EDITORIALE

La scuola è finita. Tempo di maturità, per tutti

 

La scuola è finita. Si chiude un anno scolastico iniziato nella speranza che fosse “più normale” del precedente e che, invece, ha costretto i ragazzi a fare i conti con l’incertezza. Un’incertezza alla quale ha contribuito un alternarsi di lezioni in presenza, quarantene, periodi di didattica integrata e settimane di didattica a distanza.

Ora quasi seimila scuole italiane hanno presentato progetti per assicurare in tre fasi, di cui una ispirata alla “normalità”, un’estate di raccordo. Un recupero di socialità e di sapere, in nome di diritti fondamentali di bambini e ragazzi, che va visto con estremo favore. È una grande opportunità e sarebbe un peccato non sfruttare le iniziative che il Ministero dell’istruzione ha approvato.

Gli studenti hanno vissuto un anno che si è rivelato faticoso, talora anche solo per poter seguire le lezioni. Le famiglie – e magari gli interessi economici del turismo – forse guardano, in un momento di “liberazione”, più alle vacanze. I bambini e i ragazzi, benché alcuni non si siano mostrati entusiasti, hanno l’occasione di sfruttare la scuola d’estate. Non saSi chiuderà solo un modo per recuperare qualche materia, ma sarà anche teatro, musica e sport. Momenti di socialità, ricreazione e maturazione, utili anche a chi non può permettersi un soggiorno fuori città.

Ci sono infine coloro per i quali la scuola non è ancora terminata. Si tratta degli studenti alle prese in questi giorni con gli esami della scuola secondaria di primo e di secondo grado. A loro va l’augurio di trovare la capacità di affrontare tali prove con la consapevolezza che la scuola è impegno ed esperienza di vita, più che un voto finale. Ai ragazzi della maturità vorrei ricordare che questa è una nuova sfida, la prima di altre che li attendono, e insieme un rito di passaggio nel mondo dei più grandi.

Un augurio va fatto anche agli adulti, non solo di infondere fiducia a chi sta oggi sotto esame e di mantenere alto il livello di impegno, come fatto finora, ma anche di non farsi trovare impreparati alla riapertura delle scuole a settembre. Per quella data ci saranno più persone vaccinate, e sarà positivo, ma dovranno anche esserci servizi, spazi e soluzioni adeguati ad assicurare istruzione e socialità ai minorenni. Un’altra prova di maturità e questa attende tutti, soprattutto comunità e istituzioni.

Carla Garlatti