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L’Autorità garante Filomena Albano ha incontrato il ministro Marco Bussetti

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Filomena Albano ha incontrato oggi il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti. La Garante ha consegnato al Ministro una copia della Relazione al Parlamento presentata nelle scorse settimane a Palazzo Madama.

Collaborazione tra Miur e Agia

Nel corso del colloquio, avvenuto nella sede del Miur di viale Trastevere a Roma, è stato concordato il rafforzamento della collaborazione sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza tra Autorità e Ministro con l’intento di operare in sinergia per il benessere delle studentesse e degli studenti.

Le materie oggetto di cooperazione

Autorità garante e Miur, in particolare, intendono collaborare per sensibilizzare le scuole sulla realtà dei bambini e ragazzi fuori dalla famiglia di origine. Tra i temi oggetto di cooperazione le azioni per la diffusione tra gli studenti dei principi della Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e della cultura della mediazione.

La Consulta dei ragazzi si organizza: “Ecco come lavoreremo”

La Consulta dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza si è data un assetto. Non solo per “funzionare meglio”, ma anche per lanciare un sistema di lavoro replicabile. Nel Parlamentino dell’Autorità, a Roma, le nove ragazze e gli altrettanti ragazzi tra i 12 e i 18 anni della Consulta hanno presentato alla Garante Filomena Albano i risultati del loro lavoro. Pareri e, insieme, un modello organizzativo. “Il bilancio che ne traggo è positivo – osserva a margine la Garante – e non solo per la qualità, la profondità e l’articolazione delle opinioni espresse, ma soprattutto perché questi ragazzi si sono dati un assetto per far valere, in maniera strutturale, i loro diritti all’ascolto e alla partecipazione”.

Tre gruppi impegnati sui diritti

Tre i sottogruppi operativi della Consulta impegnati su sei aree tematiche in materia di infanzia e adolescenza: benessere, protezione, inclusione, famiglia, partecipazione e inclusione. Le discussioni avverranno, come già oggi, con i criteri della “peer education”, l’educazione tra pari. Definito pure il metodo di voto a maggioranza per l’espressione dei pareri che, sugli argomenti più delicati, può essere segreto.

Un portavoce per ogni argomento

La Consulta ha scelto di avere di volta in volta un portavoce, che cambia a seconda del tema trattato, e un ragazzo o ragazza “peer educator”, con il ruolo di facilitatore, che resta in carica sei mesi. Quello attuale scadrà a dicembre. Previste una segreteria e un’area comunicazione. I ragazzi, in particolare, hanno ipotizzato che questa debba lavorare tanto come un luogo di informazione quanto di ascolto, nell’ottica della promozione dei diritti della Convenzione Onu su infanzia e adolescenza.

 

 

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Istituzione del Garante per l’infanzia in Abruzzo, l’Autorità garante: “Una notizia positiva”

“La notizia dell’approvazione da parte del Consiglio regionale dell’Abruzzo della legge istitutiva della figura del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza non può che essere salutata positivamente”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano. “Le ragioni sono più di una – prosegue – La principale è che l’Assemblea legislativa ha risposto, all’unanimità, anche a una sollecitazione partita dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza affinché pure l’Abruzzo si dotasse di una figura che ha il compito di assicurare in maniera costante un’azione di monitoraggio e sensibilizzazione sulle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza. Ora l’auspicio è che il Consiglio regionale provveda al più presto alla nomina del titolare di questo incarico”.

Il confronto dell'Agia con la comunità locale

In assenza di un Garante in Abruzzo, frattanto, i compiti che le norme nazionali gli hanno attribuito dallo scorso anno per la formazione e selezione dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati sono stati svolti, in via sussidiaria, dall’Autorità garante. “A dicembre 2017 e a febbraio scorso abbiamo organizzato due corsi di formazione, rispettivamente a Pescara e all’Aquila. In tutto sono 114 le candidature raccolte e 56 gli aspiranti tutori già formati in Abruzzo” dice la Garante Albano. “In quelle occasioni ci siamo confrontati con la comunità locale, abbiamo raccolto la disponibilità dei cittadini a divenire tutori e questo clima di collaborazione e di proficuo scambio è stato il presupposto per una sensibilizzazione sull’importanza delle figure di garanzia”.

