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Minorenni autori di reato e vittime: “Una legge per la mediazione penale nel procedimento minorile”

Approvare una legge che introduca in Italia la possibilità di ricorrere alla mediazione penale nei procedimenti minorili e assicurare una presenza uniforme sul territorio nazionale dei servizi che la garantiscono. È quanto ha chiesto oggi l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) a Governo e Parlamento, in occasione del convegno “Incontrare la giustizia, incontrarsi nella giustizia” tenutosi questa mattina alla Camera dei Deputati. 

La mediazione penale consente un incontro che sembra impossibile, quello tra reo e vittima. Far incontrare, su base volontaria e assistiti da mediatori, i ragazzi che delinquono e le vittime dà la possibilità a queste ultime di vedersi riconosciute, di trovare ascolto, sostegno e una forma di riparazione. Permette invece ai primi di toccare con mano le conseguenze delle proprie azioni. Diventa luogo per la ricostruzione della fiducia e aiuta a comprendere che si è responsabili non per qualcosa, ma verso qualcuno” dice la Garante Filomena Albano. “Per la comunità, poi, è l’occasione per diffondere attraverso l’esperienza il senso delle regole, reinserire nella società ragazzi più consapevoli, aumentare il senso di sicurezza collettiva”.

Filomea Albano

Filomena Albano (foto di questa pagina: Camera dei Deputati)

Mediazione anche per gli under 14

Piuttosto poi che abbassare l’età dell’imputabilità a 12 anni – prosegue la Garante Filomena Albano – andrebbe inserito l’invito ai ragazzi minori di 14 anni che commettono un reato ad accedere alla mediazione penale”. L’Autorità garante conferma la propria contrarietà a un’incriminabilità degli under 14 e precisa: “Il fatto che non si intervenga penalmente non significa non intervenire. Anzi, bisogna essere tempestivi, approntare un intervento educativo proporzionato alla lacuna da colmare e la giustizia riparativa può essere uno strumento prezioso in questo senso”.

Giustizia penale e giustizia riparativa

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha illustrato le raccomandazioni inserite nel documento dell’Agia “La mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile”. “La giustizia penale – dice – e quella riparativa possono coesistere: la prima è quella della spada e della bilancia, la seconda è quella dell’ago e del filo, che ricuce e guarda al futuro”. Serve però una normativa ad hoc. “È la stessa legge istitutiva che assegna all’Autorità garante il compito di promuovere la cultura della mediazione – spiega Filomena Albano – Inoltre a sollecitare agli Stati l’introduzione della mediazione penale nel procedimento penale minorile sono anche l’Onu e il Consiglio d’Europa. Nell’attesa l’invito ai magistrati minorili è di incentivare l’utilizzo degli strumenti di giustizia riparativa, anche per dare uno spazio di ascolto alle vittime”.  In occasione del convegno sono stati presentati due pieghevoli, di cui uno tascabile per i ragazzi, realizzati dall’Agia e illustrati da Ilaria Orzali, destinati a essere diffusi nei 29 distretti minorili italiani per promuovere la mediazione penale.

Il convegno

Tra i partecipanti ai lavori, moderati dalla giornalista Nadia Zicoschi, la vice presidente della Camera Mara Carfagna intervenuta con un saluto scritto, la consigliera Loredana Micciché per il CSM e il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin. Sono intervenuti Vincenzo Starita, direttore generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e i professori Claudia Mazzucato e Pasquale Bronzo. Le esperienze di mediazione sono state raccontate da Giuseppe Spadaro presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna, da Elena Buccoliero (Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati) e dai mediatori Annina Sardara (Sassari), Giovanni Ghibaudi (Torino) e Alessandra Mercantini (Catanzaro). L’attore Andrea Amato ha dato voce ai ragazzi leggendo lettere e testimonianze.

