, l’istituto a custodia attenuata per madri detenute con prole.

«Stiamo girando l’Italia per ascoltare, confrontarci con ragazzi e operatori, far girare energia, mettere in relazione realtà simili» spiega il Garante Spadafora, «Vogliamo anche far capire che situazioni partite nel disagio, o nel dolore possono essere sanate. E che tutti i ragazzi meritano un futuro. Non basta però la generosità dei singoli, occorrono interventi strutturali, scelte precise della politica per potenziare i servizi sociali ed evitare condizioni di disagio, devianza, sofferenza».

La terza tappa partirà perciò il mattino alle 9.30 (accesso non consentito ai giornalisti) dal carcere di Opera, dove in collaborazione con l’associazione Bambinisenzasbarre è stato realizzato uno Spazio Giallo. Si tratta di una zona pensata per l’accoglienza dei bambini che entrano nell’istituto per i colloqui con i genitori. Non quindi lo squallore di un parlatoio, ma uno spazio con biblioteca, casetta, sale ludoteca. Ogni 15 giorni inoltre i bambini  incontrano da soli, in un laboratorio appositamente allestito, il proprio genitore, e in quel tempo insieme realizzano anche manufatti e disegni: un modo per facilitare la comunicazione. Il personale della struttura che ha contatto con le famiglie e i bambini viene specificamente formato, anche con l’apporto dei volontari di Bambinisenzasbarre.

Alle 13.30 invece il Garante andrà all’Icam, dove sono ospitate quelle madri che non potendo affidare ad altri i loro figli fino ai 6 anni, devono tenerli con sé anche durante il tempo della detenzione, o anche donne prossime a partorire. Quello di Milano è rimasto l’unico in Italia fino a poco tempo fa, ora affiancato da un “gemello” veneziano. Un progetto per supportare mamme e figli, con personale altamente specializzato e spazi ad hoc.

Dopo Milano, altre sette tappe toccano altrettante regioni d’Italia e situazioni, dalla dipendenza alle mamme-bambine (i dettagli su tour.garanteinfanzia.org). Spadafora: «Abbiamo tenuto come linea guida le “buone pratiche”, sia per valorizzarle, sia per diffonderle, sia per sollecitare la politica ad interessarsi di situazioni spesso ignorate, risolte da associazioni. Sono convinto che i ragazzi, qualunque sia il loro passato, meritino sempre un futuro e darglielo è un obbligo degli adulti».

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