Mediazione penale, audizioni di Agia su buone prassi e criticità

È stato avviato questa mattina presso la sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) a Roma un ciclo di audizioni sulla mediazione in ambito penale. Agli incontri sono stati invitati rappresentanti degli uffici o dei centri di mediazione penale minorile e giustizia riparativa, magistrati, professori, avvocati e assistenti sociali. Lo scopo delle sedute è quello di far emergere buone pratiche e criticità, che possano poi essere portate all’attenzione delle istituzioni competenti indicando eventualmente anche le possibili soluzioni.

Il sistema italiano

“Il sistema italiano – osserva la Garante Filomena Albano, che ha promosso il ciclo di audizioni – pur riconoscendo il ruolo e le potenzialità della mediazione penale e della giustizia riparativa nel processo penale minorile, non può dirsi pienamente maturo quanto all’innesto normativo di tale paradigma all’interno del sistema processuale”.

I diritti in gioco

“Sono numerosi i diritti messi in gioco per i minorenni coinvolti in un procedimento penale: dall’uguaglianza al diritto di essere ascoltati e a partecipare nelle varie fasi processuali. Anche l’articolo 40 della Convenzione di New York pone una serie di garanzie processuali. Tutti diritti, questi, che vanno raccordati con l’opportunità – anche per la persona offesa – di intentare un percorso differente rispetto al processo penale nella sua funzione di accertamento del fatto. Va facilitato il reinserimento nella società della persona di minore età e gli si deve accordare la possibilità di svolgere un ruolo costruttivo all’interno di essa”.

Salute mentale, due rappresentanti del team italiano al Forum ENYA di Barcellona

Con la formulazione delle raccomandazioni finali si è conclusa la fase italiana del progetto “Let’s talk young, let’s talk about mental health” in materia di salute mentale, edizione 2018 dell’ENYA, la European Network of Young Advisors. L’iniziativa – nella quale l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha coinvolto 12 ragazze e ragazzi in età di scuola secondaria di primo e secondo grado – da domani 26 giugno 2018 arriverà a Barcellona.

La rappresentanza italiana

Due dei giovani partecipanti saranno al Forum ENYA, in rappresentanza dell’Italia, per presentare le attività svolte a livello nazionale e confrontarsi con i giovani rappresentanti degli altri nove Paesi partecipanti al progetto. I ragazzi di Azerbaijan, Paese Basco, Belgio (comunità francofona), Catalogna, Cipro, Georgia, Italia, Malta, Irlanda del Nord, Scozia avranno l’opportunità di essere ascoltati a livello europeo, nell’ambito delle attività annuali della rete europea dei garanti.

Le attività svolte in Italia

Gli 11 giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni hanno partecipato a sette incontri, discutendo, giocando, riflettendo, incontrando psicologi e intervistando i cittadini sul tema della salute mentale. Nel corso delle attività – documentate da video che saranno portati alle due giornate del Forum a Barcellona – anche la visita al Museo della Mente nell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà a Roma. I ragazzi nel corso delle giornate di ascolto e partecipazione hanno incontrato l’Autorità garante Filomena Albano e hanno assistito alla sua “Relazione al Parlamento” al Senato della Repubblica.

Le sei raccomandazioni

Ecco, in sintesi, i contenuti delle sei raccomandazioni che i ragazzi del progetto ENYA hanno espresso al termine del percorso e che saranno presentate a Barcellona:

  1. L’importanza della consapevolezza. È fondamentale che tutte le persone di minore età comprendano il significato del concetto di salute mentale e il suo valore.
  2. Enti e servizi a cui rivolgersi in caso di difficoltà. Pubblicizzare in maniera più attiva l’esistenza dei luoghi di prevenzione e supporto.
  3. Le modalità di promozione. I canali di divulgazione dei messaggi devono essere alla portata dei ragazzi e quindi veicolati tramite le piattaforme più familiari: Instagram, Facebook, YouTube, canali televisivi.
  4. Sportelli di ascolto. Presenza obbligatoria, in ogni scuola, di uno psicologo con formazione specifica in ambito adolescenziale, che possa rappresentare un punto di riferimento per ragazzi, docenti e genitori.
  5. Il ruolo degli adulti. Sia i genitori che gli insegnanti devono essere adeguatamente formati sul tema della salute mentale dei minorenni al fine di riconoscere immediatamente segnali di allarme e intervenire nel modo più opportuno.
  6. Il consenso a essere presi in carico da uno psicologo o psicoterapeuta. In Italia è necessario il consenso dei genitori prima del diciottesimo anno di età, chiesto che l’età minima del consenso autonomo sia spostata a 16 anni.