 

Galleria

Cyberbullismo, il progetto Off Line arriva a Perugia

Farà tappa a Perugia, mercoledì 20 marzo, “Off Line – La vita oltre lo schermo”, il progetto nazionale itinerante promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza contro bullismo e cyberbullismo. All’incontro, che si svolgerà al Centro congressi Capitini a partire dalle ore 9, prenderanno parte 950 studenti provenienti da quattro scuole secondarie. Si tratta del terzo appuntamento di un tour inaugurato a Napoli il 26 febbraio con l'8 marzo seconda tappa a Forlì e che nei prossimi mesi raggiungerà altre otto città italiane.

Nel corso dell’evento sarà proiettato il docufilm “dodicidue” basato sulla vera storia di Alice, vittima per tre anni di vessazioni e maldicenze. Le sequenze saranno accompagnate dalla narrazione di Luca Pagliari, giornalista e storyteller, che al termine dell’incontro inviterà i ragazzi a uno scambio di opinioni e di esperienze.

“Il contrasto al bullismo e al cyberbullismo passa proprio dal coraggio di parlare che i ragazzi devono imparare ad acquisire. Per questo abbiamo promosso il progetto Off Line, che punta a scuotere le coscienze” dice la Garante Filomena Albano. “La storia di Alice – prosegue –  dimostrerà che la sofferenza e il disagio si possono superare condividendo il dolore e denunciando i soprusi subiti. Allo stesso modo ci auguriamo che quanto accadrà in sala possa essere di stimolo, per chi compie atti di bullismo o vi assiste, a prendere consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni e a capire che si è responsabili non per qualcosa ma verso qualcuno”.

Saranno presenti gli studenti del Liceo Scienze umane – economico sociali - linguistico "Assunta Pieralli", dell’Istituto tecnico tecnologico "Alessandro Volta", del Liceo scientifico "Galeazzo Alessi" e dell’Istituto tecnico economico tecnologico "Aldo Capitini".

Alfieri della Repubblica, l’Autorità garante: “Esempi di cittadinanza attiva e impegno”

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha partecipato questa mattina al Quirinale alla cerimonia di consegna degli attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” ai giovani che nel corso del 2018 si sono distinti per impegno e azioni coraggiose e solidali.

Protagonisti di azioni meritorie

I 29 ragazzi premiati dal Presidente Sergio Mattarella – tutti nati tra il 1999 e il 2008 – si sono resi protagonisti di azioni meritorie nel campo della promozione dei diritti delle persone con disabilità o infermità, della sensibilizzazione sulla prevenzione del bullismo e di comportamenti discriminatori, del sostegno a persone svantaggiate e in situazioni di difficoltà, della tutela e diffusione del patrimonio culturale e ambientale, di impegno nel volontariato e di atti di grande coraggio. Nel corso della cerimonia sono state consegnate anche quattro targhe per azioni collettive di altruismo e responsabilità verso il bene comune.

(foto: quirinale.it)

Filomena Albano: “I giovani sanno guardare gli altri”

“Questi ragazzi sono l’esempio di come anche i giovani siano in grado di guardare con sensibilità ai bisogni degli altri, di prendersi cura di chi vive in situazione di fragilità o disagio, di privilegiare la dimensione collettiva a quella strettamente individualistica”, commenta la Garante Albano. “Sono tutte storie estremamente positive che meritano di essere valorizzate, perché rappresentano esempi di cittadinanza attiva e di solidarietà. Mi auguro che possano essere di stimolo per tanti coetanei che sono alla ricerca di una strada da intraprendere e di un modello da imitare”.
 

(foto: quirinale.it)

Chi sono i nuovi Alfieri

Alfieri per promozione del patrimonio culturale e della tutela ambientale. Davide (Tricase, Lecce) ha organizzato eventi di promozione della lettura e della letteratura, Ginevra (Milano) si è impegnata nella promozione del patrimonio pianistico italiano e Ariane (Bolzano) si dedica ai temi della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile.

