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Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: le priorità per la scuola, cosa c’è da fare

In occasione dell’apertura dell’anno scolastico l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti, formulando un bilancio sulle priorità già segnalate per l’attuazione dei diritti di bambini e ragazzi a scuola. Si tratta di cinque obiettivi individuati dodici mesi fa dall’Autorità garante: sicurezza e accessibilità degli edifici scolastici, scuole aperte a misura di studente per contrastare povertà educativa e marginalità, contrasto al bullismo e al cyberbullismo, scuola inclusiva e lotta alla dispersione scolastiche.

“Molte sono la sfide da affrontare” commenta Filomena Albano, che partecipa a “Tutti a Scuola”, la cerimonia nazionale di inaugurazione del nuovo anno scolastico in programma oggi pomeriggio all’Aquila con la partecipazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro Fioramonti. Nel kit consegnato ai circa mille studenti presenti anche il libro illustrato dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza “Geronimo Stilton. Viaggio alla scoperta dei diritti dei bambini” (edito da Piemme) dedicato alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La cerimonia è trasmessa in diretta, dalle 16.30 alle 18.45 su Rai Uno.

Edifici sicuri e accessibili

È stata adottata la programmazione 2018-2020 per l’edilizia scolastica, ora vanno rese al più presto effettive le misure previste e va monitorato lo stato di avanzamento dei cantieri. “Auspico in ogni caso che gli interventi portino alla totale accessibilità degli istituti da parte degli studenti con disabilità, attraverso l’eliminazione delle barriere architettoniche e la presenza di segnali visivi, acustici e tattili” sostiene l’Autorità garante.

Scuole aperte e a misura di studente, tempo pieno e mense

Contro la povertà educativa sono state stanziate risorse per alcune zone ad alta fragilità (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Un impegno che va ora monitorato anche per individuare buone pratiche da replicare altrove. Resta comunque prioritario sviluppare una cultura della scuola come spazio a misura di studente, in cui valorizzare attività attrattive e partecipative. “Resta ancora l’esigenza di garantire in Italia pari opportunità di accesso al tempo pieno, alle mense scolastiche e alle scuole dell’infanzia. Finalità queste perseguibili attraverso l’individuazione dei corrispondenti livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla costituzione” dice Filomena Albano.

Contrasto al bullismo e al cyberbullismo a scuola

È ripresa l’attività del tavolo interistituzionale previsto dalla legge del 2017 contro il cyberbullismo. Vanno attuati gli strumenti previsti dalla stessa legge, in particolare il piano integrato di azione e il codice di co-regolamentazione. “Rimane la necessità di avviare l’insegnamento dell’educazione civica e all’affettività e di promuovere la cultura della mediazione. Le azioni per sviluppo della consapevolezza digitale devono essere rafforzate” osserva la Garante.

Scuola inclusiva

È stato adottato in materia, il 7 agosto scorso, il decreto legislativo 96. “Affinché sia efficace, occorre adottare tempestivamente i decreti attuativi” evidenzia Filomena Albano. “Rimane la necessità di assicurare continuità maggiore continuità didattica agli studenti con disabilità e di assicurare un numero adeguato di insegnanti specializzati”. Vanno garantite poi ai minorenni “fuori famiglia” pari opportunità di accesso al sistema educativo. Quanto poi alla scuola in ospedale, dopo l’apertura del portale nazionale e il varo delle linee di indirizzo nel giugno scorso, si rende necessaria un’azione di monitoraggio e di governance affinché i servizi offerti siano uniformi e di alta qualità su tutto il territorio nazionale.

Lotta alla dispersione scolastica

Sono state poste in campo azioni per rilevare con maggior precisione il fenomeno dell’abbandono scolastico. Resta comunque l’esigenza di prevedere una rilevazione tempestiva dei casi di abbandono scolastico e rafforzare il raccordo tra gli uffici scolastici territoriali, i servizi sociali degli enti locali e i tribunali per i minorenni.

Scuola in ospedale, servizi e formazione a tutela dei diritti di bambini e ragazzi

In Italia sono stati compiuti numerosi sforzi per garantire i diritti di bambini e ragazzi a proposito di salute e istruzione. Ma molto resta ancora da fare, in particolare di fronte: alle differenze tra regioni nei servizi sanitari, alla carenza di posti letti pediatrici, alla mobilità da parte delle famiglie da alcune regioni verso altre per accedere alle cure, all’esigenza di assicurare su tutto il territorio nazionale un’erogazione omogenea e di pari qualità dell’offerta dei servizi di scuola in ospedale e di spazi adeguati nelle strutture ospedaliere per le attività scolastiche.