Il diritto delle persone di minore età ad essere ascoltate e a partecipare, secondo quanto sancito dall’art. 12 della Convenzione di New York, è sempre stato all’ordine del giorno della rete europea dei garanti per l’infanzia e l’adolescenza (ENOC - European Network of Ombudspersons for children) e di ogni autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. A tal fine, l’ENOC ha sviluppato, sin dal 2010, con il sostegno della Commissione europea, il progetto di partecipazione ENYA, supportato dai membri ENOC.

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Forum mondiale migrazione e sviluppo: Ufficio Agia ad Agadir

Il 20 e il 21 giugno l’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha preso parte al seminario “Children and Youth on the move”, organizzato ad Agadir (Marocco) dal Forum Mondiale sulla Migrazione e lo Sviluppo (GFMD) in collaborazione con UNICEF. Nel corso della due giorni di studio sono state approfondite le principali questioni che interessano bambini e ragazzi migranti, in particolare: i differenti sistemi di protezione, gli strumenti di inclusione sociale e l’accesso ai servizi e ai mercati del lavoro. Il seminario è stato anche l’occasione per uno scambio di buone pratiche ed esempi di politiche di migrazione efficaci.

L’Ufficio dell’Agia ha contribuito alla discussione con una riflessione sulle best practice italiane in tema di accoglienza dei minori non accompagnati, sulle questioni ancora aperte e sugli obiettivi che è necessario perseguire per attuare soluzioni e politiche di integrazione e inclusione sostenibili.

 

 

L’Autorità garante Filomena Albano ha incontrato il presidente della Camera Roberto Fico

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, è stata ricevuta questo pomeriggio a Montecitorio dal Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico.

L’incontro ha toccato il ruolo dell’Autorità garante, le attività svolte e i contenuti della Relazione al Parlamento presentata la settimana scorsa in Senato.

“Ho apprezzato l’attenzione mostrata dal Presidente Fico sulle questioni che toccano i diritti dei bambini e dei ragazzi presenti nel nostro Paese” ha dichiarato la Garante Filomena Albano.

Auspicato da parte dell’Agia il rafforzamento del dialogo tra l’Autorità garante, la Camera dei deputati e le relative commissioni.

 

 

 

(foto Camera dei Deputati)

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Msna: il rapporto sulle visite di Agia e UNHCR ai centri di accoglienza

È stata diffusa l’anticipazione del rapporto “Minori stranieri non accompagnati: una valutazione partecipata dei bisogni”, relazione sulle visite nei centri emergenziali, di prima e seconda accoglienza in Italia realizzata congiuntamente dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati (UNHCR). L’anticipazione è scaricabile sia dal sito dell’Agia (link) che da quello dell’UNHCR (link).

I centri coinvolti

Il campione esaminato comprende strutture di Umbria, Marche, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte. Quindici i centri coinvolti, 134 i minori incontrati, 21 le nazionalità rappresentate nelle attività di ascolto e 17 anni l’età media dei ragazzi. Le visite – arricchite da attività laboratoriali su partecipazione e ascolto – proseguiranno fino a fine 2018, dopo di che sarà diffuso il rapporto conclusivo.

I risultati

Nell’80% dei 15 centri visitati sono risultate carenti informazioni e orientamento, nel 53% di essi emerge la mancanza di attività di socializzazione, nel 47% delle 15 strutture coinvolte la permanenza in centri di prima accoglienza o emergenziali vanno ben oltre i 30 giorni previsti dalla legge. La problematica più segnalata dagli enti gestori è stata quella dei tempi gravosi per la nomina dei tutori. Ragazzi ed enti insieme hanno tra l’altro fatto rilevare l’impossibilità per i minori stranieri non accompagnati (Msna) di tesserarsi con la Federazione gioco calcio.