Alfieri per la sensibilizzazione sulle disabilità e sulle infermità. Claudia (Firenze) ha ideato un progetto per sensibilizzare gli studenti sulle problematiche relative ai disturbi dell’apprendimento, mentre Rebecca (Lucera, Foggia) ha aiutato una compagna di scuola con grave disabilità ad aprirsi agli altri. Filippo, Samuela ed Enrico (tutti e tre della provincia di Trento) hanno invece inventato una app per consentire a un compagno con disabilità di comunicare con gli altri.

Marcos (Milano) ha realizzato diverse opere sul tema della disabilità, Leonardo (Albano Laziale, Roma) offre sostegno attivo ai ragazzi con disabilità e Chiara (Viterbo) ha dimostrato personalmente che la diversità non rappresenta un limite.

Elena (Macerata) si prende cura della sorellina gravemente inferma, Giuseppe (Fragagnano, Taranto) è impegnato in attività di divulgazione per prevenire i rischi cardiovascolari, Nicolò, Luca ed Edoardo (della provincia di Rimini) hanno realizzato un busto ortopedico altamente tecnologico per un loro compagno di classe. Manuel (Genova) infine ha invece girato un film i cui proventi saranno destinati a una Onlus che opera presso l’ospedale Gaslini.

Alfieri per promozione della cultura della legalità, integrazione e sensibilizzazione nella prevenzione del bullismo. Lucia (Viterbo) si è particolarmente distinta in attività di promozione della cultura della legalità. Andrea (Civita Castellana, Viterbo) si è impegnato invece nella prevenzione del bullismo e dei comportamenti discriminatori. Alessandra (S. Lucia di Piavce, Treviso) rappresenta un simbolo di riscatto e di ribellione contro atti di emarginazione e scherno, mentre Roman (Sant’Eufemia Aspromonte, Reggio Calabria) è divenuto esempio positivo di integrazione nella sua comunità.

Alfieri per atti di coraggio, volontariato e solidarietà. Ci sono Luigi (Accumoli, Rieti), che ha dato prova di grande coraggio nei momenti drammatici del terremoto del 24 agosto del 2016 e Tancredi (Washington, USA), che ha salvato un uomo che rischiava di annegare in mare. Ci sono poi Jasmine (Prato), Angelica (Roma) e Alberto (Firenze), fortemente impegnati in attività di volontariato e in azioni concrete di solidarietà verso il prossimo. Ci sono infine Celeste (Cupra Marittima, Ascoli Piceno), che partecipa ad attività di attenzione verso chi vive in condizioni di fragilità, Anna (Napoli), che presta servizio in una mensa per anziani e ha svolto attività di tutoraggio per i coetanei in difficoltà e Jacopo (Rimini) che ha contribuito alla realizzazione di eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi.

 

Le targhe

Il reparto Agesci di Rutigliano (Bari) si è distinto nell’attività di sensibilizzazione sul rispetto dell’ambiente e la conservazione del patrimonio storico, mentre una classe di scuola primaria dell’istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Baone (Padova) si è sottoposta al vaccino antinfluenzale per proteggere una compagna immunodepressa.

In una classe della scuola primaria Annika Brandi di Riccione (Rimini), invece, la maestra ha insegnato il pronto intervento da mettere in atto in caso di crisi epilettiche di un compagno, stabilendo i compiti di ciascuno in caso di emergenza. Tommaso e Filippo (Milano) infine hanno realizzato una applicazione che, tra social e gioco, mira ad aumentare l’autostima dei ragazzi tra i 10 e i 16 anni.

L’Autorità garante al ministro Fontana: “Riavviare gli Osservatori nazionali”

Riavviare i lavori dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia e dell’Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile. È quanto ha chiesto, con una nota, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza al ministro per la famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana.

“Sono osservatori – osserva la Garante Filomena Albano – per i quali è importante mantenere per ciascuno la propria specificità e che hanno, ciascuno, un ruolo fondamentale nella programmazione e nel monitoraggio degli interventi per le persone di minore età. Inoltre, proprio a febbraio, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha chiesto, nelle raccomandazioni seguite alla relazione periodica dell’Italia, che sia rafforzato il ruolo dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, munendolo di risorse umane, tecniche e finanziarie”.