È quanto ha sottolineato l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, che stamattina ha partecipato a Torino, all’istituto “Amedeo Peyron” a una tavola rotonda su “I nuovi luoghi delle cure: scuola in ospedale e istruzione domiciliare. Quali prospettive per la tutela dei minori e lo sviluppo del Servizio?”.

Il diritto all'istruzione, alla salute e al benessere, tutti previsti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sono intimamente connessi” dice Filomena Albano. “Per questo la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare rivestono un’importanza fondamentale per il benessere, la sana crescita e lo sviluppo del bambino. Occorrono modalità omogenee di reclutamento del personale e formazione iniziale e continua dei docenti. Vanno garantiti il raccordo con la classe di appartenenza degli studenti ammalati, un forte coordinamento da parte del Miur e risorse economiche adeguate”.

Contributi per diffusione Carta diritti dei figli nella separazione e volume su mediazione penale: prorogati termini per presentare domanda

È stato prorogato al prossimo 3 settembre il termine per presentare le domande di partecipazione all’avviso pubblico per la concessione dei contributi per favorire la diffusione del documento di studio e proposta dell'Autorità garante sulla mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile e all’avviso pubblico per la concessione di contributi per favorire la diffusione della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori realizzata dall'Autorità garante per l'infanzia e l’adolescenza.

Gli avvisi sono consultabili nella sezione Amministrazione trasparente (Bandi di gara e contratti).

Affidi, le raccomandazioni dell’Autorità garante per la riforma del sistema di tutela

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha inviato una nota in tema di diritti dei minorenni fuori famiglia a Parlamento, Governo, Regioni, Comuni, magistratura, avvocati, assistenti sociali, psicologi e giornalisti. L’intero sistema di tutela è stato esaminato nel dettaglio. Messe a fuoco criticità e potenzialità sulle quali i destinatari delle raccomandazioni sono stati chiamati a intervenire senza ritardo. Il documento è stato presentato questa mattina in conferenza stampa a Roma nella sede dell'Autorità garante.

Le indicazioni

La nota contiene, in particolare, una serie di indicazioni in materia di riforma del procedimento in materia di responsabilità genitoriale, che viene dettagliato in tutti i passaggi procedurali secondo i principi del giusto processo. Tra di essi la necessità di disciplinare la fase di indagine del pm, quella di assicurare il contraddittorio tra le parti, l’introduzione del curatore e dell’avvocato del minorenne, la convalida degli allontanamenti d’urgenza, l’impugnabilità dei provvedimenti anche se provvisori, termini certi e celeri, la trasparenza nell’individuazione della famiglia affidataria o della struttura di accoglienza. E ancora: controlli capillari sulle condizioni dei minorenni fuori famiglia, l’introduzione di un regime di incompatibilità per i magistrati onorari e la differenziazione tra soggetti che svolgono compiti valutativi, esecutivi e di controllo.

Si sollecita l’istituzione, con urgenza, di un sistema informativo sui minorenni privi di un ambiente familiare – comune a tutto il territorio nazionale – per monitorare il numero e le caratteristiche dei fuori famiglia, le tipologie, i tempi e le modalità di uscita del percorso di accoglienza. La nota interviene sulla necessità di salvaguardare la funzione pubblica della tutela dei minorenni e di garantire la continuità degli interventi e sul coordinamento tra i diversi livelli di amministrazione coinvolti. Evidenziata anche la necessità che le Regioni recepiscano e attuino le linee di indirizzo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’affidamento familiare (2012), per l’accoglienza nei servizi residenziali per minorenni (2017) e per l’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità (2017). Richiamato il rispetto delle prescrizioni deontologiche della Carta di Treviso per i giornalisti a proposito dell’anonimato dei minorenni coinvolti in procedimenti di affido. Per tutti gli interventi richiesti si sollecitano adeguate risorse finanziarie, umane e strumentali.

Uno sguardo complessivo

“Il documento vuol rispondere all’esigenza di dare uno sguardo complessivo” evidenzia la Garante Filomena Albano. “Parlare di volta in volta solo di un aspetto della tutela – come ad esempio solo di comunità o di affidi oppure di allontanamento o, ancora, parlare solo di talune figure come psicologi, assistenti sociali o magistrati – rischia di dare una visione parziale che potrebbe rivelarsi controproducente”. “Questa considerazione è all’origine dell’attività, posta in essere dall’Autorità, di studio e approfondimento dell’intero sistema nell’ottica del suo miglioramento”.