Tra le proposte dei ‘minori’: sostegno all’integrazione personalizzato; incontro con le comunità locali per combattere episodi di razzismo, contatto con famiglie per conoscere la cultura italiana. “Potremmo passare le domeniche insieme” dicono. E ancora: corsi di italiano, possibilità di socializzare con i coetanei e tutori volontari in grado di attivare un rapporto di conoscenza, rispetto reciproco e fiducia. L’anticipazione segnala una serie di “protection gaps” specifici. Tra di essi la promiscuità con gli ospiti adulti, la permanenza dei minorenni fino ed oltre il compimento della maggiore età, le restrizioni della facoltà di movimento e la mancanza di condizioni di vita adeguate alla minore età.

La nota alle istituzioni

“Mi preme richiamare l’attenzione sulle raccomandazioni contenute nel rapporto, che sono il risultato dei processi di consultazione delle persone di minore età ascoltate dall’Autorità nel corso delle visite” dice la Garante Filomena Albano. L’Autorità ha rivolto questo appello, con una nota, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai ministeri dell’Interno, della Giustizia, della Sanità, del Lavoro e Politiche sociali, nonché al vicepresidente del Csm, ai tribunali per i minorenni, ai presidenti delle Regioni e ai garanti per l’infanzia regionali.

“L’Autorità̀ garante deve essere il ponte tra la persona di minore età e le istituzioni nell’obiettivo di perseguire il diritto all’uguaglianza. Attraverso l’ascolto istituzionale, si intercettano le richieste e i bisogni, traducendoli in diritti e si individuano le modalità̀ per renderli esigibili, portando le istanze di bambini e ragazzi davanti alle istituzioni” afferma la Garante Filomena Albano.

“L’ascolto delle persone di minore età è indispensabile per far emergere i loro bisogni e le loro opinioni, e quindi, assicurare il rispetto dei loro diritti” aggiunge Felipe Camargo, Rappresentante dell’UNHCR per il Sud Europa. “Con questa importante iniziativa, vogliamo assicurare a questi bambini e adolescenti in condizioni di particolare vulnerabilità misure di protezione adeguate a soddisfare le loro specifiche esigenze di protezione e sviluppo. In particolare, dalle attività fin ora realizzate con i minori, è emerso con forza, il bisogno di essere supportati nel loro percorso di integrazione, in un contesto di accoglienza che deve essere dignitoso e rispettoso del loro superiore interesse” conclude Camargo.

Le raccomandazioni

  • È stata ribadita dall’anticipazione del rapporto “Minori stranieri non accompagnati: una valutazione partecipata dei bisogni” la necessità di garantire e promuovere spazi protetti di ascolto per i minorenni che giungono in Italia da soli e che hanno dunque specifiche esigenze di protezione, tanto più se fuggono da conflitti o da persecuzioni.
  • Tra le richieste dei ragazzi, tradotte in raccomandazioni, quella frequentissima di “gentilezza e rispetto nelle comunicazioni”.
  • A tribunali e garanti è stato raccomandato di assicurare informazioni esaustive sulla figura e i compiti dei tutori, dei quali è stata sollecitata ancora una volta la nomina.  
  • È stato altresì chiesto di chiarire e uniformare su tutto il territorio l’applicazione della procedura di ricongiungimento familiare dei minori non accompagnati ai sensi di Dublino III. Non risulta sia stato fatto circolare l’opuscolo informativo per dare ai richiedenti asilo informazioni corrette e omogenee sulla procedura.
  • L’anticipazione del rapporto Agia-UNHCR sollecita i responsabili a far in modo che “eventuali permanenze in centri di accoglienza straordinaria e strutture a non alta qualificazione siano contenute nei tempi strettamente necessari”.
  • Altra raccomandazione quella di attivare le procedure di accertamento dell’età solo qualora ci siano fondati dubbi su di essa e sempre su disposizione della Procura presso il Tribunale per i minorenni.
  • Ai servizi sociali, infine, è stato chiesto di vigilare su chi realizza, a livello locale, gli interventi sociali.