“Confido nella sensibilità del ministro Fontana – conclude la Garante – perché si arrivi a una celere ripresa dei lavori e lo ringrazio, sin da ora, per le azioni che vorrà porre in essere alla luce delle deleghe attribuitegli”.  L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, pur nel suo ruolo di organo super partes, partecipa in qualità di invitato permanente ai lavori di tutti e tre gli osservatori.

Mediazione penale e giustizia riparativa, convegno Agia alla Camera

Giovedì 21 marzo 2019, dalle ore 9, nella Sala della Lupa alla Camera dei Deputati, sarà presentato il documento “La mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile”.  In tale occasione saranno esposte le raccomandazioni che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano rivolge al legislatore e alle istituzioni.

Tra i partecipanti la vice presidente della Camera Mara Carfagna, per il CSM la consigliera Loredana Miccichè, la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza Licia Ronzulli e il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin.

In programma contributi dei professori Claudia Mazzucato (Università cattolica di Milano) e Pasquale Bronzo (Università “La Sapienza” di Roma) e di Vincenzo Starita, direttore generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.  Prevista, inoltre, l’illustrazione di esperienze di giustizia riparativa in Italia con Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna, Elena Buccoliero (Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati), Annina Sardara (Centro per la mediazione pacifica dei conflitti di Sassari), Giovanni Ghibaudi (Centro di mediazione penale di Torino) e Alessandra Mercantini (Servizio di giustizia riparativa e mediazione penale di Catanzaro). Interverrà l’attore Andrea Amato, che darà voce ai ragazzi.

Modera la giornalista del Tg1 - Rai Nadia Zicoschi.

Diretta alle ore 10 sulla web tv della Camera dei Deputati bit.ly/mediazionepenale

Il programma del convegno "Incontrare la giustizia, incontrarsi nella giustizia"

(aggiornato il 20 marzo 2019 - ore 15:42)

Avviso per chiedere “Geronimo Stilton e la Costituzione italiana raccontata ai ragazzi”

È stato pubblicato sul sito dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nella sezione Avvisi di Amministrazione trasparente, l’avviso per manifestazione di interesse a ricevere le copie del volume “Geronimo Stilton e la Costituzione italiana raccontata ai ragazzi” (scaricalo da qui). Potranno essere domandate fino a un massimo di 30 copie. Le richieste saranno evase, fino a esaurimento dei volumi a stampa. Sarà seguito l'ordine cronologico di ricezione. A tal fine farà fede la data e l’ora di arrivo dell’email certificata con la quale dovrà essere presentata la richiesta, da inviare all’indirizzo autoritagaranteinfanzia@pec.it. Le spese di spedizione saranno a carico dei richiedenti.

Affido condiviso, l’Autorità garante in Senato segnala le criticità

Numerose le criticità segnalate dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ascoltata oggi dalla commissione Giustizia del Senato sui disegni di legge in materia di affido condiviso. “No a una divisione predeterminata del tempo da trascorrere con i genitori – afferma la Garante Filomena Albano – ogni separazione è una storia a sé e l’interesse dei figli va valutato caso per caso, tenendo conto della singola situazione e in relazione alle fasi della crescita”.

“Bisogna mettere al centro dell’attenzione prima i figli e dopo le esigenze dei genitori”. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall’Autorità garante. “La bi-genitorialità è il diritto dei bambini e dei ragazzi ad avere una relazione piena, armoniosa, prevedibile e costante con entrambi i genitori. Per gli adulti è responsabilità e attenzione alle reali esigenze dei figli in crescita. L’amore non si misura con il tempo, ma con la cura e l’attenzione”.

Quanto al mantenimento in forma diretta, la Garante Albano evidenzia che “si rischia di mettere in evidenza la disparità economica tra genitori nei periodi di permanenza del figlio presso l’uno o l’altro, con inevitabili ripercussioni sull’esistenza del figlio e sulla qualità della relazione genitoriale”.