A guidare l’attività di analisi e di proposta dell’Autorità i principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. “Occorre garantire tutti i diritti previsti dalla Convenzione di New York: quello a crescere nella famiglia di origine e quello a essere protetti da ogni forma di violenza. In tutti quei casi in cui tali diritti appaiono risultare in conflitto l’equilibrio deve essere dato da procedure chiare, trasparenti e uniformi”.

La nota arriva all’esito di un lavoro di approfondimento dell’Autorità garante sul sistema della tutela minorile e sui procedimenti in materia di responsabilità genitoriale in Italia, condotto anche attraverso consultazioni con istituzioni, Csm, magistrati, ordini professionali, Anci, associazioni e ragazzi neomaggiorenni che hanno vissuto l’esperienza fuori famiglia.

L’Autorità garante Filomena Albano ha incontrato il ministro Alessandra Locatelli

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha incontrato il ministro per le disabilità e la famiglia Alessandra Locatelli. La Garante ha consegnato al ministro una copia della Relazione al Parlamento, illustrata alla Camera dei Deputati lo scorso 19 giugno. Nel corso dell’incontro toccati numerosi temi, tra i quali il sostegno alla genitorialità, i minorenni fuori famiglia e il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità. “Ho apprezzato l’interesse, l’attenzione e la disponibilità a collaborare per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza da parte del ministro Locatelli” ha commentato a margine Filomena Albano.

Avviso contributi per diffusione della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori

È stato pubblicato nella sezione Amministrazione trasparente (Bandi di gara e contratti) un avviso pubblico per la concessione di contributi per favorire la diffusione della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori realizzata dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. Il termine per la presentazione delle domande è il 2 agosto 2019. Possono presentare la richiesta associazioni e altri soggetti privati non aventi scopo di lucro in base all'atto costitutivo e allo statuto, che operino nel territorio italiano nell'ambito della promozione e della tutela dei diritti e degli interessi delle persone di minore età o che, comunque, siano interessati al raggiungimento delle predette finalità. I contributi saranno concessi ai primi 12 in graduatoria. La presentazione delle domande dovrà avvenire secondo le indicazioni contenute nell'avviso.

Avviso contributi per diffusione documento su mediazione penale e giustizia riparativa

È stato pubblicato nella sezione Amministrazione trasparente (Bandi di gara e contratti) un avviso pubblico per la concessione di contributi per favorire la diffusione del documento di studio e proposta dell'Autorità garante sulla mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile. Il termine per la presentazione delle domande è il 2 agosto 2019. Possono presentare la richiesta associazioni e altri soggetti privati non aventi scopo di lucro in base all'atto costitutivo e allo statuto, che operino nel territorio italiano nell'ambito della promozione e della tutela dei diritti e degli interessi delle persone di minore età o che, comunque, siano interessati al raggiungimento delle predette finalità. I contributi saranno concessi ai primi 12 in graduatoria. La presentazione delle domande dovrà avvenire secondo le indicazioni contenute nell'avviso.

Famiglie internazionali, adottato regolamento europeo

Il 25 giugno 2019, il Consiglio dell’UE ha adottato il regolamento (UE) 2019/1111 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e alla sottrazione internazionale di minori (rifusione). A gennaio era stato adottato dal Parlamento europeo. Il regolamento, che si applicherà dal 1° agosto 2022, costituisce la revisione del cosiddetto regolamento Bruxelles II bis e ha tra i principali obiettivi quello di migliorare le attuali norme che proteggono le persone di minore età nei casi di controversie a carattere transfrontaliero relative a responsabilità genitoriale, diritto di visita e sottrazione internazionale nell’UE, nel superiore interesse del minore.

Rispetto al precedente regolamento Bruxelles II bis, tra le altre cose, il regolamento 2019/1111 introduce l’obbligo di dare al minorenne un’opportunità effettiva di esprimere le proprie opinioni e dispone l’abolizione della dichiarazione di esecutività (exequatur) per tutte le decisioni in materia di responsabilità genitoriale, così rendendo più agevole la circolazione dei provvedimenti in Europa.

Dossier sui minorenni stranieri non accompagnati nei centri di accoglienza: “Chiediamo inclusione”

Quali sono i rischi, le vulnerabilità, i sogni e i bisogni dei minori stranieri non accompagnati (Msna) ospiti dei centri di prima e seconda accoglienza in Italia? La risposta arriva dal rapporto "L’ascolto e la partecipazione dei minori stranieri non accompagnati in Italia" frutto di un lavoro congiunto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Il dossier è stato presentato oggi al Museo dell’Ara Pacis a Roma dalla Garante Filomena Albano e dal Portavoce Unhcr per il Sud Europa Carlotta Sami.