Protocollo AGIA - UNICEF per sostegno a minorenni migranti

L’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza (Agia) e l’UNICEF hanno firmato oggi un Protocollo di intesa, della durata di due anni, per sviluppare azioni congiunte di sostegno ai minorenni migranti e rifugiati in Italia con l’obiettivo di facilitare il processo di potenziamento e le attività di inclusione sociale, partecipazione, promozione dei loro diritti.

Il protocollo Agia UNICEF 

Alla firma del Protocollo hanno partecipato Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Paolo Rozera, Direttore generale dell’UNICEF Italia e Anna Riatti, Coordinatrice UNICEF per il programma su minorenni migranti e rifugiati in Italia.

In questo modo, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’UNICEF si impegnano a collaborare per promuovere e realizzare attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) a proposito dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (CRC).

La comunicazione farà uso di un linguaggio “a misura di bambino/adolescente”, e sarà proposta in un’ottica di valorizzazione delle diversità culturali attraverso azioni che promuoveranno in modo permanente il confronto, l’ascolto e la partecipazione dei bambini e degli adolescenti in tutte le occasioni e sedi opportune, anche e soprattutto a livello istituzionale.

U-Report on the Move 

Tramite la sottoscrizione del Protocollo di intesa l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’UNICEF si impegnano in particolare a diffondere l’uso della piattaforma digitale U-Report on the Move , già sperimentata da UNICEF in oltre 40 Paesi e sviluppata in Italia per favorire l’ascolto e l’accesso alle informazioni dei giovani migranti e rifugiati (U-Reporters). Proprio grazie allo strumento digitale si è rilevato il bisogno, da parte di questa categoria particolarmente vulnerabile di minorenni, di acquisire maggiori informazioni sul proprio percorso di accoglienza e inclusione e sui diritti sanciti dalla CRC.

La piattaforma digitale U-Report on the Move consente ai giovani che si iscrivono di esprimere la propria opinione, in forma anonima, sulle tematiche per loro più rilevanti. In Italia, il progetto U-Report on the Move è stato lanciato dall’UNICEF nel 2017 a sostegno dei minorenni migranti e rifugiati e conta più di 600 iscritti. Attualmente è attivo in Sicilia e Calabria ed è realizzato in collaborazione con i partner dell’UNICEF, i Comitati regionali e provinciali UNICEF e il supporto diretto dei Volontari del Servizio Civile. Registrandosi al canale tramite la pagina Facebook, gli iscritti ricevono sondaggi bimestrali e possono a loro volta inviare messaggi ogni volta che vogliono condividere questioni che stanno loro particolarmente a cuore.

 

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Monitoraggio tutori volontari, presentazione del progetto ai tribunali per i minorenni

È stato presentato questa mattina ai tribunali per i minorenni italiani il progetto di monitoraggio della tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e finanziato con i fondi FAMI. Presenti all’incontro con la Garante Filomena Albano 15 presidenti di tribunale provenienti da l’Aquila, Torino, Milano, Perugia, Napoli, Reggio Calabria, Trieste, Ancona, Bari, Palermo, Roma, Potenza, Catania, Catanzaro, Sassari, Firenze e Salerno.

Il progetto illustrato stamattina a Roma mira a creare e garantire un livello centrale e locale di monitoraggio, orientamento, coordinamento e sostegno al sistema di tutela volontaria in attuazione della legge n. 47/2017 attraverso la promozione della figura del tutore volontario. Altri obiettivi: il sostegno agli organismi istituzionali competenti; la divulgazione di pratiche innovative da diffondere nel contesto nazionale; la produzione di linee guida per i tutori volontari per garantire la corretta applicazione dei diritti della persona straniera di minore età; il sostegno ai tutori volontari per migliorare l’esercizio delle funzioni.

Il progetto si articolerà principalmente in quattro linee di attività:

  1. monitoraggio sull’applicazione della legge 47/2017;
  2. servizi di sostegno e accompagnamento regionale alle istituzioni e ai tutori volontari; produzione delle linee guida e documentazione di orientamento;
  3. centro di documentazione per la tutela volontaria;
  4. divulgazione con convegni annuali e seminari locali.

In occasione dell’incontro l’Autorità garante Filomena Albano ha ricordato l’opportunità di procedere quanto prima alla nomina dei tutori volontari inseriti nelle liste a disposizione dei tribunali.

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