“Nei casi di rifiuto da parte del figlio di vedere un genitore – osserva ancora Filomena Albano – occorre indagarne le ragioni in relazione alla complessità di ogni singola situazione”.

Perplessità sono espresse anche in relazione al doppio domicilio, all’intervento dei nonni nel procedimento e alla videoregistrazione obbligatoria dell’ascolto dei minorenni nel corso del procedimento di separazione. “Potrebbe determinare un danno all’equilibrio personale ed affettivo del ragazzo, aggravato dalla possibilità delle parti di porgli domande” dice Filomena Albano.

La mediazione, secondo l’Autorità garante, va incentivata. “Ma non può essere pensata in forma obbligatoria perché è un percorso libero, partecipato, riservato e intimo che può essere efficace solo laddove i genitori prestino liberamente il proprio consenso a ricorrervi. Nell’ottica di promuovere la cultura della mediazione si potrebbe prevedere l’obbligatorietà di un primo incontro informativo”.

L’Autorità garante aveva inviato a novembre una sintesi del parere sui disegni di legge in materia di affido condiviso alla Commissione Giustizia del Senato in attesa di essere convocata in audizione.

Cyberbullismo, al via il progetto itinerante promosso dall’Autorità garante

Sarà inaugurato giovedì 28 febbraio a Napoli, dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza “Off Line – La vita oltre lo schermo”, progetto itinerante per la prevenzione e il contrasto di bullismo e cyberbullismo promosso dall’Agia in collaborazione con l’associazione Un’altra storia. Undici appuntamenti in tutto, che percorreranno l’Italia in una serie di tappe che tra febbraio e dicembre toccheranno anche le città di Forlì, Perugia, Como, Caltanissetta, Pordenone, Aosta, Verona, Cagliari, Pescara e Roma. In totale il progetto mira a coinvolgere più di 5000 adolescenti.

#dodicidue, la vera storia

Nel corso di ciascun evento, destinato agli studenti degli istituti superiori, sarà proiettato il docufilm “dodicidue” basato sulla vera storia di Alice, vittima per tre anni di vessazioni e maldicenze. Le sequenze saranno accompagnate dalla narrazione di Luca Pagliari, giornalista e storyteller, che al termine dell’incontro inviterà i ragazzi a uno scambio di opinioni e di esperienze.

Perché il progetto itinerante

“Per contrastare bullismo e cyberbullismo occorre spingere i ragazzi a parlarne – spiega la Garante Filomena Albano – per questo abbiamo promosso il progetto Off Line che punta proprio a scuotere le coscienze. La storia di Alice dimostra che la sofferenza e il disagio si possono superare condividendo il dolore e denunciando i soprusi subiti: il suo vissuto può essere di esempio per chi si trova a vivere lo stesso disagio e non trova il coraggio di esprimerlo. Allo stesso modo ci auguriamo che quanto accade in sala possa essere di stimolo, per chi compie atti di bullismo o vi assiste, a prendere consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni e a capire che si è responsabili non per qualcosa ma verso qualcuno.”

L'evento inaugurale a Napoli

L’evento inaugurale – ospitato dal Comune di Napoli – si svolgerà nella sala dei Baroni del Maschio Angioino, a partire dalle ore 9 del 28 febbraio 2019. Interverranno l’assessore al Welfare e l’assessore alla Scuola del Comune di Napoli, Roberta Gaeta e Annamaria Palmieri. Invitati il Sindaco Luigi De Magistris e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Campania Giuseppe Scialla.

Saranno presenti gli studenti del Liceo classico Vittorio Emanuele II – Garibaldi, del Liceo delle scienze umane Pasquale Villari, del Liceo scientifico Giuseppe Mercalli, dell’Istituto superiore M. Pagano-G.L. Bernini, dell’Istituto di istruzione secondaria superiore Antonio Serra e dell’Istituto tecnico economico statale Enrico Caruso.