Le visite

Ventidue le strutture visitate in 11 regioni per un totale di 203 minorenni coinvolti (età media 17 anni) di 21 nazionalità diverse. Nell’ambito delle visite sono stati realizzati focus group e attività di partecipazione e ascolto. Al termine sono state adottate dall’Autorità garante raccomandazioni che rappresentano la sintesi e la voce dei ragazzi che hanno preso parte all’attività.

Le problematiche

Tra le problematiche più segnalate, nell’80% dei centri visitati sono state rilevate diffuse e sostanziali carenze nelle informazioni e nelle attività di orientamento destinate ai ragazzi. Nel 53% è stata denunciata la mancanza di attività di socializzazione e nel 47% dei casi è risultato che la permanenza nei centri di prima accoglienza o emergenziali si è protratta ben oltre i 30 giorni massimi fissati dalla legge. I gestori dei centri hanno lamentato tempi lunghi per la nomina dei tutori. Insieme ai ragazzi hanno inoltre segnalato l’impossibilità di far giocare i giovani in squadre di calcio iscritte alla Figc, poiché per il tesseramento è richiesta la firma di autorizzazione da parte di un genitore.

Le richieste

L’80% dei minorenni coinvolti poi nelle attività di partecipazione ha chiesto approfondimenti e chiarimenti sulla procedura di richiesta di protezione internazionale e il 60% li ha chiesti sul funzionamento della Commissione territoriale, competente sulla valutazione delle richieste. Il 70% ha dichiarato di aver percepito ostilità o pregiudizi, mentre il 50% ha manifestato l’esigenza di condividere tempo e spazi con i coetanei italiani. Il 40% ha dichiarato di non essersi sentito coinvolto nelle scelte al proprio percorso legale in Italia.

Agia: ascolto e partecipazione

“Ascolto e partecipazione sono stati gli assi su cui è stato sviluppato il ricco e articolato piano di lavoro realizzato in questi due anni con UNHCR”, dice Filomena Albano. “Grazie all’ascolto è stato possibile impostare le attività di partecipazione avviate nel 2018. Pur trattandosi di attività sperimentali le azioni hanno rappresentato una grande occasione di crescita. I giovani ospiti del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) di Firenze e Pescara ad esempio hanno portato la loro testimonianza ai corsi di formazione per aspiranti tutori volontari. Quelli di Roma hanno partecipato a laboratori di fotografia che sono stati l’occasione per realizzare la mostra Io So(g)no, in esposizione al Museo dell’Ara Pacis dal 19 giugno. Le attività hanno permesso ai minori di sentirsi parte di un processo in cui loro, al pari degli adulti, sono stati parte attiva”.

Unhcr: collaborare con i minorenni

“Quasi la metà della popolazione rifugiata nel mondo è costituita da bambini, molti dei quali trascorrono tutta la loro infanzia lontano da casa”, dichiara Carlotta Sami. “E’ molto importante collaborare con i minori stessi per garantire loro protezione, rafforzando i meccanismi di partecipazione attiva nelle decisioni che li riguardano, anche attraverso la collaborazione con le autorità nazionali come Agia”.

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Obbligo seggiolini antiabbandono, l’Autorità garante chiede informazioni al Ministero

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha scritto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per sollecitare l’adozione del regolamento sull’introduzione dei seggiolini antiabbandono, strumento che punta a prevenire casi drammatici di bambini dimenticati in auto sotto il sole cocente. L’Autorità ha inoltre chiesto informazioni al Ministero sullo stato della procedura che porterà all’emanazione del decreto e, in attesa che ciò avvenga, sull’applicazione dell’obbligo. Infatti la legge 117 dell’ottobre dello scorso anno ha stabilito che i dispositivi siano obbligatori entro 120 giorni dall’adozione di un decreto destinato a fissare le caratteristiche tecnico funzionali dei seggiolini. In mancanza, l’obbligo di installazione sarebbe comunque scattato dal 1° luglio 2019. “In questi giorni di grande caldo e di famiglie che si muovono in auto è naturale interrogarsi in che modo trova applicazione una legge nata per proteggere i più piccoli e che è stata salutata con favore da più parti” commenta Filomena Albano. Ed è per questo che l’Autorità garante ha chiesto chiarimenti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Nota del 4 luglio 2019 (dispositivi antiabbandono nei veicoli chiusi)

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