"Test HIV: sì all’accesso autonomo per i minorenni, ma ad alcune condizioni”

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza si è espressa favorevolmente sulla possibilità di valutare l’introduzione di norme che consentano in Italia l’accesso ai test dell’HIV e per le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) da parte dei minorenni anche senza il preventivo consenso dei genitori. Questa la risposta alla richiesta di parere del ministero della Salute sulla liceità e opportunità di una legge in materia. 

Tre condizioni

“È però necessario siano rispettate tre condizioni” dice la Garante Filomena Albano. “La prima è che i test avvengano in un contesto protetto e dedicato nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. La seconda è che in caso di positività ai test i genitori o il tutore siano coinvolti al fine di garantire alla persona di minore età un adeguato supporto affettivo nella gestione della notizia e della terapia. Infine, è necessario promuovere capillarmente una cultura della prevenzione e l’educazione all’affettività e alle emozioni”. L’Autorità garante si è inoltre resa disponibile a fornire il proprio contributo al ministero della Salute già in fase di redazione di un eventuale disegno di legge in materia.

Il diritto alla salute

L’ordinamento italiano prevede la possibilità di derogare con legge al principio dell’acquisizione della capacità di agire al diciottesimo anno di età. E tra quelle già esistenti ce ne sono alcune destinate, tra l’altro, proprio a garantire il diritto alla salute delle persone di minore età. “La Convenzione di New York stabilisce infatti che gli stati assicurino il diritto dei minorenni ad accedere ai servizi sanitari al fine di tutelarne nel miglior modo possibile la salute” ricorda Filomena Albano.

La Consulta dei ragazzi

Il parere tiene conto anche delle osservazioni della Consulta dei ragazzi dell’Autorità garante, appositamente interpellata. I giovani hanno evidenziato, in particolare, l’opportunità di ricevere informazioni adeguate, a scuola, in altre sedi o attraverso campagne sociali e spot. Sulla necessità di una cultura della prevenzione e sull’educazione alla sessualità si era espressa, il 21 settembre 2017, la rete europea dei garanti (Enoc) con un’apposita raccomandazione, a suo tempo inviata dall’Agia al ministero della Salute e al Miur.

Il parere inviato al ministero della Salute

L’Autorità garante in Senato: “Sì al reato di matrimonio forzato”

“Introdurre in Italia il reato di matrimonio forzato è una proposta condivisibile, ma va considerato anche il matrimonio precoce”. È la posizione che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha espresso oggi alla commissione Giustizia del Senato in occasione dell’audizione sui disegni di legge in materia di costrizione matrimoniale nei confronti dei minorenni.  “Ho invitato la commissione a valutare se il matrimonio precoce vada considerato di per sé forzato, anche se il minorenne ha dato il proprio consenso. Le nozze precoci rischiano di privare le ragazzine del loro presente e del loro futuro, di condizionare la possibilità di scegliere un compagno di vita e di autodeterminarsi in maniera consapevole e libera”.

“È certo un’operazione complessa dare rilevanza penale a questa fattispecie – osserva la Garante –  ma andrebbe comunque fatta una valutazione approfondita per non lasciare un vuoto di tutela”. Il Comitato sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Onu, inoltre, ha appena rivolto all’Italia la raccomandazione di eliminare le eccezioni che consentono di celebrare il matrimonio ai minori di 18 anni. Nel merito delle proposte di legge all’esame della commissione Filomena Albano, nel concordare sull’opportunità di prevedere il reato di matrimonio forzato in armonia con la Convenzione di Instabul (contro la violenza sulle donne), ritiene fondamentale che la repressione penale sia accompagnata da un lavoro di prevenzione con famiglie e scuola, dalla costituzione di un Osservatorio che monitori il fenomeno e dalla previsione di reti di aiuto specifiche alle vittime.

Parere alla 2a Commissione permanente del Senato della Repubblica sulle proposte di legge n. 174 e n. 662 (matrimoni forzati e precoci)

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